Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 15595

Cassazione, sentenza n. 15595 del 11/06/2025

Sentenza n. 15595 del 11/06/2025

L’avviso attribuiva all’asserito amministratore di fatto di una società di capitali le maggiori imposte e le sanzioni connesse a fatture per operazioni inesistenti. Nel giudizio di rinvio, la CTR aveva annullato l’atto perché l’Ufficio non aveva dimostrato, mediante elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, né l’amministrazione di fatto né la natura di cartiera della società. La Cassazione ha ritenuto la motivazione comprensibile e non contraddittoria, precisando che una diversa valutazione delle prove non è consentita in sede di legittimità, e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

N. 15593

Cassazione, sentenza n. 15593 del 11/06/2025

Sentenza n. 15593 del 11/06/2025

La controversia riguardava le sanzioni poste solidalmente a carico dell’amministratore di fatto di una società, annullate nei gradi di merito. Senza esaminare le censure sostanziali dell’Agenzia delle Entrate, la Cassazione ha dichiarato tardivo il ricorso: dopo l’insuccesso della prima notifica, non imputabile alla ricorrente, il procedimento notificatorio era stato ripreso oltre trenta giorni e senza allegare circostanze eccezionali. La Corte ha ribadito che la rinnovazione deve essere attivata immediatamente e, salvo prova rigorosa contraria, entro la metà del termine previsto per l’impugnazione.

N. 15582

Cassazione, sentenza n. 15582 del 11/06/2025

Sentenza n. 15582 del 11/06/2025

Una società contestava la TARES 2014 relativa a locali destinati alla ristorazione, sostenendo che l’immobile fosse stato interamente sublocato. La Cassazione ha chiarito che il contratto di sublocazione non era decisivo: in mancanza della denuncia, anche tardiva nei termini, di cessazione dell’occupazione, l’esonero per le annualità successive richiede che il tributo sia stato assolto dal nuovo occupante, circostanza non verificatasi. Esclusa inoltre una mancata contestazione del Comune sul permanere dell’occupazione, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell’accertamento.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Processo tributario
N. 15565

Cassazione, sentenza n. 15565 del 11/06/2025

Sentenza n. 15565 del 11/06/2025

La controversia investiva un accertamento TARSU/TIA 2010-2012 emesso dal raggruppamento concessionario, contestato per la soggettività passiva della contribuente e per la mancata iscrizione all’albo ministeriale di una delle imprese associate. La Cassazione ha ritenuto preclusa dal giudicato esterno la questione dell’occupazione dei locali e ha affermato che, in un raggruppamento misto, l’iscrizione è richiesta alle imprese che svolgono accertamento e riscossione, non a quelle con funzioni secondarie di supporto. Dichiarata l’estraneità del Comune al rapporto, ha rigettato il ricorso per il resto.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 15522

Cassazione, sentenza n. 15522 del 10/06/2025

Sentenza n. 15522 del 10/06/2025

La società impugnava l’accertamento TARSU per il 2012 deducendo, tra l’altro, il difetto di potere del sottoscrittore, la mancata iscrizione all’albo ministeriale dell’intero raggruppamento concessionario e l’assenza di contraddittorio preventivo. La Cassazione ha ritenuto valida la firma del legale rappresentante dell’impresa incaricata delle attività principali, munito di procura della capogruppo, e ha escluso che il raggruppamento o l’impresa addetta alle sole prestazioni accessorie dovessero essere iscritti all’albo. Confermata anche l’insussistenza, per il tributo non armonizzato, di un obbligo generale di contraddittorio, la Corte ha lasciato fermo l’accertamento relativo al 2012.

N. 15520

Cassazione, sentenza n. 15520 del 10/06/2025

Sentenza n. 15520 del 10/06/2025

La CTR aveva annullato un accertamento TARSU 2011-2012 perché riteneva il raggruppamento concessionario privo di legittimazione e capacità impositiva, non risultando iscritti all’albo ministeriale né il raggruppamento né tutte le imprese aderenti. La Cassazione ha precisato che il raggruppamento temporaneo è una mera aggregazione di scopo e non un autonomo soggetto giuridico; inoltre, nei raggruppamenti misti, l’iscrizione è richiesta alle imprese che svolgono le attività principali di accertamento e riscossione, non a quelle incaricate esclusivamente di servizi secondari o accessori. Ha quindi accolto il ricorso del concessionario e cassato la decisione impugnata.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 15518

Cassazione, sentenza n. 15518 del 10/06/2025

Sentenza n. 15518 del 10/06/2025

La società contestava accertamenti TARSU 2010-2012, deducendo l’illegittimità delle tariffe, il difetto di legittimazione del raggruppamento concessionario, l’invalidità della sottoscrizione, la carenza di motivazione e l’omesso contraddittorio. La Cassazione ha confermato che il raggruppamento non necessita di autonoma iscrizione all’albo e che tale requisito non è richiesto all’impresa incaricata di compiti meramente complementari, purché le attività principali di accertamento e riscossione siano svolte da imprese iscritte. Ritenute infondate o inammissibili anche le ulteriori censure, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso della contribuente.

N. 15445

Cassazione, sentenza n. 15445 del 10/06/2025

Sentenza n. 15445 del 10/06/2025

L’Agenzia delle Entrate aveva assoggettato a IRPEF, come reddito diverso del 2008, un provento illecito di 100.000 euro, mentre il contribuente contestava soprattutto la motivazione e la valutazione delle prove compiute in appello. La Cassazione ha ritenuto chiaramente percepibile la motivazione con cui il giudice regionale aveva ricondotto a quell’anno la consegna del denaro; ha inoltre escluso che in sede di legittimità potesse rinnovarsi l’esame del fatto. Tutti i motivi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna alle spese.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15443

Cassazione, sentenza n. 15443 del 10/06/2025

Sentenza n. 15443 del 10/06/2025

La controversia riguardava una cartella per IRPEF e addizionali, contestata sotto i profili della rappresentanza dell’agente della riscossione, della notificazione, dell’impugnabilità diretta del ruolo e della prescrizione. La Cassazione ha ritenuto legittima la difesa mediante avvocati del libero foro nel contenzioso tributario, valida la notifica per irreperibilità relativa e ammissibile l’invio tramite PEC della copia informatica senza firma digitale. Ha inoltre escluso l’interesse all’impugnazione diretta del ruolo dopo la regolare notifica della cartella; il motivo sull’ipoteca è rimasto assorbito e quello sulla decadenza è stato dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15280

Cassazione, sentenza n. 15280 del 9/06/2025

Sentenza n. 15280 del 09/06/2025

La società chiedeva il rimborso delle tasse erariali e portuali versate sulle merci imbarcate verso la Grecia; l’Amministrazione lo aveva negato sostenendo che l’onere fosse stato trasferito ai clienti, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto il rimborso. La Cassazione ha ricondotto la disciplina all’ordinamento unionale e precisato che la traslazione del tributo non dimostra automaticamente un ingiustificato arricchimento, la cui prova grava sull’Amministrazione. Il relativo motivo è stato dichiarato inammissibile e comunque infondato; inammissibile anche la domanda di manleva, estranea alla giurisdizione tributaria.

N. 15278

Cassazione, sentenza n. 15278 del 9/06/2025

Sentenza n. 15278 del 09/06/2025

La lite concerneva il rimborso di tasse erariali e portuali applicate a merci trasportate verso la Grecia, negato dall’Amministrazione per l’asserita traslazione dell’onere su terzi e riconosciuto nei precedenti gradi. La Cassazione ha affermato la rilevanza unionale della disciplina: il semplice trasferimento del tributo nel prezzo non prova necessariamente l’arricchimento ingiustificato, che deve essere dimostrato dall’Amministrazione considerando tutte le circostanze economiche. La censura è stata dichiarata inammissibile e comunque infondata; la domanda di manleva verso l’autorità portuale è stata ritenuta estranea alla giurisdizione tributaria.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 15257

Cassazione, sentenza n. 15257 del 8/06/2025

Sentenza n. 15257 del 08/06/2025

Nel giudizio relativo alla maggiore IMU 2012 sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica, l’ente contribuente aveva aderito alla rottamazione quater e chiesto la sospensione dopo una proposta di definizione accelerata; il consigliere delegato aveva invece dichiarato estinto il ricorso per mancata richiesta di decisione. La Cassazione ha stabilito che l’istanza di sospensione non equivale alla specifica richiesta di decisione prevista dall’art. 380-bis e che l’adesione alla definizione agevolata non sospende automaticamente il processo. Ha quindi rigettato la revocazione e dichiarato estinto il giudizio originario, compensando le spese.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Rottamazione quater
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 15256

Cassazione, sentenza n. 15256 del 8/06/2025

Sentenza n. 15256 del 08/06/2025

Il contribuente aveva impugnato un elenco di cartelle non pagate, qualificato dai giudici di merito come atto non autonomamente impugnabile, ma durante il giudizio di cassazione ha aderito alla rottamazione quater e rinunciato espressamente al ricorso. La Corte ha chiarito che la rinuncia in cassazione è un atto unilaterale efficace senza accettazione della controparte, richiesta soltanto ai fini della disciplina delle spese. Il processo è stato pertanto dichiarato estinto, senza decisione sulle originarie contestazioni relative a ruolo, prescrizione e rappresentanza dell’agente della riscossione; le spese sono state compensate.

  • Riscossione
  • Rottamazione quater
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15144

Cassazione, ordinanza n. 15144 del 6/06/2025

Accertamento - Regime emergenziale - Sisma Abruzzo

Un professionista colpito dal sisma abruzzese contestava un accertamento fondato su movimenti bancari non giustificati e chiedeva la riduzione del 60% prevista dalla disciplina emergenziale per i periodi 2009 e 2010. La Cassazione ha limitato il beneficio ai tributi dichiarati e già interessati dalla sospensione, escludendolo per quelli accertati successivamente, anche se riferiti agli stessi anni; ha inoltre confermato che i dati bancari trasferiscono al contribuente l’onere di una prova analitica sui singoli versamenti. Il ricorso, comprese le censure sulle sanzioni, è stato integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Professionisti
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 15129

Cassazione, sentenza n. 15129 del 6/06/2025

Sentenza n. 15129 del 06/06/2025

L’Agenzia delle Entrate aveva appellato l’annullamento di un accertamento IRES e IRAP relativo, tra l’altro, a costi verso operatori di paesi a fiscalità privilegiata e a ricavi non contabilizzati; la Commissione regionale aveva giudicato tardivo l’appello. La Cassazione ha affermato che, per le controversie definibili, la sospensione straordinaria di nove mesi dei termini d’impugnazione opera automaticamente e assorbe quella feriale. Poiché il termine così ricalcolato scadeva il 7 febbraio 2020, l’appello notificato il 5 febbraio era tempestivo; la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15128

Cassazione, sentenza n. 15128 del 6/06/2025

Sentenza n. 15128 del 06/06/2025

La controversia aveva per oggetto una sanzione di 50.000 euro collegata all’indicazione, ritenuta irregolare dall’Ufficio, di costi sostenuti verso fornitori situati in paesi a fiscalità privilegiata; il giudice regionale aveva dichiarato tardivo l’appello dell’Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha rilevato che la sospensione di nove mesi prevista per le liti fiscali definibili opera automaticamente, indipendentemente dall’intenzione della parte di aderire alla definizione, e non si cumula con la sospensione feriale. L’appello era quindi tempestivo: la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice tributario di secondo grado.

N. 15125

Cassazione, sentenza n. 15125 del 6/06/2025

Sentenza n. 15125 del 06/06/2025

L’Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità dei costi di trasporto sostenuti con operatori residenti in paesi a fiscalità privilegiata, già riconosciuta dai giudici di merito sulla base della documentazione dell’esecuzione e dell’intervento di broker nella scelta delle controparti. La Cassazione ha ricordato che l’indeducibilità è esclusa, alternativamente, dall’effettiva attività commerciale dell’impresa estera oppure dall’interesse economico concreto e dall’esecuzione dell’operazione. Poiché la censura mirava a una nuova valutazione delle prove e delle circostanze di fatto, il ricorso dell’Amministrazione è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

N. 15101

Cassazione, sentenza n. 15101 del 5/06/2025

Sentenza n. 15101 del 05/06/2025

Gli accertamenti contestavano ricavi non contabilizzati nelle vendite infragruppo di aeromobili, determinati dall’Agenzia con il metodo cost plus. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivata la scelta del metodo CUP compiuta dal giudice regionale e ha confermato che, secondo le risultanze peritali recepite, il valore normale coincideva con i prezzi fatturati, giustificando l’integrale annullamento della ripresa. Il giudizio relativo al 2008 è stato dichiarato estinto per definizione agevolata; per il 2009 il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 15100

Cassazione, sentenza n. 15100 del 5/06/2025

Sentenza n. 15100 del 05/06/2025

La controversia riguarda la deduzione IRES della perdita di valore di titoli junior, sottoscritti nell’ambito di una cartolarizzazione e iscritti dalla società nell’attivo circolante, mentre l’Ufficio li considerava immobilizzazioni finanziarie. La Cassazione ha giudicato adeguata la motivazione regionale secondo cui la risposta all’interpello non era vincolante, poiché la situazione concretamente accertata differiva da quella rappresentata: l’affidamento tutela l’interpretazione normativa, non divergenze sulle circostanze fattuali. Tra le censure riportate, le prime due sono state respinte e la terza dichiarata inammissibile.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 15058

Cassazione, ordinanza n. 15058 del 5/06/2025

IRPEF - Istanza di rimborso - Silenzio-rifiuto - Pensione integrativa - Aliquota agevolata - Quantificazione importi

Una contribuente aveva impugnato il silenzio-rifiuto sull’istanza di rimborso delle ritenute IRPEF applicate alla pensione integrativa; il giudice d’appello aveva riconosciuto il diritto valorizzando documenti prodotti durante il giudizio. La Cassazione ha stabilito che una domanda priva degli estremi dei versamenti, dell’ammontare delle ritenute e della somma richiesta non può formare un silenzio-rifiuto impugnabile, né essere sanata da produzioni successive. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata senza rinvio, con assorbimento delle altre censure.

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