Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33650

Cassazione, sentenza n. 33650 del 18/12/2019

Sentenza n. 33650 del 18/12/2019

La controversia concerne il rimborso di ritenute applicate alla plusvalenza derivante dall’esercizio e dalla vendita di diritti di opzione su azioni assegnati a un dipendente, con contestazioni sul regime temporale e sulla rivalutazione fiscale. La motivazione della CTR sembrava riconoscere l’aliquota agevolata, ma escludeva la rivalutazione e conteneva ulteriori indicazioni incoerenti; il dispositivo, invece, dichiarava rigettato l’appello. Poiché il contrasto impediva di individuare con certezza la statuizione e non costituiva mero errore materiale, la Corte accoglie i motivi coincidenti delle parti, cassa la sentenza e rinvia alla CTR.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33585

Cassazione, sentenza n. 33585 del 18/12/2019

Sentenza n. 33585 del 18/12/2019

La controversia concerneva un credito IVA trasferito con una cessione di ramo d’azienda e successivamente compensato sia con IVA a debito sia con altri debiti fiscali; l’Ufficio ne contestava anche l’esistenza. La Cassazione riconosce la trasferibilità del credito insieme al ramo aziendale, senza necessità di una preventiva richiesta di rimborso, e ammette in linea di principio la compensazione verticale. Ritiene invece tardiva la compensazione orizzontale effettuata nel 2009 per un credito sorto nel 2002; cassa limitatamente al primo profilo e rinvia per esaminare le questioni assorbite sull’effettiva esistenza del credito.

  • IVA
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 33757

Cassazione, sentenza n. 33757 del 18/12/2019

Sentenza n. 33757 del 18/12/2019

La CTR aveva escluso dalla TIA i locali destinati alla lavorazione del marmo, ritenendo che producessero soltanto rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Cassazione distingue le due componenti della tariffa: la quota fissa è dovuta integralmente per le superfici astrattamente idonee a produrre rifiuti e finanzia i costi essenziali del servizio collettivo; l’assenza di rifiuti urbani o la produzione esclusiva di rifiuti speciali può incidere soltanto sulla quota variabile. Accoglie pertanto il ricorso del concessionario e cassa la decisione nella parte che aveva escluso anche la quota fissa, compensando le spese dell’intero giudizio.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33649

Cassazione, sentenza n. 33649 del 18/12/2019

Sentenza n. 33649 del 18/12/2019

L’accertamento IVA, IRPEG e IRAP, fondato anche su movimentazioni di un conto intestato a familiari del legale rappresentante, era stato notificato prima del decorso di sessanta giorni dal processo verbale di constatazione. La Cassazione afferma che, quando l’accertamento deriva da una verifica nei locali aziendali, l’imminente decadenza dell’azione accertativa non costituisce, da sola, una specifica ragione d’urgenza idonea a derogare al termine posto a tutela del contraddittorio. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo della contribuente.

N. 33584

Cassazione, sentenza n. 33584 del 18/12/2019

Sentenza n. 33584 del 18/12/2019

L’accertamento PREU derivava dall’impiego di un apparecchio da gioco diverso da quello autorizzato; la società installatrice negava la propria soggettività passiva e lamentava difetti di contraddittorio e l’applicazione retroattiva della disciplina successiva. La Cassazione ritiene rispettato il contraddittorio e afferma che il tributo sorgeva già in base all’effettivo esercizio del gioco, gravando sul titolare del bene che lo aveva installato, gestito e ne ricavava i profitti. Rigetta pertanto il ricorso contro l’Agenzia delle dogane, correggendo la motivazione della CTR, e lo dichiara inammissibile verso il Ministero.

  • Accertamento fiscale
  • Attività economiche
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 33756

Cassazione, sentenza n. 33756 del 18/12/2019

Sentenza n. 33756 del 18/12/2019

Due imprese turistiche avevano chiesto il rimborso della TARSU, contestando le tariffe comunali che distinguevano alberghi e villaggi dalle abitazioni; la CTR aveva disapplicato le relative delibere. La Cassazione ribadisce che la maggiore capacità potenziale di produrre rifiuti delle strutture alberghiere consente una tariffa superiore, purché i costi addebitati non risultino manifestamente sproporzionati rispetto ai volumi o alla natura dei rifiuti producibili; la stagionalità può rilevare solo per eventuali riduzioni discrezionali. Accoglie il quarto motivo del Comune, respinge il terzo, dichiara inammissibili i primi due e condanna le contribuenti alle spese di legittimità.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33648

Cassazione, sentenza n. 33648 del 18/12/2019

Sentenza n. 33648 del 18/12/2019

La controversia riguardava la deduzione nel 2004 di quote di costi per retribuzioni e oneri previdenziali sostenuti nel 2003, che la contribuente considerava spese di avviamento a utilità pluriennale. La Cassazione esclude la denunciata apparenza della motivazione, ma rileva che la capitalizzazione richiede i presupposti civilistici, specifici criteri di ripartizione e un’utilità pluriennale immediata e diretta, non riscontrati per costi del personale soggetti al principio di competenza. Accoglie quindi il secondo motivo dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 33583

Cassazione, sentenza n. 33583 del 18/12/2019

Sentenza n. 33583 del 18/12/2019

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta su acquisti relativi ad attività esenti e imponibili, registrati irregolarmente, mentre la contribuente qualificava le violazioni come meramente formali. La Cassazione chiarisce che l’inosservanza formale non comporta da sola la perdita della detrazione, ma il contribuente deve dimostrare i requisiti sostanziali delle operazioni. Poiché non erano state esibite né prodotte le fatture e il solo prospetto di calcolo era privo di adeguato valore probatorio, la Corte esclude anche l’ultrapetizione, considera assorbita la censura sulle sanzioni e rigetta il ricorso.

N. 33755

Cassazione, sentenza n. 33755 del 18/12/2019

Sentenza n. 33755 del 18/12/2019

Una struttura alberghiera contestava la TIA applicata separatamente a camere, bar, magazzini e aree scoperte, sostenendo l’unitarietà della categoria tariffaria e l’esclusione di taluni spazi. La Cassazione ritiene fondato il motivo relativo alla frammentazione: individuata la categoria omogenea degli esercizi alberghieri, l’attività deve essere considerata nel complesso e non suddivisa tra zone con diversa potenzialità di produzione dei rifiuti. Respinge invece la censura sull’onere probatorio, affermando che spetta al contribuente dimostrare e delimitare le superfici per le quali invoca l’esenzione.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33598

Cassazione, sentenza n. 33598 del 18/12/2019

Sentenza n. 33598 del 18/12/2019

L’accertamento IVA contestava acquisti di autovetture documentati da fatture soggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode carosello; la CTR aveva valorizzato plurimi indizi sulla fittizietà dei fornitori e sulla consapevolezza dell’acquirente. La Cassazione afferma che l’Amministrazione deve provare, anche mediante presunzioni specifiche, sia l’interposizione sia che il contribuente sapesse o dovesse sapere della frode; assolto tale onere, spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza concretamente esigibile. Nel testo fornito risultano respinte le censure sul contraddittorio, sulla valutazione degli indizi, sull’archiviazione penale e sulla detrazione IVA.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
N. 33582

Cassazione, sentenza n. 33582 del 18/12/2019

Sentenza n. 33582 del 18/12/2019

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA contestava operazioni soggettivamente inesistenti nel commercio intracomunitario; la CTR aveva ritenuto formato un giudicato interno e inutilizzabili le dichiarazioni di terzi riportate nel PVC. La Cassazione esclude il giudicato e riconosce a tali dichiarazioni valore indiziario da valutare con tutte le altre risultanze, precisando la ripartizione dell’onere probatorio nelle frodi soggettive. Respinge inoltre l’eccezione dell’ex socio della società cancellata, distinguendo l’accertamento del debito sociale dalla sua responsabilità; accoglie quattro motivi e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 33754

Cassazione, sentenza n. 33754 del 18/12/2019

Sentenza n. 33754 del 18/12/2019

Il contribuente aveva impugnato un’ingiunzione TARSU, contestando tra l’altro la mancata notificazione delle fatture richiamate e l’insufficiente motivazione; la CTR aveva invece reputato l’atto adeguatamente motivato e ritenuto provata la precedente informazione. La Cassazione qualifica come apparente e contraddittoria la motivazione regionale, perché priva dell’esame dei fatti, della pretesa, delle contestazioni e delle prove, nonché fondata sull’affermazione che le fatture fossero state comunicate pur senza formale notifica. Accoglie le censure pertinenti, cassa la sentenza e rinvia alla CTR del Veneto in diversa composizione anche per le spese.

N. 33597

Cassazione, sentenza n. 33597 del 18/12/2019

Sentenza n. 33597 del 18/12/2019

Per l’IVA 2004 era contestato l’acquisto di autovetture mediante fatture emesse da fornitori ritenuti mere cartiere, mentre la CTR aveva riconosciuto un quadro indiziario grave e concordante e la conoscibilità della frode da parte dell’acquirente. La Cassazione ribadisce che l’Ufficio deve provare, anche presuntivamente, la fittizietà soggettiva e la consapevolezza effettiva o esigibile del destinatario; la mera regolarità contabile, dei pagamenti o delle visure camerali non basta come prova contraria. Nel testo disponibile risultano respinti anche i motivi sul contraddittorio, sul riesame dei fatti e sugli effetti dell’archiviazione penale.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
N. 33581

Cassazione, sentenza n. 33581 del 18/12/2019

Sentenza n. 33581 del 18/12/2019

La cartella riguardava quattro rettifiche doganali impugnate separatamente; la CTR aveva limitato la riscossione dopo una pronuncia favorevole al contribuente e dopo una decisione di rigetto. La Cassazione distingue le due situazioni: l’annullamento dell’atto impositivo, anche non definitivo, elimina il titolo della riscossione, mentre l’art. 68 sul frazionamento non opera per i dazi quando la disciplina consente l’esazione integrale sulla base dell’accertamento non definitivo. Il motivo dell’Agenzia delle dogane è quindi ritenuto fondato soltanto quanto alla limitazione applicata dopo la decisione integralmente sfavorevole al contribuente.

  • Riscossione
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 33753

Cassazione, sentenza n. 33753 del 18/12/2019

Sentenza n. 33753 del 18/12/2019

La controversia riguardava un’intimazione di pagamento TARSU, contestata per omessa notificazione della cartella presupposta e per ulteriori vizi; la CTR, acquisita in appello la documentazione del concessionario, aveva ritenuto regolare la notifica e limitato l’impugnazione ai vizi propri dell’intimazione. La Cassazione afferma che nel processo tributario nuovi documenti possono essere prodotti in appello, anche dalla parte rimasta contumace in primo grado, quando sostengano una mera difesa e siano depositati tempestivamente. Rigetta inoltre la censura contro la limitazione ai vizi propri, poiché la cartella regolarmente notificata e non impugnata era divenuta definitiva.

N. 33596

Cassazione, sentenza n. 33596 del 18/12/2019

Sentenza n. 33596 del 18/12/2019

La CTR aveva esteso a IVA, IRPEG e IRAP di annualità diverse gli effetti di un precedente giudicato relativo alla sola IVA 1997 e aveva ritenuto riferibili alla società, per la sola qualità dei titolari, anche i conti bancari dei soci. La Cassazione precisa che il giudicato non si estende automaticamente a imposte diverse, valutazioni probatorie o fatti variabili tra periodi d’imposta; inoltre, per utilizzare i conti personali dei soci occorrono elementi, anche presuntivi, che ne dimostrino la sostanziale riferibilità alla società. I primi tre motivi sono dichiarati fondati; il testo fornito non riporta il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 33580

Cassazione, sentenza n. 33580 del 18/12/2019

Sentenza n. 33580 del 18/12/2019

La controversia riguardava un accertamento IVA per l’asserito indebito impiego del reverse charge nella rivendita di oggetti d’oro usati, ma la Cassazione ha esaminato soltanto la questione processuale relativa all’appello contro la pronuncia di inammissibilità del ricorso originario. Quando il primo giudice decide esclusivamente in rito, l’appellante può contestare tale decisione e richiamare l’atto introduttivo, senza riprodurre tutte le censure di merito. La Corte ha accolto il primo motivo, dichiarato inammissibili gli altri e cassato con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
  • Reverse Charge
N. 33752

Cassazione, sentenza n. 33752 del 18/12/2019

Sentenza n. 33752 del 18/12/2019

La contribuente contestava avvisi TARSU relativi a un immobile, sostenendo che una consulenza tecnica d’ufficio avrebbe dovuto accertarne l’inutilizzabilità; la CTR aveva invece ritenuto non provate le condizioni oggettive di esenzione. La Cassazione precisa che la detenzione dell’immobile fonda una presunzione relativa di produttività dei rifiuti e che chi invoca l’esenzione deve dichiarare e documentare con elementi obiettivi l’inidoneità del bene. La consulenza tecnica, rimessa alla valutazione del giudice di merito, non può colmare lacune probatorie. Il ricorso è quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33595

Cassazione, sentenza n. 33595 del 18/12/2019

Sentenza n. 33595 del 18/12/2019

La società contestava cartelle emesse mediante controllo automatizzato per IRAP, IRPEG e IVA, dopo avere versato soltanto la prima rata del condono previsto dall’art. 9-bis della legge n. 289 del 2002. La Cassazione ritiene tempestive le notifiche secondo la disciplina transitoria, osserva che il precedente termine per l’esecutività del ruolo era già abrogato e conferma che il ritardo nei pagamenti fa venir meno gli effetti del condono clemenziale, consentendo il recupero integrale delle imposte. Respinge inoltre le doglianze non autosufficienti su motivazione, conteggi e versamenti, rigettando integralmente il ricorso.

N. 33579

Cassazione, sentenza n. 33579 del 18/12/2019

Sentenza n. 33579 del 18/12/2019

Il contribuente contestava l’ICI 2008 applicata a un terreno qualificato come edificabile dal piano regolatore adottato, sostenendo che l’annullamento della successiva delibera di approvazione avesse travolto anche quella di adozione e censurando il valore venale determinato dal Comune. La Cassazione ha distinto i due atti urbanistici e ritenuto che i vizi riscontrati dal giudice amministrativo riguardassero soltanto l’approvazione: l’inserimento nel piano adottato era quindi sufficiente ai fini fiscali. In mancanza di prova contraria sul minor valore dell’area, la Corte ha respinto il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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