Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28441

Cassazione, sentenza n. 28441 del 15/10/2021

Sentenza n. 28441 del 15/10/2021

L’Ufficio aveva disconosciuto lo sgravio IVA applicato alla vendita di numerosi orologi costosi a pochi acquirenti extra-UE, ritenendo non credibile la destinazione personale o familiare; i giudici di merito avevano condiviso la contestazione. La Cassazione ha chiarito che il tax free shopping richiede tale destinazione, il trasporto nei bagagli personali e l’uscita tempestiva dall’Unione, requisiti da valutare anche al momento della cessione: il visto doganale non convalida automaticamente l’operato del venditore. La Corte ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata la valutazione della CTR e infondati i primi due motivi.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Estero
  • Processo tributario
N. 28440

Cassazione, sentenza n. 28440 del 15/10/2021

Sentenza n. 28440 del 15/10/2021

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA su cessioni verso un’impresa spagnola perché il numero identificativo indicato non risultava nel VIES; la CTR aveva però accertato l’esistenza del cessionario e la ricorrenza dei presupposti sostanziali. La Cassazione ha affermato che numero IVA valido e iscrizione al VIES sono requisiti formali: la non imponibilità non può essere negata per la loro mancanza o inesattezza quando i beni sono trasferiti in un altro Stato membro, ricorrono gli altri requisiti e non emergono seri indizi di frode. Il ricorso erariale è stato rigettato, con spese compensate.

N. 28439

Cassazione, sentenza n. 28439 del 15/10/2021

Sentenza n. 28439 del 15/10/2021

La controversia riguardava un accertamento parziale IRES fondato sul disconoscimento, in precedenti annualità, di perdite riportate nel 2007 ma non concretamente utilizzate nella determinazione dell’imponibile. La Corte ha ritenuto che il ricorso dell’Agenzia non cogliesse la ratio della decisione regionale, secondo cui il mero riporto, privo di effetti sul reddito d’impresa, non giustificava quella ripresa; ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso principale. Ha inoltre rigettato il ricorso incidentale della contribuente, reputando sufficientemente specifico l’appello dell’Ufficio, e compensato le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 28438

Cassazione, sentenza n. 28438 del 15/10/2021

Sentenza n. 28438 del 15/10/2021

L’accertamento recuperava IVA, IRES e IRAP su servizi ritenuti oggettivamente inesistenti nell’ambito di un accordo commerciale che prevedeva trasporto passeggeri, vendita di biglietti, promozione ed esclusiva. La Corte ha giudicato viziata l’interpretazione della CTR, fondata isolatamente sul termine “gratuitamente” e incapace di considerare unitariamente le obbligazioni reciproche, oltre che contraddittoria circa l’esistenza delle prestazioni. Accolti i motivi relativi alla motivazione e ai criteri interpretativi, ha cassato la sentenza e rinviato per una nuova valutazione, compreso il trattamento fiscale delle operazioni.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 28384

Cassazione, sentenza n. 28384 del 15/10/2021

Sentenza n. 28384 del 15/10/2021

La controversia concerneva l’esenzione IVA richiesta per prestazioni termali rese a soggetti privi di prescrizione medica e l’invocata efficacia di un giudicato relativo all’anno precedente. La Corte ha escluso l’estensione del giudicato, poiché le prestazioni rese in annualità diverse non costituiscono un elemento immutabile né un rapporto a esecuzione continuata. Ha inoltre precisato che l’esenzione richiede, oltre alla natura di stabilimento termale del prestatore, che la singola prestazione sia oggettivamente di cura; nel testo disponibile entrambi i motivi sono dichiarati infondati.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 27953

Cassazione, sentenza n. 27953 del 14/10/2021

Sentenza n. 27953 del 14/10/2021

L’accertamento riguardava IRES, IRAP e IVA, con rilievi su costi verso soggetti in Paesi a fiscalità privilegiata, spese di manutenzione e restyling, note di credito e operazioni con clienti extra UE. La CTR aveva annullato l’atto, ritenendo provate l’effettività e la convenienza delle operazioni, l’inerenza dei costi e la natura di sconti delle riduzioni concesse. La Cassazione ha però ravvisato una motivazione apparente, incapace di confrontarsi con le specifiche contestazioni dell’Ufficio; accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
N. 27860

Cassazione, ordinanza n. 27860 del 12/10/2021

Ordinanza n. 27860 del 12/10/2021

Una società aveva impugnato le cartelle indicate in un estratto di ruolo, sostenendo di averne appreso l’esistenza solo tramite quel documento perché mai validamente notificate; i giudici di merito avevano dichiarato l’impugnazione inammissibile. La Corte ha ribadito che l’estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile, ma consente di contestare immediatamente ruolo e cartelle conosciuti in tale occasione quando sia dedotto un vizio di notificazione. Riconosciuti l’interesse ad agire e la tutela anticipata, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 27775

Cassazione, ordinanza n. 27775 del 12/10/2021

IVA - Disciplina società non operative - Cessione di immobile strumentale - Riqualificazione ricavo di vendita in plusvalenza - Mancato superamento del test di operatività - Diniego rimborso credito IVA.

La società chiedeva il rimborso di un credito IVA, sostenendo che il corrispettivo della vendita di un immobile dovesse concorrere come ricavo al test di operatività; l’Ufficio e i giudici di merito lo avevano invece qualificato come plusvalenza, negando il rimborso. La Corte ha confermato la natura strumentale del bene, desunta dall’iscrizione tra i cespiti, dall’uso quale sede e dal lungo periodo di possesso, nonché l’onere della società non operativa di provare condizioni oggettive impeditive. Escluso anche un concreto pregiudizio da mancato contraddittorio, ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Società
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 27641

Cassazione, sentenza n. 27641 del 12/10/2021

Sentenza n. 27641 del 12/10/2021

Le controversie riunite riguardavano IRPEF, IRAP, IVA e una cartella conseguenti all’attività attribuita a una società di persone cessata; la CTR aveva accolto i ricorsi facendo leva sul preteso giudicato formatosi in una causa degli altri soci. La Cassazione ha rilevato che quella decisione non era definitiva e, comunque, riguardava esclusivamente la posizione soggettiva degli altri partecipanti, senza identità delle parti né accertamento preclusivo verso il contribuente interessato. Ha quindi accolto i ricorsi dell’Agenzia, cassato le sentenze e rinviato per verificare a chi fosse concretamente riferibile l’attività economica imponibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di persone
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
N. 27639

Cassazione, sentenza n. 27639 del 12/10/2021

Sentenza n. 27639 del 12/10/2021

La controversia riguardava un accertamento IRAP per il 2004, fondato sull’indebita deduzione di costi documentati da fatture ritenute soggettivamente inesistenti; la CTR aveva reputato tempestivo l’atto applicando il raddoppio dei termini connesso a un procedimento penale. La Cassazione ha escluso che tale raddoppio operi per l’IRAP, le cui violazioni non sono presidiate da sanzioni penali, e ha quindi giudicato tardiva la notifica. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 27638

Cassazione, sentenza n. 27638 del 12/10/2021

Sentenza n. 27638 del 12/10/2021

L’accertamento contestava, ai fini IRAP 2004, la deduzione di costi riferiti a tre fatture considerate soggettivamente inesistenti; la CTR aveva ritenuto applicabile il raddoppio dei termini per la pendenza di un procedimento penale. La Cassazione ha affermato che tale estensione temporale non può riguardare l’IRAP, poiché le violazioni della relativa disciplina non sono assistite da sanzioni penali, dichiarando così tardivo l’accertamento. Ha accolto i primi due motivi, assorbito le ulteriori questioni su costi, extrapetizione e spese, cassato la decisione e accolto il ricorso originario.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 27637

Cassazione, sentenza n. 27637 del 12/10/2021

Sentenza n. 27637 del 12/10/2021

La lite concerneva l’IVA indicata in fatture per operazioni inesistenti, utilizzate dall’emittente per ottenere anticipazioni bancarie; i giudici di merito avevano ritenuto sufficiente l’emissione per far sorgere il debito d’imposta. La Cassazione ha precisato che lo sconto bancario mette la fattura in circolazione e integra l’emissione, anche senza consegna alla controparte: l’IVA resta dovuta, salvo prova dell’eliminazione di ogni rischio per l’Erario. Poiché la CTR non aveva verificato tale circostanza, la Corte ha accolto parzialmente il primo motivo, respinto il secondo e rinviato per un nuovo esame.

N. 27636

Cassazione, sentenza n. 27636 del 12/10/2021

Sentenza n. 27636 del 12/10/2021

La controversia IRES riguardava finanziamenti infruttiferi a controllate estere, deducibilità degli interessi passivi sostenuti dalla capogruppo e utilizzo di perdite anteriori al consolidato. La Cassazione ha ritenuto applicabile il valore normale anche ai finanziamenti infragruppo gratuiti: l’Ufficio deve provare la transazione non conforme al mercato, mentre la contribuente deve giustificarla, senza che occorra dimostrare un intento elusivo. Ha invece giudicato fondato il motivo sugli interessi passivi, che i giudici di merito avevano escluso senza verificare se i finanziamenti fossero inerenti all’attività d’impresa; le censure incidentali dell’Agenzia sono state dichiarate inammissibili.

N. 27629

Cassazione, sentenza n. 27629 del 11/10/2021

Sentenza n. 27629 del 11/10/2021

Il contribuente contestava l’imposta di registro applicata a una sentenza civile di condanna al risarcimento in favore di una curatela, sostenendone la registrazione a debito; la CTR aveva escluso il beneficio perché la condanna non proveniva da un giudizio penale. La Cassazione ha chiarito che è sufficiente la riconducibilità oggettiva dei fatti, anche solo astratta, a un’ipotesi di reato, senza necessità di imputazione o procedimento penale. Rigettata la censura sulla motivazione, ha accolto quella sostanziale, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per verificare la natura dei fatti.

N. 27627

Cassazione, sentenza n. 27627 del 11/10/2021

Sentenza n. 27627 del 11/10/2021

La controversia traeva origine dalla rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore dell’avviamento e della componente immobiliare compresi in una cessione d’azienda; dopo il rigetto nei due gradi di merito, la società aveva proposto sette motivi in Cassazione. Durante il giudizio la contribuente ha comunicato di avere aderito alla definizione agevolata prevista dal decreto richiamato nella pronuncia e di avere versato in unica soluzione quanto richiesto dall’agente della riscossione. Preso atto della sopravvenuta definizione, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e compensato le spese.

  • Imposta di registro
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 27625

Cassazione, sentenza n. 27625 del 11/10/2021

Sentenza n. 27625 del 11/10/2021

L’Ufficio aveva riqualificato come cessione d’azienda una sequenza composta dal conferimento di un ramo aziendale e dalla successiva cessione delle quote, liquidando maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali; la CTR aveva condiviso la riqualificazione. La Cassazione ha stabilito che l’imposta di registro va applicata considerando gli elementi intrinseci dell’atto presentato, senza valorizzare atti collegati o circostanze extratestuali. Un eventuale abuso del diritto richiede uno specifico procedimento e le relative garanzie. Accolti i primi quattro motivi e assorbito il quinto, la Corte ha cassato e accolto nel merito il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 27623

Cassazione, sentenza n. 27623 del 11/10/2021

Sentenza n. 27623 del 11/10/2021

Il ricorso principale investiva esclusivamente la compensazione delle spese disposta dalla CTR dopo l’accoglimento di un giudizio di ottemperanza; il Comune aveva proposto ricorso incidentale, deducendo anche di non avere ricevuto l’avviso dell’udienza. In pendenza del giudizio, le parti hanno concluso una transazione, ratificata con deliberazione comunale, impegnandosi a rinunciare a tutte le cause pendenti con compensazione delle spese. La Cassazione ha ritenuto rinunciati sia il ricorso principale sia quello incidentale e ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese secondo l’accordo.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Tributi locali
N. 27434

Cassazione, sentenza n. 27434 del 11/10/2021

Sentenza n. 27434 del 11/10/2021

La società aveva impugnato un pignoramento presso terzi deducendo l’omessa o invalida notifica della cartella presupposta; i giudici di merito avevano negato la giurisdizione tributaria e ritenuto perfezionata la notifica all’estero per il rifiuto opposto da un soggetto terzo. La Cassazione ha riconosciuto la giurisdizione tributaria, poiché l’atto esecutivo costituisce il primo atto impugnabile quando quelli prodromici non siano validamente notificati. Ha inoltre escluso il perfezionamento della notifica, non essendo il rifiuto riferibile alla destinataria, e ha rinviato alla CTP per l’esame della pretesa tributaria nel merito.

N. 27433

Cassazione, sentenza n. 27433 del 8/10/2021

Sentenza n. 27433 del 08/10/2021

L’Ufficio aveva rideterminato sinteticamente il reddito IRPEF del 2008 considerando anche incrementi patrimoniali realizzati nei due anni successivi; la CTR aveva annullato l’accertamento, ritenendo applicabile la disciplina sopravvenuta e adeguata la prova delle disponibilità finanziarie offerta dal contribuente. La Cassazione ha confermato che la motivazione superava il minimo costituzionale, ma ha precisato che, secondo la normativa vigente per il 2008, possono rilevare fatti di anni diversi se si riflettono sul periodo accertato. Accolto il primo motivo e rigettato il secondo, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 27178

Cassazione, sentenza n. 27178 del 6/10/2021

Sentenza n. 27178 del 06/10/2021

La controversia riguardava un accertamento sintetico IRPEF fondato su abitazione, autovetture e incrementi patrimoniali, confermato nei due gradi di merito. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivato l’atto impositivo e infondata la contestazione sulla qualifica dirigenziale del sottoscrittore, ma ha giudicato meramente apparente la motivazione della CTR sul merito, perché priva dell’esame degli elementi addotti dall’Ufficio e delle prove contrarie del contribuente. Accolto parzialmente il primo motivo e assorbiti altri tre, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR del Lazio in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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