Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 30352

Cassazione, sentenza n. 30352 del 21/11/2019

Sentenza n. 30352 del 21/11/2019

Gli avvisi avevano recuperato IRPEF, IVA e maggior reddito d’impresa per costi di consulenza ritenuti non inerenti; la CTR aveva confermato la pretesa, mentre il contribuente aveva successivamente aderito alla definizione agevolata e rinunciato al ricorso. La Cassazione ha rilevato che erano documentate la domanda di adesione e la comunicazione dell’esattore, ma non il pagamento integrale delle somme. Ha quindi dichiarato estinto per legge il giudizio di cassazione, senza pronunciare la cessazione della materia del contendere e senza esaminare nel merito le contestazioni su motivazione, inerenza e giudicato penale.

  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
N. 30351

Cassazione, sentenza n. 30351 del 21/11/2019

IVA - Presunzioni - Fatture per operazioni inesistenti - Onere della prova.

La controversia riguardava fatture ritenute relative a operazioni oggettivamente inesistenti, con recuperi IRES, IRAP e IVA alla società e imputazione ai soci degli utili extracontabili. La Cassazione ha affermato che l’Ufficio deve inizialmente fornire elementi, anche presuntivi purché gravi, precisi e concordanti, sull’inesistenza delle operazioni; assolto tale onere, spetta al contribuente provarne l’effettività, senza che bastino fatture, regolarità contabile o mezzi di pagamento. Ritenendo le censure dirette a ottenere una diversa valutazione degli indizi e non dimostrata la mancata distribuzione degli utili, ha riunito e rigettato i ricorsi.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 30366

Cassazione, sentenza n. 30366 del 21/11/2019

Sentenza n. 30366 del 21/11/2019

L’accertamento aveva disconosciuto costi ai fini delle imposte dirette e dell’IVA perché privi dei requisiti di certezza e inerenza; la CTR lo aveva annullato valorizzando l’irrealistica redditività risultante dalla ripresa e una documentazione indicata solo genericamente. La Cassazione ha precisato che l’inerenza esprime un nesso qualitativo con l’attività d’impresa e che spetta al contribuente provare esistenza, natura, giustificazione e destinazione produttiva dei costi. Poiché il giudice regionale non aveva esaminato le puntuali contestazioni dell’Ufficio su fatture, mezzi e fornitori, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 30350

Cassazione, sentenza n. 30350 del 21/11/2019

Sentenza n. 30350 del 21/11/2019

L’avviso recuperava IRPEF e sanzioni sulle indennità di trasferta corrisposte nel 2006 ai dipendenti di un’impresa di autotrasporto, che la CTR aveva ricondotto al regime dei trasfertisti. La Cassazione ha giudicato adeguata la motivazione per relationem al verbale INPS notificato alla contribuente, malgrado la successiva revoca in autotutela. Ha però affermato che la tassazione al 50 per cento richiede congiuntamente mancanza di una sede di lavoro indicata nel contratto, mobilità continua e indennità fissa svincolata dalle trasferte effettive; la sentenza è stata quindi cassata per un nuovo esame della fattispecie.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 30365

Cassazione, sentenza n. 30365 del 21/11/2019

Sentenza n. 30365 del 21/11/2019

La questione concerneva la deducibilità, nell’esercizio di accantonamento, delle somme destinate all’indennità suppletiva di clientela degli agenti, che l’Ufficio riteneva deducibili soltanto al momento dell’effettiva corresponsione. La Cassazione ha ricondotto l’indennità alla disciplina unitaria della cessazione del rapporto di agenzia e ha ritenuto applicabile la deroga espressa al generale requisito di certezza previsto per i componenti negativi. Il carattere aleatorio non esclude quindi la deduzione per competenza nei limiti normativi; il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con conferma della decisione favorevole alla società.

N. 30349

Cassazione, sentenza n. 30349 del 21/11/2019

Sentenza n. 30349 del 21/11/2019

La lite riguardava il trattamento IRPEF delle indennità di trasferta erogate nel 2005 da un’impresa di autotrasporto e la disapplicazione delle relative sanzioni. La Cassazione ha confermato che l’avviso era validamente motivato mediante rinvio al verbale INPS già conosciuto, anche se successivamente revocato, ma ha escluso che continuità dell’attività o dell’erogazione bastassero a configurare il trasfertismo. Occorre verificare congiuntamente assenza di sede contrattuale, mobilità continua e indennità fissa indipendente dalle trasferte; accolto il motivo della contribuente su tale qualificazione, la decisione è stata cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 30364

Cassazione, sentenza n. 30364 del 21/11/2019

Sentenza n. 30364 del 21/11/2019

L’accertamento aveva rideterminato i ricavi derivanti da vendite immobiliari del 2004 utilizzando quotazioni OMI, dati catastali, fatture, rogiti e altre banche dati; la CTR aveva reputato tali elementi sufficienti e posto sulla società l’onere della prova contraria. La Cassazione ha chiarito che lo scostamento dai valori OMI non costituisce, per quelle operazioni, una presunzione legale e non basta da solo: occorrono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, restando inizialmente all’Amministrazione la prova dei maggiori corrispettivi. Ha pertanto giudicato fondati i motivi relativi al regime presuntivo e insufficiente la motivazione sugli elementi concretamente utilizzati.

N. 30348

Cassazione, sentenza n. 30348 del 21/11/2019

Accertamento con adesione - Consolidato nazionale - Responsabilità della consolidante

La questione riguardava gli effetti, nel precedente regime del consolidato nazionale, dell’adesione della consolidata all’accertamento di primo livello sulla responsabilità della consolidante, che non aveva partecipato al procedimento né impugnato l’accertamento di secondo livello. La Cassazione ha ritenuto applicabile la disciplina della transazione conclusa da uno dei condebitori solidali: la consolidante può profittarne dichiarandolo in qualunque forma, senza che osti la definitività dell’atto di secondo livello. Poiché la richiesta di riliquidazione manifestava tale volontà, il ricorso dell’Agenzia contro la riduzione dell’imposta e delle sanzioni è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 30363

Cassazione, sentenza n. 30363 del 21/11/2019

Sentenza n. 30363 del 21/11/2019

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo fondato sulle percentuali di ricarico di un’attività commerciale, confermato dalla CTR nonostante le contestazioni su prezzi, autoconsumo, sfrido, periodo di riferimento, chiusura dell’esercizio e disomogeneità dei prodotti. La Cassazione ha ritenuto valida la notificazione dell’appello e ha escluso che la mancata partecipazione della società fosse stata equiparata a un’ammissione; ha però giudicato insufficiente la motivazione sul merito, ricordando che la media semplice presuppone merci omogenee. Accolto il quinto motivo e rigettati gli altri, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

N. 30347

Cassazione, sentenza n. 30347 del 21/11/2019

Sentenza n. 30347 del 21/11/2019

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato a IRES il 5% del dividendo corrisposto nel 2006 da una controllata tedesca interamente partecipata, sostenendo che la Convenzione Italia-Germania riguardasse soltanto la doppia imposizione giuridica. La Corte ha invece ritenuto che l’esclusione convenzionale operi anche contro la doppia imposizione economica a catena e prevalga sulla tassazione residuale prevista dall’art. 89, comma 2, TUIR. È stato quindi respinto il ricorso dell’Agenzia, confermando l’esenzione riconosciuta dalla CTR, con compensazione delle spese.

  • IRES
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30147

Cassazione, sentenza n. 30147 del 20/11/2019

Sentenza n. 30147 del 20/11/2019

L’accertamento relativo al 2007 aveva negato la detrazione IVA e la deduzione del costo di un’operazione ritenuta soggettivamente inesistente, mentre la CTR aveva valorizzato consegna, pagamenti e apparente estraneità della contribuente alla frode. La Corte ha precisato che l’Amministrazione deve provare, anche per presunzioni, la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode; assolto tale onere, spetta al contribuente dimostrare la diligenza esigibile. Ha ritenuto fondate le censure dell’Agenzia, distinguendo inoltre la disciplina IVA dai requisiti di deducibilità dei costi.

N. 30146

Cassazione, sentenza n. 30146 del 20/11/2019

Sentenza n. 30146 del 20/11/2019

Per il 2006 l’Ufficio aveva disconosciuto la detrazione IVA e la deduzione dei costi documentati da tre fatture, ritenendo soggettivamente inesistenti le operazioni; la CTR aveva invece attribuito rilievo a fotografie, contabilità, pagamenti e carattere isolato delle transazioni. La Corte ha affermato che l’Amministrazione può provare per indizi la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode, mentre la prova contraria riguarda la diligenza concretamente esigibile. Ha accolto le censure erariali anche quanto alla necessaria verifica autonoma dei requisiti di deducibilità dei costi.

N. 30145

Cassazione, sentenza n. 30145 del 20/11/2019

Sentenza n. 30145 del 20/11/2019

L’accertamento aveva assoggettato a tassazione una plusvalenza da permuta immobiliare, fondata su una scrittura privata non registrata che documentava un ulteriore versamento; la CTR l’aveva utilizzata nonostante il tempestivo disconoscimento, reputando necessaria la querela di falso. La Corte ha chiarito che, nel processo tributario, la scrittura disconosciuta non può essere considerata senza verificazione, mentre la querela di falso resta una tutela alternativa e non obbligatoria. Venuto meno l’unico elemento della pretesa, ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso introduttivo.

N. 30140

Cassazione, sentenza n. 30140 del 20/11/2019

IRES - Consolidato nazionale - Dividendo versato da consolidata estera residente in Germania - Applicazione convenzione italo-tedesca contro le doppie imposizioni - Esenzione.

La controversia riguardava l’imponibilità IRES del 5% di un dividendo versato nel 2004 da una consolidata tedesca alla controllante italiana, nonché le relative sanzioni; i giudici di merito avevano escluso l’applicabilità della Convenzione Italia-Germania alla doppia imposizione economica. La Corte ha invece stabilito che l’esenzione convenzionale comprende l’imposizione economica a catena e prevale sulla tassazione residuale dell’art. 89 TUIR, senza essere superata dalla direttiva madre-figlia. Ha quindi accolto la censura della contribuente contro il recupero fiscale, rendendo assorbite le questioni subordinate.

  • IRES
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30138

Cassazione, sentenza n. 30138 del 20/11/2019

Sentenza n. 30138 del 20/11/2019

L’Ufficio doganale aveva recuperato la maggiore IVA sulle importazioni di pannelli fotovoltaici, ritenendo applicabile l’aliquota del 10% soltanto quando l’importatore provveda direttamente all’installazione; la CTR aveva confermato il tributo, eliminando però le sanzioni. La Corte ha escluso tale requisito soggettivo: per i singoli componenti l’agevolazione dipende dall’effettiva destinazione alla realizzazione degli impianti, anche attraverso successivi operatori commerciali, salva la prova erariale di un impiego diverso. È stato pertanto accolto il motivo incidentale della contribuente relativo all’aliquota agevolata.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • EcoBonus
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 30137

Cassazione, sentenza n. 30137 del 20/11/2019

Sentenza n. 30137 del 20/11/2019

Un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale aveva ottenuto in primo grado il rimborso dell’IRAP versata per gli anni 1998-2001; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia delle Entrate per genericità dei motivi. La Corte ha rilevato che il ricorso per cassazione non trascriveva i passaggi significativi dell’atto di appello, impedendo di verificare la censura nel rispetto dell’autosufficienza. Entrambi i motivi sono stati dichiarati inammissibili e il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30136

Cassazione, sentenza n. 30136 del 20/11/2019

Sentenza n. 30136 del 20/11/2019

Per merci importate non introdotte fisicamente nel deposito IVA, ma con imposta regolarizzata mediante autofatturazione e inversione contabile, la CTR aveva applicato la sanzione prevista per l’irregolare assolvimento del reverse charge. La Cassazione afferma invece che, pur non potendosi pretendere nuovamente l’IVA all’importazione in assenza di frode, l’omesso deposito fisico resta sanzionabile secondo la disciplina del ritardato od omesso versamento, nel rispetto della proporzionalità. Accolto il ricorso dell’Amministrazione e respinto quello incidentale, la sentenza è cassata con rinvio per la concreta determinazione della sanzione.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29974

Cassazione, sentenza n. 29974 del 19/11/2019

Sentenza n. 29974 del 19/11/2019

La controversia riguardava il recupero delle imposte di registro e ipocatastali su una cessione immobiliare, contestato separatamente da più coobbligati solidali. La Cassazione riconosce che il debitore può avvalersi del giudicato favorevole ottenuto da un altro condebitore sul medesimo atto, purché la decisione non dipenda da ragioni personali e non si sia già formato nei suoi confronti un giudicato contrario. Poiché tali impedimenti non ricorrevano, la Corte accoglie il motivo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo dei contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29973

Cassazione, sentenza n. 29973 del 19/11/2019

Sentenza n. 29973 del 19/11/2019

La società concedente contestava l’IMU dovuta su un immobile rimasto materialmente all’utilizzatore dopo la risoluzione anticipata del leasing, sostenendo che la soggettività passiva sarebbe tornata al proprietario soltanto con la riconsegna. La Cassazione ritiene invece determinante la durata giuridica del contratto: dopo la risoluzione l’utilizzatore è un detentore senza titolo e gli effetti residui nei rapporti tra le parti non incidono sul tributo. Di conseguenza, anche senza restituzione materiale del bene, il concedente torna a essere soggetto passivo; il motivo di ricorso è dichiarato infondato.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 29972

Cassazione, sentenza n. 29972 del 19/11/2019

Sentenza n. 29972 del 19/11/2019

Nel giudizio sulla TIA applicata a locali produttivi, la CTR aveva escluso la quota variabile affermando che l’impresa produceva rifiuti speciali non assimilati e li smaltiva autonomamente. La Cassazione considera apparente tale motivazione, perché non indica gli elementi documentali dai quali sarebbero state ricavate natura e modalità di smaltimento dei rifiuti, nonostante le contestazioni del gestore; ritiene invece ammissibile la produzione del MUD mancante nel giudizio di rinvio. Conferma inoltre che la TIA, avendo natura tributaria e non corrispettiva, non è assoggettabile a IVA.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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