Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 2921

Cassazione, sentenza n. 2921 del 31/01/2024

Sentenza n. 2921 del 31/01/2024

La controversia riguardava avvisi di accertamento TARSU per il 2012, confermati nei due gradi di merito, e contestazioni sulla legittimità delle tariffe comunali, sulla disapplicazione degli atti generali e su diversi profili processuali. La Cassazione non esamina gli otto motivi, poiché i ricorrenti hanno ritualmente rinunciato al ricorso dopo una definizione stragiudiziale e conciliativa. Dichiara quindi estinto il giudizio, compensa le spese di legittimità ed esclude l’ulteriore contributo unificato, previsto soltanto nei casi tipici indicati dalla disciplina richiamata.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2763

Cassazione, sentenza n. 2763 del 30/01/2024

Sentenza n. 2763 del 30/01/2024

L’Agenzia aveva recuperato a tassazione, ai fini IRAP, una quota di ammortamento del costo sostenuto da una società per l’usufrutto di un marchio acquisito dalla capogruppo estera, contestandone inerenza ed economicità. La Cassazione rileva che una precedente sentenza irrevocabile tra le stesse parti aveva già riconosciuto la legittimità e deducibilità del medesimo costo unitario, dal quale derivavano le quote imputate nei diversi esercizi. Poiché l’accertamento riguarda un elemento tendenzialmente permanente comune alle annualità, il giudicato esterno ne preclude il riesame; il ricorso dell’Agenzia è pertanto rigettato.

  • IRAP
  • Imprese
  • Società
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2760

Cassazione, sentenza n. 2760 del 30/01/2024

Sentenza n. 2760 del 30/01/2024

La contribuente impugnava un accertamento IRPEF relativo a capitali esteri non dichiarati, contestando tra l’altro il raddoppio dei termini, la residenza fiscale, la riferibilità delle disponibilità e l’applicazione retroattiva della presunzione introdotta nel 2009. La Cassazione considera adeguata la motivazione sul raddoppio connesso all’obbligo di denuncia penale e respinge la censura relativa a una pretesa donazione, non risultandone provata l’accettazione. Accoglie invece le doglianze sulla mancata applicazione dei criteri convenzionali per determinare la residenza e ritiene sostanziale, quindi non retroattiva, la presunzione dell’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2755

Cassazione, sentenza n. 2755 del 30/01/2024

Sentenza n. 2755 del 30/01/2024

La controversia riguarda il recupero di crediti d’accisa utilizzati in compensazione da un’impresa di trasporto, dopo che l’Ufficio aveva contestato dichiarazioni non veritiere e l’omessa denuncia di un impianto privato di distribuzione di carburante con capacità superiore alla soglia indicata. La CTR aveva confermato la decadenza dal beneficio e respinto l’appello della società. La Cassazione esclude, con riferimento al primo motivo, che il giudice regionale abbia sostituito la motivazione dell’avviso: il recupero per inosservanza degli obblighi tributari era già compreso nella pretesa, mentre le difese dell’Ufficio non avevano ampliato il tema del giudizio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2752

Cassazione, sentenza n. 2752 del 30/01/2024

Sentenza n. 2752 del 30/01/2024

La controversia riguardava l’imputazione al socio, in proporzione alla partecipazione, degli utili extracontabili accertati definitivamente presso una società di capitali a ristretta base. La Cassazione ha escluso che il giudicato sul difetto di legittimazione dell’ex rappresentante travolgesse gli accertamenti societari non impugnati e ha confermato la presunzione di distribuzione, superabile provando l’accantonamento o il reinvestimento degli utili. Ha inoltre ritenuto inapplicabile agli utili conseguiti in evasione la limitazione percentuale invocata dal contribuente, giudicando infondati i motivi esaminati.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • Società di capitali
N. 2749

Cassazione, sentenza n. 2749 del 30/01/2024

Sentenza n. 2749 del 30/01/2024

Una società di trasporti contestava sanzioni e recuperi derivanti dalla compensazione di crediti per accise sul gasolio, ritenuti non spettanti per dichiarazioni non veritiere e mancata denuncia di un impianto privato con capacità superiore alla soglia prevista. La Cassazione, esaminando la prima censura, ha escluso che il giudice regionale avesse sostituito la motivazione dell’atto: il mancato adempimento degli obblighi tributari era già compreso nelle ragioni del recupero. Ha inoltre richiamato la distinzione tra nuove eccezioni, vietate in appello, e mere difese; l’esito complessivo del ricorso non risulta dal testo fornito.

  • Accertamento e riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2747

Cassazione, sentenza n. 2747 del 30/01/2024

Sentenza n. 2747 del 30/01/2024

L’accertamento induttivo recuperava reddito d’impresa, IRAP e IVA dopo l’omessa risposta a un questionario e la mancata esibizione della contabilità, che il contribuente attribuiva alla precedente cessione dell’azienda. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivata la valutazione della CTR sulla natura simulata della cessione e ha affermato che l’inadempimento alle richieste documentali legittimava il metodo induttivo, anche mediante presunzioni non qualificate. Ha inoltre confermato la motivazione sulla redditività fissata al 15% del fatturato, dichiarando infondate o inammissibili le quattro censure esaminate.

N. 2837

Cassazione, sentenza n. 2837 del 30/01/2024

Sentenza n. 2837 del 30/01/2024

La controversia concerneva sanzioni per la fatturazione tardiva di vendite nelle quali una società consortile, operante come centrale acquisti, interponeva le consorziate tra fornitori e clienti finali. La Cassazione esclude che il mero ruolo di collettore, senza una concreta complicazione materiale degli adempimenti, consenta la fatturazione differita o “super-differita”: per la consortile vale il momento ordinario di effettuazione dell’operazione, e il successivo versamento dell’IVA non rende la violazione puramente formale. È inoltre escluso il giudicato esterno, riferito ad annualità e operazioni diverse; il testo fornito non riporta il dispositivo conclusivo della pronuncia.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 2746

Cassazione, ordinanza n. 2746 del 30/01/2024

Accertamento con metodo sintetico - Prova contraria

La controversia concerneva accertamenti sintetici, fondati sul redditometro e su incrementi patrimoniali, relativi ai redditi 2007 e 2008. La Cassazione ha chiarito che il contribuente non può limitarsi a provare la mera disponibilità di redditi non imponibili, ma deve documentarne entità e durata mediante circostanze compatibili con il sostenimento delle spese; il nuovo criterio sull’onere probatorio non elimina le presunzioni legali tributarie. Accolti il secondo e il terzo motivo dell’Agenzia, la Corte ha inoltre applicato la disciplina previgente, che ripartiva la spesa nell’anno di effettuazione e nei quattro precedenti.

N. 2830

Cassazione, sentenza n. 2830 del 30/01/2024

Sentenza n. 2830 del 30/01/2024

Gli avvisi IRES e IRAP avevano recuperato la quota di ammortamento del costo sostenuto da una società per acquisire dalla capogruppo estera l’usufrutto di un marchio, ritenendo l’operazione antieconomica e il costo non inerente. La Cassazione rileva che una diversa sentenza, divenuta definitiva tra le stesse parti e relativa a un’altra annualità, aveva già riconosciuto la legittimità fiscale del medesimo costo pluriennale. Poiché il giudicato su elementi durevoli si estende alle quote di ammortamento imputate nei diversi periodi d’imposta, tale accertamento preclude il riesame dell’inerenza; il testo fornito non contiene il dispositivo finale.

  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2735

Cassazione, sentenza n. 2735 del 30/01/2024

Sentenza n. 2735 del 30/01/2024

Il giudizio di merito riguardava un accertamento bancario per maggiori redditi d’impresa, imposte dirette e IVA; la contribuente intendeva censurare, tra l’altro, il contraddittorio preventivo, la motivazione dell’atto e la valutazione di una consulenza tecnica. La Cassazione non ha esaminato tali questioni nel merito: la precedente notificazione del ricorso per revocazione aveva prodotto conoscenza legale della sentenza e fatto decorrere anche il termine breve per il ricorso di legittimità. Poiché quest’ultimo era stato notificato oltre sessanta giorni, considerate le sospensioni applicabili, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 2822

Cassazione, sentenza n. 2822 del 30/01/2024

Sentenza n. 2822 del 30/01/2024

L’avviso recuperava a IRPEF redditi di capitale esteri non dichiarati per il 2008, sulla base di dati bancari trasmessi dall’amministrazione francese; la CTR lo aveva annullato per decadenza, pur reputando utilizzabili tali dati. La Cassazione afferma che il raddoppio dei termini, avendo natura procedimentale, opera anche per periodi anteriori al 1° luglio 2009, mentre la presunzione legale di evasione resta non retroattiva; conferma inoltre l’utilizzabilità tributaria degli elementi irritualmente acquisiti, salvo specifici divieti o lesioni di diritti fondamentali. Accoglie il ricorso principale dell’Agenzia e respinge i motivi incidentali esaminati; il testo fornito non include il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Estero
  • Processo tributario
N. 2734

Cassazione, sentenza n. 2734 del 30/01/2024

Sentenza n. 2734 del 30/01/2024

Una società contestava l’imposta di registro proporzionale applicata a un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e al contratto di mutuo in esso enunciato, invocando l’alternatività con l’IVA e il successivo fallimento della debitrice. La Cassazione ha ritenuto che il decreto esecutivo sia tassabile anche se impugnato, salvo conguaglio o rimborso dopo una decisione definitiva, e che il fallimento non elimini il presupposto impositivo. Ha inoltre escluso l’alternatività IVA in assenza della relativa prova e confermato l’autonoma tassazione del mutuo enunciato, respingendo le doglianze.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 2817

Cassazione, sentenza n. 2817 del 30/01/2024

Sentenza n. 2817 del 30/01/2024

La controversia riguarda un accertamento IRPEF per redditi finanziari detenuti all’estero e non dichiarati nel quadro RW, che i giudici di merito avevano annullato per decadenza dell’Ufficio. La Cassazione afferma che il raddoppio dei termini previsto dall’art. 12, comma 2-bis, del d.l. n. 78/2009 ha natura procedimentale e opera anche per annualità precedenti, indipendentemente dall’applicabilità della presunzione legale del comma 2, quando l’accertamento sia fondato sull’art. 6 del d.l. n. 167/1990. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa e rinvia al giudice regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2733

Cassazione, sentenza n. 2733 del 30/01/2024

Sentenza n. 2733 del 30/01/2024

Un consumatore finale chiedeva direttamente all’Amministrazione il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, versata al fornitore negli anni 2010 e 2011. La Cassazione ha confermato che il rapporto tributario intercorre con il fornitore, unico soggetto ordinariamente legittimato al rimborso, mentre il consumatore deve agire verso quest’ultimo sul piano civilistico. L’azione diretta contro l’Erario resta eccezionale e richiede la prova dell’impossibilità o eccessiva difficoltà del recupero dal fornitore, qui non allegata né dimostrata; il ricorso è stato pertanto giudicato infondato.

N. 2802

Cassazione, sentenza n. 2802 del 30/01/2024

Sentenza n. 2802 del 30/01/2024

La lite concerne la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore di un ramo d’azienda, con contestazioni sul calcolo dell’avviamento e sull’esclusione delle passività. La Cassazione reputa infondate le censure relative alla motivazione dell’atto e al metodo estimativo, precisando che il valore aziendale comprende beni materiali, immateriali e avviamento. Quanto ai debiti, chiarisce che le passività già formatesi e risultanti dalle scritture obbligatorie o da atti aventi data certa riducono la base imponibile se inerenti all’azienda ceduta e non rimaste a carico dell’alienante; la mera sproporzione rispetto all’attivo non ne esclude l’inerenza.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 2791

Cassazione, sentenza n. 2791 del 30/01/2024

Sentenza n. 2791 del 30/01/2024

La contribuente contestava il diniego degli effetti restitutori collegati all’annullamento giudiziale di una compravendita immobiliare, mentre la CTR aveva rilevato la definitività degli atti tributari e la mancata prova del passaggio in giudicato della sentenza civile. La Cassazione dichiara inammissibile la censura perché non investe tali autonome ragioni e ricorda che il rimborso dell’imposta di registro richiede una sentenza definitiva, un vizio non imputabile alle parti e l’impossibilità di sanare l’atto. Respinge inoltre la contestazione sul patrocinio di Agenzia delle Entrate-Riscossione mediante avvocato del libero foro.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2788

Cassazione, sentenza n. 2788 del 30/01/2024

Sentenza n. 2788 del 30/01/2024

La controversia riguarda un avviso di liquidazione dell’imposta di registro relativo a un contratto di mutuo non registrato, rinvenuto durante una verifica presso la sede societaria. La Cassazione stabilisce che il termine quinquennale decorre dal giorno in cui la registrazione avrebbe dovuto essere richiesta e che il mero rinvenimento della scrittura durante la verifica non integra il “caso d’uso” idoneo a superare la decadenza. Poiché l’avviso era stato notificato oltre il termine, accoglie il motivo pertinente, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario della società.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2783

Cassazione, sentenza n. 2783 del 30/01/2024

Sentenza n. 2783 del 30/01/2024

Due società avevano impugnato la tassazione, ai fini dell’imposta di registro, di un affitto di ramo d’azienda comprendente locali, invocando il giudicato favorevole già ottenuto dal notaio coobbligato sul medesimo avviso. La Cassazione afferma che, nella solidarietà tributaria, il condebitore estraneo al precedente giudizio può opporre al creditore la sentenza favorevole, purché non fondata su ragioni personali e salvo un diverso giudicato formatosi sulla sua posizione. Ritenendo comuni e oggettive le ragioni dell’annullamento, accoglie il ricorso, cassa e decide nel merito in favore delle contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 2777

Cassazione, sentenza n. 2777 del 30/01/2024

Sentenza n. 2777 del 30/01/2024

La controversia concerne un accertamento IRPEF fondato su dati bancari esteri, rispetto al quale la contribuente contestava, tra l’altro, residenza fiscale, utilizzabilità degli elementi raccolti e quantificazione dei redditi. La Cassazione reputa adeguatamente motivata la valutazione della CTR sull’insufficienza della prova contraria, costituita da documenti di sintesi e da un’attestazione bancaria non idonea a ricostruire tutte le movimentazioni e la redditività del rapporto. Ritiene però errata l’applicazione retroattiva della presunzione dell’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009, qualificandola come norma sostanziale.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRPEF
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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