Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 31309

Cassazione, sentenza n. 31309 del 10/11/2023

IVA - Crediti - Compensazione verticale.

La controversia riguardava una cartella fondata su una precedente sentenza e, tra gli altri profili, la compensazione di crediti IVA con debiti della stessa imposta, che il giudice regionale aveva escluso per superamento del limite massimo previsto dalla legge. La Cassazione ha distinto la compensazione orizzontale da quella verticale, precisando che il limite generale richiamato riguarda la prima; quella verticale è però consentita soltanto mediante scomputo del credito annuale dall’IVA dovuta nelle liquidazioni periodiche dell’anno successivo. I relativi motivi sono stati accolti nei limiti indicati, demandando al giudice di rinvio i necessari accertamenti.

N. 31364

Cassazione, sentenza n. 31364 del 10/11/2023

Sentenza n. 31364 del 10/11/2023

La contribuente contestava l’imposta di registro applicata al conguaglio derivante da una divisione, sostenendo tra l’altro che non fosse dimostrato il superamento della soglia del cinque per cento e che l’avviso fosse insufficientemente motivato. La Cassazione ha ribadito che l’assegnazione eccedente la quota è considerata vendita, limitatamente all’eccedenza, indipendentemente dall’effettivo pagamento del conguaglio; ha inoltre ritenuto sufficiente il richiamo all’atto divisorio già conosciuto dalla contribuente. Le ulteriori censure processuali sono state reputate infondate o inammissibili e il ricorso è stato rigettato.

N. 31345

Cassazione, sentenza n. 31345 del 10/11/2023

Sentenza n. 31345 del 10/11/2023

Accertamenti fondati su prelevamenti bancari non giustificati erano stati confermati in appello, che aveva considerato tardiva la documentazione prodotta dopo il ricorso introduttivo. La Cassazione ha chiarito che l’inutilizzabilità richiede una richiesta documentale puntuale, accompagnata dall’avvertimento sulle conseguenze dell’inadempimento, e che la ripartizione dell’onere probatorio varia tra questionario e verifica presso il contribuente; va inoltre valutata l’eventuale indisponibilità incolpevole di documenti detenuti da terzi. Non avendo il giudice regionale svolto tali verifiche, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 31188

Cassazione, ordinanza n. 31188 del 9/11/2023

Tarsu/Tia - Riduzioni o esenzioni.

Un contribuente contestava l’accertamento Tarsu/Tia sostenendo che una precedente sentenza relativa ad altre annualità comprovasse l’esonero e che il servizio non fosse stato attivato nella zona dell’immobile. La Cassazione ha affermato che la capacità di produrre rifiuti e le cause di riduzione o esenzione possono variare nel tempo, sicché il precedente giudicato non si estende automaticamente alle annualità successive; spetta inoltre al contribuente documentare, per ciascun periodo, le condizioni agevolative. Poiché i giudici di merito avevano accertato l’idoneità dell’immobile e l’attivazione del servizio, il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 31183

Cassazione, sentenza n. 31183 del 9/11/2023

Competenza e giurisdizione - Demanio e patrimonio - Canone di concessione - Controversia - Giurisdizione autorità giudiziaria ordinaria.

La controversia riguardava una cartella per canone di concessione relativo all’utilizzazione di beni demaniali, che il giudice regionale aveva qualificato come pretesa tributaria, annullandola per incompetenza territoriale dell’agente della riscossione. La Cassazione ha stabilito che tali proventi non sono tributi, poiché derivano dalla concessione del godimento dei beni, e appartengono alla giurisdizione ordinaria, salvo che siano in discussione poteri autoritativi della pubblica amministrazione. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata e la causa rimessa al giudice ordinario, con spese compensate.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 31177

Cassazione, sentenza n. 31177 del 9/11/2023

Sentenza n. 31177 del 09/11/2023

L’Agenzia aveva recuperato l’imposta di registro e applicato sanzioni per l’omessa registrazione di un finanziamento e di una garanzia enunciati nel decreto ingiuntivo, mentre la contribuente contestava presupposto, motivazione e misura del prelievo. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivato l’avviso, poiché richiamava un provvedimento conosciuto dalla destinataria, e ha affermato che la fideiussione enunciata deve essere valutata autonomamente ai sensi dell’art. 22 TUR, indipendentemente dalla successiva revoca del decreto. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Finanziamenti
  • Contenzioso
N. 31174

Cassazione, sentenza n. 31174 del 9/11/2023

Imposta registro - Atti- Delibera assembleare - finanziamento soci- imponibilità -sussiste- fattispecie.

L’Ufficio aveva assoggettato a imposta di registro proporzionale finanziamenti infruttiferi dei soci, ritenendoli enunciati nei verbali assembleari; dopo l’annullamento in primo grado, il giudice regionale aveva confermato la pretesa. La Cassazione ha reputato inammissibile la richiesta di una diversa interpretazione delle delibere, giudicando plausibile l’accertamento secondo cui esse approvavano finanziamenti con effetti patrimoniali, mentre la corrispondenza successiva ne costituiva conferma. Ha inoltre ribadito che il finanziamento soci, quale prestazione patrimoniale economicamente valutabile, è imponibile per enunciazione ai sensi dell’art. 22 TUR, confermando la tassazione contestata.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società
  • Finanziamenti
N. 31147

Cassazione, sentenza n. 31147 del 8/11/2023

Sentenza n. 31147 del 08/11/2023

La contribuente contestava le imposte di registro, ipotecarie e catastali liquidate in relazione al subentro, disposto dal giudice civile, nella posizione dell’acquirente di una quota immobiliare; i giudici tributari avevano confermato la pretesa. In Cassazione erano state prospettate, tra l’altro, la duplicazione del prelievo e l’erronea determinazione della base imponibile. Dopo il deposito della domanda di definizione agevolata della controversia e della quietanza della prima rata, entrambe le parti hanno chiesto l’estinzione: la Corte ha dichiarato estinto il giudizio, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposta di registro
  • Immobili
N. 31145

Cassazione, sentenza n. 31145 del 8/11/2023

Sentenza n. 31145 del 08/11/2023

L’Amministrazione aveva liquidato separatamente l’imposta di registro, con sanzione, sulle clausole penali inserite in contratti di locazione; i giudici di merito avevano ritenuto tali clausole autonome rispetto ai contratti. La Cassazione ha ricondotto la “disposizione” dell’art. 21 TUR al negozio giuridico, non alla singola clausola, e ha evidenziato che la penale predetermina il risarcimento e rafforza le obbligazioni principali, senza una causa distinta. Ne consegue, secondo il principio sviluppato nella decisione, la connessione intrinseca con la locazione e l’applicazione unitaria dell’imposta, anziché una tassazione autonoma della clausola.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Locazione immobili
  • Contenzioso
N. 31127

Cassazione, sentenza n. 31127 del 8/11/2023

Sentenza n. 31127 del 08/11/2023

La lite concerneva la rettifica del valore di un compendio immobiliare ai fini dell’imposta di registro; la commissione regionale aveva rideterminato il valore accogliendo solo in parte le osservazioni della perizia della contribuente. Nel frattempo era divenuta definitiva, per il medesimo atto e nei confronti di un coobbligato solidale, una decisione favorevole fondata su ragioni oggettive. La Cassazione ne ha esteso gli effetti alla ricorrente ai sensi dell’art. 1306, secondo comma, c.c., ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha parzialmente annullato l’avviso, limitando la pretesa agli stessi termini del giudicato esterno.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31100

Cassazione, sentenza n. 31100 del 8/11/2023

Sentenza n. 31100 del 08/11/2023

L’avviso riguardava imposte di registro, ipotecaria e catastale sulla divisione giudiziale di immobili; i giudici di merito avevano applicato il valore catastale, accogliendo la richiesta del contribuente. La Cassazione ha chiarito che l’opzione agevolativa del “prezzo-valore”, ammessa anche nella divisione giudiziale, deve essere esercitata in modo univoco prima che l’Amministrazione notifichi atti del procedimento di accertamento. Poiché la richiesta era stata formulata soltanto dopo l’avviso, mediante istanza di autotutela, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 31080

Cassazione, sentenza n. 31080 del 8/11/2023

Sentenza n. 31080 del 08/11/2023

Un dirigente aveva chiesto il rimborso dell’addizionale del 10% applicata a bonus e stock option, sostenendo che la società di consulenza finanziaria datrice di lavoro non rientrasse nel settore finanziario; il giudice regionale aveva accolto tale impostazione, circoscrivendo il settore agli intermediari del TUB. La Cassazione ha invece qualificato la nozione fiscale come clausola generale, comprensiva anche di soggetti non vigilati o non operanti verso il pubblico, quando attivi sulla scena finanziaria. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 31078

Cassazione, sentenza n. 31078 del 8/11/2023

Sentenza n. 31078 del 08/11/2023

Una società irlandese chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi corrisposti da una consociata italiana, invocando l’esenzione dell’art. 26-quater del d.P.R. n. 600/1973; il giudice regionale aveva negato il rimborso per carenze documentali e probatorie. La Cassazione ha rilevato una contraddizione insanabile sulla valenza dei certificati fiscali, l’omesso esame degli ulteriori documenti relativi alla tassazione degli interessi in Irlanda e l’impiego inconferente di disposizioni riguardanti fattispecie diverse. Accolto il motivo sulla nullità della motivazione e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio per un nuovo esame.

N. 31027

Cassazione, sentenza n. 31027 del 8/11/2023

Imposta di registro -atto- disposizioni plurime -tassazione -natura intrinseca atto - Sussiste.

L’Agenzia aveva recuperato l’imposta di registro in misura fissa, oltre sanzioni, sulle clausole penali previste in contratti di locazione per il ritardo nella restituzione dei beni; il giudice regionale aveva annullato gli avvisi, escludendo l’autonoma tassabilità. La Cassazione ha chiarito che, nell’art. 21 TUR, per “disposizione” si intende un negozio giuridico autonomo e che la penale, destinata a predeterminare il danno e rafforzare l’adempimento, non ha causa distinta dal contratto cui accede. La clausola è quindi intrinsecamente connessa alla locazione e non integra una disposizione separatamente imponibile.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Locazione immobili
  • Contenzioso
N. 30930

Cassazione, sentenza n. 30930 del 7/11/2023

Sentenza n. 30930 del 07/11/2023

La contribuente chiedeva il rimborso dell’IRPEG versata in acconto, valorizzando perdite ripianate mediante contributi dell’ente pubblico; la CTR aveva ritenuto tardiva l’istanza perché presentata oltre quarantotto mesi dai versamenti. La Cassazione afferma che il termine decorre dall’acconto quando il contribuente è già consapevole della sua non debenza e qualifica come interpretativa, non innovativa, la successiva norma sul trattamento dei contributi di ripianamento. Poiché tale consapevolezza risultava già esistente al pagamento, il rapporto era esaurito per decadenza: il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

N. 30989

Cassazione, sentenza n. 30989 del 7/11/2023

Sentenza n. 30989 del 07/11/2023

La controversia riguarda l’autonoma assoggettabilità a imposta di registro della clausola penale inserita in un contratto di locazione, esclusa dalla CTR per la sua accessorietà; l’Agenzia delle Entrate sosteneva invece che la clausola avesse causa propria. La Corte afferma che la penale predetermina il risarcimento e rafforza le obbligazioni principali, senza poter sopravvivere autonomamente al contratto, sicché le relative pattuizioni derivano dalla medesima causa negoziale. Il testo fornito non contiene il dispositivo e non consente di indicare con certezza l’esito formale del ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Locazione immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30983

Cassazione, sentenza n. 30983 del 7/11/2023

Imposta di registro - Clausola penale - Tassazione contratto.

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato l’imposta di registro e le sanzioni sulla clausola penale prevista per il ritardo nella restituzione di un immobile locato; la CTR aveva annullato l’avviso, negando l’autonomia fiscale della pattuizione. La Cassazione stabilisce che la penale, anche quando assume la forma di interessi moratori superiori al tasso legale, serve e rafforza il contratto e non possiede una causa separabile. Trova quindi applicazione la tassazione unitaria prevista dall’articolo 21, comma 2, del TUR; il ricorso dell’Amministrazione è rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Locazione immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30965

Cassazione, sentenza n. 30965 del 7/11/2023

Sentenza n. 30965 del 07/11/2023

Una società residente, fiscalmente in perdita, chiedeva il rimborso della maggiore IRES applicata ai redditi imputati per trasparenza da controllate estere situate in Stati a fiscalità privilegiata, sostenendo l’applicabilità dell’aliquota minima del 27% anziché di quella ordinaria del 33%. La Cassazione chiarisce che il 27% costituiva soltanto il limite minimo di un’aliquota media esistente: se la controllante è priva di reddito imponibile e quindi di aliquota media, i redditi esteri separatamente tassati scontano l’aliquota ordinaria. Esclusa anche l’irragionevolezza prospettata, il ricorso è respinto con condanna alle spese.

N. 30900

Cassazione, sentenza n. 30900 del 6/11/2023

Sentenza n. 30900 del 06/11/2023

Una società olandese aveva chiesto il rimborso delle ritenute applicate agli interessi corrisposti da una controllata italiana; i giudici di merito avevano negato il beneficio per difetto di prova. La Cassazione rileva che il finanziamento prevedeva la restituzione del capitale e che la Convenzione Italia-Paesi Bassi poteva essere invocata in giudizio senza modificare la domanda di rimborso; ritiene inoltre idonea l’attestazione dell’autorità fiscale olandese sul possesso dei requisiti convenzionali. Dichiarato il difetto di legittimazione dell’altra ricorrente, accoglie il ricorso della beneficiaria, cassa la sentenza e riconosce il rimborso nel merito.

N. 30889

Cassazione, ordinanza n. 30889 del 6/11/2023

IVA - Operazioni intracomunitarie - Onere della prova.

L’Ufficio contestava la non imponibilità IVA di cessioni intracomunitarie effettuate franco fabbrica, ritenendo insufficienti fatture accompagnatorie, pagamenti tracciabili, elenchi Intrastat e dichiarazioni dei clienti; la CTR aveva invece considerato provato il trasferimento dei beni in altro Stato membro. La Cassazione afferma che la prova deve riguardare il passaggio del potere di disposizione e l’uscita fisica della merce dallo Stato di cessione, ma non richiede mezzi documentali predeterminati e può fondarsi su fatti secondari. Ritenuta corretta la valutazione complessiva della CTR, rigetta il ricorso e condanna l’Ufficio alle spese.

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