Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 27122

Cassazione, ordinanza n. 27122 del 27/11/2020

Dichiarazione dei redditi - Dichiarazione integrativa a favore - Termini di presentazione- - Utilizzo in sede contenziosa oltre i termini - Ammissibilità.

La società chiedeva il rimborso dell’IRAP versata in eccesso dopo avere presentato una dichiarazione integrativa a favore oltre il termine relativo al periodo d’imposta successivo; i giudici di merito avevano negato il rimborso per tardività e per gli effetti attribuiti a un precedente giudicato. La Cassazione distingue l’integrativa, la difesa contro una maggiore pretesa e l’istanza di rimborso entro quattro anni, chiarendo che operano su piani diversi e che l’annullamento definitivo dell’accertamento non conferma automaticamente la dichiarazione originaria. Il ricorso è accolto e la causa rinviata alla CTR.

  • Dichiarazioni
  • Dichiarazione IRAP
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27192

Cassazione, ordinanza n. 27192 del 27/11/2020

Reddito di impresa - Determinazione - Costi di sponsorizzazione - Indeducibilità - Indetraibilità dell'IVA

L’Amministrazione aveva disconosciuto costi di sponsorizzazione e la relativa detrazione IVA, mentre i giudici di merito avevano ritenuto non provati sia l’inerenza sia l’effettivo svolgimento della prestazione pubblicitaria. La Cassazione osserva che la società aveva contestato il difetto d’inerenza, ma non l’autonoma ragione decisoria concernente il mancato assolvimento dell’onere di provare l’effettività dell’operazione; reputa inoltre inammissibile la censura sulla sufficienza della motivazione, anche in presenza di doppia conforme. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile, con conferma sostanziale dell’indeducibilità dei costi e dell’indetraibilità dell’imposta.

N. 27188

Cassazione, ordinanza n. 27188 del 27/11/2020

Sanzioni tributarie -Estensione del termine prescrizionale breve previsto per gli accessori al credito principale - Esclusione.

Il giudizio riguardava la prescrizione dei crediti iscritti in cartelle per tributi, interessi e sanzioni, che la CTR aveva unitariamente assoggettato al termine quinquennale; per una delle cartelle era stata chiesta la cessazione della materia del contendere. La Cassazione chiarisce che, in presenza di una sentenza passata in giudicato, tributo e sanzioni si prescrivono in dieci anni per effetto dell’actio iudicati; in mancanza di giudicato, ciascuna obbligazione conserva invece il proprio termine. Dichiarata la cessazione parziale, la Corte accoglie il ricorso e rinvia affinché siano verificati separatamente i termini applicabili ai singoli crediti.

  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27185

Cassazione, sentenza n. 27185 del 27/11/2020

IRAP - Accertamento - Indeducibilità costi per lavoro dipendente - Superamento limiti de minimis - Onere di prova contraria.

L’Amministrazione aveva negato una deduzione IRAP per costi del lavoro dipendente, ritenendo superata la soglia degli aiuti de minimis; la CTR aveva invece considerato le deduzioni inferiori al limite, escludendo dal calcolo contributi previdenziali e assicurativi. La Cassazione afferma che il beneficiario deve provare il rispetto del massimale considerando tutti gli aiuti pubblici de minimis ricevuti nell’arco di tre esercizi finanziari, non il solo beneficio contestato. Poiché il giudice d’appello aveva verificato soltanto l’importo della singola deduzione, il ricorso dell’Ufficio è accolto e la causa rinviata per il necessario accertamento triennale.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27181

Cassazione, ordinanza n. 27181 del 27/11/2020

Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Ritualità - Prova - Copia relata di notifica o avviso di ricevimento - Contestazione di conformità delle copie agli originali - Valutazione del giudice - Ricorso a presunzioni - Legittimità.

La contribuente contestava la notificazione di varie cartelle, che la CTR aveva ritenuto inesistente per mancanza di firma digitale nei documenti trasmessi via PEC e, per una cartella, per il disconoscimento della copia della relata. La Cassazione stabilisce che la copia informatica di una cartella originariamente cartacea non richiede necessariamente firma digitale e che il disconoscimento della copia non ne impedisce ogni valutazione probatoria: il giudice deve esaminare le difformità dedotte utilizzando anche presunzioni e attestazioni dell’agente della riscossione. Il ricorso è accolto nei termini indicati e la sentenza cassata con rinvio.

N. 27178

Cassazione, ordinanza n. 27178 del 27/11/2020

Riscossione - Prescrizione - Termine ordinario decennale - Sanzioni e interessi - Prescrizione - Termine breve quinquennale.

La controversia riguardava la prescrizione di crediti recati da cartelle non impugnate, che la CTR aveva ritenuto assoggettati al termine breve in mancanza di un titolo giudiziale definitivo. La Cassazione chiarisce che la definitività della cartella non modifica il regime proprio del credito: IRPEF, IVA, IRAP e imposta di registro si prescrivono ordinariamente in dieci anni, mentre interessi e sanzioni in cinque. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 27035

Cassazione, ordinanza n. 27035 del 26/11/2020

IRPEF - Detrazione per risparmio energetico - Spese sostenute da società di persone partecipata su immobili concessi in locazione - Diritto alla detrazione.

L’Agenzia contestava la detrazione IRPEF del 55% per interventi di riqualificazione energetica sostenuti da una società di persone su immobili concessi in locazione, ritenendola limitata ai fabbricati strumentali direttamente utilizzati nell’attività. La Cassazione osserva che la disciplina include i titolari di reddito d’impresa senza distinguere tra immobili strumentali e immobili locati e che l’interpretazione amministrativa invocata non vincola il giudice. Confermato il diritto alla detrazione anche per tali edifici, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • EcoBonus
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Locazione immobili
  • Società di persone
N. 26968

Cassazione, ordinanza n. 26968 del 26/11/2020

Processo tributario - Prova esistenza negozio - Allegazione - Sufficienza

L’accertamento imputava al contribuente una plusvalenza formalmente realizzata tramite una società semplice interposta, ritenendo artificiosamente generate le perdite fiscali utilizzate per neutralizzarla; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione precisa che l’allegazione dei documenti negoziali introduce nel giudizio il tema dell’esistenza, validità e opponibilità del negozio e consente di rilevarne d’ufficio eventuali cause d’invalidità o inopponibilità, gravando sul contribuente la prova dei presupposti della diminuzione imponibile. Tutti i motivi risultano inammissibili o infondati e il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società semplice
  • Imprese
N. 26965

Cassazione, ordinanza n. 26965 del 26/11/2020

Accertamento - Presunzioni semplici - Caratteristiche al fine dell'utilizzo.

Gli accertamenti IRPEF traevano origine da informazioni estere sulla disponibilità di un fondo e dai relativi incrementi, nonché dalla presunzione di redditività applicata alle annualità successive; il contribuente contestava acquisizione e valore probatorio dei documenti. La Cassazione ritiene utilizzabili in ambito tributario gli elementi indiziari trasmessi mediante cooperazione internazionale e precisa che le presunzioni semplici richiedono fatti noti precisi, inferenze gravi ed eventuali indizi plurimi concordanti. Dichiarata cessata la materia del contendere per il 2003, la Corte rigetta il ricorso per le restanti annualità.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26949

Cassazione, sentenza n. 26949 del 26/11/2020

Sentenza n. 26949 del 26/11/2020

Nel giudizio di rinvio relativo al maggior reddito attribuito alla socia di una società a ristretta partecipazione, la CTR aveva ritenuto pacifiche sia la compagine ristretta sia la rettifica societaria, applicando la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili senza necessità di delibera. La Cassazione ribadisce che il giudizio di rinvio è circoscritto dal precedente annullamento e che il giudice deve rispettarne anche le premesse logico-giuridiche e gli accertamenti ormai intangibili. Le censure sull’interpretazione del precedente giudicato sono dichiarate inammissibili e comunque infondate; il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • Imprese
N. 26948

Cassazione, sentenza n. 26948 del 26/11/2020

Sentenza n. 26948 del 26/11/2020

Due soci avevano impugnato gli accertamenti IRPEF derivanti dal maggior reddito attribuito alla società di persone dopo la rettifica del valore dell’avviamento nella cessione d’azienda. Durante il giudizio di cassazione, l’Agenzia aveva però annullato in autotutela gli atti impositivi emessi verso la società; la Corte rileva che, venuto meno l’accertamento societario, cade automaticamente anche il reddito di partecipazione imputato ai soci secondo il principio di trasparenza. È quindi dichiarata la cessazione della materia del contendere, con compensazione integrale delle spese processuali.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Società di persone
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 26947

Cassazione, sentenza n. 26947 del 26/11/2020

Accertamento - Donazione a figli - Successiva rivendita - Nessun fenomeno elusivo.

La controversia riguardava la donazione di terreni dai genitori ai figli, seguita pochi mesi dopo dalla vendita a terzi, che l’Agenzia delle Entrate riteneva riconducibile a un disegno elusivo. La Corte ha precisato che l’abuso richiede un vantaggio fiscale indebito ottenuto mediante costruzioni prive di sostanza economica, la cui esistenza e artificiosità devono essere dimostrate dall’Amministrazione. Nel caso esaminato, la pianificazione del patrimonio familiare non è stata ritenuta elusiva, anche perché i donatari avevano assoggettato a tassazione la plusvalenza realizzata.

N. 26849

Cassazione, ordinanza n. 26849 del 25/11/2020

Catasto - Variazione classamento - Caratteristiche oggettive - Ammissibile - Concreto uso - Irrilevanza.

La controversia verteva sul ripristino della categoria catastale abitativa per un’unità che il contribuente aveva proposto di classificare come deposito e che non rispettava l’altezza minima richiesta per l’abitabilità. La Corte ha affermato che la destinazione ordinaria deve essere ricavata dalle caratteristiche oggettive e dalle potenzialità d’uso del bene, non dall’impiego concreto, tenendo però conto dei limiti urbanistici. Ritenendo corretta la valutazione compiuta dal giudice regionale sulle caratteristiche dell’immobile, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

N. 26804

Cassazione, ordinanza n. 26804 del 25/11/2020

IVA - Fattura - Deducibilità - Onere della prova spetta all'Ufficio.

Gli accertamenti disconoscevano costi di sponsorizzazione e la relativa IVA, sul presupposto che una parte delle somme versate a un’associazione sportiva fosse stata restituita allo sponsor; i giudici di merito avevano riconosciuto soltanto il trenta per cento dei costi. La Corte ha ribadito che la fattura costituisce ordinariamente titolo per detrazione e deduzione, mentre spetta all’Ufficio provare il difetto dei relativi presupposti, anche mediante presunzioni idonee. Ha tuttavia rigettato sia il ricorso principale del contribuente sia quello incidentale dell’Agenzia, compensando le spese.

N. 26790

Cassazione, ordinanza n. 26790 del 25/11/2020

Accertamento - Reddito di impresa - Indeducibilità di costi riferiti ad operazioni oggettivamente inesistenti - Ripartizione dell'onere della prova.

L’accertamento aveva recuperato costi dedotti da un’impresa individuale, ritenendo oggettivamente inesistenti le prestazioni indicate nelle fatture sulla base delle risultanze della verifica della Guardia di Finanza. La Corte ha confermato che l’Amministrazione deve anzitutto offrire elementi, anche indiziari purché gravi, precisi e concordanti, sulla fittizietà delle operazioni; assolto tale onere, compete al contribuente provarne l’effettività, senza potersi limitare a fatture, contabilità formalmente regolare o mezzi di pagamento. Ritenuti infondati o inammissibili i motivi proposti, ha rigettato il ricorso.

N. 26789

Cassazione, ordinanza n. 26789 del 25/11/2020

Sanzioni tributarie - Responsabilità - Condotta cosciente - Sufficienza.

La cartella applicava sanzioni e interessi per il versamento dell’acconto IRAP eseguito con un giorno di ritardo; il giudice regionale l’aveva annullata per mancanza d’intenzionalità e per l’asserita illogicità della sanzione. La Corte ha chiarito che, per la responsabilità amministrativa tributaria, basta una condotta cosciente e volontaria, senza necessità che l’Amministrazione provi concretamente dolo o colpa, e che la mera ignoranza della norma non esclude la responsabilità. Ha cassato la decisione con rinvio, demandando la verifica del trattamento più favorevole sopravvenuto e degli importi già pagati.

N. 26759

Cassazione, sentenza n. 26759 del 25/11/2020

Sentenza n. 26759 del 25/11/2020

La controversia riguardava una cartella ricalcolata dopo una domanda di condono, con contestazioni sul pagamento eseguito per una successiva definizione e sull’utilizzo, nel 1991, del credito IVA relativo al 1990. La Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di riconoscere il pagamento, perché costituiva domanda nuova non proponibile nel giudizio di rinvio. Ha inoltre stabilito che la rinuncia al credito IVA effettuata con la dichiarazione integrativa di condono ne impediva la successiva detrazione, dichiarando inammissibili i primi due motivi e rigettando gli altri.

  • IVA
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26657

Cassazione, ordinanza n. 26657 del 24/11/2020

Catasto - Revisione classamento ex art. 1, co. 335 della Legge n. 311 del 2004 - Motivazione dell'atto - Contenuto minimo

La contribuente contestava la revisione del classamento di due immobili situati in una microzona comunale, sostenendo che l’avviso non spiegasse gli elementi specifici posti a fondamento delle nuove categorie e rendite. La Corte ha affermato che il richiamo allo scostamento della microzona, a generici miglioramenti del contesto o ai presupposti normativi non basta: la motivazione deve illustrare concretamente le caratteristiche urbane, ambientali ed edilizie rilevanti per ciascuna unità. Accolto il primo motivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

N. 26668

Cassazione, ordinanza n. 26668 del 24/11/2020

Accertamento sintetico - Redditometro - Acquisto di immobile finanziato in parte tramite mutuo - Detrazione del capitale mutuato dalla spesa accertata - Diluizione della capacità conributiva - Rilevanza nelle singole annualità dei ratei di mutuo versati.

L’accertamento sintetico imputava al contribuente un maggior reddito in relazione all’acquisto di un immobile, finanziato anche mediante mutuo pluriennale; i giudici di merito avevano confermato integralmente la ripresa. La Corte ha precisato che il mutuo documenta la provenienza non reddituale del capitale, ma non elimina la capacità contributiva: il capitale mutuato deve essere sottratto dalla spesa accertata, mentre per ciascuna annualità vanno considerati i ratei maturati e versati. Accolto su questo punto il terzo motivo, ha cassato la sentenza con rinvio al giudice regionale.

N. 26554

Cassazione, ordinanza n. 26554 del 23/11/2020

Accertamento - Commercio su e-Bay - Obbligo emissione fattura.

Gli avvisi contestavano l’esercizio abituale del commercio online di orologi preziosi senza dichiarazione d’inizio attività, fatture né dichiarazioni annuali; il contribuente invocava la buona fede derivante da asserite rassicurazioni degli uffici locali. La Corte ha ritenuto che l’esimente richieda elementi esterni idonei a generare un affidamento incolpevole e la prova di avere impiegato ogni diligenza per rispettare la legge, condizioni non dimostrate nel caso concreto. Ha dichiarato tardivo il ricorso relativo al 2007 e rigettato, per inammissibilità dei motivi, quello riguardante le altre annualità.

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