Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 17175

Cassazione, sentenza n. 17175 del 28/06/2018

Sentenza n. 17175 del 28/06/2018

Una società contestava un accertamento relativo a maggior reddito d’impresa, IRPEG, IRAP e IVA, dopo che entrambi i giudici di merito ne avevano confermato la legittimità. La Corte ha rilevato che il ricorso non riproduceva compiutamente i motivi di appello, impedendo il controllo sulla censura relativa alla loro specificità; inoltre, le considerazioni di merito formulate dalla CTR dopo la statuizione processuale erano prive di autonoma rilevanza impugnatoria. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
N. 17173

Cassazione, sentenza n. 17173 del 28/06/2018

Sentenza n. 17173 del 28/06/2018

La controversia concerneva un accertamento per IRPEG, IRAP e IVA fondato sull’impiego di fatture riferite a operazioni ritenute inesistenti, che la CTR aveva annullato reputando non provata la frode. La Corte ha affermato che l’Amministrazione può provare anche per presunzioni l’inesistenza delle operazioni o la fittizietà del fornitore; raggiunta tale prova, spetta al contribuente dimostrare l’effettività delle operazioni o, nei casi soggettivi, la propria ignoranza incolpevole. La motivazione della CTR è stata giudicata insufficiente; il dispositivo finale non è tuttavia riprodotto nei dati disponibili.

N. 28158

Cassazione, sentenza n. 28158 del 27/06/2018

Reati tributari - Dichiarazione fraudolenta - Fatture false - Commercialista reo in concorso

Il procedimento riguardava dichiarazioni IVA contenenti rilevanti elementi passivi fittizi e fatture per operazioni inesistenti, con condanne anche nei confronti del consulente contabile e fiscale della società. La Corte ha ritenuto configurabile il concorso del professionista quando sia provato un contributo causale, morale o materiale, collegato alle condotte degli altri concorrenti; il dolo specifico richiesto dalla dichiarazione fraudolenta è compatibile con il dolo eventuale, inteso come accettazione del rischio di evasione derivante dall’impiego delle fatture false. La massima conferma pertanto la responsabilità concorsuale, ferma la necessità di provarne modalità e partecipazione effettiva.

N. 16948

Cassazione, sentenza n. 16948 del 25/06/2018

Sentenza n. 16948 del 25/06/2018

L’Agenzia contestava l’antieconomicità di una vendita di energia tra società residenti dello stesso gruppo, effettuata con margine simbolico, invocando il valore normale e il cosiddetto transfer pricing domestico. La Corte ha escluso che le transazioni infragruppo interne siano assoggettate alla disciplina del valore normale o che il solo scostamento dal mercato dimostri elusività; tale scostamento può valere soltanto come indizio di antieconomicità, da valutare insieme agli elementi oggettivi e alla strategia imprenditoriale. Poiché la CTR aveva escluso in fatto l’inattendibilità dell’operazione, il ricorso è stato rigettato e le spese compensate.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
N. 16533

Cassazione, sentenza n. 16533 del 22/06/2018

IVA - Convenzione di lottizzazione - Opera pubblica non rientrante nell'urbanizzazione primaria o secondaria - Compimento delle opere e collaudo - Obbligo di fatturazione - Modalità.

La controversia riguardava il momento di insorgenza dell’obbligo di fatturazione IVA per opere pubbliche, diverse da quelle di urbanizzazione primaria e secondaria, realizzate a scomputo degli oneri in base a una convenzione di lottizzazione. La Corte ha stabilito che la fattura deve essere emessa al compimento e al collaudo delle opere, quando sorge il diritto al corrispettivo, e non alla sottoscrizione della convenzione. Escluso quindi il maggior debito IVA del primo trimestre, è venuto meno anche il presupposto dell’indebito rimborso; rigettato il ricorso principale dell’Agenzia, quello incidentale è stato accolto con decisione nel merito favorevole alla contribuente.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16604

Cassazione, ordinanza n. 16604 del 22/06/2018

Ordinanza n. 16604 del 22/06/2018

L’Amministrazione aveva revocato l’agevolazione prima casa perché uno dei coniugi, acquirenti in comunione, non aveva trasferito la propria residenza nell’immobile entro diciotto mesi; i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Corte ha stabilito che il requisito va riferito alla famiglia: quando il bene ricade nella comunione legale ed è destinato a residenza familiare, non rileva che uno dei coniugi mantenga altrove la residenza anagrafica. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato accolto il ricorso originario del contribuente.

N. 16560

Cassazione, ordinanza n. 16560 del 22/06/2018

IRPEF - Dipendente pubblico - Indennità di buonuscita - Quota alimentata da contribuzione volontaria per il riscatto di periodi pre-ruolo - Tassazione separata - Esclusione - Applicazione tassazione ordinaria.

La controversia riguardava il rimborso dell’IRPEF trattenuta sull’indennità di buonuscita, nella parte formata mediante contributi volontari interamente versati dal dipendente per riscattare periodi di servizio pre-ruolo. La Cassazione ha affermato che tale quota resta soggetta a tassazione ordinaria, poiché il versamento serve a rendere valutabili periodi altrimenti esclusi e non integra una contribuzione previdenziale riferibile al datore di lavoro. Accolti i ricorsi dell’Agenzia delle Entrate e dell’ente previdenziale, la sentenza regionale è stata cassata e il ricorso originario del contribuente rigettato.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16553

Cassazione, ordinanza n. 16553 del 22/06/2018

Riscossione - Cartella di pagamento - Rateizzazione - Somme richieste a titolo di sanzioni - Interessi di mora - Inapplicabilità

Una società contestava il calcolo degli interessi inseriti nel provvedimento di rateizzazione relativo a quattordici cartelle, sostenendo che non potessero gravare anche sulle somme dovute a titolo di sanzione. La Cassazione ha confermato che la disposizione secondo cui la sanzione non produce interessi prevale sulla disciplina generale della dilazione; quanto agli interessi di mora, la loro esclusione era già coperta da giudicato esterno. Il ricorso della concessionaria della riscossione è stato quindi rigettato, con compensazione delle spese di legittimità.

  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16547

Cassazione, sentenza n. 16547 del 22/06/2018

Sentenza n. 16547 del 22/06/2018

La controversia concerneva accertamenti IVA, IRPEG e IRAP rivolti alla rappresentante di un’associazione che aveva invocato il regime ONLUS, ma la cui iscrizione era stata negata per mancanza originaria dei requisiti. La Cassazione ha ritenuto che tale accertamento producesse effetti sin dalla domanda e ha confermato che spettava alla contribuente dimostrare i presupposti della natura non commerciale, esclusi dalla CTR sulla base degli elementi emersi dalla verifica. Ritenute inammissibili o infondate anche le censure sulla responsabilità solidale e sulle sanzioni, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Enti terzo settore
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16546

Cassazione, sentenza n. 16546 del 22/06/2018

Sentenza n. 16546 del 22/06/2018

Gli accertamenti disconoscevano la detrazione IVA sull’acquisto di un fabbricato artigianale e la deduzione delle relative quote di ammortamento ai fini IRPEF, per mancata inerenza all’attività commerciale esercitata altrove. La Cassazione ha chiarito che l’accesso può concludersi con un verbale delle operazioni senza richiedere necessariamente un distinto processo verbale di constatazione; ha inoltre escluso una strumentalità automatica dell’immobile, gravando sul contribuente la prova dell’utilizzo imprenditoriale o dell’impossibilità di diversa destinazione senza radicali trasformazioni. Il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16544

Cassazione, sentenza n. 16544 del 22/06/2018

Sentenza n. 16544 del 22/06/2018

L’accertamento recuperava IRPEG, IRAP e IVA sul presupposto che un’associazione ricreativa, anziché svolgere attività non profit, gestisse commercialmente una sala Bingo in continuità con una società cessata. La Cassazione ha confermato la valutazione della CTR, fondata su elementi incompatibili con la natura associativa agevolata, compresa la carenza di democrazia interna; ha inoltre precisato che la sentenza penale non vincola automaticamente il giudice tributario, che deve valutarne autonomamente il contenuto. Le ulteriori doglianze sono state dichiarate inammissibili o infondate e il ricorso è stato rigettato.

  • Enti terzo settore
  • Attività economiche
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 16543

Cassazione, sentenza n. 16543 del 22/06/2018

Sentenza n. 16543 del 22/06/2018

Per l’anno 2004 l’Amministrazione aveva assoggettato a IRPEG, IRAP e IVA l’attività di un’associazione ricreativa, qualificandola come gestione commerciale di una sala Bingo svolta in continuità con una società cessata. La Cassazione ha ritenuto corretta la decisione regionale che, sulla base degli elementi di fatto e del mancato rispetto dei canoni di democrazia interna, aveva escluso i requisiti del regime non commerciale; ha ribadito anche l’assenza di efficacia vincolante automatica della sentenza penale nel processo tributario. Il ricorso dell’associazione è stato rigettato.

  • Enti terzo settore
  • Attività economiche
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 16542

Cassazione, sentenza n. 16542 del 22/06/2018

Sentenza n. 16542 del 22/06/2018

L’Amministrazione aveva attribuito a una società di capitali i movimenti rilevati sui conti personali dei suoi due soci e amministratori, legati da rapporto familiare, recuperando maggiori IRPEG, IRAP e IVA. La Cassazione ha affermato che, in presenza di una compagine ristretta e di concreti elementi di connessione, tali movimentazioni possono presumersi riferibili alla società, cui spetta dimostrarne analiticamente l’estraneità all’attività aziendale; ha quindi censurato la CTR, che aveva richiesto ulteriori prove all’Ufficio. Accolto il primo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame delle questioni rimaste assorbite.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16541

Cassazione, sentenza n. 16541 del 22/06/2018

Sentenza n. 16541 del 22/06/2018

Dopo un avviso relativo a IRPEG, IRAP e IVA, la società aveva avviato l’accertamento con adesione e sottoscritto un verbale di contraddittorio; respinta la procedura, l’Ufficio aveva iscritto a ruolo le somme dell’avviso originario. La Cassazione ha escluso che il verbale, privo degli elementi formali e sostanziali richiesti, potesse equivalere all’atto di adesione: l’Amministrazione non doveva quindi emettere un nuovo accertamento prima della cartella. Accolto il ricorso dell’Ufficio, la sentenza regionale è stata cassata e il ricorso introduttivo della contribuente rigettato nel merito.

  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16540

Cassazione, sentenza n. 16540 del 22/06/2018

Sentenza n. 16540 del 22/06/2018

Gli atti impositivi avevano attribuito a una società i movimenti dei conti bancari e postali personali dei suoi due soci e amministratori, uniti da stretti rapporti familiari, ai fini IRPEG, IRAP e IVA. La Cassazione ha ritenuto che la ristretta compagine, la parentela e i poteri di rappresentanza consentissero di presumere la riferibilità delle operazioni alla società, salvo prova contraria specifica del contribuente; era quindi errata la richiesta della CTR di ulteriori elementi probatori a carico dell’Ufficio. La sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame delle questioni non decise in appello.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16538

Cassazione, sentenza n. 16538 del 22/06/2018

Sentenza n. 16538 del 22/06/2018

I contribuenti contestavano la quantificazione della plusvalenza IRPEF derivante dalla vendita di un terreno edificabile, chiedendo di dedurre spese di custodia, bonifica e miglioria, documentate o non documentabili. La Cassazione ha precisato che sono deducibili soltanto i costi inerenti all’acquisto o capaci di incrementare il valore del bene con effetti ancora esistenti al momento della cessione; restano escluse le spese di ordinaria gestione e manutenzione, mentre l’onere di provarne natura e incidenza grava sul contribuente. Confermata la valutazione della CTR, il ricorso è stato rigettato.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16291

Cassazione, sentenza n. 16291 del 20/06/2018

Società - Finanziamenti dei soci - Postergazione - Ratio dell'istituto - Applicazione alle società per azioni - Ammissibilità.

La controversia concerneva l’ammissione al passivo fallimentare, con prelazione ipotecaria, del credito derivante da un prestito obbligazionario sottoscritto dal socio di maggioranza e amministratore di una società per azioni. La Corte ha affermato che la postergazione prevista per i finanziamenti dei soci di società a responsabilità limitata può estendersi alle società azionarie quando, per dimensioni, compagine ristretta e posizione del finanziatore, ricorra una situazione concretamente assimilabile. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, il decreto è stato cassato con rinvio affinché il tribunale verifichi tali presupposti.

  • Società
  • Società di capitali
  • Finanziamenti
  • Procedure concorsuali
N. 16244

Cassazione, ordinanza n. 16244 del 20/06/2018

Imposte sui redditi - Dichiarazione omessa - Principio di capacità contributiva - Dichiarazione integrativa - Inammissibilità.

Il contribuente aveva presentato la dichiarazione dei redditi su un modello dell’anno precedente e, quattro anni dopo, una dichiarazione correttiva; l’Amministrazione, disconosciuta una perdita riportata, aveva emesso cartella mediante controllo automatico. La Corte ha confermato che la prima dichiarazione doveva considerarsi omessa e che non poteva essere emendata con l’integrativa tardiva, ma ha precisato che gli errori incidenti sull’obbligazione tributaria possono comunque essere fatti valere in giudizio contro la maggiore pretesa. Accolto parzialmente il primo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per riesaminare il quantum, considerando i versamenti effettuati.

N. 16223

Cassazione, ordinanza n. 16223 del 20/06/2018

Accertamento imposte -Competenze e poteri uffici - Contratto di locazione immobiliare - Spese incrementative - Ripartizione spese - Rinnovo - Durata del contratto - Presupposto.

La lite verteva sulla deduzione dei costi di partecipazione a fiere e sull’ammortamento delle spese incrementative sostenute su immobili condotti in locazione. La Corte ha qualificato i primi come spese di pubblicità, deducibili integralmente nell’esercizio di sostenimento oppure in quote costanti secondo il criterio legale prescelto; per le migliorie ha invece confermato la ripartizione sulla prima durata contrattuale, poiché il rinnovo non appariva probabile al momento del piano di ammortamento. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e rigettato il secondo, la ripresa relativa ai costi fieristici dedotti nell’anno successivo è stata confermata nel merito.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Contabilità
  • Locazione immobili
  • Accertamento fiscale
N. 16209

Cassazione, sentenza n. 16209 del 20/06/2018

Sentenza n. 16209 del 20/06/2018

L’Amministrazione doganale aveva recuperato accise, interessi e indennità di mora per GPL sottratto agli usi agevolati, sulla base di indagini della Guardia di Finanza confluite in un procedimento penale definito per prescrizione. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivato per relationem l’avviso, poiché la documentazione era conosciuta dal contribuente, e ha escluso che la sentenza penale producesse automaticamente effetti nel giudizio tributario. Confermata la valutazione autonoma degli elementi investigativi compiuta dalla CTR e non dimostrata una concreta lesione da mancato contraddittorio, il ricorso è stato rigettato.

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