Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1030

Cassazione, sentenza n. 1030 del 10/01/2024

Carattere devolutivo dell'appello - Deduzioni in contrapposizione. - Mera riproposizione motivi del ricorso - Insufficienza - Censure alla sentenza impugnata - Necessitano.

La controversia riguardava maggiori imposte ipotecarie e catastali sulla compravendita di un compendio alberghiero, ma in Cassazione il nodo centrale era l’ammissibilità dell’appello e della successiva revocazione. La Corte ha ribadito che i motivi d’appello devono confrontarsi in modo chiaro e comprensibile con la sentenza di primo grado: richiami generici, documenti non illustrati e censure sconnesse non soddisfano tale onere; l’interpretazione giudiziale dell’atto non integra inoltre un errore revocatorio. Entrambi i ricorsi riuniti sono stati rigettati.

  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 998

Cassazione, sentenza n. 998 del 10/01/2024

Sentenza n. 998 del 10/01/2024

L’Ufficio aveva riqualificato un accordo di cash pooling con la controllante irlandese come finanziamento infragruppo, determinando induttivamente maggiori interessi mediante il parametro Rendistato; i giudici di merito avevano annullato la ripresa. La Cassazione ha precisato che spetta all’Amministrazione provare l’applicazione di un tasso inferiore a quello normale mediante operazioni sufficientemente comparabili, prima che sorga l’onere della prova contraria della contribuente. Poiché il Rendistato non era omogeneo al finanziamento ricostruito e gli indizi non erano gravi, precisi e concordanti, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 1017

Cassazione, sentenza n. 1017 del 10/01/2024

Sentenza n. 1017 del 10/01/2024

La controversia concerne l’imposta di registro proporzionale applicata a un lodo arbitrale di condanna al pagamento di somme che la contribuente sosteneva assoggettate a IVA. La Corte ha giudicato meramente apparente la motivazione con cui il giudice regionale aveva liquidato come generiche le specifiche deduzioni sull’alternatività tra IVA e registro; ha invece dichiarato inammissibili le censure sulla motivazione dell’avviso e sull’onere probatorio. Accolti il primo e il terzo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 898

Cassazione, sentenza n. 898 del 9/01/2024

Sentenza n. 898 del 09/01/2024

La società chiedeva il rimborso dell’IRES versata dopo avere prudenzialmente omesso la deduzione della minusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione in una holding svizzera, sostenendo che i requisiti PEX dovessero essere verificati sui valori contabili delle partecipate. La Corte ha invece affermato che, ai fini dell’articolo 87, comma 5, TUIR, rileva il valore corrente del patrimonio della holding e che la successiva definizione fondata sui dati di bilancio non si applica alla disciplina speciale PEX. Il primo motivo è stato rigettato; l’esito complessivo non risulta nel testo disponibile.

  • IRES
  • Estero
  • Holding
  • Società
  • Contenzioso
N. 859

Cassazione, sentenza n. 859 del 9/01/2024

Sentenza n. 859 del 09/01/2024

La controversia riguardava l’estinzione del giudizio sull’avviso di liquidazione INVIM, dichiarata dalla CTR dopo la domanda di definizione agevolata presentata da un erede, benché l’Ufficio avesse comunicato il diniego. La Cassazione afferma che domanda e pagamento della prima rata non producono automaticamente l’estinzione quando il diniego sia stato tempestivamente adottato e non impugnato. Accolto il ricorso dell’Agenzia e dichiarato inammissibile quello incidentale degli eredi, la sentenza è cassata con rinvio per la prosecuzione dell’appello e l’esame del merito.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Imposte indirette
N. 778

Cassazione, sentenza n. 778 del 9/01/2024

Sentenza n. 778 del 09/01/2024

Il contribuente contestava un’iscrizione ipotecaria fondata su dieci cartelle, deducendo l’omessa notificazione degli atti presupposti e dell’intimazione di pagamento. La Cassazione precisa che l’ipoteca non costituisce espropriazione forzata e può quindi essere iscritta senza l’intimazione prevista per l’esecuzione; rileva però che la CTR aveva verificato soltanto le notifiche di quattro cartelle, omettendo l’esame delle altre sei. Accolto il quarto motivo, la sentenza è cassata con rinvio affinché sia controllata la notificazione di tutte le cartelle presupposte.

N. 763

Cassazione, ordinanza n. 763 del 9/01/2024

Accertamento - Illeciti fiscali - Denunce anonime - Inutilizzabilità delle prove.

L’accertamento di maggiori ricavi ai fini IRPEF, IRAP e IVA utilizzava contabilità non dichiarata reperita mediante accesso domiciliare, la cui autorizzazione era contestata perché fondata su una denuncia anonima. La Cassazione afferma che il giudice tributario deve controllare sia la motivazione sui gravi indizi sia la loro effettiva valenza giuridica, escludendo l’autorizzazione basata esclusivamente su informazioni anonime e le prove così acquisite. Accolto il ricorso della persona fisica, la decisione è cassata con rinvio; il ricorso della società, estranea ai gradi di merito, è dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
N. 724

Cassazione, sentenza n. 724 del 9/01/2024

Sentenza n. 724 del 09/01/2024

Una società chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva ritenuto tardiva l’impugnazione del diniego di definizione agevolata, sostenendo che la Corte non avesse considerato la sospensione feriale. La Cassazione distingue l’errore materiale nel calcolo di un termine dall’errore sulla portata di una norma: stabilire se la sospensione feriale sia applicabile costituisce valutazione giuridica, non errore di fatto revocatorio. I primi due motivi sono pertanto dichiarati inammissibili, con assorbimento delle censure relative alla fase rescissoria e condanna della ricorrente alle spese.

N. 558

Cassazione, sentenza n. 558 del 8/01/2024

Sentenza n. 558 del 08/01/2024

Un consulente aziendale domandava il rimborso dell’IRAP, allegando di operare esclusivamente per una società di cui era uno dei numerosi soci, senza una propria organizzazione; i giudici di merito avevano invece valorizzato l’impiego della struttura societaria. La Cassazione precisa che l’organizzazione rilevante deve fare capo al professionista anche sul piano organizzativo e non può essergli imputata per la sola partecipazione sociale, quando l’attività è svolta soltanto nell’interesse della società. Accolto il primo motivo, la decisione d’appello è cassata e i ricorsi sono accolti nel merito.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 552

Cassazione, sentenza n. 552 del 8/01/2024

Sentenza n. 552 del 08/01/2024

La società percipiente chiedeva il rimborso delle ritenute applicate agli interessi provenienti da una controllata italiana, invocando l’esenzione europea; l’Amministrazione contestava, tra l’altro, la prova della qualità di beneficiario effettivo. La Corte esclude che il termine annuale automaticamente prorogabile renda necessariamente il finanziamento privo di un’effettiva scadenza, ma afferma che attestazioni e dichiarazioni formali non bastano: la percipiente deve dimostrare attività economica effettiva, disponibilità dei proventi e funzione concreta nell’operazione. La decisione regionale, che non ha compiuto questa verifica sostanziale, viene censurata sul punto.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 544

Cassazione, sentenza n. 544 del 8/01/2024

Sentenza n. 544 del 08/01/2024

La lite concerne il rimborso delle ritenute su interessi pagati da una società italiana a una società spagnola, richiesto sulla base dell’esenzione per società consociate dell’Unione europea. La Cassazione ritiene inammissibile e comunque infondata la censura relativa alla durata prorogabile del prestito, mentre precisa che l’onere di provare la qualità sostanziale di beneficiario effettivo grava sulla percipiente e richiede verifiche sull’attività, sulla libera disponibilità degli interessi e sulla funzione dell’interposizione. La motivazione regionale, limitata alla documentazione formale, non applica correttamente tali criteri.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 533

Cassazione, sentenza n. 533 del 8/01/2024

Sentenza n. 533 del 08/01/2024

Una società spagnola chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi ricevuti da una società italiana, invocando l’esenzione europea; i giudici tributari avevano riconosciuto il rimborso, mentre l’Amministrazione contestava i requisiti del finanziamento e la prova del beneficiario effettivo. La Corte dichiara inammissibile il primo motivo e stabilisce che tale qualità non può desumersi da attestazioni meramente formali, ma va verificata mediante i test relativi ad attività economica, disponibilità dei proventi e funzione dell’interposizione. Accoglie quindi il secondo motivo, cassa e rinvia al giudice regionale in diversa composizione.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 530

Cassazione, sentenza n. 530 del 8/01/2024

Sentenza n. 530 del 08/01/2024

La contribuente impugnava una cartella per imposte di registro e ipocatastali; dopo il rigetto in entrambi i gradi di merito, contestava anche la motivazione della pronuncia d’appello. La Cassazione rileva che il giudice regionale si era limitato ad affermazioni apodittiche sulla correttezza della cartella, degli interessi e del ruolo, senza rendere riconoscibili le effettive ragioni della decisione, così collocando la motivazione sotto il minimo costituzionale. Accolto il secondo motivo, dichiarato inammissibile il primo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario campano.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 521

Cassazione, sentenza n. 521 del 8/01/2024

Sentenza n. 521 del 08/01/2024

La domanda riguardava il rimborso delle ritenute sugli interessi corrisposti da una società italiana a una società spagnola, sul presupposto dell’esenzione europea; l’Amministrazione ne aveva negato i requisiti, ma i giudici di merito avevano accolto la pretesa. La Cassazione giudica inammissibile il motivo sulla durata prorogabile del finanziamento e afferma che la percipiente deve provare in concreto di essere beneficiario effettivo, attraverso distinti riscontri sull’attività economica, sulla disponibilità degli interessi e sulla funzione dell’interposizione. Accoglie il secondo motivo, cassa la sentenza e rinvia al giudice regionale abruzzese.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 510

Cassazione, sentenza n. 510 del 8/01/2024

Sentenza n. 510 del 08/01/2024

Una società spagnola chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi pagati da una controllata italiana, invocando l’esenzione prevista dalla disciplina europea; il diniego amministrativo era stato annullato nei due gradi di merito. La Corte ritiene inammissibile la censura concernente la durata del prestito e chiarisce che la qualità di beneficiario effettivo deve essere dimostrata sostanzialmente dalla percipiente, verificandone attività economica, disponibilità dei proventi e ruolo nell’operazione finanziaria. Accoglie il secondo motivo, cassa la pronuncia impugnata e rinvia al giudice tributario abruzzese in diversa composizione.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 481

Cassazione, sentenza n. 481 del 8/01/2024

Sentenza n. 481 del 08/01/2024

La controversia originaria riguardava un avviso di liquidazione per imposte connesse a una sentenza di usucapione, rispetto al quale il giudice regionale aveva riconosciuto la responsabilità solidale dell’ente locale soccombente. In pendenza del ricorso per cassazione, il ricorrente ha documentato la domanda di definizione agevolata e il pagamento delle prime due rate, senza che risultasse adottato un diniego dell’Amministrazione. Ritenuti integrati i presupposti della disciplina definitoria, la Corte dichiara estinto il giudizio e pone le spese a carico di chi le ha anticipate.

  • Pace Fiscale
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 598

Cassazione, sentenza n. 598 del 8/01/2024

Sentenza n. 598 del 08/01/2024

L’accertamento recuperava IRPEF su capitali e interessi ritenuti detenuti all’estero e non dichiarati; la CTR, riformando il primo grado, aveva confermato integralmente la pretesa. La Cassazione rileva che la motivazione non indicava gli elementi dai quali desumere consistenza e rendimento dei capitali e non esaminava le contestazioni su raddoppio dei termini, denuncia penale, quantificazione degli interessi ed entità delle somme estere. Accolte le censure di omessa pronuncia e motivazione apparente, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo giudizio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 475

Cassazione, sentenza n. 475 del 8/01/2024

Sentenza n. 475 del 08/01/2024

La controversia riguardava gli accertamenti IRPEF 2006-2009 relativi a capitali detenuti in Svizzera e non dichiarati, nonché la ricostruzione del patrimonio estero, il raddoppio dei termini e le sanzioni. La Cassazione ha ritenuto chiara la motivazione della CTR e non specificamente censurata la stima fondata sui documenti acquisiti; ha inoltre confermato che il raddoppio richiede l’obbligo di denuncia, non la sua produzione o effettiva presentazione, salvo uso pretestuoso. Dichiarate inammissibili le doglianze su sanzioni e capacità contributiva, ha respinto integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 595

Cassazione, sentenza n. 595 del 8/01/2024

Processo tributario-Atti impugnabili- Autotutela parziale - inammissibilità.

La controversia concerneva un accertamento relativo al consolidato nazionale, parzialmente ridotto in autotutela dopo che la consolidante aveva aderito alla definizione con pagamento e rinuncia all’impugnazione; erano state poi emesse cartelle per la differenza. La Cassazione afferma che l’autotutela parziale, limitandosi ad accogliere in parte le doglianze e a revocare parzialmente l’atto originario, non è autonomamente impugnabile; inoltre, la definizione aveva reso definitivo il debito. Sono quindi respinti i ricorsi relativi all’accertamento, all’autotutela e alle cartelle.

  • Autotutela
  • IRES
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 593

Cassazione, sentenza n. 593 del 8/01/2024

Sentenza n. 593 del 08/01/2024

L’accertamento verso una società immobiliare ricostruiva maggiori ricavi da vendite e interessi attivi su somme qualificate come finanziamento intercompany; i giudici di merito avevano confermato quest’ultimo rilievo e annullato quello sui ricavi. La Cassazione ritiene legittima la presunzione del finanziamento, fondata su collegamenti societari, indebitamento e antieconomicità, ma rileva l’omessa pronuncia sui criteri di calcolo degli interessi; accoglie inoltre il ricorso erariale, poiché i valori OMI sono conoscibili e la loro mancata allegazione non rende immotivato l’avviso. La sentenza è cassata con rinvio per entrambi i profili.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Contenzioso

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