Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.954 documenti

N. 17453

Cassazione, sentenza n. 17453 del 29/06/2025

Sentenza n. 17453 del 29/06/2025

L’accertamento contestava l’omessa dichiarazione di capitali e relativi frutti ritenuti investiti finanziariamente in un territorio a fiscalità privilegiata, mentre il contribuente sosteneva che i versamenti riguardassero un’effettiva operazione immobiliare. Confermato nei due gradi di merito l’accertamento della natura finanziaria dell’investimento, la Cassazione ha escluso un’inversione dell’onere probatorio: i giudici avevano applicato la presunzione prevista per gli investimenti esteri non dichiarati e valutato come insufficiente la prova contraria. Le ulteriori doglianze miravano a riesaminare i fatti o erano precluse dalla doppia conforme; il ricorso è stato rigettato.

N. 17352

Cassazione, ordinanza n. 17352 del 27/06/2025

Ordinanza n. 17352 del 27/06/2025

La lite riguardava la revisione, nell’ambito di una microzona comunale, del classamento e della rendita di due unità immobiliari; il primo giudice aveva annullato l’atto, mentre la commissione regionale aveva accolto l’appello dell’Agenzia. La Cassazione ha precisato che l’accertamento deve motivare non soltanto i presupposti generali della revisione diffusa, ma anche la concreta ricaduta del mutato rapporto tra valori medi di mercato e catastali sul classamento del singolo immobile. Ritenuto lacunoso l’atto, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, annullato l’accertamento.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 17306

Cassazione, sentenza n. 17306 del 27/06/2025

Sentenza n. 17306 del 27/06/2025

L’Agenzia aveva accertato IVA, IRES e IRAP nei confronti di una società formalmente residente all’estero, ritenendola esterovestita e operante in Italia; i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione ha escluso che il giudicato relativo alla sanzione per mancata risposta a un invito invalidasse automaticamente la successiva verifica, ma ha ravvisato la violazione del termine dilatorio previsto dopo il rilascio del processo verbale, non risultando specifiche ragioni di urgenza. Accolti sul punto i motivi pertinenti e assorbiti gli altri, ha cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso originario.

N. 17192

Cassazione, ordinanza n. 17192 del 26/06/2025

Ordinanza n. 17192 del 26/06/2025

La controversia riguardava il recupero IRPEF imputato al socio di una società di persone per l’indeducibilità, nell’anno 2010, dei canoni di leasing relativi a un’area di parcheggio pertinente a un distributore di carburante. La Cassazione ha attribuito efficacia al giudicato esterno formatosi tra le stesse parti per un’altra annualità della medesima imposta, poiché la deducibilità dipendeva dalla natura del bene, elemento tendenzialmente permanente. Accolta l’eccezione e assorbiti i motivi, la Corte ha cassato la sentenza e, senza ulteriori accertamenti, accolto il ricorso introduttivo.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 17113

Cassazione, sentenza n. 17113 del 25/06/2025

Sentenza n. 17113 del 25/06/2025

Per il 2015 l’Agenzia aveva negato la detrazione dell’IVA sulle spese legali sostenute da una società per la difesa penale di amministratori, dirigenti e dipendenti; dopo l’annullamento dell’atto in primo grado, il giudice d’appello aveva accolto la pretesa fiscale. La Cassazione ha affermato che l’inerenza IVA richiede una correlazione concreta e qualitativa con l’attività d’impresa: la difesa penale dei dipendenti, anche in caso di assoluzione, non costituisce costo di operazioni sociali legittime né direttamente rientranti nell’oggetto sociale. Ritenute infondate o inammissibili le censure, ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 17112

Cassazione, sentenza n. 17112 del 25/06/2025

Sentenza n. 17112 del 25/06/2025

L’accertamento relativo al 2013 aveva recuperato l’IVA detratta sulle parcelle per la difesa penale di amministratori, dirigenti e dipendenti della società; sia il primo sia il secondo grado avevano confermato l’atto. La Cassazione ha chiarito che la detrazione richiede la prova della concreta destinazione del servizio all’attività produttiva e non un collegamento soltanto occasionale con essa. Le spese difensive, anche quando il procedimento si conclude con l’assoluzione, non presentano il necessario nesso causale con operazioni sociali legittime; respinte o dichiarate inammissibili le doglianze, il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 17111

Cassazione, sentenza n. 17111 del 25/06/2025

Sentenza n. 17111 del 25/06/2025

La società contestava il recupero, per il 2014, dell’IVA detratta sulle spese sostenute per la difesa penale di amministratori, dirigenti e altri dipendenti, già confermato nei due gradi di merito. La Cassazione ha distinto il generico collegamento con l’esercizio dell’impresa dall’inerenza richiesta per la detrazione: occorre una correlazione concreta del servizio con l’attività produttiva, che non ricorre per costi difensivi occasionati dall’accusa di un terzo, neppure in caso di assoluzione. Esclusa anche la lamentata apparenza della motivazione e ritenute inammissibili le ulteriori censure, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 16931

Cassazione, sentenza n. 16931 del 24/06/2025

Sentenza n. 16931 del 24/06/2025

La controversia riguardava il rimborso delle ritenute applicate su TFR e incentivo all’esodo riferibili al lavoro svolto nel Regno Unito da un contribuente ivi residente. La Corte conferma che, ai sensi della Convenzione Italia-Regno Unito, tali somme sono imponibili esclusivamente nello Stato di residenza e di svolgimento dell’attività, mentre non rileva la sede italiana del datore di lavoro. Ritiene inoltre sufficiente il certificato di residenza fiscale estera ai fini del rimborso, rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e conferma l’esito favorevole al contribuente.

N. 16783

Cassazione, sentenza n. 16783 del 23/06/2025

Sentenza n. 16783 del 23/06/2025

La controversia concerneva un atto relativo alla TARSU 2012, che la CTR aveva ritenuto tempestivo applicando il termine quinquennale previsto per l’accertamento, pur escludendo sanzioni e accessori. La Corte rileva che il Comune disponeva già di una denuncia completa e di dati invariati: si trattava quindi di riscossione mediante ruolo, soggetta al termine decadenziale annuale, e non di accertamento per omessa o infedele dichiarazione. Accoglie il ricorso incidentale del contribuente, rigetta quello principale, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla la pretesa perché tardiva.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 16695

Cassazione, ordinanza n. 16695 del 23/06/2025

Reddito d'impresa - Plusvalenze patrimoniali - Assegnazione ai soci - Art. 86 TUIR - Disciplina su beni assegnati ai soci o destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa

La controversia sulle sanzioni derivava da una ripresa IRES relativa alla cessione ai soci di una partecipazione per un corrispettivo molto inferiore al valore attribuitole, operazione che l’Agenzia riconduceva a una plusvalenza sottratta all’imposizione. La Corte afferma che l’assegnazione di beni ai soci o la loro destinazione estranea all’impresa genera una plusvalenza pari alla differenza tra valore normale e costo non ammortizzato, spettando al contribuente provare una finalità diversa da quella sottrattiva. Accoglie il terzo motivo, cassa la decisione e rinvia per la valutazione complessiva delle circostanze.

N. 16818

Cassazione, sentenza n. 16818 del 23/06/2025

Sentenza n. 16818 del 23/06/2025

L’accertamento imputava alla socia di una società di capitali a ristretta base il 50% degli utili extracontabili derivanti dal disconoscimento di costi per operazioni inesistenti. La Corte ribadisce che la ristrettezza della compagine legittima la presunzione di distribuzione, ma questa può essere superata anche provando in modo preciso e rigoroso l’assoluta estraneità del socio alla gestione e alla vita societaria. Poiché la CTR aveva ritenuto tale prova raggiunta sulla base della documentazione prodotta, la Cassazione rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 16816

Cassazione, sentenza n. 16816 del 23/06/2025

Sentenza n. 16816 del 23/06/2025

La contribuente contestava l’imputazione IRPEF degli utili extracontabili di una società a ristretta base, sostenendo di essere rimasta estranea alla gestione; la CTR aveva invece reputato non fornita la prova contraria. La Corte conferma la legittimità della presunzione fondata sulla ristrettezza della compagine, ma precisa che essa può essere vinta mediante prova precisa e rigorosa dell’assoluta estraneità del socio alla vita societaria. Ritiene quindi fondate le censure sulla valutazione e sulla motivazione della prova contraria, mentre respinge le doglianze preliminari relative alla motivazione, all’autotutela e al contraddittorio preventivo.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
  • Autotutela
N. 16815

Cassazione, sentenza n. 16815 del 23/06/2025

Sentenza n. 16815 del 23/06/2025

La CTR aveva confermato l’accertamento IRPEF degli utili extracontabili imputati alla socia di una società a ristretta base, ritenendo insufficiente la sua accertata estraneità alla gestione. La Corte afferma che la presunzione di distribuzione può essere superata anche dimostrando, con prova precisa e rigorosa, l’assoluta estraneità del socio alla gestione e alla vita societaria; conferma invece che, nella fattispecie, il contraddittorio preventivo non era obbligatorio. Accoglie il quarto motivo, cassa la sentenza e rinvia alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 16812

Cassazione, sentenza n. 16812 del 23/06/2025

Sentenza n. 16812 del 23/06/2025

Il giudizio riguardava accertamenti verso una società e il socio unico, fondati in parte su costi per operazioni ritenute inesistenti e sulla conseguente presunzione di distribuzione degli utili extracontabili. La CTR aveva giudicato nuove, e quindi inammissibili in appello, le contestazioni concernenti una fattura e lo storno dei ricavi correlati, mantenendo la ripresa verso il socio; aveva invece respinto l’appello incidentale dell’Ufficio sull’altra operazione. La Cassazione conferma l’esito: rigetta il ricorso principale, dichiara inammissibile quello incidentale e compensa integralmente le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRES
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 16795

Cassazione, ordinanza n. 16795 del 23/06/2025

Accertamento - Accessi, ispezioni e verifica - Segreto professionale - Art.52 DPR n.600 del 1973 - Perquisizione presso professionista - Autorizzazione del Procuratore della Repubblica

L’accertamento IRPEF, IRAP e IVA verso un professionista si fondava su documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza nello studio, nonostante l’opposizione del segreto professionale; la CTR aveva reputato sufficiente un’autorizzazione preventiva del pubblico ministero. La Corte stabilisce che, dopo l’eccezione di segreto, occorre un’autorizzazione giudiziaria specifica, successiva e riferita ai documenti interessati, non bastando una deroga preventiva e generica. Accoglie pertanto il secondo motivo, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame, respingendo invece la censura di motivazione apparente.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 16667

Cassazione, sentenza n. 16667 del 22/06/2025

Sentenza n. 16667 del 22/06/2025

Una società immobiliare contestava il recupero integrale dell’IVA detratta, applicato dall’Ufficio mediante pro rata pari a zero nonostante l’opzione per la separazione contabile tra attività immobiliari imponibili ed esenti. La Corte precisa che la separazione è ammessa per attività sostanzialmente diverse, oggettivamente scindibili e sistematiche e, nel settore immobiliare, può riferirsi anche alla destinazione abitativa o strumentale dei fabbricati; i costi imputabili all’attività imponibile restano integralmente detraibili. Poiché la CTR non aveva verificato tali condizioni, la Cassazione accoglie il secondo motivo e rinvia per un nuovo esame.

N. 16664

Cassazione, sentenza n. 16664 del 22/06/2025

Sentenza n. 16664 del 22/06/2025

L’Agenzia contestava l’esclusione dal pro rata IVA delle cessioni immobiliari effettuate da un consorzio, sostenendo che, per numero e valore, costituissero attività non occasionale; la CTR aveva invece qualificato i beni come strumentali o pertinenziali. La Corte chiarisce che dal calcolo sono escluse le cessioni di beni ammortizzabili, nozione da intendere, in materia IVA, come comprensiva dei beni d’investimento destinati durevolmente all’impresa. Ritenuto insindacabile in legittimità l’accertamento fattuale sulla destinazione degli immobili e infondata la censura sul pro rata, conferma la decisione favorevole al contribuente.

N. 16609

Cassazione, sentenza n. 16609 del 20/06/2025

Sentenza n. 16609 del 20/06/2025

L’Agenzia aveva assoggettato a IVA cessioni formalmente dirette a società sammarinesi, ritenute esterovestite e impiegate per distribuire in Italia beni destinati al mercato nazionale; il giudice regionale aveva confermato la pretesa. La Cassazione afferma che la sede effettiva in Italia comporta l’assoggettamento delle attività imprenditoriali all’IVA italiana e che la non imponibilità delle cessioni verso San Marino richiede prova dell’effettiva operazione extracomunitaria, qui non fornita. Escluse indebite estensioni dell’art. 73 TUIR e nuove valutazioni dei fatti, la Corte rigetta il ricorso della contribuente.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16608

Cassazione, sentenza n. 16608 del 20/06/2025

Sentenza n. 16608 del 20/06/2025

La controversia riguarda tre accertamenti IVA, IRES e IRAP, tra cui la territorialità di servizi logistici prestati per una manifestazione religiosa itinerante all’estero e ulteriori riprese autonome. La Cassazione conferma che trasporto e servizi organizzativi, quali presupposti necessari della manifestazione culturale, educativa o affine, possono essere accessori ai sensi dell’art. 7-quinquies, indipendentemente dall’attività abituale del prestatore, e respinge sul punto il ricorso erariale. Accoglie invece le censure, principali e incidentali, contro l’indistinto assorbimento dei motivi relativi alle altre riprese, che richiedevano autonome decisioni.

N. 16607

Cassazione, sentenza n. 16607 del 20/06/2025

Sentenza n. 16607 del 20/06/2025

L’accertamento aveva recuperato IVA su cessioni formalmente effettuate verso una società sammarinese, che i giudici di merito avevano ritenuto esterovestita e utilizzata come intermediaria per beni destinati in Italia. La Cassazione precisa che l’imponibilità discende dalla sede effettiva e dall’attività svolta nel territorio nazionale, non da un’indebita estensione dell’art. 73 TUIR all’IVA; la non imponibilità richiedeva inoltre prova dell’effettiva cessione extracomunitaria, non specificamente dedotta. Ritenute inammissibili le richieste di rivalutazione dei fatti e infondate le restanti doglianze, il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.