Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 14997

Cassazione, ordinanza n. 14997 del 4/06/2025

Processo tributario - Vizio di omessa pronuncia

L’accertamento di maggior reddito da lavoro autonomo e IVA derivava da indagini finanziarie avviate dopo una verifica presso soggetti terzi; il contribuente invocava il giudicato relativo a un’altra annualità e il termine dilatorio dello Statuto del contribuente. La Cassazione ha escluso l’estensione del giudicato a una conseguenza giuridica e ha precisato che la garanzia dei sessanta giorni spetta al soggetto sottoposto a verifica nei propri locali, non al terzo raggiunto da autonome indagini bancarie. Respinte le prime quattro censure, ha invece ritenuto fondata quella sull’omessa pronuncia riguardo agli ulteriori motivi ritualmente riproposti in appello.

N. 14995

Cassazione, sentenza n. 14995 del 4/06/2025

Sentenza n. 14995 del 04/06/2025

La ripresa per IRES, IVA e IRAP riguardava operazioni ritenute oggettivamente inesistenti e la responsabilità degli ex soci di una società cancellata. La Cassazione ha censurato il giudice regionale per avere richiesto all’Agenzia una prova inconfutabile, poiché l’inesistenza può essere dimostrata mediante presunzioni gravi, precise e concordanti, cui segue l’onere della prova contraria del contribuente; ha inoltre giudicato apparente la motivazione sulla posizione degli ex soci. Accolti il ricorso principale e il primo motivo incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 14993

Cassazione, sentenza n. 14993 del 4/06/2025

Sentenza n. 14993 del 04/06/2025

Il contribuente contestava un accertamento dichiarato tardivamente impugnato dal giudice regionale, che aveva ritenuto valida la notificazione mediante il rito dell’irreperibilità assoluta. La Cassazione ha affermato che il messo deve indicare concretamente le ricerche svolte per verificare che il destinatario non abbia più abitazione, ufficio, azienda o sede nel Comune del domicilio fiscale; formule generiche o modelli prestampati non consentono il controllo dell’operato. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

N. 14990

Cassazione, sentenza n. 14990 del 4/06/2025

Avviso di accertamento - Notifica

La controversia concerneva la tempestività del ricorso contro un accertamento IRPEF notificato secondo la procedura dell’irreperibilità assoluta, ritenuta valida dal giudice d’appello. La Cassazione ha precisato che il messo notificatore deve descrivere le ricerche concretamente effettuate nel Comune del domicilio fiscale: la sola dicitura generica o la sottoscrizione di un modello prestampato rende invalida la notifica, mentre l’ulteriore raccomandata non supera tale carenza. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la decisione è stata cassata con rinvio.

N. 14989

Cassazione, sentenza n. 14989 del 4/06/2025

Sentenza n. 14989 del 04/06/2025

Due accertamenti riguardavano, rispettivamente, tributi dovuti da una società a ristretta base e l’IRPEF sugli utili extracontabili imputati al socio; dopo la riunione degli appelli, il giudice regionale aveva motivato soltanto sulla seconda posizione. La Cassazione ha ritenuto che la successiva correzione del dispositivo non eliminasse l’omessa pronuncia e l’assoluta carenza di motivazione sull’appello relativo alla società. Ha inoltre riconosciuto l’applicabilità del raddoppio dei termini anche all’accertamento del socio, accolto il ricorso dell’Agenzia, respinto quello incidentale e cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14940

Cassazione, sentenza n. 14940 del 4/06/2025

Sentenza n. 14940 del 04/06/2025

L’Agenzia aveva imputato al contribuente un reddito di partecipazione, assumendo che fosse socio di fatto di più società olandesi considerate operanti in Italia; i giudici di merito avevano escluso la prova del fondo comune, dell’affectio societatis e della partecipazione a utili e perdite. La Cassazione ha rilevato che il ricorso non indicava analiticamente gli elementi presuntivi trascurati e non si confrontava con la motivazione impugnata. Esclusi anche l’obbligo di riunione e quello di sospensione in attesa dei giudizi riguardanti le società, il ricorso dell’Agenzia è stato respinto.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società
  • Estero
  • Contenzioso
N. 14939

Cassazione, sentenza n. 14939 del 4/06/2025

Sentenza n. 14939 del 04/06/2025

L’accertamento imputava al contribuente un reddito di partecipazione quale presunto socio di fatto di una società olandese ritenuta operante in Italia; entrambi i giudici di merito avevano escluso la prova degli elementi costitutivi del rapporto sociale. La Cassazione ha ritenuto adeguata tale motivazione, osservando che l’Agenzia non aveva illustrato specificamente gli indizi relativi a fondo comune, affectio societatis e ripartizione di utili e perdite, mentre l’attività lavorativa poteva essere diversamente qualificata. Sono state respinte anche le censure sulla mancata riunione e sulla sospensione obbligatoria del processo.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società
  • Estero
  • Contenzioso
N. 14936

Cassazione, sentenza n. 14936 del 4/06/2025

Sentenza n. 14936 del 04/06/2025

L’Agenzia delle Entrate aveva imputato al contribuente un reddito di partecipazione, ritenendolo socio di fatto di una società olandese considerata esterovestita; entrambi i giudici di merito avevano però escluso la prova del rapporto sociale. La Cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione d’appello e non specificamente contrastata la valutazione sull’assenza di fondo comune, affectio societatis e accordi di ripartizione di utili e perdite. Ha quindi respinto i motivi relativi alla motivazione apparente, alla prova presuntiva e al litisconsorzio, escludendo altresì che le sentenze penali depositate precludessero il giudizio tributario.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 14923

Cassazione, ordinanza n. 14923 del 4/06/2025

Accertamento - Interessi passivi - Edifici residenziali e commerciali - Contabilità aziendale - Prova di resistenza

L’Ufficio aveva recuperato il maggior reddito d’impresa derivante dal disconoscimento degli interessi passivi su finanziamenti contratti da un’impresa edilizia, mentre i giudici di merito ne avevano riconosciuto la deducibilità sulla base della contabilità e del collegamento con i cantieri. La Cassazione ha precisato che la norma richiede un collegamento tra prestito e costruzione o ristrutturazione, lasciando al giudice di merito l’individuazione dei finanziamenti pertinenti. Poiché il ricorso sollecitava una nuova valutazione delle prove, la Corte lo ha dichiarato inammissibile e ha confermato l’esito favorevole alla contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 14921

Cassazione, ordinanza n. 14921 del 4/06/2025

Accertamento - IVA - Fiscalità privilegiata - Interessi su prestito - Black list

L’accertamento riguardava costi sostenuti con operatori di Paesi a fiscalità privilegiata, interessi su un finanziamento infragruppo e violazioni IVA connesse al reverse charge; il giudice d’appello aveva parzialmente accolto le difese della contribuente. La Cassazione ha confermato la valutazione sulla prova delle operazioni estere e sulla rinuncia agli interessi, ma ha rilevato l’omessa pronuncia su una ripresa e ha escluso che l’omessa autofatturazione e registrazione fosse meramente formale, poiché pregiudicava i controlli. Accolti il secondo e il quarto motivo, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 14883

Cassazione, ordinanza n. 14883 del 3/06/2025

IMU - Rimborso

La controversia riguardava il rimborso dell’IMU versata su un terreno qualificato edificabile da un piano urbanistico successivamente annullato; il giudice regionale aveva riconosciuto al contribuente il diritto alla restituzione. La Cassazione ha affermato che l’annullamento del piano non elimina automaticamente la rilevanza fiscale dell’edificabilità, anche di fatto, né fonda un diritto al rimborso per gli anni precedenti, salvo quanto eventualmente previsto dal regolamento comunale. Ha accolto i ricorsi del Comune e del concessionario, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14823

Cassazione, sentenza n. 14823 del 2/06/2025

Sentenza n. 14823 del 02/06/2025

Gli eredi chiedevano il rimborso dell’imposta di donazione pagata per il superamento delle franchigie, contestando il cumulo delle precedenti donazioni; i giudici di merito avevano respinto la domanda. La Cassazione ha distinto il coacervo successorio, implicitamente abrogato dopo il passaggio dalle aliquote progressive a quelle fisse, dal coacervo donativo, che continua a operare per determinare la franchigia dell’imposta sulle donazioni. Esclusa anche un’anomalia motivazionale rilevante, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando il diniego di rimborso formatosi per silenzio dell’Amministrazione.

N. 14821

Cassazione, sentenza n. 14821 del 2/06/2025

Sentenza n. 14821 del 02/06/2025

L’accertamento recuperava l’imposta di successione sulle disponibilità finanziarie estere emerse mediante collaborazione volontaria e non comprese nelle dichiarazioni successorie; i giudici di merito avevano ritenuto tempestiva e adeguatamente motivata la pretesa. La Cassazione ha qualificato la richiesta di accesso alla procedura come evento sopravvenuto generatore dell’obbligo di dichiarazione integrativa, applicando il termine quinquennale, e ha escluso che i criteri adottati per altre imposte potessero fondare affidamento sulla diversa obbligazione successoria. Ha inoltre confermato l’individuazione dell’unica erede quale soggetto passivo e ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Dichiarazioni
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 14820

Cassazione, sentenza n. 14820 del 2/06/2025

Sentenza n. 14820 del 02/06/2025

I giudici regionali avevano ritenuto estinti per confusione i crediti relativi all’imposta di successione, in conseguenza della confisca dei beni ereditari. La Cassazione ha chiarito che tale effetto presuppone la definitività della confisca e opera soltanto nei limiti dei beni e dei debiti interessati; al momento della decisione impugnata, tuttavia, il provvedimento non era ancora definitivo. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, assorbito la censura incidentale sulla definizione agevolata e rinviato al giudice regionale per gli accertamenti sull’oggetto della confisca e sui beni colpiti dagli avvisi.

N. 14818

Cassazione, sentenza n. 14818 del 2/06/2025

Sentenza n. 14818 del 02/06/2025

La lite traeva origine dalla rettifica dei valori dichiarati per un trasferimento immobiliare ai fini dell’imposta di registro; i contribuenti avevano contestato l’impiego dei valori OMI e la mancata considerazione delle condizioni e delle locazioni degli immobili. In pendenza del ricorso per cassazione, essi avevano aderito alla definizione agevolata, presentando tempestivamente la domanda e pagando le rate, circostanze riconosciute dall’Agenzia. Senza esaminare i motivi sul merito dell’accertamento, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14817

Cassazione, sentenza n. 14817 del 2/06/2025

Sentenza n. 14817 del 02/06/2025

L’Agenzia aveva incluso nell’asse ereditario una partecipazione estera e un credito per finanziamento soci risultante dal bilancio della società, mentre i giudici di merito avevano ritenuto gli indizi insufficienti e credibile la ricostruzione contraria degli eredi. La Cassazione ha affermato che le scritture contabili fanno sorgere contro l’imprenditore una presunzione semplice, superabile con prova contraria e liberamente valutabile insieme agli altri elementi acquisiti. Ritenendo che il ricorso mirasse a rinnovare l’apprezzamento delle prove adeguatamente motivato dal giudice regionale, la Corte lo ha rigettato.

  • Imposte indirette
  • Contabilità e Bilancio
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14813

Cassazione, ordinanza n. 14813 del 2/06/2025

Accertamento - Costi indebitamente dedotti - Oneri Poliennali SWAP - Derivati speculativi

L’accertamento aveva disconosciuto, ai fini IRES e IRAP, costi relativi a un interest rate swap ritenuto speculativo e un contributo associativo, entrambi invece ammessi dai giudici di merito. La Cassazione ha ricordato che una società non finanziaria deve provare la funzione di copertura del derivato, la correlazione con le attività o passività coperte e le relative evidenze interne; nel caso concreto, però, la qualificazione dello swap come copertura derivava dall’interpretazione delle clausole contrattuali, non censurata secondo i pertinenti criteri. Confermata anche la deduzione del contributo con motivazione corretta, la Corte ha respinto il ricorso.

N. 14800

Cassazione, ordinanza n. 14800 del 2/06/2025

Reddito d'impresa - Benefici PEX - Immobile strumentale in costruzione

La controversia riguardava il recupero di maggiore IRES per il disconoscimento della PEX sulla plusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione, poiché la partecipata, nel periodo considerato, stava costruendo tramite terzi un immobile destinato all’attività alberghiera. La Corte ha affermato che la costruzione dell’immobile strumentale non esclude il requisito della commercialità quando sia diretta a creare l’apparato organizzativo dell’impresa e sia provato il successivo avvio, nello stesso immobile, dell’attività programmata. È stato quindi respinto il ricorso dell’Agenzia, confermando l’annullamento dell’accertamento; il ricorso incidentale condizionato è rimasto assorbito.

  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 140544

Cassazione, sentenza n. 140544 del 30/05/2025

Sentenza n. 140544 del 30/05/2025

Per il 2017 il Comune aveva accertato l’omesso versamento di IMU e TASI su una piattaforma marina non accatastata, determinando la base imponibile mediante i valori contabili della contribuente; i giudici regionali avevano escluso soltanto alcuni macchinari e impianti. La società sosteneva che il Comune fosse privo di potestà impositiva sul tratto di mare interessato. La Cassazione dichiara infondata tale censura, affermando che nel mare territoriale possono concorrere i poteri statali e locali e confermando, nei passaggi disponibili, anche l’ammissibilità del criterio contabile; il dispositivo conclusivo non è riportato nei dati.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 140543

Cassazione, sentenza n. 140543 del 30/05/2025

Sentenza n. 140543 del 30/05/2025

La controversia riguarda l’accertamento di IMU e TASI per il 2018 su una piattaforma situata nelle acque territoriali, con base imponibile ricavata dai valori contabili perché il bene non era accatastato. Dopo che la CTR aveva mantenuto la tassazione della struttura, delle cabine e del modulo alloggi, escludendo altri impianti, la contribuente contestava la potestà del Comune costiero. La Cassazione respinge questa censura, ritenendo compatibili i poteri locali con quelli statali sul mare territoriale e richiamando l’imponibilità delle piattaforme; il dispositivo complessivo non figura nei dati forniti.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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