Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 11087

Cassazione, sentenza n. 11087 del 28/04/2025

Sentenza n. 11087 del 28/04/2025

Un odontoiatra contestava l’accertamento analitico-induttivo di compensi non dichiarati ai fini IRPEF e IRAP, sostenendo l’assenza di un effettivo contraddittorio e l’erronea individuazione dello studio di settore. La Cassazione rileva che l’accertamento a tavolino riguardava tributi non armonizzati e si fondava anche su irregolarità e dati economici ulteriori rispetto allo studio di settore; dichiara inoltre inammissibili le censure volte a rivalutare fatti e prove o formulate in modo incompatibile. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con conferma dell’accertamento e condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
N. 10873

Cassazione, sentenza n. 10873 del 24/04/2025

Sentenza n. 10873 del 24/04/2025

La controversia riguardava il disconoscimento di costi ai fini IVA e IRAP nei confronti di una società, con conseguenti accertamenti IRPEF sui redditi di partecipazione dei soci. La Cassazione qualifica come apparente la motivazione della sentenza d’appello, perché limitata a una generica adesione alla decisione di primo grado e all’elencazione delle contestazioni dell’Ufficio, senza illustrare autonomamente le censure e le ragioni del loro rigetto. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
N. 10872

Cassazione, sentenza n. 10872 del 24/04/2025

Sentenza n. 10872 del 24/04/2025

L’accertamento recuperava maggiore IRAP qualificando come abusiva una cessione immobiliare infragruppo, ritenuta funzionale all’utilizzo di perdite IRES pregresse. La Cassazione afferma che, nel procedimento antielusivo applicabile, l’avviso deve motivare specificamente, a pena di nullità, sulle giustificazioni del contribuente; nel caso concreto mancava ogni valutazione dell’obiezione relativa all’assenza di un vantaggio fiscale ai fini IRAP. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso originario della società.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 10436

Cassazione, ordinanza n. 10436 del 22/04/2025

Rimborsi - Compensazione

Una società chiedeva il rimborso derivante dalla deduzione dall’IRES dell’IRAP relativa al personale, includendo l’imposta estinta mediante compensazione con un credito per ricerca e sviluppo. La Cassazione distingue il pagamento dal solo versamento materiale e afferma che la compensazione, quale modalità estintiva dell’obbligazione, consente la deduzione e il conseguente rimborso nei limiti di legge, fermo l’onere di provare esistenza e ammontare del credito utilizzato. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato respinto, con conferma dell’integrale rimborso riconosciuto nei gradi di merito.

  • IRAP
  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Ricerca e Sviluppo
N. 10394

Cassazione, ordinanza n. 10394 del 21/04/2025

IMU - Immobili merce - Esenzione

Il Comune contestava l’esenzione IMU riconosciuta nei gradi di merito a immobili-merce concessi in locazione per un periodo infrannuale. La Cassazione stabilisce che l’agevolazione richiede, per l’intero anno di riferimento, la permanente destinazione alla vendita e la libera disponibilità del fabbricato: anche una locazione transitoria interrompe tali condizioni e non consente di frazionare l’esenzione per i mesi residui. Il ricorso comunale è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria della Lombardia in diversa composizione.

  • IMU
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Locazione immobili
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 10363

Cassazione, sentenza n. 10363 del 19/04/2025

Sentenza n. 10363 del 19/04/2025

La controversia riguarda un accertamento sintetico IRPEF fondato su beni-indice e spese di mantenimento, tra cui un’autovettura che il contribuente allegava di avere acquistato soltanto nell’anno successivo a quello verificato. Il contribuente sosteneva inoltre che disponibilità provenienti da eredità, liquidazione previdenziale, cessioni immobiliari e pensione di un familiare convivente superassero la presunzione redditometrica, mentre i giudici di merito le avevano ritenute inidonee. Il testo fornito è interrotto durante l’esame dei motivi e non permette di ricostruire il principio conclusivo né l’esito pronunciato dalla Cassazione.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10211

Cassazione, ordinanza n. 10211 del 17/04/2025

Contenzioso tributario - Giudizio di appello - Documentazione prodotta tardivamente

Nel giudizio sul preavviso di iscrizione ipotecaria, il giudice d’appello aveva ritenuto inutilizzabili i documenti relativi alla notificazione degli atti presupposti perché depositati tardivamente in entrambi i gradi. La Cassazione afferma che il deposito tardivo in primo grado è sanato in appello: i fascicoli di parte restano infatti nel fascicolo d’ufficio sino al giudicato e i documenti sono automaticamente acquisiti al gravame, ferma la disciplina dei nuovi documenti. Accolto il ricorso dell’agente della riscossione, la decisione è stata cassata con rinvio per l’esame della documentazione e un nuovo giudizio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
N. 9918

Cassazione, ordinanza n. 9918 del 16/04/2025

Accertamento - Detassazione del reddito d'impresa reinvestito - Investimenti ambientali

La controversia riguardava la detassazione “Tremonti ambiente” per un impianto fotovoltaico, negata nei gradi di merito perché, alla data di abrogazione dell’agevolazione, non risultava ancora manifestata all’Amministrazione la volontà di avvalersene. La Cassazione ha stabilito che l’avvio del procedimento coincide invece con l’inizio effettivo della realizzazione dell’opera, rilevando i costi direttamente imputabili e la consegna dei beni destinati all’intervento, secondo l’art. 109 TUIR. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale perché applichi tale principio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9911

Cassazione, sentenza n. 9911 del 16/04/2025

Sentenza n. 9911 del 16/04/2025

L’accertamento contestava l’omessa contabilizzazione di un contributo ministeriale e la detrazione IVA relativa a costi di pubblicità, promozione e assistenza tecnica; i giudici di merito avevano sostanzialmente accolto le ragioni della contribuente. La Cassazione ha confermato che il contributo in conto esercizio rilevava quando era sorto con certezza il diritto a percepirlo, ma ha ritenuto sufficientemente specifico l’appello dell’Amministrazione sulla ripresa IVA, poiché la riproposizione delle ragioni dell’accertamento esprimeva inequivocamente il dissenso. Accolto il secondo motivo, ha cassato con rinvio per gli accertamenti di fatto necessari.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 9684

Cassazione, ordinanza n. 9684 del 14/04/2025

Accertamento - IVA - Frodi carosello - Prova

La controversia concerneva riprese IRES, IRAP e IVA relative a costi non inerenti e a fatture emesse da società ritenute cartiere, che il giudice d’appello aveva annullato reputando carente il supporto documentale dell’Ufficio. La Cassazione ha ribadito che, per le operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione deve provare con elementi oggettivi e specifici la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode; assolto tale onere, spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza esigibile. Ha accolto i motivi dal secondo al sesto, cassando con rinvio per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9446

Cassazione, sentenza n. 9446 del 10/04/2025

Sentenza n. 9446 del 10/04/2025

Un residente fiscale italiano, dipendente in Svizzera, aveva dedotto dal reddito convenzionale i contributi previdenziali obbligatori versati all’estero; l’Amministrazione e i giudici di merito ne avevano escluso la deducibilità. La Cassazione ha chiarito che l’esclusione dei contributi dalla determinazione convenzionale del reddito di lavoro dipendente non impedisce di dedurli dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 TUIR, in assenza di un espresso divieto. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, deciso nel merito accogliendo l’impugnazione originaria del contribuente.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9445

Cassazione, sentenza n. 9445 del 10/04/2025

Trust - Interposizione fittizia

La controversia riguardava sanzioni per omesso monitoraggio di attività estere che l’Amministrazione riteneva riconducibili al contribuente attraverso un trust meramente interposto; i giudici regionali avevano confermato, con riduzione dell’importo, la contestazione. La Cassazione ha osservato che, ai fini tributari, rileva il possesso effettivo del reddito formalmente attribuito a terzi, accertabile anche mediante presunzioni, senza che sia decisiva la distinzione civilistica tra interposizione reale e fittizia. Poiché il ricorso era privo di censure specifiche e mirava anche a rivedere accertamenti di fatto, è stato dichiarato inammissibile.

  • Trust
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9391

Cassazione, ordinanza n. 9391 del 10/04/2025

IVA - Prestazione resa nei confronti di Comandi militari - Regime di non imponibilità

Gli avvisi contestavano la non imponibilità IVA applicata alla vendita di gelati e prodotti di pasticceria presso una base militare; i giudici di merito avevano annullato gli atti, ritenendo le prestazioni rivolte a un organismo militare e funzionali al benessere della truppa. La Cassazione ha precisato che il regime dell’art. 72 del DPR 633/1972 richiede, oltre al destinatario qualificato, un collegamento oggettivo con lo sforzo comune di difesa e con lo stabilimento, la manutenzione o il funzionamento dei quartieri generali. Non emergendo tale collegamento dalla sentenza impugnata, ha ritenuto fondata la censura dell’Agenzia.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9448

Cassazione, sentenza n. 9448 del 10/04/2025

Sentenza n. 9448 del 10/04/2025

Il contribuente contestava un accertamento su redditi esteri non dichiarati, sostenendo tra l’altro che il raddoppio dei termini richiedesse la tempestiva presentazione della notizia di reato; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha ritenuto sufficiente, secondo la disciplina temporale applicabile, l’esistenza di seri indizi comportanti l’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla sua effettiva presentazione. Le ulteriori doglianze sul monitoraggio, sulla quantificazione delle disponibilità e sulle sanzioni erano inammissibili perché non censuravano la preliminare declaratoria d’inammissibilità dell’appello; il ricorso è stato integralmente dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9278

Cassazione, sentenza n. 9278 del 8/04/2025

Catasto - Microzone del territorio comunale - Art.2 DPR n.138/1998 - Inosservanza del termine - Successiva revisione parziale del classamento delle unità immobiliari - Illegittimità

Il contribuente chiedeva la disapplicazione della delibera comunale sulle microzone, adottata oltre il termine previsto dal DPR 138/1998, e il conseguente annullamento della revisione catastale che aveva elevato categoria e rendita di due immobili; i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione ha qualificato quel termine come ordinatorio: il potere sostitutivo ha funzione acceleratoria e il mancato rispetto delle scadenze non estingue il potere di delimitare le microzone. Ha quindi escluso che il ritardo rendesse illegittima la successiva revisione parziale del classamento e ha rigettato il ricorso.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9266

Cassazione, ordinanza n. 9266 del 8/04/2025

Ordinanza n. 9266 del 08/04/2025

La controversia riguardava la sanzione per mancato pagamento del maggior contributo unificato, ridotta nei gradi di merito applicando i criteri generali sulla gravità della violazione e sulle condizioni dell’autore. La Cassazione ha invece ritenuto speciale la disciplina del testo unico sulle spese di giustizia, che rinvia all’art. 71 del DPR 131/1986 e commisura la sanzione, tra il 100 e il 200 per cento, ai giorni di ritardo; ha inoltre giudicato sufficiente la motivazione per relationem all’invito di pagamento. Ha cassato senza rinvio e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

N. 9192

Cassazione, sentenza n. 9192 del 8/04/2025

Avvisi di accertamento esecutivi - Intimazioni di pagamento - Sanzioni amministrative tributarie - Interessi - Art. 21 D.Lgs. n. 74/2000

Il contribuente impugnava intimazioni successive ad avvisi di accertamento esecutivi, contestando motivazione, interessi, aggio ed esigibilità delle sanzioni in pendenza del procedimento penale; entrambi i gradi di merito avevano respinto i ricorsi. La Cassazione ha affermato che, in assenza di una precedente sanzione definitiva, non occorre coordinare il trattamento amministrativo con quello penale e che l’intimazione può essere notificata anche se il giudizio non ha rideterminato il debito. Ha inoltre reputato sufficiente, per gli interessi, il richiamo agli atti impositivi presupposti e ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9099

Cassazione, sentenza n. 9099 del 7/04/2025

Sentenza n. 9099 del 07/04/2025

La controversia riguardava le sanzioni per omessa dichiarazione di attività finanziarie detenute all’estero e, in particolare, l’annullamento disposto nei gradi di merito per alcune annualità. La Cassazione ha rilevato che il giudice regionale si era limitato ad aderire alla pronuncia di primo grado, senza esaminare autonomamente le specifiche censure dell’Agenzia delle Entrate: tale motivazione per relationem è apparente e determina la nullità della sentenza. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la decisione è stata cassata con rinvio al giudice tributario di secondo grado.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Sanzioni
  • Estero
  • Accertamento fiscale
N. 9097

Cassazione, sentenza n. 9097 del 7/04/2025

Sentenza n. 9097 del 07/04/2025

Il contribuente contestava un preavviso di fermo amministrativo, invocando, tra l’altro, l’annullamento di una delle cartelle presupposte, vizi di notificazione e la strumentalità dell’autovettura rispetto alla propria attività professionale. La Cassazione ha confermato che la caducazione di una sola cartella non incideva sull’efficacia delle altre e ha giudicato inammissibili le ulteriori censure, perché formulate promiscuamente, precluse dalla doppia conforme o prive di confronto con le autonome ragioni della decisione impugnata; inoltre, nei gradi di merito non era stata provata la strumentalità del veicolo. Il ricorso è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Autovetture e Fisco
N. 9096

Cassazione, sentenza n. 9096 del 7/04/2025

Sentenza n. 9096 del 07/04/2025

L’accertamento riguardava redditi di capitale non dichiarati per il 2009, attribuiti al contribuente sul presupposto che un trust estero fosse uno schermo fittizio; i giudici di merito avevano valorizzato la permanenza in capo al disponente di poteri di gestione e controllo. La Cassazione ha ritenuto il ricorso privo di motivi specifici e diretto prevalentemente a rivalutare fatti riservati al giudice di merito. Ha inoltre precisato che l’interposizione tributaria comprende quella reale e quella fittizia e che, essendo stata accertata la detenzione diretta delle attività estere, gli obblighi di monitoraggio gravavano sul contribuente già secondo la disciplina originaria; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Trust
  • IRPEF
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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