Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28067

Cassazione, sentenza n. 28067 del 27/09/2022

Sentenza n. 28067 del 27/09/2022

La controversia riguardava il diniego di rimborso dell’accisa sul gas naturale impiegato, attraverso un articolato processo tecnico, per produrre calore e acqua calda destinati a terzi. La Cassazione ha qualificato tale impiego come uso civile: l’aliquota agevolata per uso industriale richiede che il gas sia utilizzato nei locali produttivi e per le necessità produttive dell’impresa, salvo la specifica eccezione del teleriscaldamento mediante cogenerazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, la Corte ha cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 28066

Cassazione, sentenza n. 28066 del 27/09/2022

Sentenza n. 28066 del 27/09/2022

L’Agenzia delle Entrate aveva impugnato il riconoscimento del rimborso IVA chiesto dall’ente subentrato a una comunità montana estinta, sostenendo anche che il credito non fosse stato indicato nella rendicontazione liquidatoria. La Cassazione non ha esaminato il merito: il diniego di rimborso non è un atto impositivo, poiché non introduce una pretesa tributaria determinata, e la relativa controversia non beneficia della sospensione dei termini prevista per le liti definibili. Il ricorso, notificato oltre il termine ordinario, è stato pertanto dichiarato inammissibile.

N. 28065

Cassazione, sentenza n. 28065 del 27/09/2022

Sentenza n. 28065 del 27/09/2022

L’accertamento recuperava maggiori IRPEG, IRAP e IVA sulla base di documentazione extracontabile, vendite non fatturate, costi ritenuti non inerenti e relative sanzioni; la Commissione regionale aveva accolto l’appello dell’Ufficio. Dopo la decisione delle Sezioni Unite sull’utilizzabilità dei documenti acquisiti durante l’accesso, la Cassazione ha confermato la validità della notifica postale diretta e la proroga biennale dei termini per il condono non perfezionabile. Ha invece accolto le censure su ultrapetizione, calcolo delle sanzioni e possibile doppia imposizione del medesimo presupposto, cassando con rinvio e assorbendo i restanti motivi.

N. 28064

Cassazione, sentenza n. 28064 del 27/09/2022

Sentenza n. 28064 del 27/09/2022

Gli avvisi per imposte dirette, IRAP e IVA, fondati sulla contestata esterovestizione di una società estinta, erano stati notificati all’ex socia unica quale responsabile delle obbligazioni sociali. La Cassazione ha distinto la legittimazione successoria degli ex soci dalla loro responsabilità e ha escluso che la mancata impugnazione degli accertamenti da parte della società o di altri soggetti precludesse alla socia la contestazione integrale della pretesa. Ha inoltre negato il raddoppio dei termini per l’IRAP, non assistita da sanzioni penali, e ha cassato con rinvio sui due motivi accolti.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 28063

Cassazione, sentenza n. 28063 del 27/09/2022

Sentenza n. 28063 del 27/09/2022

Le cause riunite riguardavano rettifiche doganali su importazioni e una successiva revocazione contro la decisione resa nel giudizio di rinvio. La Cassazione ha escluso l’errore revocatorio, poiché l’interpretazione della portata della precedente pronuncia costituisce valutazione giuridica, non svista percettiva. Nel giudizio principale ha invece precisato che, per prorogare i termini di recupero quando il mancato pagamento deriva da reato, non occorre una denuncia formale: basta una tempestiva notizia di reato qualificata; accolti i ricorsi principale e incidentale nei termini indicati, ha cassato con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 28062

Cassazione, sentenza n. 28062 del 27/09/2022

Sentenza n. 28062 del 27/09/2022

Una società non residente chiedeva il rimborso dell’IVA erroneamente applicata a una cessione priva del requisito di territorialità, avendo documentato la collocazione dei beni all’estero, la restituzione dell’imposta alla cessionaria e la rinuncia di quest’ultima alla detrazione. La Cassazione esclude sia la motivazione apparente sia la possibilità di riesaminare in sede di legittimità le prove valutate dal giudice regionale. Conferma inoltre che il rimborso dell’imposta non dovuta per difetto di territorialità è soggetto al termine biennale decorrente dal versamento, e rigetta il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

N. 28061

Cassazione, sentenza n. 28061 del 27/09/2022

Sentenza n. 28061 del 27/09/2022

Gli avvisi contestavano a una società in accomandita semplice operazioni soggettivamente inesistenti e la partecipazione consapevole a una frode carosello IVA; i giudici di merito avevano confermato recupero dell’imposta e sanzioni, dopo l’annullamento parziale delle riprese relative ad altre imposte. La Cassazione rileva d’ufficio che il giudizio, riguardando redditi imputati per trasparenza a una società di persone, non si era svolto nei confronti di tutti i soci necessari. Dichiara quindi nulli la sentenza e l’intero processo, rinviando alla Commissione provinciale per la riassunzione verso tutti i litisconsorti.

  • IVA
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28169

Cassazione, ordinanza n. 28169 del 27/09/2022

Accertamento - Agevolazioni per la piccola proprietà contadina - Decadenza - Scissione parziale nei cinque anni dall'acquisto.

L’Agenzia aveva revocato le agevolazioni per la piccola proprietà contadina perché, entro cinque anni dall’acquisto, il terreno era stato assegnato mediante scissione parziale a una società semplice agricola. La Cassazione ha stabilito che la scissione, pur producendo effetti traslativi, costituisce una vicenda evolutiva e organizzativa che non determina di per sé decadenza, purché nella beneficiaria restino presenti gli altri requisiti agevolativi; nel caso esaminato i terreni erano passati a una società agricola composta dagli stessi soci imprenditori agricoli. Sono stati accolti i primi due motivi della società, con assorbimento del terzo.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Società di persone
  • Contenzioso
N. 28060

Cassazione, sentenza n. 28060 del 27/09/2022

Sentenza n. 28060 del 27/09/2022

Un socio accomandatario aveva impugnato gli accertamenti derivanti dalla contestata partecipazione della società a una frode carosello IVA, confermati nei gradi di merito quanto all’imposta e alle sanzioni. La Cassazione osserva preliminarmente che, trattandosi di rettifica dei redditi di una società di persone, il contraddittorio doveva comprendere la società e tutti i soci, mentre uno di essi non aveva partecipato al processo. Per violazione del litisconsorzio necessario dichiara nulli la sentenza e l’intero giudizio, rinviando alla Commissione provinciale per la riassunzione nei confronti di tutti gli interessati necessari.

  • IVA
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28116

Cassazione, sentenza n. 28116 del 27/09/2022

Sentenza n. 28116 del 27/09/2022

La controversia verteva sul recupero dell’IVA e sul disconoscimento di un credito chiesto a rimborso, dopo che l’Ufficio aveva contestato l’aliquota agevolata applicata a lavori edilizi. La Cassazione ha confermato l’accertamento di merito secondo cui cantine e terrazza, autorizzate con varianti, avevano comportato aumento volumetrico e modifica della sagoma, configurando una nuova costruzione; ha inoltre giudicato inammissibili o infondate le censure sulla destinazione abitativa non di lusso. Rigettati i primi due motivi, il terzo, relativo all’interesse dell’Amministrazione non insinuatasi nel fallimento, è rimasto assorbito.

  • IVA
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 28059

Cassazione, sentenza n. 28059 del 27/09/2022

Sentenza n. 28059 del 27/09/2022

La controversia riguarda l’ottemperanza a un giudicato che riconosceva un rimborso IVA successivamente ceduto, rispetto al quale l’Amministrazione opponeva in compensazione debiti fiscali della cedente. La Cassazione afferma che l’ordinanza di chiusura dell’ottemperanza è normalmente inimpugnabile, salvo che contenga statuizioni decisorie modificative della sentenza di ottemperanza, divenendo allora ricorribile ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione; precisa inoltre che tale giudizio resta circoscritto all’attuazione del giudicato. Il testo fornito si interrompe durante l’applicazione di questi principi e non riporta l’esito definitivo del ricorso.

N. 28074

Cassazione, sentenza n. 28074 del 27/09/2022

Sentenza n. 28074 del 27/09/2022

L’accertamento IRPEF, IRAP e IVA nei confronti di un professionista si fondava su indagini bancarie, versamenti non giustificati, costi contestati e incongruenze contabili. La Cassazione ha respinto le doglianze sul contraddittorio preventivo e sulla valutazione generale d’inattendibilità della contabilità, ma ha ritenuto apparente la motivazione con cui il giudice regionale aveva liquidato mediante formule stereotipate numerose contestazioni specifiche, compresa quella sulla motivazione dell’avviso. Accolti i motivi dal quarto al sedicesimo e rigettati gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 28058

Cassazione, sentenza n. 28058 del 27/09/2022

Sentenza n. 28058 del 27/09/2022

L’Amministrazione sosteneva che un contratto di assistenza tecnica per terminali telefonici celasse autonome compravendite, con conseguente omessa fatturazione di ricavi e IVA; la Commissione regionale lo aveva invece qualificato come appalto di servizi. La Cassazione rileva che la censura richiedeva anzitutto di ricostruire la volontà negoziale, ma l’Agenzia non aveva specificamente denunciato la violazione dei canoni legali d’interpretazione del contratto. Dichiara pertanto inammissibile il ricorso principale, perché diretto a ottenere una nuova valutazione del rapporto negoziale, e assorbito quello incidentale condizionato della contribuente.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28018

Cassazione, sentenza n. 28018 del 26/09/2022

Sentenza n. 28018 del 26/09/2022

Una cartella richiedeva gli interessi maturati durante la sospensione giudiziale di un avviso, calcolandoli anche su interessi e sanzioni; il giudice regionale aveva applicato in parte il tasso del 4,5 per cento. La Cassazione stabilisce che, per la disciplina anteriore alla modifica del 2015, gli interessi conseguenti alla sospensione giudiziale poi revocata spettano al tasso legale, mentre ammette l’anatocismo nei limiti generali ed esclude interessi sulle sanzioni. Accoglie il primo e il terzo motivo principale, rigetta il secondo e il ricorso incidentale, cassa la sentenza e rinvia alla Commissione regionale.

  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 27935

Cassazione, sentenza n. 27935 del 23/09/2022

Sentenza n. 27935 del 23/09/2022

Gli accertamenti IRES e IRAP disconoscevano l’ammortamento dell’avviamento iscritto dopo l’acquisto di un ramo d’azienda, ritenendo che il corrispettivo remunerasse in realtà una partecipazione consortile e non una capacità reddituale autonoma. Per l’IRES la Cassazione dichiara estinto il processo in seguito alla definizione agevolata e alla mancata istanza di trattazione entro il termine previsto. Quanto all’IRAP, ritiene motivata la decisione regionale, esclude l’applicabilità del termine previsto per l’imposta di registro e nega che il relativo giudicato si estenda a un diverso tributo; rigetta quindi il ricorso su tale avviso.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 27918

Cassazione, sentenza n. 27918 del 23/09/2022

Sentenza n. 27918 del 23/09/2022

L’accertamento nei confronti di un professionista aveva ricostruito maggiori compensi sulla base di versamenti non giustificati, irregolarità contabili e costi contestati; il giudice regionale aveva ridotto soltanto l’ammontare del maggior reddito. La Cassazione considera inammissibili le censure dirette a rivalutare fatti e prove, ma accoglie il motivo relativo all’omessa pronuncia sulle somme che il contribuente sosteneva fossero già confluite nei ricavi di precedenti annualità. Respinge inoltre la tesi di un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo, distinguendo le verifiche presso i locali dagli accertamenti a tavolino; il testo fornito non contiene il dispositivo finale.

N. 27917

Cassazione, sentenza n. 27917 del 23/09/2022

Sentenza n. 27917 del 23/09/2022

L’accertamento verso un’impresa individuale recuperava maggiori redditi desunti da movimentazioni bancarie e costi ritenuti non inerenti, oltre all’IVA detratta, mentre i giudici di merito avevano confermato le riprese. La Cassazione ribadisce che, per il reddito d’impresa, versamenti e prelevamenti fondano una presunzione relativa superabile con prove concrete, non con giustificazioni generiche. Accoglie però la censura per omessa pronuncia sui costi di costruzione dell’immobile commerciale e ritiene fondato, nei limiti illustrati, il motivo sugli interessi passivi alla luce della successione normativa tra 2007 e 2008; il testo fornito non riporta il dispositivo finale.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27916

Cassazione, sentenza n. 27916 del 23/09/2022

Sentenza n. 27916 del 23/09/2022

Gli avvisi verso una società recuperavano ricavi non contabilizzati, prelevamenti e versamenti ingiustificati, costi indeducibili e IVA detratta, valorizzando anche conti intestati all’amministratore unico e socio di maggioranza. La Cassazione ritiene legittima l’acquisizione bancaria anche senza motivazione dell’autorizzazione interna e conferma l’accertamento di merito secondo cui i conti erano riferibili all’impresa, poiché vi transitavano operazioni societarie; spettava quindi alla contribuente superare la presunzione con prove specifiche. Esclude inoltre vizi nella motivazione per rinvio al verbale della Guardia di Finanza e rigetta integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27905

Cassazione, sentenza n. 27905 del 23/09/2022

Sentenza n. 27905 del 23/09/2022

L’accertamento IRAP per il 2007 qualificava come abuso del diritto un’articolata operazione immobiliare e, in particolare, i costi derivanti da un contratto di regia; i giudici di merito avevano confermato la pretesa, negando la necessità del contraddittorio preventivo. La Cassazione afferma invece che, anche prima dell’introduzione dell’art. 10-bis dello Statuto del contribuente, la contestazione di fattispecie elusive imponeva la preventiva richiesta di chiarimenti e il rispetto del termine di sessanta giorni, a pena di nullità. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza e accolto il ricorso introduttivo.

N. 27903

Cassazione, sentenza n. 27903 del 23/09/2022

Sentenza n. 27903 del 23/09/2022

L’accertamento per IRES, IRAP e IVA relativo al 2008-2009 contestava come abuso del diritto un’operazione immobiliare comprendente un contratto di regia, ritenuto fonte di un indebito risparmio fiscale; i giudici di merito avevano confermato la ripresa. La Cassazione stabilisce che, per contestare fattispecie elusive, l’Amministrazione doveva preventivamente chiedere chiarimenti e attendere sessanta giorni, anche quando il caso non rientrasse nelle ipotesi tipizzate dall’art. 37-bis. Rilevata la nullità dell’avviso per mancato contraddittorio, ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e accolto il ricorso originario.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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