Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26961

Cassazione, sentenza n. 26961 del 20/09/2023

Sentenza n. 26961 del 20/09/2023

L’Amministrazione doganale contestava importazioni di aglio effettuate tramite intermediari, ritenuti società di comodo, per superare il contingente e ottenere il dazio agevolato; il giudice di rinvio aveva invece escluso la prova della fittizietà e dell’illegittimità delle operazioni. La Cassazione precisa che il rinvio imponeva di verificare, considerando tutte le circostanze anteriori e successive, se il meccanismo fosse stato creato artificialmente allo scopo essenziale di conseguire l’agevolazione, valutando anche rischio commerciale, remunerazione e reale attività degli importatori. Accoglie la censura per inosservanza del principio di diritto e dispone un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26959

Cassazione, sentenza n. 26959 del 20/09/2023

Sentenza n. 26959 del 20/09/2023

Gli avvisi doganali contestavano un meccanismo di vendite e riacquisti di aglio tramite operatori muniti di titoli, ritenuto artificioso e diretto a ottenere il dazio agevolato oltre il contingente spettante all’acquirente finale. La Cassazione esclude l’extrapetizione, poiché la frode e l’apparente rispetto della disciplina unionale erano già indicati negli atti, e ritiene conforme al precedente giudizio di rinvio la verifica dell’effettività commerciale, del rischio assunto e della finalità essenziale delle operazioni. Le censure contro l’accertamento dell’abuso non trovano accoglimento e resta ferma la pretesa doganale.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26958

Cassazione, sentenza n. 26958 del 20/09/2023

Sentenza n. 26958 del 20/09/2023

L’Amministrazione doganale aveva rettificato i diritti dovuti su importazioni di aglio, sostenendo che l’interposizione di altri operatori fosse simulata o fraudolenta e servisse a fruire del dazio agevolato oltre il contingente disponibile; il giudice di rinvio aveva escluso che la fittizietà fosse provata. La Cassazione rileva che quel giudice non si è attenuto al precedente principio di diritto, che richiedeva una verifica complessiva dell’eventuale costruzione artificiosa, considerando effettività dell’attività commerciale, rischio degli importatori e operazioni anteriori e successive. Accoglie pertanto il motivo dell’Agenzia delle Dogane e dispone un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26825

Cassazione, sentenza n. 26825 del 19/09/2023

Rimborsi - Annullamento Regolamento europeo - Decadenza

La controversia riguardava il diniego di rimborso di dazi antidumping versati sulle importazioni di acido ossalico, dopo l’annullamento giudiziale del regolamento europeo che li aveva istituiti. La Cassazione afferma che tale annullamento non costituisce forza maggiore e non sposta il termine triennale di decadenza: il termine decorre dal versamento, anche quando l’incompatibilità con il diritto unionale sia dichiarata successivamente. Accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda originaria perché decaduta, compensando le spese.

  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26798

Cassazione, ordinanza n. 26798 del 19/09/2023

Processo tributario - Procedimento di appello - Produzione di documenti.

La controversia riguardava una plusvalenza non dichiarata sulla vendita di un terreno edificabile con fabbricati e l’utilizzabilità, in appello, di una perizia tecnica di parte depositata tempestivamente con memoria. La Cassazione ha confermato che la natura pertinenziale dell’area non ne esclude l’imponibilità, ma ha censurato il mancato esame della perizia, qualificata come allegazione difensiva tecnica priva di autonomo valore probatorio e producibile in appello. Accolto il secondo motivo, rigettato il primo e assorbito il terzo, la sentenza è stata cassata con rinvio per la valutazione della perizia.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Immobili
N. 26728

Cassazione, sentenza n. 26728 del 18/09/2023

Cartella di pagamento - Sanzioni e compensi di riscossione - Contribuente in Amministrazione straordinaria.

La cartella riguardava IVA maturata prima dell’ammissione della società all’amministrazione straordinaria, con termine di versamento scaduto dopo l’apertura della procedura, oltre a sanzioni e compensi di riscossione. La Cassazione ha escluso le sanzioni, poiché prima dell’insolvenza il pagamento era ancora tempestivo e successivamente gli organi della procedura non potevano eseguirlo fuori dal concorso. Ha invece riconosciuto la legittimità dell’indicazione in cartella delle spese esecutive e dell’aggio, precisando che la loro effettiva debenza e collocazione concorsuale competono al giudice della procedura, non al giudice tributario.

  • IVA
  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 26707

Cassazione, ordinanza n. 26707 del 18/09/2023

Accertamento - Deducibilità costo forza lavoro - Liste di mobilità.

L’accertamento aveva disconosciuto, ai fini IRES, IVA e IRAP, i costi del personale assunto dalle liste di mobilità nell’ambito di una condotta contestata come truffa ai danni dell’INPS; i giudici di merito li avevano ritenuti deducibili perché effettivi e riferiti a lavoro lecito. La Cassazione ha affermato che sono indeducibili anche costi realmente sostenuti quando derivino da obbligazioni strutturalmente funzionali a un delitto non colposo. Poiché mancava l’esame del legame tra costo del lavoro e condotta contestata, il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Lavoro e previdenza
  • Imprese
N. 26338

Cassazione, ordinanza n. 26338 del 16/09/2023

IRAP - Rimborsi - Compensi ai colleghi collaboratori.

Un professionista aveva chiesto il rimborso dell’IRAP, sostenendo l’assenza di autonoma organizzazione nonostante alcune collaborazioni con altri avvocati, remunerate complessivamente in misura inferiore al dieci per cento del reddito dichiarato. La Cassazione ha chiarito che la continuità della collaborazione non basta: occorre verificarne concretamente natura, qualità, quantità e capacità di potenziare l’attività. Ritenuta insufficiente l’analisi svolta in appello, ha accolto i primi due motivi, rigettato quello relativo all’equiparazione tra mandati congiunti e domiciliazioni e cassato con rinvio.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 37826

Cassazione, sentenza n. 37826 del 15/09/2023

IVA - Omesso versamento - Mancata riscossione dei crediti - Sussistenza del reato.

L’imputato, condannato nei due gradi di merito per omesso versamento IVA, sosteneva che il reato dovesse presupporre l’effettivo incasso dell’imposta indicata nelle fatture. La Cassazione ha ribadito che il mancato pagamento dei clienti rientra nell’ordinario rischio d’impresa e non esclude di per sé il dolo; la crisi di liquidità può rilevare soltanto se sia dimostrata l’adozione di tutte le iniziative necessarie, anche mediante sacrifici patrimoniali personali. Poiché tale prova non era stata adeguatamente fornita, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e alla somma prevista in favore della Cassa delle ammende.

N. 26681

Cassazione, ordinanza n. 26681 del 15/09/2023

Cartella di pagamento - Pignoramento presso terzi - Procura alle liti - Disciplina codicistica sulla rappresentanza e sul mandato - Controversie su atti di riscossione coattiva di entrate di natura tributaria - Giurisdizione tributaria.

L’opposizione riguardava un pignoramento presso terzi fondato anche su cartelle tributarie, rispetto alle quali erano dedotte l’originaria inesistenza della pretesa, la decadenza e la prescrizione anteriori alla notificazione. La Cassazione ha attribuito tali questioni alla giurisdizione tributaria, mentre spettano al giudice ordinario i vizi formali dell’esecuzione e i fatti sostanziali successivi alla valida notifica della cartella o dell’intimazione. Ha inoltre precisato che, dichiarato il difetto di giurisdizione, il giudice non può esaminare il merito; accolti entrambi i motivi, ha cassato la sentenza con rinvio.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 26680

Cassazione, ordinanza n. 26680 del 15/09/2023

ICI - Rendite catastali dichiarate - Variazioni edilizie.

Il Comune aveva accertato nel 2014 una maggiore ICI per le annualità 2005-2008, applicando una rendita catastale aggiornata nel 2013 a seguito di variazioni edilizie; il giudice regionale aveva ritenuto decaduto il potere impositivo. La Cassazione ha distinto la decorrenza retroattiva degli effetti fiscali della nuova rendita dalla disciplina dell’accertamento: l’aggiornamento catastale non riapre né sposta il termine quinquennale entro cui l’ente deve notificare l’atto. Poiché la decisione impugnata aveva applicato correttamente tale limite, il ricorso comunale è stato rigettato, con compensazione delle spese.

N. 26673

Cassazione, ordinanza n. 26673 del 15/09/2023

ICI - Riduzione dell'imposta comunale.

La controversia concerneva l’ICI 2006 sugli alloggi regolarmente assegnati da un istituto autonomo per le case popolari; i giudici di merito avevano riconosciuto automaticamente la riduzione massima del cinquanta per cento, benché il Comune non l’avesse deliberata. La Cassazione ha precisato che, prima dell’esclusione dall’ICI operante dal 2008, tali immobili non godevano dell’esenzione e potevano beneficiare delle riduzioni soltanto in base a una scelta discrezionale dell’ente territoriale. Accolto il ricorso comunale, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato l’impugnazione originaria del contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
N. 26671

Cassazione, ordinanza n. 26671 del 15/09/2023

Accertamento - Plusvalenza non dichiarata - Conferimento terreno con fabbricato.

L’accertamento riguardava la plusvalenza non dichiarata derivante dal conferimento in una società di un terreno con fabbricato gravato da mutui, che il conferente pretendeva di sottrarre dal valore trasferito. La Cassazione ha stabilito che l’accollo del debito residuo da parte della conferitaria costituisce parte del corrispettivo, perché libera il conferente da una passività personale, e non riduce la base imponibile della plusvalenza. Ritenute irrilevanti anche le contestazioni sull’utilizzo delle somme mutuate e sulla motivazione dell’atto, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Società
  • Accertamento fiscale
N. 26660

Cassazione, ordinanza n. 26660 del 15/09/2023

Riscossione - Omessa notifica atto presupposto - Nullità.

La cartella per ICI 2010 era stata preceduta da un avviso di accertamento notificato per compiuta giacenza, ma l’ente aveva provato soltanto la spedizione della comunicazione di avvenuto deposito, senza produrne l’avviso di ricevimento. La Cassazione ha ritenuto non dimostrato il perfezionamento della notifica e ha ribadito che l’omissione dell’atto presupposto determina la nullità derivata della cartella; il contribuente può far valere esclusivamente tale vizio senza contestare anche il merito della pretesa. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e accolto il ricorso originario.

N. 26529

Cassazione, sentenza n. 26529 del 14/09/2023

Sentenza n. 26529 del 14/09/2023

La controversia riguardava il rimborso del credito IVA maturato, nel triennio 2006-2008, da società successivamente incorporate e negato in parte dall’Amministrazione, che lo riteneva soltanto detraibile. La Cassazione ha affermato che, estinte le incorporate, l’incorporante è l’unico soggetto legittimato al rimborso e può avvalersi delle loro dichiarazioni IVA; ha inoltre rilevato che le eccedenze pregresse risultavano indicate nella dichiarazione del 2008. Ha quindi rigettato il ricorso principale dell’Agenzia e dichiarato assorbito quello incidentale.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 26443

Cassazione, sentenza n. 26443 del 13/09/2023

Sentenza n. 26443 del 13/09/2023

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato maggiore IRES, negando la participation exemption sulla plusvalenza da azioni iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, perché riteneva l’operazione elusiva; i giudici di merito avevano confermato la pretesa, riducendo però la sanzione al minimo. La Cassazione ha giudicato logica e coerente la valutazione presuntiva fondata sull’acquisto dei titoli, sulla successiva cessione delle opzioni call e sull’assenza di un investimento durevole, precisando che gli indizi possono anche essere successivi al fatto da provare. Nel testo fornito risultano respinti i primi due motivi, ma non è riportato l’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 26439

Cassazione, sentenza n. 26439 del 13/09/2023

Sentenza n. 26439 del 13/09/2023

La controversia riguardava la tardività dell’appello dell’agente della riscossione contro l’annullamento di avvisi di iscrizione ipotecaria riferiti a cinquantadue cartelle. La Cassazione ha ritenuto valida, ai fini della decorrenza del termine breve, la notificazione della sentenza mediante consegna diretta presso la sede dell’agente, anche se questo era assistito da un procuratore: nel rito tributario prevalgono le specifiche regole degli artt. 16, 17 e 38 del d.lgs. n. 546/1992. Il ricorso dell’agente della riscossione è stato quindi rigettato.

N. 26428

Cassazione, sentenza n. 26428 del 13/09/2023

Sentenza n. 26428 del 13/09/2023

La lite concerneva avvisi di accertamento IRPEF dichiarati nulli in appello per difetto di delega del funzionario sottoscrittore; durante il giudizio di cassazione alcuni atti erano stati definiti in via agevolata. La Corte ha dichiarato parzialmente estinto il processo per gli avvisi regolarmente definiti e, per quelli residui, ha stabilito che la notificazione postale della sentenza d’appello direttamente presso l’ente impositore fa decorrere il termine breve di sessanta giorni, anche se effettuata insieme a un’istanza di sgravio. Poiché il ricorso dell’Agenzia era successivo a tale termine, è stato dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Pace Fiscale
N. 26416

Cassazione, sentenza n. 26416 del 13/09/2023

Processo tributario - Termini per impugnare - Decorrenza termine breve.

L’agente della riscossione contestava la declaratoria di tardività del proprio appello, sostenendo che la sentenza di primo grado dovesse essere notificata al procuratore costituito e non direttamente presso la propria sede. La Cassazione ha affermato che, nel processo tributario, la consegna effettuata dall’ufficiale giudiziario alla sede dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nelle mani dell’impiegato addetto, è valida anche in presenza di domicilio eletto presso il difensore e fa decorrere il termine breve di sessanta giorni. Essendo l’appello successivo a tale termine, il ricorso è stato rigettato.

N. 37312

Cassazione, sentenza n. 37312 del 13/09/2023

Penale tributario - Pena - Proporzionalità - Sanzione tributaria precedentemente irrogata.

Nel procedimento per omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili, l’imputato contestava anche la duplicazione tra sanzione tributaria e pena. La Cassazione ha escluso l’incompetenza territoriale, ma ha ritenuto insufficiente la verifica compiuta in appello sulla connessione temporale e sostanziale dei due procedimenti e sulla proporzionalità complessiva delle sanzioni, precisando che occorre un meccanismo compensativo quando esse appartengano a un sistema unitario. Ha inoltre giudicato apparente la motivazione sull’impossibilità di ricostruire redditi e affari, ritenendo necessario l’annullamento con rinvio sui profili accolti.

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