Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 29097

Cassazione, sentenza n. 29097 del 13/11/2018

Sentenza n. 29097 del 13/11/2018

Una società aveva impugnato tre accertamenti comunali per imposta sulla pubblicità, deducendo, fra l’altro, di essere soggetto diverso da quello indicato sui cartelloni; la CTR aveva respinto l’appello senza affrontare tale censura. La Cassazione ha ravvisato un’omessa pronuncia, poiché la decisione regionale non esponeva alcuna ragione, neppure implicita, sul difetto di legittimazione passiva allegato. Ha invece escluso che la mancata indicazione del responsabile del procedimento e dell’autorità competente per l’autotutela determinasse la nullità degli avvisi; la sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame della censura omessa.

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N. 29095

Cassazione, sentenza n. 29095 del 13/11/2018

Sentenza n. 29095 del 13/11/2018

La controversia concerneva due accertamenti comunali per omessa dichiarazione dell’imposta sulla pubblicità, dei quali la società contestava tempestività, qualificazione annuale e luminosa dell’esposizione, calcolo e motivazione. La Cassazione ha precisato che, in caso di dichiarazione omessa, il termine biennale di decadenza decorre da quando la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, non dall’accertamento della violazione, annullando nel merito l’atto relativo al 2004. Ha inoltre ritenuto insufficiente la motivazione sulla durata della pubblicità e sulla maggiorazione per luminosità, disponendo il rinvio per tali profili e confermando le restanti statuizioni impugnate.

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N. 29093

Cassazione, sentenza n. 29093 del 13/11/2018

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - RICORSO - FORMA E CONTENUTO - ESPOSIZIONE SOMMARIA DEI FATTI Ricorso per cassazione - Requisiti di contenuto-forma di cui all'art. 366 c.p.c. - Portata - Fattispecie.

Una società contestava un accertamento comunale per impianti pubblicitari non dichiarati né autorizzati, mentre i giudici di merito avevano ritenuto provato il presupposto impositivo sulla base del sopralluogo comunale. La Cassazione ha ribadito che il ricorso deve esporre autonomamente fatti e censure, indicare collocazione e contenuto degli atti richiamati e riprodurre almeno sinteticamente i documenti dei quali si lamenta l’erronea valutazione. Poiché non erano riportate la motivazione dell’accertamento né quella degli atti istruttori, e le ulteriori doglianze miravano a rivalutare le prove, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

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N. 29090

Cassazione, sentenza n. 29090 del 13/11/2018

Sentenza n. 29090 del 13/11/2018

Una società impugnava diversi avvisi comunali per imposta sulla pubblicità, sostenendo che la notificazione non fosse validamente avvenuta; la CTR aveva invece dichiarato tardivo il ricorso introduttivo, valorizzando il rifiuto presso la sede sociale e la successiva notifica all’amministratore. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le contestazioni sulla relata, non riprodotta nel ricorso, precisando che le attestazioni del notificatore sulle attività compiute e sulle dichiarazioni ricevute sono contestabili mediante querela di falso. Ha inoltre escluso che il giudicato sulla tempestività di un diverso ricorso potesse estendersi alla causa e ha rigettato l’impugnazione.

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N. 29089

Cassazione, sentenza n. 29089 del 13/11/2018

Sentenza n. 29089 del 13/11/2018

La controversia riguardava l’imposta sulla pubblicità applicata a frecce stradali dirette a un parcheggio e a un cartellone collocato sull’edificio dell’attività; la CTR li aveva considerati segnaletica di pubblica utilità esente dal tributo. La Cassazione ha stabilito che l’utilità per la circolazione non esclude la funzione pubblicitaria di mezzi idonei a far conoscere un’impresa a destinatari indeterminati e che l’esenzione relativa ai servizi di trasporto non comprende una distinta attività di parcheggio. Accolti i motivi pertinenti, ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

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N. 29088

Cassazione, sentenza n. 29088 del 13/11/2018

Sentenza n. 29088 del 13/11/2018

Un concessionario comunale aveva accertato l’imposta sulla pubblicità relativa ai pannelli presenti su distributori automatici situati presso i binari ferroviari; la CTR aveva riconosciuto l’esenzione, equiparando i distributori alla sede dell’attività e collegandoli al trasporto. La Cassazione ha affermato che lo spazio della stazione accessibile ai viaggiatori è aperto al pubblico e che la vendita automatica di alimenti e bevande non è attività dell’impresa di trasporto. Poiché il distributore non costituisce neppure sede legale o effettiva della società, ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario della contribuente.

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N. 29087

Cassazione, sentenza n. 29087 del 13/11/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - PROCEDIMENTO - PROCEDIMENTO DI APPELLO - IN GENERE Processo tributario - Appello - Produzione di nuovi documenti - Ammissibilità - Condizioni - Conseguenze.

Nel giudizio sull’imposta comunale applicata a tre pannelli pubblicitari, la CTR aveva fondato la decisione anche su documenti prodotti in appello oltre i termini processuali. La Cassazione ha chiarito che nuovi documenti sono ammissibili nel processo tributario d’appello, ma devono essere depositati entro venti giorni liberi prima dell’udienza: il termine è perentorio e la tardività è rilevabile d’ufficio, anche in caso di rinvio interlocutorio o mancata opposizione della controparte. La sentenza è stata cassata con rinvio, affinché la controversia sia riesaminata senza utilizzare la documentazione tardiva; gli altri motivi sono rimasti assorbiti.

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N. 29086

Cassazione, sentenza n. 29086 del 13/11/2018

Sentenza n. 29086 del 13/11/2018

Una società contestava l’imposta sulla pubblicità applicata ai pannelli di distributori automatici collocati nelle aree di accesso ai binari ferroviari, invocando carenza di motivazione ed esenzioni connesse alla stazione e alla sede dell’attività; la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivato l’avviso e qualificato come aperto al pubblico lo spazio accessibile ai viaggiatori. Ha inoltre escluso le esenzioni, poiché la vendita automatica di alimenti e bevande non è collegata all’attività dell’impresa di trasporto e il distributore non costituisce sede legale o effettiva della società; il ricorso è stato rigettato.

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N. 28864

Cassazione, ordinanza n. 28864 del 12/11/2018

Ordinanza n. 28864 del 12/11/2018

Il ricorrente sosteneva che l’appello, notificato via PEC alle ore 23:26 dell’ultimo giorno, dovesse considerarsi tempestivo per effetto della scissione degli effetti della notificazione e chiedeva, in subordine, la rimessione in termini. La Corte ha escluso l’applicabilità della scissione alla disciplina allora esaminata e giudicato manifestamente infondata la questione costituzionale, rilevando che l’invio telematico era sotto il controllo del notificante. Ha inoltre imputato al difensore la gestione della casella PEC risultata piena e ha rigettato il ricorso.

N. 28669

Cassazione, sentenza n. 28669 del 9/11/2018

Sentenza n. 28669 del 09/11/2018

L’Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di costi infragruppo per servizi centralizzati, spese di agenzia e costi relativi a operazioni con un’impresa residente in uno Stato a fiscalità privilegiata. La Cassazione ha ritenuto adeguata la valutazione della CTR sull’effettività e inerenza dei servizi documentati e, per l’agente negli Emirati Arabi Uniti, sull’effettivo interesse economico derivante dalla necessità di operare mediante un soggetto locale. Il ricorso principale dell’Agenzia è stato rigettato; quello incidentale condizionato della contribuente è rimasto assorbito.

N. 28668

Cassazione, sentenza n. 28668 del 9/11/2018

Sentenza n. 28668 del 09/11/2018

Gli accertamenti recuperavano maggiori ricavi da vendite immobiliari sulla base di indagini finanziarie e negavano la deduzione dei compensi agli amministratori per mancanza di una preventiva delibera assembleare. La Cassazione ha ritenuto applicabili le presunzioni bancarie anche ai conti di soci e familiari, in presenza di ristretta compagine e stretta contiguità, salvo prova contraria specifica e analitica. Ha inoltre escluso che la sola approvazione del bilancio contenente i compensi sostituisse l’apposita deliberazione richiesta, rigettando integralmente il ricorso della società.

N. 28667

Cassazione, sentenza n. 28667 del 9/11/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE Accertamenti sulle merci mediante analisi di laboratorio - Contestazione - Modalità alternative - Termine per l'adozione del provvedimento conclusivo - Perentorietà - Esclusione.

Una società aveva contestato la riclassificazione doganale di merci risultante da analisi di laboratorio e il conseguente avviso di pagamento di dazi, IVA e interessi; la CTR aveva annullato gli atti anche perché la decisione regionale era intervenuta oltre quattro mesi. La Cassazione ha chiarito che la contestazione può proseguire con periti oppure direttamente mediante verbale e successiva istanza al Direttore regionale. Il termine quadrimestrale per il provvedimento motivato è ordinatorio, non essendo prevista decadenza; la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28666

Cassazione, sentenza n. 28666 del 9/11/2018

Sentenza n. 28666 del 09/11/2018

L’Agenzia delle Entrate contestava detrazione IVA e deduzione dei costi relativi ad acquisti di autovetture inseriti in una frode carosello; il giudice d’appello aveva escluso la consapevolezza della contribuente valorizzando l’effettività degli acquisti, i prezzi di mercato e il pagamento dell’imposta. La Cassazione ha rilevato la contraddittorietà di tale motivazione: nelle operazioni soggettivamente inesistenti l’Ufficio deve provare la frode e la conoscenza, anche potenziale secondo l’ordinaria diligenza, del cessionario, pure mediante presunzioni. La decisione è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 28686

Cassazione, sentenza n. 28686 del 9/11/2018

Sentenza n. 28686 del 09/11/2018

La lite concerneva accertamenti IRES, IRAP e IVA verso una società cancellata e i suoi soci, nonché l’attribuzione a questi ultimi di utili extracontabili in presenza di una ristretta base partecipativa. La Corte ha dichiarato inammissibili o infondate le doglianze dei soci, mentre ha rilevato che la CTR aveva oltrepassato i limiti dell’appello, pronunciandosi su una ripresa ormai coperta da giudicato interno. Ha inoltre ribadito la sufficienza della presunzione di distribuzione degli utili, salva prova contraria del socio; accolto in parte il ricorso incidentale dell’Agenzia, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 28665

Cassazione, sentenza n. 28665 del 9/11/2018

Sentenza n. 28665 del 09/11/2018

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA in relazione a operazioni ritenute soggettivamente inesistenti; la CTR lo aveva confermato, salvo una ripresa relativa a dazi doganali. La Cassazione dichiara inammissibile la censura diretta a ottenere una nuova valutazione delle prove e afferma che, anche quando i beni siano effettivamente acquistati, la falsa indicazione del fornitore preclude la detrazione IVA. Il ricorso della contribuente è quindi rigettato, con condanna alle spese del giudizio di legittimità.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28685

Cassazione, sentenza n. 28685 del 9/11/2018

Sentenza n. 28685 del 09/11/2018

Una società impugnava diversi avvisi comunali per imposta sulla pubblicità, sostenendo, tra l’altro, di avere autorizzazioni e pagamenti idonei e contestando durata dell’esposizione e superficie tassabile. La Corte non ha riesaminato tali allegazioni perché i motivi cumulavano censure incompatibili, non riproducevano gli avvisi, i verbali e i documenti richiamati oppure non corrispondevano alla motivazione della sentenza regionale, fondata sull’abusività degli impianti e sul mancato pagamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese in favore dell’ente locale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 28664

Cassazione, sentenza n. 28664 del 9/11/2018

Sentenza n. 28664 del 09/11/2018

La controversia riguarda l’esenzione IVA delle prestazioni rese dagli agenti manager nel settore creditizio e le sanzioni contestate alla committente per omessa regolarizzazione delle fatture. La Cassazione esclude l’efficacia di giudicati formati tra l’Amministrazione e soggetti diversi, ma afferma che il committente deve verificare soltanto la regolarità formale della fattura, senza sindacarne la qualificazione fiscale; riconosce inoltre natura di intermediazione creditizia alle attività di supervisione, coordinamento e assistenza descritte. Nel testo fornito non compare il dispositivo conclusivo.

N. 28684

Cassazione, sentenza n. 28684 del 9/11/2018

Sentenza n. 28684 del 09/11/2018

Gli eredi contestavano un preavviso di fermo fondato su cartelle per sanzioni tributarie e stradali, deducendo vizi delle notifiche e l’intrasmissibilità delle sanzioni. La Corte ha ritenuto valida la notificazione diretta delle cartelle mediante raccomandata e ha respinto le censure sulla consegna al portiere, confermando per il resto la decisione impugnata. Ha invece accolto il motivo relativo alle sanzioni tributarie, dichiarandole estinte nei confronti degli eredi, e ha deciso nel merito con compensazione delle spese dell’intero giudizio.

N. 28663

Cassazione, sentenza n. 28663 del 9/11/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE Importazione separata di componenti di prodotto successivamente assemblato - Imposta - Determinazione - Criteri - Fattispecie.

La controversia concerne la classificazione doganale di monitor e schede video importati separatamente e poi assemblati, nonché sanzioni già oggetto di definizione agevolata. La Cassazione stabilisce che, quando le importazioni avvengono in un ristretto arco temporale e in un contesto commerciale unitario, il dazio va determinato sul prodotto finito, indipendentemente dall’originaria volontà dell’importatore; il pagamento agevolato preclude inoltre una nuova contestazione delle sanzioni. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, la sentenza è cassata e l’originario ricorso della contribuente è rigettato.

N. 28682

Cassazione, sentenza n. 28682 del 9/11/2018

Sentenza n. 28682 del 09/11/2018

Acquirente e venditore contestavano la rettifica del valore di terreni con fabbricato in costruzione, dalla quale erano derivate maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali, interessi e sanzioni. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivato l’avviso, che indicava beni, criterio estimativo, stima allegata e calcoli, e ha confermato l’accertamento della CTR circa l’avvio dei lavori e l’impiego delle quotazioni OMI come semplice dato iniziale, corretto mediante deprezzamento. Esclusa anche la prova di un errore inevitabile ai fini sanzionatori, i ricorsi riuniti sono stati rigettati.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni

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