Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 5914

Cassazione, sentenza n. 5914 del 5/03/2025

Sentenza n. 5914 del 05/03/2025

La controversia riguardava crediti dichiarati da un ente bancario per l’aliquota ridotta dell’art. 6 del D.P.R. n. 601/1973, riconosciuti nei gradi di merito sulla base della destinazione sociale degli utili e dell’asserita assenza di controllo sulla banca partecipata. La Cassazione esclude che il giudicato relativo ad annualità diverse sia vincolante e pone sull’ente l’onere di dimostrare, anno per anno, l’attività sociale concretamente svolta e l’assenza di gestione o condizionamento della banca. Accolto il ricorso dell’Agenzia e respinto quello incidentale, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
N. 5913

Cassazione, sentenza n. 5913 del 5/03/2025

Sentenza n. 5913 del 05/03/2025

L’Agenzia aveva recuperato maggiore IRAP per il 2008 e il 2009 applicando il valore normale alle operazioni con società controllate estere; la CTR aveva invece ritenuto prevalente la derivazione diretta della base imponibile dal bilancio. La Cassazione qualifica l’art. 1, comma 281, della legge n. 147/2013 come norma di interpretazione autentica, con efficacia retroattiva anche sui periodi successivi al 2007 e anteriori alla sua entrata in vigore, purché il rapporto non sia esaurito. Accolto il ricorso erariale, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, respinge il ricorso introduttivo della contribuente.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5912

Cassazione, sentenza n. 5912 del 5/03/2025

Sentenza n. 5912 del 05/03/2025

Il contribuente aveva impugnato pretese IRPEF conosciute tramite estratto di ruolo, contestando la notificazione degli accertamenti esecutivi e la prescrizione; durante il giudizio di cassazione aveva poi chiesto la definizione agevolata, senza versamenti perché le cartelle risultavano sgravate. Dopo il decreto di estinzione, l’Agenzia aveva negato la definizione per mancato pagamento e il contribuente aveva impugnato il diniego. La Corte chiarisce che tale impugnazione è logicamente pregiudiziale rispetto al merito fiscale e ricostruisce la revocazione del decreto prevista dalla legge n. 197/2022; il testo fornito non contiene, tuttavia, la decisione conclusiva.

N. 5911

Cassazione, sentenza n. 5911 del 5/03/2025

Sentenza n. 5911 del 05/03/2025

Gli accertamenti riguardavano IRAP e redditi imputati ai soci, con riprese per spese pubblicitarie riqualificate come rappresentanza e per un costo ritenuto non documentato; i giudici di merito avevano accolto le impugnazioni. Durante il giudizio di cassazione, società e soci avevano chiesto la definizione agevolata e contestato i successivi dinieghi dell’Agenzia, sostenendo che il precedente decreto di estinzione fosse ormai definitivo. La Corte esamina prioritariamente tale contestazione, nega che l’omessa richiesta di udienza da parte dell’Ufficio consolidi l’estinzione e ritiene infondato il primo motivo; il testo fornito non reca la statuizione conclusiva.

  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Spese di rappresentanza
N. 5910

Cassazione, sentenza n. 5910 del 5/03/2025

Sentenza n. 5910 del 05/03/2025

La CTR aveva annullato un avviso relativo a IRAP e IVA, ritenendo invalida la delega di sottoscrizione perché generale, priva di motivazione e durata, nonché conferita a un funzionario senza qualifica dirigenziale. La Cassazione precisa che si tratta di delega di firma, attuabile anche mediante ordini di servizio e identificazione della qualifica, senza necessità di motivazione, durata determinata o indicazione nominativa; è sufficiente un funzionario della carriera direttiva, non necessariamente dirigente. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5909

Cassazione, sentenza n. 5909 del 5/03/2025

Sentenza n. 5909 del 05/03/2025

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva impugnato la sentenza che, in sede di ottemperanza, aveva disposto il pagamento delle spese di lite e nominato un commissario ad acta. La Cassazione non esamina le censure di merito: nel giudizio di legittimità la difesa dell’ente mediante avvocato del libero foro è valida soltanto in presenza dei presupposti derogatori rispetto al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato. Poiché tali presupposti e le relative delibere non risultavano dagli atti o dalla procura, la Corte dichiara invalida la procura e inammissibile il ricorso, senza statuire sulle spese per mancata difesa dell’intimato.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5908

Cassazione, sentenza n. 5908 del 5/03/2025

Sentenza n. 5908 del 05/03/2025

Un socio impugnava l’accertamento IRPEF del reddito attribuitogli per partecipazione a una società di persone, dopo che la CTR aveva richiamato la decisione contestualmente resa sull’accertamento societario. La Cassazione ritiene inammissibile la censura sul litisconsorzio, poiché i giudizi di società e soci erano stati trattati contestualmente con difese e decisioni coincidenti, e considera valida la motivazione per relationem conosciuta dal ricorrente. Esclude inoltre che l’invio di un questionario alla società già cancellata invalidi l’accertamento e rigetta le doglianze sul contraddittorio per mancata allegazione delle difese concretamente esperibili; il testo fornito non contiene il dispositivo finale.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5905

Cassazione, sentenza n. 5905 del 5/03/2025

Sentenza n. 5905 del 05/03/2025

Gli accertamenti verso una società a ristretta base partecipativa e i soci riguardavano IRES, IRAP e IVA, movimentazioni bancarie, costi non documentati e somme collegate a operazioni ritenute illecite. La Cassazione conferma l’onere del contribuente di giustificare analiticamente i movimenti bancari e provare l’inerenza dei costi, ma rileva che il giudice d’appello non aveva verificato l’esercizio dell’azione penale, presupposto dell’indeducibilità dei costi da reato, né applicato la disciplina sanzionatoria sopravvenuta più favorevole. Dichiarata l’estinzione per alcuni soci, accoglie il quarto e il sesto motivo, cassa e rinvia.

N. 5652

Cassazione, sentenza n. 5652 del 3/03/2025

Sentenza n. 5652 del 03/03/2025

La lite concerneva una cartella emessa dopo controllo automatizzato della dichiarazione IVA, per omesso versamento collegato all’utilizzo in compensazione di un credito ritenuto inesistente; i giudici di merito avevano accolto le ragioni della società. La Corte non ha esaminato le censure dell’Agenzia: la dichiarazione, contenuta nel ricorso, di avvenuta notificazione della sentenza imponeva il tempestivo deposito della relativa copia con relata, rimasta mancante. Il ricorso principale è stato quindi dichiarato improcedibile e quello incidentale tardivo, relativo alle spese, inefficace, con compensazione delle spese di legittimità.

N. 5542

Cassazione, sentenza n. 5542 del 3/03/2025

Sentenza n. 5542 del 03/03/2025

La controversia verteva su un accertamento IVA per cessioni immobiliari, notificato a una cooperativa dopo la cancellazione dal registro delle imprese e impugnato nei gradi di merito dal precedente liquidatore. La Corte ha rilevato che l’estinzione determina un fenomeno successorio e priva il liquidatore della legittimazione a rappresentare la società rispetto alla pretesa tributaria: l’impugnazione compete ai soci quali successori, mentre tale qualità era stata spesa soltanto in cassazione. Ha pertanto cassato senza rinvio la sentenza d’appello e dichiarato inammissibile il ricorso originario, compensando le spese dell’intero giudizio.

N. 5445

Cassazione, ordinanza n. 5445 del 1/03/2025

Accertamento - ICI IMU - Abitazione principale Amministratore Società

Una società contestava l’IMU richiesta su un opificio e sull’abitazione annessa, sostenendo, tra l’altro, che quest’ultima fosse l’abitazione principale del proprio amministratore. La Corte ha affermato che l’esenzione compete soltanto alla persona fisica che cumuli la titolarità della proprietà o di altro diritto reale con la dimora abituale e la residenza anagrafica; non spetta quindi alla società proprietaria quando l’amministratore o il socio sia mero detentore dell’immobile. Ritenute inammissibili o infondate anche le ulteriori censure, la Cassazione ha rigettato il ricorso.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 5178

Cassazione, sentenza n. 5178 del 27/02/2025

Sentenza n. 5178 del 27/02/2025

La curatela aveva impugnato il silenzio-rifiuto su un rimborso IVA; il giudice d’appello aveva però ritenuto tardivo il ricorso perché il diniego, notificato presso la precedente sede e considerato inesistente, era stato successivamente conosciuto mediante accesso agli atti. La Corte ha distinto la conoscenza occasionale dalla conoscenza legale: la prima non surroga una notificazione inesistente e non fa decorrere il termine per impugnare, né sana autonomamente la notificazione invalida. Accolto il ricorso su tale profilo, ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte tributaria regionale in diversa composizione.

N. 5176

Cassazione, sentenza n. 5176 del 27/02/2025

Sentenza n. 5176 del 27/02/2025

La curatela chiedeva il rimborso di un’eccedenza IVA, contestando la decisione che aveva applicato la decadenza biennale e ritenuto omessa la dichiarazione prevista per la procedura fallimentare. La Corte ha giudicato inammissibile la censura sulla mancata considerazione del modello, perché riferita a una svista sul fatto probatorio da far valere mediante revocazione; anche il motivo per omesso esame è stato dichiarato inammissibile per la doppia conforme, non essendo state indicate differenti ragioni fattuali tra i due gradi. Il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 5173

Cassazione, sentenza n. 5173 del 27/02/2025

Sentenza n. 5173 del 27/02/2025

La controversia riguardava una cartella per tributi del periodo in cui la società era stata dichiarata fallita, derivante da controlli automatizzati su versamenti e compensazioni IVA; la Corte tributaria regionale l’aveva annullata per mancata comunicazione preventiva alla società o ai suoi rappresentanti, riconoscendo a questi ultimi la legittimazione a impugnare. L’Agenzia ha contestato, tra l’altro, il giudicato e tale legittimazione, mentre la Cassazione, nei passaggi disponibili, ha respinto la censura sulla mancata impugnazione del capo relativo al contraddittorio. Il testo fornito si interrompe prima dell’esame completo degli altri motivi e del dispositivo, sicché l’esito finale non è ricostruibile con sicurezza.

  • IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 5131

Cassazione, ordinanza n. 5131 del 27/02/2025

Accertamento - Raddoppio dei termini - Disciplina transitoria

La società contestava il raddoppio dei termini per un accertamento relativo a imposte dirette e IVA, poiché una successiva modifica legislativa aveva innalzato la soglia penale della dichiarazione infedele. La Corte ha stabilito che, nella disciplina transitoria applicabile, la rilevanza penale va verificata al momento della violazione e dell’accertamento, coincidente con la notifica del processo verbale e la trasmissione tempestiva della denuncia; il successivo venir meno della punibilità non incide sul termine già maturato. Ha quindi ritenuto corretta la decisione regionale e infondate le censure esaminate, mentre il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRES
N. 5042

Cassazione, sentenza n. 5042 del 26/02/2025

Sentenza n. 5042 del 26/02/2025

La società aveva dedotto costi di sponsorizzazione sostenuti a favore di un’associazione sportiva dilettantistica, mentre l’Agenzia li aveva recuperati a tassazione ritenendoli indeducibili. La Corte ha ribadito che la disciplina applicabile introduce una presunzione assoluta di natura pubblicitaria, inerenza e congruità quando ricorrano i requisiti soggettivi, il limite quantitativo, la finalità promozionale e una specifica attività dello sponsorizzato; nel caso concreto pagamenti e attività promozionale non risultavano contestati dall’Ufficio. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato per un nuovo esame, rigettando le censure sulla tempestività dell’appello.

N. 5040

Cassazione, sentenza n. 5040 del 26/02/2025

Sentenza n. 5040 del 26/02/2025

Il contribuente contestava un avviso fondato su rettifiche per costi indeducibili, deducendo che il rinvio al processo verbale di constatazione, non allegato, fosse acritico; in cassazione aveva inoltre chiesto la cessazione della materia del contendere per una pretesa rottamazione. La Corte ha ritenuto non provato il perfezionamento della definizione e ha escluso l’omessa pronuncia, ravvisando un rigetto implicito. Ha poi distinto motivazione e prova della pretesa: poiché il verbale richiamato era stato consegnato e sottoscritto dal contribuente, l’avviso consentiva la difesa anche senza nuova allegazione; il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 4935

Cassazione, sentenza n. 4935 del 25/02/2025

Sentenza n. 4935 del 25/02/2025

L’accertamento aveva imputato alla contribuente, ritenuta amministratrice di fatto di una società, proventi illeciti qualificati come redditi diversi e connessi a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva confermato imposta e sanzioni. La successiva assoluzione penale per non avere commesso il fatto riguardava però un diverso anno, differenti imposte e l’omessa presentazione delle dichiarazioni, non i fatti materiali posti a base della ripresa IRPEF. La Cassazione ha quindi escluso l’efficacia del giudicato penale invocato, precisando inoltre che l’art. 21-bis considerato attiene alle sanzioni e non all’accertamento dell’imposta.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 4924

Cassazione, sentenza n. 4924 del 25/02/2025

Sentenza n. 4924 del 25/02/2025

La controversia riguardava il recupero dell’IVA detratta su fatture passive relative a operazioni inesistenti o sovrafatturate; la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia, disconoscendo integralmente la detrazione e negando efficacia vincolante a precedenti riguardanti IRAP e annualità differenti. La Cassazione ha rilevato che il giudicato esterno deve essere integralmente riprodotto nel ricorso e che, dimostrata anche presuntivamente l’inesistenza oggettiva, spetta al contribuente provare l’effettività delle operazioni, non bastando fatture, contabilità formalmente regolare o pagamenti. Ha rigettato il ricorso, confermando la decisione regionale e condannando la società alle spese.

N. 4921

Cassazione, sentenza n. 4921 del 25/02/2025

Sentenza n. 4921 del 25/02/2025

La lite concerneva il recupero dell’IVA detratta mediante fatture passive riferite a operazioni inesistenti o sovrafatturate; il giudice regionale aveva accolto l’appello dell’Ufficio e negato che precedenti decisioni IRAP producessero giudicato nella controversia. La Cassazione ha affermato che l’invocazione del giudicato esterno richiede la riproduzione integrale di motivazione e dispositivo e che, provata presuntivamente l’inesistenza oggettiva, l’effettività delle operazioni deve essere dimostrata dal contribuente con elementi sostanziali. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con conferma del disconoscimento della detrazione e condanna alle spese.

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