Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33535

Cassazione, sentenza n. 33535 del 1/12/2023

Sentenza n. 33535 del 01/12/2023

L’Agenzia sosteneva che il professionista, socio di una società di consulenza e percettore da essa della quasi totalità dei compensi, fosse soggetto a IRAP perché ne utilizzava la struttura e svolgeva funzioni gestionali e direttive. La Cassazione esclude che l’organizzazione societaria possa essere imputata personalmente al socio che presta attività esclusivamente per la società: l’autonoma organizzazione appartiene all’ente distinto, senza che assumano rilievo l’entità dei redditi, i poteri interni o le deduzioni riconosciute alla società. Rigetta quindi il ricorso dell’Agenzia e la condanna alle spese.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33533

Cassazione, sentenza n. 33533 del 1/12/2023

Sentenza n. 33533 del 01/12/2023

Un professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, sostenendo di operare senza autonoma organizzazione e di utilizzare mezzi e struttura della società di consulenza della quale era socio; i giudici di merito avevano riconosciuto il rimborso. La Cassazione ha affermato che l’organizzazione societaria non è imputabile al socio-professionista, anche se dotato di poteri direttivi, e che la disponibilità di un ordinario studio personale non basta a integrare il presupposto impositivo. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33528

Cassazione, sentenza n. 33528 del 1/12/2023

Sentenza n. 33528 del 01/12/2023

Un consulente, socio della società per la quale lavorava percependone quasi tutti i compensi, aveva domandato il rimborso dell’IRAP per assenza di autonoma organizzazione; dopo il rigetto in primo grado, la CTR aveva accolto la richiesta. La Cassazione ha escluso che mezzi e organizzazione della società possano essere attribuiti al professionista, anche quando questi eserciti poteri di direzione e coordinamento: il presupposto organizzativo resta riferibile all’ente societario distinto. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto rigettato.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33511

Cassazione, sentenza n. 33511 del 1/12/2023

Sentenza n. 33511 del 01/12/2023

Una società madre giapponese chiedeva il rimborso della maggiore ritenuta applicata sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana rispetto all’aliquota convenzionale; la CTR aveva parzialmente accolto la domanda. La Cassazione ha ritenuto non pertinente, in questo rapporto diretto tra madre e figlia, l’ulteriore verifica del beneficiario effettivo e ha giudicato sufficiente la prova del pagamento ricavata dalla contabile di addebito, senza necessità dei credit advice richiesti dall’Ufficio. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

N. 33620

Cassazione, sentenza n. 33620 del 1/12/2023

Sentenza n. 33620 del 01/12/2023

Gli accertamenti riguardavano operazioni soggettivamente inesistenti nel commercio di telefoni, oltre a perdite del consolidato, accantonamenti e sponsorizzazioni; i giudici di merito li avevano annullati, escludendo la prova del coinvolgimento nella frode. La Cassazione dichiara estinta, per definizione agevolata, la parte sulle perdite pregresse e considera definitive le statuizioni non impugnate su accantonamenti e sponsorizzazioni. Sulle operazioni contestate accoglie invece la censura dell’Ufficio: non occorre provare la partecipazione dolosa, ma valutare se il contribuente sapesse o dovesse sapere della frode, esaminando complessivamente gli indizi; respinge le doglianze sul contraddittorio e sulla motivazione degli atti.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 33610

Cassazione, ordinanza n. 33610 del 1/12/2023

Cartella di pagamento - Art. 36 bis DPR 600/73 - Istanza di annullamento in autotutela - Impugnabilità - Limiti - Sgravio parziale - Conseguenze in ordine all'impugnabilità

Una cartella derivante da controllo automatizzato era divenuta definitiva; la contribuente aveva poi chiesto l’autotutela per errori materiali dichiarativi e impugnato il diniego, richiamando anche un asserito sgravio parziale. La Cassazione chiarisce che il diniego relativo a un atto definitivo è sindacabile soltanto per ragioni, originarie o sopravvenute, di rilevante interesse generale dell’Amministrazione, non per tutelare il solo interesse individuale né per riaprire la contestazione della pretesa. Poiché erano dedotti soltanto errori propri e lo sgravio parziale non mutava tale limite, rigetta il ricorso e condanna la contribuente alle spese.

N. 33606

Cassazione, sentenza n. 33606 del 1/12/2023

Sentenza n. 33606 del 01/12/2023

La società giapponese chiedeva il rimborso della maggiore ritenuta applicata sui dividendi della controllata italiana rispetto all’aliquota prevista dalla Convenzione Italia-Giappone; l’Ufficio opponeva carenze documentali e la mancata prova della qualità di beneficiario effettivo. La Cassazione ritiene tale qualità non controversa nella fattispecie diretta tra controllata italiana e casa madre giapponese e considera sufficienti la residenza convenzionale, l’assoggettamento alla potestà impositiva giapponese e la contabile bancaria di addebito, senza necessità dei credit advice. Rigetta quindi il ricorso dell’Agenzia e la condanna alle spese.

N. 33360

Cassazione, sentenza n. 33360 del 30/11/2023

Reddito di impresa - Perdite derivanti da crediti vantati nei confronti di società sottoposte a fallimento - Deducibilità - Periodo di competenza- ex art 101, c. 5, TUIR e successive modificazioni .- ammissibilità .

La controversia investe il recupero dell’IVA detratta mediante una nota di variazione emessa oltre un anno dopo la risoluzione consensuale di un preliminare, nonché la deduzione di perdite su crediti imputate al 2010. La Corte ritiene legittimo il recupero IVA, poiché per il mutuo dissenso il termine annuale decorre dall’operazione imponibile; afferma inoltre che, in presenza di procedura concorsuale, la perdita è deducibile nell’esercizio di imputazione a bilancio, entro la finestra compresa fra la dichiarazione di fallimento e la corretta cancellazione contabile del credito. Il testo fornito non contiene il dispositivo, sicché non consente di indicare prudentemente l’esito complessivo.

N. 33354

Cassazione, sentenza n. 33354 del 30/11/2023

Sentenza n. 33354 del 30/11/2023

La società incorporante chiedeva il rimborso dell’IRES relativa agli anni 2003-2006 per la mancata deduzione dell’IRAP riferibile alle spese del personale; l’Ufficio e i giudici di merito avevano opposto la decadenza quarantottennale. La Cassazione precisa che la successiva deducibilità analitica riguarda soltanto i periodi per i quali, all’entrata in vigore della nuova disciplina, il termine di rimborso era ancora pendente, escludendo che tale delimitazione sia costituzionalmente irragionevole. Trattandosi di rapporti ormai esauriti, conferma la tardività dell’istanza e rigetta il ricorso.

  • IRAP
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33487

Cassazione, sentenza n. 33487 del 30/11/2023

Sentenza n. 33487 del 30/11/2023

Una società chiedeva il rimborso dei costi delle garanzie fideiussorie sostenuti per ottenere in via accelerata rimborsi di eccedenze IVA; i giudici di merito avevano escluso il ristoro, limitandolo alle garanzie collegate all’accertamento. La Cassazione ha riconosciuto portata generale al diritto al rimborso di tali costi, indipendentemente dalla configurazione della controversia, richiamando anche l’esigenza di evitare rischi finanziari al soggetto passivo. Accolti i primi due motivi e dichiarato inammissibile il terzo, ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

N. 33481

Cassazione, sentenza n. 33481 del 30/11/2023

Sentenza n. 33481 del 30/11/2023

Una lavoratrice chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF, invocando l’agevolazione per il rientro in Italia dopo gli studi all’estero; il giudice d’appello aveva negato il beneficio ritenendo mantenuto in Italia il centro degli interessi. La Cassazione ha escluso la motivazione apparente, ma ha rilevato l’omesso esame della certificazione indicata dalla contribuente sul domicilio in Austria, fatto discusso e potenzialmente decisivo per verificare i requisiti agevolativi. Dal testo fornito risulta accolto questo motivo, mentre non è presente il dispositivo conclusivo della pronuncia.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33471

Cassazione, sentenza n. 33471 del 30/11/2023

Sentenza n. 33471 del 30/11/2023

Un’amministrazione statale aveva impugnato una cartella relativa a diritti doganali, accise e IVA; la CTR aveva dichiarato il ricorso inammissibile perché non riferito a vizi propri e perché la riscossione era stata sospesa. La Cassazione ha invece rilevato che erano state contestate l’esistenza dell’atto presupposto e la difformità di importi e voci, precisando che la sospensione, senza annullamento del ruolo, non elimina l’interesse all’impugnazione. Ha cassato con rinvio, disponendo anche l’integrazione del contraddittorio verso l’agente della riscossione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33469

Cassazione, ordinanza n. 33469 del 30/11/2023

Notifiche - Iscrizione AIRE - Ricerca presso gli Uffici consolari.

La controversia riguardava la validità della notificazione dell’avviso di liquidazione presupposto a una cartella per imposta di registro, nei confronti di una contribuente già iscritta all’AIRE e risultata irreperibile. La Cassazione ha affermato che, fallita la notifica al precedente indirizzo estero e mancando una nuova iscrizione anagrafica italiana, l’Amministrazione deve svolgere ricerche diligenti, acquisendo in particolare informazioni dagli uffici consolari, prima di ricorrere alla procedura per irreperibilità assoluta. Il testo fornito non comprende il dispositivo conclusivo.

  • Imposta di registro
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 33466

Cassazione, sentenza n. 33466 del 30/11/2023

Sentenza n. 33466 del 30/11/2023

Una società in accomandita semplice aveva impugnato un accertamento induttivo relativo a IVA, IRPEF e IRAP; il primo giudice aveva respinto il ricorso, mentre la CTR aveva riconosciuto alcuni costi e riformato la decisione. La Cassazione, prescindendo dalle censure dell’Agenzia delle Entrate, ha rilevato d’ufficio che il giudizio si era svolto senza i soci, litisconsorti necessari nelle controversie sugli elementi comuni dell’accertamento della società di persone. Ha dichiarato nullo l’intero giudizio, cassato la sentenza e rinviato al giudice di primo grado per integrare il contraddittorio.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33461

Cassazione, sentenza n. 33461 del 30/11/2023

Sentenza n. 33461 del 30/11/2023

L’accertamento induttivo per IVA, IRPEF e IRAP emesso verso una società in accomandita semplice era stato confermato in primo grado e successivamente riformato dalla CTR, che aveva riconosciuto le spese per il personale. La Cassazione ha esaminato preliminarmente l’integrità del contraddittorio e ha stabilito che la rettifica dei redditi della società di persone coinvolge inscindibilmente anche tutti i soci, salvo questioni esclusivamente personali. Poiché questi non avevano partecipato, ha dichiarato la nullità dell’intero processo e rinviato al giudice di primo grado per la necessaria integrazione.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33457

Cassazione, sentenza n. 33457 del 30/11/2023

Sentenza n. 33457 del 30/11/2023

A seguito della mancata esibizione della documentazione contabile, l’Agenzia delle Entrate aveva rettificato induttivamente IVA, IRPEF e IRAP di una società in accomandita semplice; la CTR, diversamente dal primo giudice, aveva accolto le contestazioni della contribuente sui costi. La Cassazione non ha deciso tali questioni sostanziali, rilevando invece che società e soci sono litisconsorti necessari quando il giudizio concerne gli elementi comuni della rettifica e dell’imputazione per trasparenza. Constatata l’assenza dei soci, ha annullato l’intero giudizio e disposto il rinvio al giudice di primo grado.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33456

Cassazione, sentenza n. 33456 del 30/11/2023

Sentenza n. 33456 del 30/11/2023

La controversia riguarda il rimborso dell’IRES versata per gli anni 2003-2006, richiesto in ragione della sopravvenuta deducibilità analitica dell’IRAP riferita alle spese per il personale e negato dall’Amministrazione perché l’istanza era tardiva. La Cassazione afferma che la disciplina sopravvenuta opera soltanto per i periodi rispetto ai quali, alla sua entrata in vigore, era ancora pendente il termine decadenziale di quarantotto mesi; reputa inoltre manifestamente infondata la prospettata questione costituzionale. Poiché i rapporti tributari risultavano ormai esauriti, la Corte conferma la decisione regionale e rigetta il ricorso.

  • IRAP
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33399

Cassazione, ordinanza n. 33399 del 30/11/2023

Accertamento - Documentazione extracontabile - Accesso domiciliare presso terzi - Art. 52 DPR 633/1972

L’accertamento IRES, IVA e IRAP utilizzava documentazione extracontabile rinvenuta dalla Guardia di Finanza durante un accesso nell’abitazione di un terzo; la Commissione regionale aveva giudicato illegittima l’autorizzazione del Procuratore perché fondata, secondo il suo accertamento, su una delazione anonima. La Cassazione riconosce al contribuente la possibilità di contestare, insieme all’atto impositivo, anche l’autorizzazione riguardante il domicilio altrui, poiché la verifica dei gravi indizi incide sulla regolarità del procedimento. Le ulteriori censure dell’Amministrazione sollecitavano una diversa valutazione documentale e sono state dichiarate inammissibili o infondate; il ricorso è stato rigettato.

N. 33198

Cassazione, sentenza n. 33198 del 29/11/2023

Sentenza n. 33198 del 29/11/2023

Il giudizio verteva su una cartella per contributo consortile calabrese, annullata dalla CTR perché mancavano il beneficio fondiario e i relativi presupposti. Il consorzio sosteneva che il contributo per attività istituzionali prescindesse dal vantaggio arrecato all’immobile, ma la Cassazione ha richiamato la pronuncia costituzionale che, con efficacia anche sulle situazioni non esaurite, ne subordina la debenza a un beneficio diretto e immediato. Non essendo stato allegato né offerto in prova alcun beneficio concreto, la Corte ha rigettato tutti i motivi, senza statuire sulle spese poiché la contribuente era rimasta intimata.

N. 33191

Cassazione, sentenza n. 33191 del 29/11/2023

Sentenza n. 33191 del 29/11/2023

La CTR aveva dichiarato tardivo il ricorso contro una cartella TARSU, limitandosi ad affermare che la notificazione era avvenuta regolarmente il 5 marzo 2013, senza esaminare le molteplici contestazioni mosse dalla contribuente sul procedimento notificatorio. La Cassazione ha precisato che i vizi di notifica incidono sull’efficacia, non sulla validità dell’atto, ma ha ravvisato una motivazione apparente perché mancavano le ragioni probatorie e giuridiche della ritenuta regolarità, decisiva per il termine d’impugnazione. Ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri e cassato con rinvio alla Corte di giustizia tributaria siciliana.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario

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