Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 16607

Cassazione, sentenza n. 16607 del 20/06/2025

Sentenza n. 16607 del 20/06/2025

L’accertamento aveva recuperato IVA su cessioni formalmente effettuate verso una società sammarinese, che i giudici di merito avevano ritenuto esterovestita e utilizzata come intermediaria per beni destinati in Italia. La Cassazione precisa che l’imponibilità discende dalla sede effettiva e dall’attività svolta nel territorio nazionale, non da un’indebita estensione dell’art. 73 TUIR all’IVA; la non imponibilità richiedeva inoltre prova dell’effettiva cessione extracomunitaria, non specificamente dedotta. Ritenute inammissibili le richieste di rivalutazione dei fatti e infondate le restanti doglianze, il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16606

Cassazione, sentenza n. 16606 del 20/06/2025

Sentenza n. 16606 del 20/06/2025

La contribuente contestava il recupero dell’IVA su cessioni verso una società sammarinese che entrambi i giudici di merito avevano ritenuto esterovestita, con beni soltanto transitati all’estero e destinati al mercato italiano. La Cassazione chiarisce che la tassazione deriva dalla sede effettiva e dall’attività imprenditoriale svolta in Italia, senza estendere impropriamente l’art. 73 TUIR; per la non imponibilità occorreva inoltre dimostrare l’effettività dell’operazione extracomunitaria. Le censure volte a riesaminare i fatti o formulate senza sufficiente specificità sono inammissibili; le altre sono infondate e il ricorso viene rigettato.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16605

Cassazione, sentenza n. 16605 del 20/06/2025

Sentenza n. 16605 del 20/06/2025

L’Agenzia aveva recuperato IVA sulle vendite a una società sammarinese ritenuta esterovestita, mentre la contribuente denunciava carenze motivazionali e probatorie dell’accertamento e negava l’applicabilità dei criteri sulla sede effettiva. La Cassazione ritiene implicitamente respinta l’eccezione di difetto di motivazione e non ravvisa violazioni dell’onere probatorio, distinguendole dalle non consentite contestazioni sulla valutazione delle prove. Accertata in sede di merito l’amministrazione e l’attività principale in Italia, la società estera è stabilita nel territorio nazionale anche ai fini IVA; il ricorso è pertanto rigettato.

N. 16580

Cassazione, sentenza n. 16580 del 20/06/2025

Sentenza n. 16580 del 20/06/2025

L’accertamento negava la detrazione IVA sia per operazioni di compravendita energetica ritenute soggettivamente inesistenti per interposizione della controllata, sia per consulenze considerate oggettivamente inesistenti; i giudici di merito avevano annullato entrambe le riprese. La Cassazione afferma che la detrazione presuppone un’operazione effettiva e censura la valutazione atomistica degli indizi relativi al trading, poiché regolarità formale, versamento dell’imposta e assenza di rilievi dell’autorità settoriale non escludono la simulazione. Accoglie i primi due motivi dell’Agenzia, assorbe il terzo e dichiara inammissibile la censura motivazionale sulle consulenze.

N. 16571

Cassazione, sentenza n. 16571 del 20/06/2025

Sentenza n. 16571 del 20/06/2025

Una società conferitaria chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES sul settore energetico, sostenendo di non avere superato nell’anno precedente le soglie di ricavi e reddito; l’Ufficio e i giudici di merito avevano computato anche i ricavi del ramo conseguiti dalla conferente. La Cassazione afferma che una circolare dell’Agenzia non è fonte del diritto e non può integrare presupposti impositivi mancanti. L’art. 176, comma 4, TUIR riguarda la continuità del periodo di possesso e non consente di trasferire alla conferitaria la soglia dei ricavi prevista per l’addizionale; il primo motivo è accolto.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 16569

Cassazione, sentenza n. 16569 del 20/06/2025

Sentenza n. 16569 del 20/06/2025

L’Agenzia aveva disconosciuto parte degli interessi passivi dedotti dopo un merger leveraged buy out, reputando elusiva la traslazione del debito sulla società acquisita; i giudici di merito avevano confermato la ripresa, poi ridotta in autotutela per l’ingresso di un nuovo socio. La Cassazione afferma che l’MLBO non è abusivo quando risponde a rilevanti esigenze extrafiscali, anche imposte dai finanziatori, e che la permanenza dei vecchi soci non esclude il change of control se l’assetto di controllo muta sostanzialmente. Rilevato tale mutamento nel caso concreto, accoglie il motivo della contribuente.

  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
N. 16567

Cassazione, sentenza n. 16567 del 20/06/2025

Sentenza n. 16567 del 20/06/2025

L’Ufficio aveva recuperato gli interessi passivi dedotti nell’esercizio 2010 dopo un merger leveraged buy out, sostenendo che il debito fosse stato trasferito sulla società target con finalità elusive; l’accertamento, confermato nei due gradi di merito, era stato successivamente dimezzato in autotutela. La Cassazione riconosce che esigenze finanziarie extrafiscali e l’ingresso di un nuovo socio possono escludere l’abuso. Il change of control va verificato sull’effettiva modifica del controllo, non sulla sola permanenza dei precedenti soci: constatato il nuovo assetto partecipativo, la Corte accoglie il motivo della contribuente.

  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
N. 16564

Cassazione, sentenza n. 16564 del 20/06/2025

Sentenza n. 16564 del 20/06/2025

La ripresa riguardava gli interessi passivi dedotti nell’esercizio 2009 dopo un merger leveraged buy out, qualificato dall’Agenzia come elusivo e confermato nei giudizi di merito, salvo un annullamento parziale in autotutela collegato all’ingresso di un nuovo socio. La Cassazione afferma che l’operazione non integra abuso quando presenta apprezzabili ragioni extrafiscali, comprese le condizioni poste dai finanziatori. La permanenza dei soci originari non impedisce di ravvisare un change of control: occorre verificare il concreto mutamento dell’assetto di controllo; su tale base, il motivo della contribuente è accolto.

  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
N. 16481

Cassazione, sentenza n. 16481 del 18/06/2025

Sentenza n. 16481 del 18/06/2025

Gli accertamenti bancari avevano imputato alla sola attività d’impresa movimentazioni rilevate sui conti della contribuente e del coniuge, determinando maggiori IVA, IRAP e IRPEF; la CTR aveva dichiarato nuove o non adeguatamente impugnate diverse contestazioni sulla ripartizione tra attività commerciale e agricola. La Cassazione rileva che tali questioni erano state dedotte già in primo grado e che non si era formato il giudicato interno; conferma però l’onere del contribuente di superare analiticamente la presunzione bancaria. Accolti diversi motivi, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Imprese
N. 16480

Cassazione, sentenza n. 16480 del 18/06/2025

Sentenza n. 16480 del 18/06/2025

La controversia riguardava la deduzione del costo residuo non ammortizzato di un capannone demolito e di alcuni oneri finanziari; i giudici di merito avevano negato la prima perché il fabbricato apparteneva a un cespite immobiliare più ampio. La Cassazione chiarisce che il costo residuo è deducibile quando il singolo bene eliminato dal processo produttivo conserva autonomia funzionale, anche se compreso in un cespite maggiore. Accolto il primo motivo e dichiarato inammissibile quello sugli oneri finanziari, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 16478

Cassazione, sentenza n. 16478 del 18/06/2025

Sentenza n. 16478 del 18/06/2025

L’Ufficio contestava la deduzione di costi sostenuti verso fornitori residenti in Paesi a fiscalità privilegiata; dopo conciliazioni parziali, la CTR aveva esaminato soltanto la posizione di uno dei due fornitori rimasti in causa. La Cassazione ravvisa un’omessa pronuncia, poiché l’appello erariale investiva distintamente anche le operazioni con l’altro fornitore e non poteva ritenersi implicitamente respinto. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, assorbito il secondo e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale condizionato, la sentenza è cassata con rinvio limitatamente alla posizione non esaminata.

N. 16476

Cassazione, sentenza n. 16476 del 18/06/2025

Sentenza n. 16476 del 18/06/2025

L’accertamento comprendeva un rilievo sui redditi di una controllata estera e uno sul transfer pricing; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio sul secondo, omettendo però di decidere l’appello incidentale relativo al primo. La Cassazione dichiara inammissibile la censura sul transfer pricing perché rivolta a un’affermazione aggiuntiva sul transfer pricing domestico, senza colpire la distinta ratio relativa alle consociate estere, e ritiene implicitamente respinta l’eccezione di doppia imposizione. Accoglie invece il motivo sull’omessa pronuncia riguardante le controlled foreign companies e dispone la cassazione con rinvio.

  • Estero
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
N. 16459

Cassazione, sentenza n. 16459 del 18/06/2025

Sentenza n. 16459 del 18/06/2025

L’Amministrazione aveva contestato l’omesso prelievo delle ritenute sugli interessi pagati a una holding olandese, ritenuta mera interposta rispetto agli istituti finanziatori; i giudici di merito avevano invece riconosciuto l’esenzione. La Cassazione afferma che spetta alla contribuente dimostrare la qualità di beneficiario effettivo mediante la concreta disponibilità degli interessi, mentre l’attestazione dell’autorità fiscale estera non vincola l’accertamento italiano. Poiché la CTR non aveva svolto adeguatamente tale verifica sostanziale e aveva motivato solo apparentemente su punti decisivi, il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata.

  • Estero
  • Holding
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Processo tributario
N. 16458

Cassazione, sentenza n. 16458 del 18/06/2025

Sentenza n. 16458 del 18/06/2025

L’Amministrazione aveva irrogato personalmente all’amministratore di fatto di una società formalmente estera le sanzioni per omesse dichiarazioni, fatturazione e scritture contabili; la CTR le aveva escluse salvo quella relativa alla contabilità. La Cassazione ribadisce che, quando la società è effettiva e il vantaggio fiscale le appartiene, le sanzioni connesse al suo rapporto tributario gravano esclusivamente sulla persona giuridica, anche se le violazioni dipendono dall’operato dell’amministratore di fatto. La responsabilità personale richiede invece la prova di una società fittizia o interposta, utilizzata nell’interesse proprio della persona fisica.

  • Sanzioni
  • Società di capitali
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16454

Cassazione, sentenza n. 16454 del 18/06/2025

Sentenza n. 16454 del 18/06/2025

L’Agenzia pretendeva di applicare anche all’amministratrice le sanzioni derivanti dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte di una società di capitali, sostenendo che fosse stato perseguito un interesse personale; la CTR aveva invece accertato che la società era effettiva e beneficiaria del vantaggio fiscale. La Cassazione stabilisce che, fuori dai casi di società fittizia o interposta, tutte le sanzioni relative al rapporto fiscale della persona giuridica ricadono esclusivamente su quest’ultima, senza concorso dell’amministratore. Il ricorso erariale è pertanto respinto.

  • Sanzioni
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16452

Cassazione, sentenza n. 16452 del 18/06/2025

Sentenza n. 16452 del 18/06/2025

L’Amministrazione aveva contestato a un amministratore di fatto le sanzioni relative agli obblighi tributari di una società esterovestita; la CTR, pur riconoscendo l’effettività della società, aveva mantenuto la responsabilità personale per le irregolarità nella tenuta e conservazione della contabilità. La Cassazione chiarisce che l’esclusiva riferibilità delle sanzioni alla persona giuridica comprende anche tali violazioni formali, perché inerenti al suo rapporto fiscale, salvo che la società sia fittizia o interposta. Respinto il ricorso erariale e accolto quello incidentale, la Corte cassa la sentenza e accoglie nel merito il ricorso introduttivo.

  • Sanzioni
  • Società di capitali
  • Estero
  • Contabilità
  • Processo tributario
N. 16449

Cassazione, sentenza n. 16449 del 18/06/2025

Sentenza n. 16449 del 18/06/2025

La CTR aveva escluso la responsabilità personale dell’amministratore di fatto per le sanzioni riguardanti una società esterovestita ma effettiva, mantenendola soltanto per le omissioni relative alla conservazione delle scritture contabili. La Cassazione afferma che tutte le violazioni riconducibili al rapporto fiscale e al vantaggio della persona giuridica, comprese quelle contabili, restano esclusivamente a carico della società; la responsabilità della persona fisica presuppone invece un ente fittizio o interposto. Accolto il ricorso principale dell’amministratore e dichiarate inammissibili le censure erariali, la sentenza è cassata nella parte contestata.

  • Sanzioni
  • Società di capitali
  • Estero
  • Contabilità
  • Processo tributario
N. 16432

Cassazione, sentenza n. 16432 del 18/06/2025

Sentenza n. 16432 del 18/06/2025

La controversia riguarda il rimborso dell’imposta di successione dopo l’accertamento giudiziale, successivo all’apertura della successione, di un debito già esistente a carico del defunto. La Cassazione afferma che sono deducibili anche i debiti non ancora liquidi o esigibili alla morte, se successivamente accertati con provvedimento definitivo e dimostrati entro sei mesi dalla sua definitività; distingue tale ipotesi dai debiti sorti solo dopo il decesso. Il motivo dell’Agenzia delle Entrate è dichiarato infondato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16431

Cassazione, sentenza n. 16431 del 18/06/2025

Sentenza n. 16431 del 18/06/2025

La lite concerne la deducibilità, nell’imposta di successione, del debito relativo ad acquisti di titoli ordinati prima del decesso ma regolati successivamente. La Cassazione chiarisce che, per i titoli imponibili acquistati nell’ultimo semestre, il corrispettivo può essere deducibile se i beni sono indicati nell’attivo; resta però decisivo stabilire quando la banca mandataria abbia perfezionato l’acquisto, poiché il solo ordine e il successivo pagamento non coincidono con tale momento. Il testo fornito non contiene il dispositivo né consente di ricostruire prudentemente l’esito finale.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16429

Cassazione, sentenza n. 16429 del 18/06/2025

Sentenza n. 16429 del 18/06/2025

La questione riguarda l’imposta di successione richiesta alla persona indicata nel testamento come erede universale, sebbene l’intero patrimonio fosse destinato a legatari e alla designata fossero attribuiti compiti esecutivi. La Cassazione ritiene insufficiente il dato letterale e, valutato complessivamente il testamento, esclude una reale istituzione di erede; l’accettazione beneficiata successiva non può modificare la volontà della testatrice. Accoglie il ricorso, cassa senza rinvio la decisione d’appello e accoglie l’originaria impugnazione dell’avviso di liquidazione.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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