Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33175

Cassazione, sentenza n. 33175 del 29/11/2023

Sentenza n. 33175 del 29/11/2023

La controversia riguardava una cartella TARSU contestata esclusivamente per asseriti vizi della notificazione e per irregolarità nella costituzione processuale dell’ente impositore. La Cassazione ha ribadito che la notificazione è condizione di efficacia, non elemento costitutivo dell’atto tributario, e che la sua nullità è sanata dall’impugnazione per raggiungimento dello scopo; ha inoltre ritenuto legittima la trasmissione postale delle controdeduzioni del resistente. Dichiarata inammissibile la questione nuova introdotta con memoria, la Corte ha rigettato tutti i motivi.

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N. 33329

Cassazione, sentenza n. 33329 del 29/11/2023

Sentenza n. 33329 del 29/11/2023

La controversia riguarda la TARSU applicata allo specchio acqueo di un porto turistico e la possibilità di sottrarre dal relativo importo quanto già pagato sulle banchine. La Cassazione stabilisce che superfici solide e acquee, se autonomamente capaci di produrre rifiuti, integrano distinti presupposti impositivi; conferma inoltre che il concessionario rimane detentore e soggetto passivo, nonostante i contratti stipulati con gli utilizzatori dei posti barca. Accolto il primo motivo del Comune e respinto il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione del dovuto.

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N. 33162

Cassazione, sentenza n. 33162 del 29/11/2023

Sentenza n. 33162 del 29/11/2023

La contribuente contestava un’intimazione di pagamento TARSU e gli atti presupposti, mentre il giudice regionale aveva considerato rituale la notifica della cartella e ormai precluse le relative censure. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’eccezione di giudicato esterno, formatosi quando poteva ancora essere dedotto in appello, e il motivo sulla mancata considerazione della costituzione postale, poiché non indicava un concreto pregiudizio difensivo. Ha inoltre escluso, nei passaggi disponibili, il denunciato difetto di rappresentanza processuale dell’agente della riscossione.

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  • Contenzioso
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N. 33327

Cassazione, sentenza n. 33327 del 29/11/2023

Sentenza n. 33327 del 29/11/2023

La contribuente contestava un accertamento TARES relativo alle superfici portuali, mentre il giudice d’appello aveva esaminato soltanto l’eccezione, proposta per la prima volta in secondo grado, sulla legittimazione passiva. La Cassazione ravvisa omessa pronuncia sugli altri motivi; chiarisce però che il Comune può rettificare la superficie utilizzando dati legittimamente acquisiti da altri enti e che devono essere allegati soltanto gli atti richiamati non facilmente conoscibili e non riprodotti nel loro contenuto essenziale. Confermata l’inammissibilità della nuova contestazione soggettiva, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame del motivo d’appello rimasto indeciso.

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  • Accertamento fiscale
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  • Processo tributario
N. 33157

Cassazione, ordinanza n. 33157 del 29/11/2023

Processo tributario - Annullamento dell'atto in autotutela - Spese di lite

Dopo l’annullamento in autotutela di avvisi TARSU emessi dal Comune, il contribuente chiedeva la rifusione delle spese dei due gradi di merito, sostenendo l’originaria manifesta illegittimità degli atti. La Cassazione ha affermato che la cessazione della materia del contendere non impone sempre la soccombenza virtuale: le spese possono essere compensate mediante una valutazione complessiva e motivata della lite, quando l’amministrazione abbia agito lealmente dopo le verifiche necessarie. Ritenuta adeguata la motivazione dei giudici regionali, ha rigettato il ricorso e posto le spese di legittimità a carico del ricorrente.

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N. 33326

Cassazione, sentenza n. 33326 del 29/11/2023

Sentenza n. 33326 del 29/11/2023

La controversia concerne la TARSU sulle superfici acquee destinate agli ormeggi e oppone alla pretesa comunale la cessione a terzi di diritti sui posti barca, carenze motivazionali e il legittimo affidamento derivante dalla precedente disciplina locale. La Cassazione afferma che il concessionario conserva la detenzione dell’area e resta soggetto passivo; ritiene inoltre utilizzabili i dati del Demanio, essendo sufficiente riprodurne nell’avviso il contenuto essenziale, e precisa che l’affidamento non esclude il tributo, pur potendo incidere su interessi e sanzioni. Il testo fornito non contiene la conclusione né il dispositivo, quindi l’esito complessivo non è ricostruibile con certezza.

N. 33153

Cassazione, sentenza n. 33153 del 29/11/2023

Sentenza n. 33153 del 29/11/2023

Più contribuenti avevano impugnato congiuntamente cartelle per contributi di bonifica, annullate in appello per carenza di motivazione e mancata prova del beneficio arrecato agli immobili. La Cassazione ha confermato l’ammissibilità del ricorso collettivo-cumulativo fondato su identiche questioni giuridiche, ma ha censurato il criterio motivazionale adottato: la cartella può richiamare specificamente gli atti presupposti e, quando gli immobili siano compresi nel perimetro e nel piano di classifica approvato, il beneficio si presume e grava sui contribuenti la prova contraria. Sono stati pertanto ritenuti fondati i motivi concernenti tali profili.

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  • Riscossione
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N. 33302

Cassazione, sentenza n. 33302 del 29/11/2023

Sentenza n. 33302 del 29/11/2023

Una società chiedeva di escludere dalla TARSU la maggiore superficie di un autosilo automatizzato, sostenendo che i piani privi di presenza umana fossero inidonei a produrre rifiuti; la Commissione regionale aveva però rilevato la mancata indicazione di tale condizione nella denuncia originaria o di variazione. La Cassazione distingue la prova giudiziale dei requisiti dall’obbligo preventivo di dichiararli: l’esclusione richiede sia l’indicazione nella denuncia sia un riscontro oggettivo o documentale. Considerata preclusiva l’omissione dichiarativa e inammissibili le doglianze dirette a rivalutare le prove, la Corte rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
N. 33144

Cassazione, sentenza n. 33144 del 29/11/2023

Sentenza n. 33144 del 29/11/2023

L’agente della riscossione aveva ottenuto in appello la conferma di un’intimazione relativa a tributi erariali, ritenuta adeguatamente motivata e preceduta da cartella regolarmente notificata; la contribuente deduceva vizi degli atti e del contraddittorio. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’eccezione di giudicato esterno, poiché la decisione definitiva era già deducibile prima dell’udienza d’appello, e ha escluso sia l’irregolarità della difesa dell’agente sia la necessità della chiamata dell’ente impositore. Ha inoltre qualificato come inammissibili le nuove censure introdotte mediante semplici memorie illustrative.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33301

Cassazione, sentenza n. 33301 del 29/11/2023

Sentenza n. 33301 del 29/11/2023

Gli accertamenti disconoscevano il regime IVA del margine applicato alla rivendita di autovetture usate provenienti da operazioni intracomunitarie; i primi giudici avevano accolto i ricorsi, mentre la Commissione regionale aveva ritenuto non provati i requisiti del regime speciale. La Cassazione ribadisce che, davanti a elementi oggettivi e specifici dell’Amministrazione, il cessionario deve dimostrare buona fede e massima diligenza esigibile, verificando i precedenti intestatari mediante i dati disponibili; la provenienza da operatori di rivendita, noleggio o leasing fonda la presunzione contraria. Le censure sulla valutazione probatoria sono state dichiarate inammissibili e il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Estero
  • Accertamento fiscale
N. 33135

Cassazione, sentenza n. 33135 del 29/11/2023

Sentenza n. 33135 del 29/11/2023

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi ai fini IRPEF, IVA e IRAP nei confronti del titolare di un’impresa familiare; il giudice regionale aveva ridotto il ricarico e attribuito parte del maggior reddito alla collaboratrice. La Cassazione ha confermato la sufficienza della motivazione sulla percentuale di ricarico, ma ha stabilito che il maggior reddito accertato appartiene soltanto al titolare, mentre ai collaboratori sono imputabili nei limiti dichiarati quote qualificabili come redditi di lavoro. Accolto il relativo motivo dell’Agenzia e respinto il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 33297

Cassazione, sentenza n. 33297 del 29/11/2023

Sentenza n. 33297 del 29/11/2023

La controversia riguardava la TARSU 2007 applicata alla superficie acquea destinata a posti barca in un porto turistico; la contribuente contestava, tra l’altro, imponibilità, soggettività passiva e motivazione dell’accertamento comunale. La Cassazione non ha esaminato tali questioni nel merito: contro la stessa sentenza era stato proposto un altro ricorso autonomo, già deciso con cassazione e rinvio. In applicazione dei principi di unità dell’impugnazione e necessaria incidentalità dei gravami successivi, ha dichiarato il ricorso improcedibile e compensato le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 33293

Cassazione, sentenza n. 33293 del 29/11/2023

Sentenza n. 33293 del 29/11/2023

La controversia concerneva la TARSU su un’area privata adibita per trenta giorni l’anno a campeggio temporaneo, con contestazioni sulla decadenza, sul mancato avviso preventivo, sugli interpelli rimasti senza risposta e sulla tariffa applicata. La Cassazione ha ritenuto definitive le pretese successive al 2009, essendo stata accertata nei gradi di merito la regolare notificazione degli atti prodromici; ha inoltre escluso un generale obbligo di contraddittorio preventivo e qualsiasi assenso implicito derivante dal silenzio sugli interpelli. Ha confermato l’inapplicabilità della tariffa giornaliera, riservata alle aree pubbliche o equiparate, rigettando il ricorso.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 33282

Cassazione, ordinanza n. 33282 del 29/11/2023

Rimborsi - Euroritenuta - Collaborazione volontaria

Una contribuente residente in Italia chiedeva il rimborso dell’euroritenuta applicata da una banca svizzera sugli interessi di capitali esteri, successivamente regolarizzati mediante collaborazione volontaria e ravvedimento operoso. La Cassazione ha affermato che il divieto di doppia imposizione consente il rimborso anche quando il reddito, inizialmente non dichiarato, sia poi assoggettato a imposizione in Italia tramite autodenuncia spontanea; l’irretrattabilità della collaborazione volontaria non preclude tale istanza restitutoria. È stato quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, con conferma del rimborso riconosciuto per gli anni 2012-2014.

N. 33277

Cassazione, sentenza n. 33277 del 29/11/2023

Sentenza n. 33277 del 29/11/2023

Una società chiedeva il rimborso dell’IRES versata senza fruire, nell’anno dell’investimento fotovoltaico, della detassazione “Tremonti Ambiente”, la cui cumulabilità con la tariffa del secondo conto energia era allora incerta. La Cassazione ha escluso che l’omessa indicazione costituisse una scelta negoziale irretrattabile: la dichiarazione dei redditi, quale dichiarazione di scienza, è emendabile e il beneficio può essere fatto valere anche mediante tempestiva istanza di rimborso. Accolti i primi due motivi, ha cassato la decisione regionale e rinviato per gli accertamenti sulle questioni rimaste assorbite.

N. 33269

Cassazione, sentenza n. 33269 del 29/11/2023

Sentenza n. 33269 del 29/11/2023

Il giudizio riguardava un accertamento TARES 2013 relativo a un immobile destinato ad abitazione e studio; la contribuente contestava la decorrenza della tariffa comunale e la superficie imponibile confermata nei due gradi di merito. La Cassazione non ha esaminato tali censure, poiché il ricorso ometteva un’esposizione chiara ed esauriente dei fatti, delle domande, delle decisioni precedenti e delle ragioni d’impugnazione. Ha pertanto dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando anche la mancata correlazione dei motivi con la sentenza impugnata e, sulla metratura, l’assenza delle indicazioni necessarie per superare la doppia conforme.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 33219

Cassazione, sentenza n. 33219 del 29/11/2023

Sentenza n. 33219 del 29/11/2023

Un consorzio di bonifica impugnava l’annullamento dell’avviso relativo al contributo per attività istituzionali, sostenendo che la relativa quota fosse dovuta indipendentemente dal beneficio arrecato ai terreni. La Cassazione ha richiamato l’efficacia retroattiva della pronuncia costituzionale che ha subordinato anche tale contributo a un vantaggio diretto e immediato derivante dalle opere consortili, salvo le situazioni già esaurite. Poiché il consorzio non aveva neppure allegato un beneficio per i fondi interessati, la Corte ha rigettato il ricorso, senza pronuncia sulle spese per mancata costituzione della parte privata.

N. 33214

Cassazione, sentenza n. 33214 del 29/11/2023

Processotributario - Appello - Vizio di apparente motivazione - Ipotesi.

La CTR aveva annullato cartelle per contributi di bonifica, ritenendo necessario allegare documenti sulle opere e indicare costi, benefici individuali e criteri di calcolo. La Cassazione ha stabilito che la cartella, quando costituisce il primo atto impositivo, può essere motivata mediante puntuale richiamo ad atti generali pubblicati e conoscibili; l’inclusione nel perimetro e il piano di classifica approvato fondano inoltre una presunzione relativa del beneficio, superabile dal contribuente. Ha accolto i motivi riguardanti motivazione e spese di funzionamento del consorzio, cassando con rinvio; ha invece respinto la censura sull’ammissibilità del ricorso collettivo e dichiarato inammissibile quella motivazionale.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 33204

Cassazione, sentenza n. 33204 del 29/11/2023

Sentenza n. 33204 del 29/11/2023

La CTR aveva riformato l’annullamento di una cartella e degli atti presupposti, osservando soltanto che la tardiva costituzione dell’agente della riscossione non rendeva inutilizzabili i documenti prodotti. La Cassazione ha ravvisato una motivazione apparente: il giudice d’appello non aveva identificato né esaminato quei documenti, né spiegato perché fossero idonei a superare le numerose contestazioni formulate contro cartella, ruolo e avviso di accertamento. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte di giustizia tributaria siciliana per un nuovo esame.

N. 33198

Cassazione, sentenza n. 33198 del 29/11/2023

Sentenza n. 33198 del 29/11/2023

Il giudizio verteva su una cartella per contributo consortile calabrese, annullata dalla CTR perché mancavano il beneficio fondiario e i relativi presupposti. Il consorzio sosteneva che il contributo per attività istituzionali prescindesse dal vantaggio arrecato all’immobile, ma la Cassazione ha richiamato la pronuncia costituzionale che, con efficacia anche sulle situazioni non esaurite, ne subordina la debenza a un beneficio diretto e immediato. Non essendo stato allegato né offerto in prova alcun beneficio concreto, la Corte ha rigettato tutti i motivi, senza statuire sulle spese poiché la contribuente era rimasta intimata.

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