Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6284

Cassazione, sentenza n. 6284 del 24/02/2022

Sentenza n. 6284 del 24/02/2022

L’accertamento aveva negato, per il trasporto pubblico stradale e ferroviario, la deduzione del cuneo fiscale dalla base imponibile IRAP; la commissione regionale aveva invece riconosciuto il beneficio concentrandosi sulla natura non remunerativa delle tariffe, senza qualificare precisamente i contratti. La Cassazione ha ribadito che l’appalto comporta la spettanza dell’agevolazione, mentre nella concessione traslativa occorre verificare anche la remuneratività della tariffa, e ha demandato tale qualificazione al giudice di rinvio. Accolto il primo motivo principale, ha cassato la sentenza, respingendo il ricorso incidentale e rinviando alla commissione regionale.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6073

Cassazione, sentenza n. 6073 del 24/02/2022

Sentenza n. 6073 del 24/02/2022

Gli accertamenti, originati da fatture per operazioni ritenute inesistenti, riguardavano maggior reddito, IVA e IRAP della società di persone e il conseguente reddito IRPEF imputato per trasparenza ai soci; i relativi ricorsi erano stati decisi separatamente e con esiti contrastanti. La Cassazione ha affermato che l’unitarietà dell’accertamento impone il litisconsorzio necessario tra società e soci e che, mancando una trattazione unitaria nei gradi di merito, il vizio non poteva essere sanato in sede di legittimità. Riuniti i ricorsi, ha cassato con rinvio alla CTP per integrare il contraddittorio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • IVA
  • IRAP
N. 6068

Cassazione, sentenza n. 6068 del 24/02/2022

Sentenza n. 6068 del 24/02/2022

L’accertamento aveva assoggettato a IRPEF la plusvalenza derivante dalla vendita di un fabbricato destinato alla demolizione, riqualificando l’operazione come cessione di terreno edificabile; i giudici di merito avevano respinto l’impugnazione della contribuente. Durante il giudizio di cassazione, l’Agenzia delle Entrate ha annullato l’atto in autotutela, aderendo all’indirizzo che impedisce di riqualificare la cessione di un edificio come vendita del terreno sottostante. La Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere, cassato senza rinvio la sentenza e compensato integralmente le spese.

  • Autotutela
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
N. 6067

Cassazione, sentenza n. 6067 del 24/02/2022

Sentenza n. 6067 del 24/02/2022

L’Ufficio aveva riqualificato come cessione di un contratto di locazione un’operazione dichiarata quale cessione di ramo d’azienda, recuperando imposte dirette e IVA; la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione ha ritenuto applicabile il raddoppio dei termini, fondato secondo la disciplina temporale pertinente sulla sussistenza dell’obbligo di denuncia penale, e ha escluso che l’imposta di registro erroneamente versata precludesse il recupero dell’IVA dovuta. Ha inoltre confermato la qualificazione come locazione, poiché gli elementi aziendali trasferiti erano accessori rispetto all’immobile, giudicando infondate o inammissibili le censure della società.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 6066

Cassazione, sentenza n. 6066 del 24/02/2022

Sentenza n. 6066 del 24/02/2022

Un Comune chiedeva al Ministero il pagamento dell’IVA in rivalsa relativa alla locazione di un immobile destinato a caserma; la Corte d’appello aveva escluso l’imponibilità, ritenendo assente un’attività economica capace di produrre valore aggiunto. La Cassazione ha precisato che un ente pubblico resta soggetto passivo quando opera secondo il medesimo regime degli operatori privati, mentre l’esclusione riguarda le attività esercitate come pubblica autorità in regime pubblicistico. Poiché la locazione risultava effettuata iure privatorum, ha accolto il ricorso e rinviato alla Corte d’appello.

  • IVA
  • Locazione immobili
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 5708

Cassazione, sentenza n. 5708 del 24/02/2022

Sentenza n. 5708 del 24/02/2022

Una cooperativa agricola contestava gli accertamenti ICI sostenendo la ruralità dei fabbricati e l’efficacia retroattiva della domanda presentata per il relativo riconoscimento catastale; la CTR aveva negato che la sola istanza producesse automaticamente tale effetto. La Cassazione ha confermato che la retroattività quinquennale richiede non soltanto la domanda, ma anche la verifica dei requisiti e l’annotazione negli atti catastali; non basta invocare una classificazione D/10 già attribuita da un’annualità successiva. Il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 6029

Cassazione, sentenza n. 6029 del 23/02/2022

Sentenza n. 6029 del 23/02/2022

L’accertamento IVA riguardava forniture di gasolio a natanti da diporto trattate dalla società come non imponibili; la CTR aveva escluso l’esistenza degli obblighi documentali e confermato l’annullamento della pretesa. La Cassazione ha invece rilevato che il regime di non imponibilità richiedeva l’osservanza delle prescrizioni su registri, libretti di controllo e memorandum, necessarie a dimostrare il titolo all’agevolazione e l’uso commerciale della navigazione. Accolto il motivo sostanziale dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario della contribuente.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5969

Cassazione, sentenza n. 5969 del 23/02/2022

Sentenza n. 5969 del 23/02/2022

La società contestava un accertamento IVA sulle cessioni di gasolio a natanti da diporto, sostenendo che la documentazione richiesta non fosse prevista e che le irregolarità dipendessero dagli utilizzatori; la CTR aveva confermato la pretesa per le carenze riscontrate durante la verifica. La Cassazione ha affermato che la non imponibilità richiedeva la prova dell’uso commerciale mediante il rispetto degli obblighi documentali e che la responsabilità tributaria della fornitrice era propria, avendo omesso applicazione e versamento dell’imposta. Escluse anche le violazioni di proporzionalità e del divieto di bis in idem, ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 5946

Cassazione, sentenza n. 5946 del 23/02/2022

Sentenza n. 5946 del 23/02/2022

L’accertamento recuperava imposte dirette e IVA in relazione a fatture per operazioni ritenute inesistenti e a cessioni all’esportazione; la CTR aveva annullato la pretesa valorizzando l’archiviazione penale e la documentazione prodotta dalla società. La Cassazione ha chiarito che il provvedimento penale non vincola automaticamente il giudice tributario, ma costituisce un elemento da confrontare autonomamente con tutte le prove, comprese le presunzioni, applicando correttamente i distinti oneri probatori in materia di operazioni soggettivamente inesistenti, costi ed esportazioni. Ha cassato con rinvio per un nuovo esame della controversia.

N. 5874

Cassazione, sentenza n. 5874 del 23/02/2022

Sentenza n. 5874 del 23/02/2022

Gli accertamenti contestavano l’omessa contabilizzazione di ricavi per il mancato riaddebito dei costi del personale distaccato, l’omessa applicazione dell’IVA sui rimborsi e l’inerenza delle spese di ristrutturazione di un immobile. La Cassazione ha escluso che il mancato riaddebito, in assenza di un corrispettivo percepito, generasse di per sé ricavi non dichiarati; ha invece ritenuto imponibile ai fini IVA il rimborso collegato al distacco, quando servizio e pagamento si condizionano reciprocamente. Rigettato il ricorso incidentale sull’inerenza, ha cassato sul punto IVA e rinviato alla CTR.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Lavoro e previdenza
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 5695

Cassazione, sentenza n. 5695 del 22/02/2022

Sentenza n. 5695 del 22/02/2022

L’Agenzia aveva determinato sinteticamente il reddito personale per il 2006 e il 2008 sulla base di indici di capacità contributiva; la CTR aveva ridotto la pretesa valorizzando somme presenti su un conto corrente nel 2005. La Cassazione precisa che la prova contraria al redditometro non richiede necessariamente la dimostrazione diretta dell’impiego, ma deve documentare entità, durata della disponibilità e circostanze sintomatiche dell’utilizzo delle somme per le spese contestate. Accolto il ricorso dell’Agenzia per errato riparto dell’onere probatorio, la sentenza è cassata con rinvio; il ricorso incidentale è dichiarato inammissibile.

N. 5694

Cassazione, sentenza n. 5694 del 22/02/2022

Sentenza n. 5694 del 22/02/2022

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta su somme erogate da una previdenza integrativa aziendale, sostenendo l’applicabilità dell’aliquota del 12,50% anche al rendimento determinato mediante riserve matematiche. La Cassazione chiarisce che il trattamento agevolato riguarda soltanto il rendimento netto derivante dall’effettivo investimento sul mercato del capitale accantonato, la cui esistenza e attribuzione devono essere provate da chi agisce per il rimborso. Accolto il ricorso dell’Agenzia per violazione dei limiti del precedente rinvio, la Corte decide nel merito e rigetta la domanda originaria.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5693

Cassazione, sentenza n. 5693 del 22/02/2022

Sentenza n. 5693 del 22/02/2022

Una società aveva impugnato due cartelle per recupero di crediti d’imposta, sostenendo di non avere ricevuto i prodromici avvisi di recupero. La Cassazione conferma che la notificazione a una persona giuridica può essere validamente eseguita presso la sede effettiva, purché il notificante ne provi il concreto collegamento con l’attività dell’ente; la presenza del consegnatario nella sede consente inoltre di presumere l’incarico alla ricezione, salvo prova contraria. Le allegazioni dell’Agenzia sulla sede e sul consegnatario sono mere difese proponibili anche in appello, sicché le relative censure sono respinte o dichiarate inammissibili.

N. 5692

Cassazione, sentenza n. 5692 del 22/02/2022

Sentenza n. 5692 del 22/02/2022

La cartella richiedeva gli interessi maturati mentre una precedente pretesa IRAP era sospesa cautelarmente dal giudice tributario; i giudici di merito li avevano esclusi per il periodo anteriore al 2016. La Cassazione afferma che la sospensione giudiziale non impedisce la maturazione degli interessi sui crediti liquidi ed esigibili: la successiva modifica dell’articolo 47 del processo tributario ha inciso soltanto sulla misura del tasso, non sull’esistenza dell’obbligazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame e per le spese.

N. 5691

Cassazione, sentenza n. 5691 del 22/02/2022

Sentenza n. 5691 del 22/02/2022

La controversia riguardava una cartella fondata su accertamenti IRES e IRAP non impugnati, emessi verso una società che rivestiva contemporaneamente il ruolo di consolidante e consolidata nel regime previgente all’accertamento unitario. La Cassazione afferma che l’omessa tempestiva impugnazione dell’accertamento di secondo livello legittima la successiva cartella; una decisione favorevole sull’accertamento di primo livello può produrre effetti riflessi soltanto alle condizioni previste per il giudicato, il cui passaggio in giudicato non risultava allegato o dimostrato. Viene pertanto accolta la censura dell’Agenzia contro l’annullamento della cartella.

  • IRES
  • IRAP
  • Riscossione
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 5690

Cassazione, sentenza n. 5690 del 22/02/2022

Sentenza n. 5690 del 22/02/2022

L’accertamento IVA riguardava, tra l’altro, presunta sottofatturazione di commesse infragruppo, una triangolazione nazionale con destinazione dei beni all’estero, leasing di macchinari e costi per consulenze. La Cassazione giudica insufficiente la motivazione con cui la CTR aveva desunto l’antieconomicità delle commesse da asseriti errori verso società del gruppo e apparente quella relativa alla detrazione nell’operazione triangolare, poiché non esaminava le circostanze dedotte dall’Agenzia sulla destinazione originaria dei beni. Accoglie quindi il primo motivo principale e il primo incidentale, rigetta gli altri motivi non assorbiti, cassa e rinvia.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 5863

Cassazione, sentenza n. 5863 del 22/02/2022

Sentenza n. 5863 del 22/02/2022

Il Comune aveva impugnato la decisione regionale che riconosceva l’esenzione ICI per fondi e immobili utilizzati professionalmente ed esclusivamente nell’attività agricola esercitata in forma di società semplice. La Cassazione non ha esaminato il merito: lo stesso ente aveva ammesso la precedente notificazione della sentenza, dalla quale decorreva il termine breve di sessanta giorni, non rispettato per un malfunzionamento informatico interno. Esclusa l’esistenza di una causa non imputabile idonea alla rimessione in termini, la Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso e condannato il Comune alle spese.

  • Processo tributario
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Società semplice
N. 5861

Cassazione, sentenza n. 5861 del 22/02/2022

Sentenza n. 5861 del 22/02/2022

La controversia riguardava avvisi comunali per infedele dichiarazione e omesso versamento ICI 2006-2007, calcolati su una rendita catastale attribuita entro il 1999 ma non previamente notificata. La Cassazione afferma che, in tale regime, la notifica dell’atto impositivo vale anche come notificazione della rendita e consente la sua autonoma impugnazione contro l’amministrazione catastale; quest’ultima non è litisconsorte necessaria nel giudizio sull’ICI. Ritenuti adeguatamente motivati gli avvisi e inammissibili o infondati i motivi, la Corte rigetta il ricorso.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 5709

Cassazione, sentenza n. 5709 del 22/02/2022

Sentenza n. 5709 del 22/02/2022

Una società contestava un accertamento relativo a IRES, IVA e IRAP, comprendente rilievi su transfer pricing, competenza e inerenza dei costi, deducendo inoltre irregolarità della sottoscrizione e dell’atto impoesattivo. La Cassazione accoglie la censura di motivazione apparente, poiché la CTR aveva sostanzialmente richiamato la decisione di primo grado e l’avviso senza esaminare adeguatamente le repliche della contribuente su questioni economiche e fiscali complesse. Respinge invece le doglianze sulla delega di firma e afferma che, nell’atto impoesattivo, l’indicazione del responsabile dell’accertamento vale per la procedura complessiva.

N. 5707

Cassazione, sentenza n. 5707 del 22/02/2022

Sentenza n. 5707 del 22/02/2022

Gli accertamenti riguardavano ricavi connessi al distacco di personale, costi di ristrutturazione di un immobile e spese pubblicitarie, con contestazioni di antieconomicità e difetto d’inerenza. La Cassazione distingue il mancato riaddebito del personale dalla diversa questione della deducibilità dei relativi costi e ribadisce che l’inerenza richiede riferibilità qualitativa all’attività d’impresa, mentre sproporzione e antieconomicità possono costituire indizi, senza coincidere automaticamente con essa. Ritenute non fondate le contrapposte censure sulla decisione regionale, rigetta sia il ricorso principale sia quello incidentale.

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