Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15323

Cassazione, sentenza n. 15323 del 6/06/2019

Sentenza n. 15323 del 06/06/2019

L’Agenzia aveva disconosciuto a un’associazione sportiva dilettantistica la natura non commerciale, recuperando imposte dirette e IVA con determinazione induttiva dei ricavi; la CTR, riformando il primo grado, aveva confermato l’accertamento. La Cassazione chiarisce che l’esenzione richiede la prova dell’effettiva assenza di lucro e del concreto rispetto delle clausole che assicurano la partecipazione associativa: affiliazione sportiva e statuto non bastano, mentre corrispettivi proporzionati ai servizi ed esclusione degli associati dalle scelte possono rivelare attività commerciale. Le censure esaminate sono state ritenute infondate o inammissibili.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
N. 15343

Cassazione, sentenza n. 15343 del 6/06/2019

Sentenza n. 15343 del 06/06/2019

Una società contestava la ripresa IRES e IRAP di premi riconosciuti a un cliente estero, rimborsi per ristorazione e alberghi e costi di consulenza, che la CTR aveva giudicato non inerenti o imputabili a un diverso esercizio. La Cassazione ha confermato che i documenti invocati non superavano l’accertamento di fatto sull’assenza d’inerenza del premio e della consulenza; ha inoltre ribadito che la competenza dei costi non dipende dalla data della fattura, salvo indeterminabilità dovuta a circostanze oggettive provate dal contribuente. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 15321

Cassazione, sentenza n. 15321 del 6/06/2019

Sentenza n. 15321 del 06/06/2019

La società contestava la tassazione di una sopravvenienza derivante dalla rinuncia dei soci a crediti, mentre l’Agenzia impugnava l’annullamento del recupero relativo alla vendita sottocosto di un immobile. La Cassazione ha confermato la natura abusiva della rinuncia, ritenuta antieconomica e priva di giustificazioni alternative, ma ha precisato che l’antieconomicità della cessione immobiliare può fondare un accertamento induttivo mediante presunzioni gravi, precise e concordanti; i valori OMI sono soltanto elementi di ausilio. Rigettato il ricorso principale e accolto quello incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 15342

Cassazione, sentenza n. 15342 del 6/06/2019

Sentenza n. 15342 del 06/06/2019

Una società britannica chiedeva il rimborso del credito d’imposta su dividendi distribuiti mediante compensazione; la CTR aveva negato la prova della percezione perché i documenti contabili erano in inglese e privi di traduzione giurata. La Cassazione ha confermato che, nelle liti da rimborso, l’Amministrazione può opporre ulteriori ragioni entro l’oggetto della controversia, ma ha escluso che i documenti stranieri potessero essere considerati non acquisiti: se il loro contenuto è controverso, il giudice deve nominare un traduttore. Accolti due motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio; il ricorso incidentale dell’Agenzia è stato dichiarato inammissibile.

N. 15320

Cassazione, sentenza n. 15320 del 6/06/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - CRITERI DI VALUTAZIONE Componenti del reddito - Individuazione - Riferimento all'esercizio di competenza - Condizioni - Certezza e determinabilità - Onere della prova - Ripartizione tra Amministrazione finanziaria e contribuente - Componenti determinabili a mezzo di un procedimento amministrativo - Imputazione all'esito dell'espletamento - Irrecuperabilità - Fattispecie.

La CTR aveva riconosciuto diverse deduzioni della società, includendo tra i componenti negativi somme non incassate nonostante la notificazione di precetti e ammettendo l’ammortamento di oneri edilizi secondo un criterio contestato dall’Agenzia. La Cassazione afferma che certezza e determinabilità vanno provate dall’Amministrazione per i componenti positivi e dal contribuente per quelli negativi; il mancato incasso è deducibile quando emergono elementi certi e precisi d’irrecuperabilità. Gli oneri edilizi inseparabili dagli immobili propri incrementano inoltre il cespite. Accolti due motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 15341

Cassazione, sentenza n. 15341 del 6/06/2019

Sentenza n. 15341 del 06/06/2019

La controversia riguardava il rimborso della maggiore IRPEG/IRES versata per la mancata deduzione dell’IRAP, con questioni sulla legittimazione della società consolidata, sull’efficacia di una precedente istanza e sulla decadenza. La Cassazione ha confermato che, per periodi anteriori all’opzione per il consolidato, la consolidata resta legittimata; ha inoltre riconosciuto rilievo all’istanza già presentata ai fini del rimborso forfetario e censurato il computo del termine dai singoli acconti IRAP anziché dal momento utile relativo all’imposta sui redditi. Rigettato il ricorso incidentale, ha accolto il quarto, quinto e sesto motivo principale, cassando con rinvio.

  • IRES
  • IRAP
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15319

Cassazione, sentenza n. 15319 del 6/06/2019

Sentenza n. 15319 del 06/06/2019

L’accertamento aveva recuperato costi e IVA derivanti dall’errata annotazione di un acquisto, senza ridurre parallelamente il valore delle rimanenze finali; i giudici di merito avevano respinto le contestazioni della contribuente. La Cassazione rileva che le variazioni delle rimanenze concorrono al reddito e che il minor valore documentato delle merci era un fatto potenzialmente decisivo, sul quale la CTR non aveva adeguatamente motivato. Ha inoltre ricordato che il contribuente può opporsi in giudizio alla maggiore pretesa per correggere errori dichiarativi. Accolti i primi due motivi, la causa è stata rinviata.

N. 15340

Cassazione, sentenza n. 15340 del 6/06/2019

Sentenza n. 15340 del 06/06/2019

La controversia riguardava le sanzioni conseguenti al recupero di dazi e IVA su conserve di tonno importate con certificati di origine preferenziale FORM A ritenuti invalidi; la CTR, riformando il primo grado, aveva confermato l’atto sanzionatorio. La Cassazione ha escluso la motivazione apparente e ha ritenuto adeguatamente considerate l’invalidità dei certificati, l’assenza dei presupposti per la buona fede dell’importatore e l’impossibilità di limitare il recupero senza una chiara tracciabilità dei prodotti preferenziali. Il ricorso è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15339

Cassazione, sentenza n. 15339 del 6/06/2019

Sentenza n. 15339 del 06/06/2019

L’avviso impugnato recuperava dazi ordinari, IVA e interessi su conserve di tonno importate con certificati FORM A, poiché le indagini richiamate dall’ufficio avevano escluso l’origine preferenziale salvadoregna; la CTR aveva riformato l’annullamento disposto in primo grado. La Cassazione ha giudicato sufficientemente motivato l’atto, escluso che ricorressero le condizioni per tutelare la buona fede dell’importatore e confermato che il recupero non poteva essere circoscritto a singoli lotti senza prova della loro distinta tracciabilità. Il ricorso è stato integralmente rigettato e le spese compensate.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15338

Cassazione, sentenza n. 15338 del 6/06/2019

Sentenza n. 15338 del 06/06/2019

La lite concerneva il recupero di dazi, IVA e interessi su lavorati di tonno importati con certificati FORM A, ritenuti invalidi perché i pescherecci impiegati risultavano contemporaneamente iscritti nei registri di due Stati. La Cassazione ha confermato che, per gli avvisi doganali anteriori alla disciplina sopravvenuta, operava lo speciale contraddittorio previsto per la revisione doganale e che l’eventuale violazione richiedeva la prova di un concreto diverso esito; ha inoltre condiviso l’esclusione dell’origine preferenziale e respinto la richiesta di rinvio pregiudiziale. Il ricorso è stato rigettato, con spese compensate.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15337

Cassazione, sentenza n. 15337 del 6/06/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - ESENZIONI ED AGEVOLAZIONI Accise - Provviste di bordo - Navi in partenza oggetto di "bunkeraggio" - Regime doganale - Esportazione definitiva - Condizioni - Navi mercantili o commerciali - Destinazione al trasporto - Presunzione - Contrattualistica - Rilevanza - Prova contraria - Fattispecie.

La controversia riguardava accise e IVA sul gasolio fornito come provvista di bordo a unità navali che l’ufficio considerava da diporto. La Cassazione ha precisato che le provviste destinate a navi mercantili o commerciali in partenza si considerano esportate definitivamente e che la destinazione commerciale può desumersi anche dagli impegni contrattuali, salva la prova di pratiche simulate; ha però riconosciuto per le accise il termine prescrizionale quinquennale e rilevato omissioni sulla posizione dell’intermediario e sull’estensione di alcuni annullamenti. La sentenza è stata cassata con rinvio sui motivi accolti.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15336

Cassazione, sentenza n. 15336 del 6/06/2019

Sentenza n. 15336 del 06/06/2019

Una fornitrice di gas naturale contestava gli avvisi per accise non versate, emessi dopo il diniego della definizione agevolata prevista per i contribuenti abruzzesi colpiti dal sisma del 2009; la CTR aveva escluso il beneficio perché l’imposta era stata trasferita ai consumatori. La Cassazione ha affermato che l’annullamento in autotutela del primo diniego non consumava il potere impositivo, mentre ha dichiarato inammissibili le censure che non contestavano specificamente l’accertata rivalsa e non indicavano un fatto storico decisivo omesso. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 15199

Cassazione, sentenza n. 15199 del 4/06/2019

Sentenza n. 15199 del 04/06/2019

La società consumatrice chiedeva direttamente all’Amministrazione il rimborso delle addizionali sulle accise addebitatele dal fornitore per i consumi elettrici del 2010-2011. La Cassazione afferma che il rapporto tributario intercorre esclusivamente tra Erario e fornitore, mentre il consumatore è parte del distinto rapporto civilistico di rivalsa e deve ordinariamente agire contro il fornitore; l’azione diretta verso l’Erario è eccezionale, quando il rimborso risulti impossibile o eccessivamente difficile. La relativa allegazione, proposta soltanto in memoria, è giudicata tardiva e inammissibile, con conseguente conferma del difetto di legittimazione.

N. 15198

Cassazione, sentenza n. 15198 del 4/06/2019

Sentenza n. 15198 del 04/06/2019

La controversia concerne le addizionali provinciali sulle accise applicate ai consumi di energia elettrica tra maggio 2010 e dicembre 2011, ritenute dalla CTR incompatibili con la disciplina unionale. La Cassazione precisa che un’imposizione indiretta aggiuntiva su prodotti già soggetti ad accisa è ammessa solo se persegue una finalità specifica, diversa dalla mera esigenza di bilancio, e presenta un nesso diretto tra impiego del gettito e scopo perseguito. Poiché il finanziamento delle attività istituzionali provinciali non soddisfa tale requisito, la norma interna va disapplicata e il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è rigettato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 15197

Cassazione, sentenza n. 15197 del 4/06/2019

Sentenza n. 15197 del 04/06/2019

L’Agenzia delle Dogane aveva riclassificato come aglio comune, con maggiori dazi, una partita di aglio monobulbo dichiarata tra gli altri ortaggi agliacei; la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione ritiene rispettato il contraddittorio, reputa inammissibili le censure dirette a rivalutare le analisi e conferma che la voce specifica prevale su quella generale. L’esimente dalla contabilizzazione a posteriori può essere invocata anche nel ricorso amministrativo o giudiziario, ma richiede cumulativamente errore dell’autorità, sua non riconoscibilità in buona fede e regolarità della dichiarazione: presupposti qui esclusi; il ricorso è rigettato.

N. 15196

Cassazione, sentenza n. 15196 del 4/06/2019

Sentenza n. 15196 del 04/06/2019

La controversia riguarda la riclassificazione doganale di una partita di aglio monobulbo nella voce dell’aglio comune, con recupero dei maggiori diritti, confermata dalla CTR dopo l’accoglimento del ricorso in primo grado. La Cassazione esclude la violazione del contraddittorio, poiché la contribuente aveva partecipato alla procedura e scambiato note con l’Ufficio, e considera inammissibili le doglianze volte a ottenere una diversa valutazione delle prove. Pur correggendo la motivazione sull’invocabilità dell’esimente dell’art. 220 CDC, ne ritiene mancanti i presupposti cumulativi e rigetta integralmente il ricorso.

N. 15195

Cassazione, sentenza n. 15195 del 4/06/2019

Sentenza n. 15195 del 04/06/2019

L’accertamento doganale aveva ricondotto una partita di aglio monobulbo alla voce tariffaria dell’aglio comune, recuperando i maggiori dazi; la CTR aveva reputato corretta la riclassificazione. La Cassazione rileva che il contraddittorio amministrativo si era svolto regolarmente e che le censure sulla classificazione sollecitavano, inammissibilmente, una nuova valutazione degli elementi scientifici già esaminati nel merito. Chiarisce inoltre che l’esimente dalla contabilizzazione a posteriori è deducibile anche in sede contenziosa, ma richiede tre condizioni cumulative non riscontrate nel caso concreto; pertanto rigetta il ricorso.

N. 15194

Cassazione, sentenza n. 15194 del 4/06/2019

Sentenza n. 15194 del 04/06/2019

La CTR aveva annullato la riclassificazione doganale dell’aglio monobulbo, negando valore probatorio alle analisi dell’Ufficio perché eseguite senza contraddittorio e confermando la voce dichiarata dall’importatore. La Cassazione stabilisce che le analisi possono essere affidate a un organo tecnico competente e che il contraddittorio è garantito dalla successiva procedura di contestazione, nella quale la contribuente aveva partecipato senza chiedere controvisita o periti. Rilevata anche una motivazione meramente apparente sulla classificazione tariffaria, accoglie i primi due motivi dell’Ufficio, dichiara inammissibile il ricorso incidentale e rinvia alla CTR.

N. 15192

Cassazione, sentenza n. 15192 del 4/06/2019

Sentenza n. 15192 del 04/06/2019

Una società chiedeva il rimborso dei dazi versati sull’importazione di veicoli fuoristrada, sostenendo che dovessero essere classificati come trattori esenti anziché come autoveicoli da turismo; i giudici di merito avevano accolto la domanda sulla base della documentazione e della consulenza tecnica. La Cassazione conferma che, ricorrendo le quattro caratteristiche tecniche accertate, trova applicazione la voce specifica relativa ai trattori, senza ricorrere a quella residuale. Esclude inoltre l’inversione dell’onere probatorio e l’applicabilità della disciplina nazionale sulla traslazione ai dazi di rilevanza unionale, rigettando il ricorso dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • Autovetture e Fisco
N. 15191

Cassazione, sentenza n. 15191 del 4/06/2019

Sentenza n. 15191 del 04/06/2019

La domanda riguardava il rimborso dei dazi pagati nel 2004 per veicoli fuoristrada dichiarati come autoveicoli da turismo, che la contribuente riteneva classificabili come trattori in esenzione; CTP e CTR avevano accolto la pretesa dopo una consulenza tecnica. La Cassazione reputa corretta la voce specifica dei trattori quando risultino le quattro caratteristiche tecniche accertate, senza che rilevi l’assenza di dispositivi soltanto generalmente presenti sui mezzi agricoli o forestali. Ritenute infondate o inammissibili anche le censure probatorie e sulla traslazione dei dazi, rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • Autovetture e Fisco

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