Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 27649

Cassazione, sentenza n. 27649 del 3/12/2020

IVA - Imposta corrisposta su acconti relativi a contratto di appalto - Annullamento contratto - Rimborso Iva pagata in rivalsa - Fallimento cedente/prestatore - Diritto del cessionario - Richiesta diretta all'Erario - Legittimità

Dopo la risoluzione di contratti d’appalto, il prestatore aveva restituito gli acconti ma non l’IVA incassata in rivalsa ed era successivamente fallito; il socio unico delle committenti estinte aveva quindi impugnato i dinieghi di rimborso. La Cassazione ha affermato che, quando recuperare l’imposta dal cedente o prestatore fallito risulta eccessivamente oneroso, il cessionario può chiederne direttamente il rimborso all’Amministrazione finanziaria. Dichiarata la carenza di legittimazione dell’ex liquidatore, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia nei confronti del socio avente diritto ai crediti residui, compensando le spese.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 27648

Cassazione, sentenza n. 27648 del 3/12/2020

Sentenza n. 27648 del 03/12/2020

Il giudizio riguardava il recupero dell’IVA sulle commissioni e spese di factoring riaddebitate da una società consortile e, ai fini IRES, il mancato ribaltamento sui consorziati degli oneri finanziari. La Corte ha affermato che il factoring diretto essenzialmente al recupero e all’incasso dei crediti è imponibile, mentre l’esenzione IVA richiede l’accertamento della prevalente natura finanziaria dell’operazione concreta. Ha quindi accolto i primi due motivi dell’Agenzia, cassando con rinvio la decisione regionale sul profilo IVA, e dichiarato inammissibili quelli relativi al ribaltamento dei costi.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società
N. 27469

Cassazione, sentenza n. 27469 del 2/12/2020

Sentenza n. 27469 del 02/12/2020

L’accertamento IRPEF e IRAP traeva origine da versamenti e prelevamenti bancari ritenuti non giustificati, che il giudice regionale aveva escluso dalla presunzione legale reputando necessarie presunzioni gravi, precise e concordanti. La Corte ha chiarito che anche nella disciplina vigente per il 2003 le risultanze dei conti dell’imprenditore integravano una presunzione legale relativa, superabile mediante prova contraria analitica riferita a ciascun movimento. Poiché la decisione d’appello aveva raggruppato sommariamente le operazioni senza verificarne singolarmente le giustificazioni, i motivi dell’Agenzia sono stati ritenuti fondati, imponendo un nuovo esame di merito.

N. 27468

Cassazione, sentenza n. 27468 del 2/12/2020

Sentenza n. 27468 del 02/12/2020

La controversia concerneva un accertamento sul reddito e sul volume d’affari societario, parzialmente ridotto in primo grado e poi integralmente annullato dalla commissione regionale perché fondato, secondo quest’ultima, su presunzioni prive di prove concrete. La Corte ha rilevato che parte della ricostruzione della Guardia di Finanza derivava direttamente dalle scritture contabili e da calcoli sulle rimanenze, mentre la presunzione relativa a un’uscita di cassa richiedeva una specifica valutazione. Ritenuta meramente apparente la motivazione d’appello, ha cassato la sentenza e rinviato alla commissione regionale anche per la quantificazione dell’eventuale pretesa residua.

N. 27505

Cassazione, ordinanza n. 27505 del 2/12/2020

Imposte di registro, ipotecaria e catastale - Contratto di mutuo fondiario - Imposta sostitutiva agevolata - Riqualificazione mutuo di scopo - Imposta sostitutiva ordinaria.

La controversia riguardava l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicata a un mutuo formalmente fondiario, ma collegato all’acquisto immobiliare compiuto dai figli del mutuatario, per il quale erano venuti meno i benefici prima casa. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivato l’avviso e confermato la qualificazione del finanziamento come mutuo di scopo: fuori dai presupposti della prima casa trova applicazione l’aliquota del 2%, non quella ridotta dello 0,25%. Sono state respinte anche le contestazioni sulla legittimazione passiva e sull’omessa pronuncia; il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 27476

Cassazione, ordinanza n. 27476 del 2/12/2020

Accertamento - Studi di settore - Contradittorio - Corretta attivazione - Mancanza di giustificazioni - Prova - Sufficiente il disallineamento.

L’Agenzia contestava l’annullamento di un accertamento fondato sullo scostamento dagli studi di settore, sostenendo che il contribuente non avesse giustificato il reddito dichiarato. La Corte ha ribadito che, dopo la regolare attivazione del contraddittorio, il semplice disallineamento può sostenere la pretesa soltanto se il contribuente non partecipa o non offre spiegazioni; nel caso concreto, invece, la commissione regionale aveva considerato le difficoltà dell’attività e le contestazioni sui beni strumentali. Le censure probatorie, l’ultrapetizione e il vizio motivazionale dedotti dall’Ufficio sono stati respinti o dichiarati inammissibili, con rigetto del ricorso.

N. 619

Cassazione, ordinanza n. 619 del 1/12/2020

Ordinanza n. 619 del 01/12/2020

Due ex soci di una società cancellata contestavano davanti al giudice ordinario un accertamento IRAP e IVA e i successivi atti di presa in carico, deducendo la mancata notifica alla società e l’assenza di somme ricevute in liquidazione. Le Sezioni Unite hanno stabilito che entrambe le questioni investono la legittimità di una pretesa tributaria verso i soci e appartengono quindi alla giurisdizione tributaria; la mancata partecipazione al riparto finale non esclude di per sé legittimazione processuale e interesse del Fisco. Le parti sono state rimesse al giudice tributario.

N. 34020

Cassazione, sentenza n. 34020 del 1/12/2020

Accesso fiscale - Studio professionale - Autorizzazione del giudice - Necessaria solo se eccepito il segreto.

Nel procedimento per reati tributari e sequestro preventivo, la società ricorrente sosteneva l’inutilizzabilità di documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza presso uno studio professionale senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria. La Corte ha precisato che, durante un accesso fiscale nello studio, tale autorizzazione diviene necessaria per acquisire determinati documenti soltanto quando il professionista opponga concretamente il segreto professionale; in tal caso la verifica deve essere sospesa. Poiché nella vicenda il segreto non risultava eccepito e le ulteriori doglianze non superavano i requisiti del ricorso cautelare, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 27444

Cassazione, ordinanza n. 27444 del 1/12/2020

Ordinanza n. 27444 del 01/12/2020

Il contribuente contestava la tassazione IRPEF dei canoni non riscossi nel 2011 per la morosità del conduttore di un immobile commerciale, invocando l’effetto retroattivo della successiva risoluzione. La Corte ha confermato che, per la locazione non abitativa, il reddito parametrato al canone resta imponibile finché il contratto è in vita o interviene la convalida dello sfratto, avvenuta soltanto nel 2014. Ha tuttavia eliminato la condanna alle spese del giudizio regionale, poiché l’Agenzia aveva agito senza difensore, confermando nel resto la decisione impugnata.

N. 27416

Cassazione, ordinanza n. 27416 del 1/12/2020

Riscossione - IVA - Omesso versamento - Crediti non riscossi da Enti pubblici.

La commissione regionale aveva annullato le sanzioni collegate all’omesso versamento dell’IVA, ravvisando la forza maggiore nella crisi di liquidità provocata dal mancato pagamento di rilevanti crediti verso enti pubblici. La Corte ha escluso che la temporanea indisponibilità finanziaria integri automaticamente l’esimente: occorrono circostanze anormali ed estranee all’operatore e la prova dell’adozione di misure appropriate per prevenirne le conseguenze. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la decisione e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, ha rigettato nel merito l’originaria impugnazione della società.

N. 27411

Cassazione, ordinanza n. 27411 del 1/12/2020

Imposte di registro, ipotecarie e catastali - Costituzione di trust - Conferimento dei relativi beni al trustee e segregazione patrimoniale - Imposta in misura fissa.

L’Agenzia pretendeva le imposte ipotecaria e catastale proporzionali sull’atto istitutivo di un trust con conferimento dei beni al trustee, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto la tassazione fissa. La Corte ha confermato che il passaggio dal disponente al trustee non realizza un’attribuzione definitiva né un effettivo arricchimento: il trustee amministra i beni segregati in vista del successivo trasferimento ai beneficiari. La sola costituzione del vincolo è quindi soggetta in misura fissa all’imposta di registro e alle imposte ipotecaria e catastale; il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Trust
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 27404

Cassazione, ordinanza n. 27404 del 1/12/2020

IRPEF - Accertamento sintetico - Redditometro - Indici di capacità contributiva - Disponibilità di beni - Incompatibilità delle spese di gestione e delle rate di mutuo con i redditi dichiarati.

Negli accertamenti sintetici relativi al 2005 e 2006, i giudici di merito avevano ritenuto le spese di gestione dei beni e le rate dei mutui incompatibili con i redditi dichiarati, giudicando insufficiente la prova contraria del contribuente. La Cassazione precisa che il capitale mutuato va sottratto agli investimenti patrimoniali, mentre i ratei maturati nell’anno concorrono alla valutazione della capacità contributiva; eventuali redditi esenti o soggetti a ritenuta devono risultare da idonea documentazione quanto a entità e durata del possesso. Il ricorso è rigettato, restando applicabili alle annualità anteriori al 2009 i parametri allora vigenti.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27384

Cassazione, ordinanza n. 27384 del 1/12/2020

Accertamento - Gestione antieconomica dell'attività - Determinazione induttiva del reddito di impresa - Legittimità - Onere di prova contraria.

L’Amministrazione aveva rideterminato ricavi e reddito d’impresa, con maggiori IVA, IRAP e IRES, valorizzando soprattutto l’antieconomicità della gestione; i giudici di merito avevano invece annullato l’accertamento richiamando il modesto scostamento dagli studi di settore e le giustificazioni della società. La Cassazione afferma che, quando l’Ufficio indica adeguatamente gli elementi di inattendibilità contabile e la loro idoneità a evidenziare capacità contributiva non dichiarata, spetta al contribuente provare la regolarità delle operazioni contestate. La sentenza è cassata con rinvio perché non aveva esaminato il decisivo profilo dell’antieconomicità.

N. 27371

Cassazione, ordinanza n. 27371 del 1/12/2020

IVA - Credito esposto in dichiarazione - Rimborso - Prescrizione - Interruzione dei termini - Foglio elettronico stampato da un dipendente dell'Amministrazione su richiesta del contribuente contenente una ricongnizione del debito - Efficacia interruttiva - Esclusione

Il contribuente chiedeva il rimborso di un credito IVA esposto nella dichiarazione del 1999, sostenendo che una stampa consegnata nel 2006 da un dipendente dell’Amministrazione ne avesse interrotto la prescrizione; i giudici di merito avevano accolto tale tesi. La Cassazione esclude che quel documento interno, privo di sottoscrizione e proveniente da un impiegato non responsabile del procedimento, integri un riconoscimento volontario, consapevole, inequivoco ed esternato del debito. Accertata l’intervenuta prescrizione, la Corte accoglie il motivo dell’Agenzia e, decidendo nel merito, respinge il ricorso originario.

N. 27370

Cassazione, sentenza n. 27370 del 1/12/2020

Sentenza n. 27370 del 01/12/2020

La controversia riguardava maggiori IRES e IRAP e sanzioni derivanti dal disconoscimento di costi per consulenze e ricerche di mercato, che la società sosteneva essere reali e inerenti; entrambi i gradi di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione rileva che la decisione d’appello aveva qualificato le prestazioni come fittizie e inutili mediante affermazioni generiche, senza illustrare il contenuto e l’attendibilità delle dichiarazioni provenienti dal procedimento penale né valutare criticamente le prove offerte. Accolto il motivo sulla motivazione apparente, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame del materiale probatorio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27369

Cassazione, sentenza n. 27369 del 1/12/2020

Sentenza n. 27369 del 01/12/2020

L’accertamento aveva recuperato IVA, IRPEG e IRAP per costi riferiti a operazioni ritenute inesistenti; dopo l’accoglimento del ricorso in primo grado, la CTR aveva riconosciuto la fondatezza della pretesa sulla base degli elementi raccolti dalla Guardia di Finanza. La Cassazione conferma che l’Amministrazione può provare l’inesistenza delle operazioni mediante presunzioni gravi e concordanti; una volta assolto tale onere, compete al contribuente dimostrare pienamente l’effettività delle prestazioni, non bastando nel caso concreto la perizia di parte. Il ricorso contro l’Agenzia è respinto, mentre quello rivolto al MEF è dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27368

Cassazione, sentenza n. 27368 del 1/12/2020

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Motivi del ricorso - In genere ricorso per cassazione - Inammissibilità dell'appello per mancanza di specificità - Oggetto del giudizio di legittimità - Giustificazione della decisione - Esclusione - Invalidità denunziata e incongruità della motivazione - Sussistenza - Conseguenze - Esame diretto degli atti.

La rettifica per IVA, IRPEG e IRAP riguardava costi documentati da fatture ritenute relative a operazioni inesistenti; la CTR, riformando la pronuncia di primo grado, aveva accolto l’appello dell’Agenzia. La Cassazione ritiene specifico l’appello che ripropone le ragioni dell’accertamento contrapponendole alla decisione impugnata e precisa che, in presenza di un vizio processuale, può esaminare direttamente gli atti; conferma inoltre la validità della prova presuntiva e il conseguente onere del contribuente di dimostrare l’effettività delle prestazioni. Il ricorso contro l’Agenzia è respinto e quello proposto contro il MEF è dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27181

Cassazione, ordinanza n. 27181 del 27/11/2020

Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Ritualità - Prova - Copia relata di notifica o avviso di ricevimento - Contestazione di conformità delle copie agli originali - Valutazione del giudice - Ricorso a presunzioni - Legittimità.

La contribuente contestava la notificazione di varie cartelle, che la CTR aveva ritenuto inesistente per mancanza di firma digitale nei documenti trasmessi via PEC e, per una cartella, per il disconoscimento della copia della relata. La Cassazione stabilisce che la copia informatica di una cartella originariamente cartacea non richiede necessariamente firma digitale e che il disconoscimento della copia non ne impedisce ogni valutazione probatoria: il giudice deve esaminare le difformità dedotte utilizzando anche presunzioni e attestazioni dell’agente della riscossione. Il ricorso è accolto nei termini indicati e la sentenza cassata con rinvio.

N. 27178

Cassazione, ordinanza n. 27178 del 27/11/2020

Riscossione - Prescrizione - Termine ordinario decennale - Sanzioni e interessi - Prescrizione - Termine breve quinquennale.

La controversia riguardava la prescrizione di crediti recati da cartelle non impugnate, che la CTR aveva ritenuto assoggettati al termine breve in mancanza di un titolo giudiziale definitivo. La Cassazione chiarisce che la definitività della cartella non modifica il regime proprio del credito: IRPEF, IVA, IRAP e imposta di registro si prescrivono ordinariamente in dieci anni, mentre interessi e sanzioni in cinque. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 27152

Cassazione, ordinanza n. 27152 del 27/11/2020

Riscossione - Prescrizione - Termine ordinario decennale - Sanzioni e interessi - Prescrizione - Termine breve quinquennale.

L’accertamento aveva rideterminato i ricavi mediante studi di settore; la CTR lo aveva annullato perché fondato sul solo scostamento dagli standard, senza ulteriori elementi, escludendo effetti probatori del contraddittorio. La Cassazione afferma che gli standard generano presunzioni semplici la cui gravità, precisione e concordanza emergono dal contraddittorio: l’Ufficio deve dimostrarne l’applicabilità concreta, mentre il contribuente può offrire ampia prova contraria. Poiché la CTR non aveva valutato specificamente le giustificazioni sul cluster e sulla situazione economica, il ricorso dell’Agenzia è accolto con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese

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