Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4311

Cassazione, sentenza n. 4311 del 19/02/2024

Sentenza n. 4311 del 19/02/2024

Il curatore contestava la rettifica del valore di un terreno edificabile ai fini delle imposte di registro e ipocatastali, sostenendo che sequestro, confisca e vicende penali avessero inciso sulla sua edificabilità e sul valore venale. La Cassazione ha rilevato che tali circostanze erano state esaminate dal giudice d’appello e ha ribadito che il valore va determinato al momento del trasferimento, considerando allora la classificazione urbanistica e le potenzialità edificatorie, senza attribuire efficacia decisiva agli eventi successivi. Le relative censure sono state respinte; l’ulteriore motivo sui costi edificatori è stato dichiarato inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4302

Cassazione, sentenza n. 4302 del 19/02/2024

Sentenza n. 4302 del 19/02/2024

Una società chiedeva il rimborso parziale dell’imposta di registro versata su un lodo arbitrale, dopo che alcune somme erano state successivamente qualificate come corrispettivi soggetti a IVA; il pagamento originario era però stato eseguito da un’altra impresa coobbligata. La Cassazione ha distinto la soggezione solidale al tributo dalla titolarità del diritto alla restituzione: la qualità di contribuente è necessaria ma non sufficiente, poiché il rimborso spetta a chi ha concretamente effettuato il pagamento indebito. Irrilevante la successiva verifica fiscale sulla richiedente, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4379

Cassazione, sentenza n. 4379 del 19/02/2024

Imposta ipotecaria - Permuta - Base imponibile

La controversia concerneva la liquidazione delle imposte ipotecaria e catastale su una permuta di immobili strumentali tra soggetti IVA: il giudice d’appello aveva applicato entrambe le imposte proporzionali a ciascun immobile. La Cassazione ha distinto i presupposti: la permuta comporta un’unica formalità ipotecaria, tassata sul valore del bene che determina la maggiore imposta, mentre ogni distinta voltura catastale è autonomamente imponibile. L’assoggettamento della permuta a IVA e dell’imposta di registro in misura fissa non altera tali criteri; le doglianze sono state ritenute fondate nei limiti indicati.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • IVA
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 4361

Cassazione, sentenza n. 4361 del 19/02/2024

Sentenza n. 4361 del 19/02/2024

L’Agenzia delle Entrate impugnava la decisione che aveva annullato la maggiore imposta di registro applicata a una cessione totalitaria di partecipazioni, riqualificata dall’Ufficio come trasferimento di ramo aziendale mediante elementi esterni all’atto. Durante il giudizio di cassazione l’Agenzia ha annullato l’avviso in autotutela, recependo il nuovo indirizzo interpretativo sull’articolo 20 del testo unico dell’imposta di registro. Venuto meno l’atto controverso, entrambe le parti hanno chiesto la cessazione della materia del contendere; la Corte ha dichiarato estinto il processo e compensato le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4112

Cassazione, ordinanza n. 4112 del 14/02/2024

IVA - Cash accounting - art. 7 DL n. 185/2008 - Presupposti

La controversia riguardava avvisi per maggiore IVA 2011 e 2012, rispetto ai quali la contribuente sosteneva di avere adottato il cash accounting mediante comportamento concludente e di poter emettere note di variazione per corrispettivi non incassati. La Cassazione afferma che, sotto l’art. 7 del DL 185/2008, l’IVA differita richiedeva sulle singole fatture l’annotazione dell’esigibilità differita e della relativa norma; dichiara inoltre inammissibile la censura sulle note di variazione perché diretta a rivalutare le prove. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4003

Cassazione, sentenza n. 4003 del 13/02/2024

Sentenza n. 4003 del 13/02/2024

L’Amministrazione aveva contestato come elusive operazioni di conferimento d’azienda e successive cessioni di quote, mentre la CTR aveva annullato l’accertamento per mancata instaurazione del contraddittorio preventivo. La Cassazione rileva che il conferimento riconduceva l’operazione alla fattispecie antielusiva tipizzata dall’art. 37-bis del DPR 600/1973 e precisa che, anche per l’abuso del diritto innominato, devono essere rispettati il contraddittorio procedimentale e la motivazione rafforzata previsti a pena di nullità. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 3986

Cassazione, sentenza n. 3986 del 13/02/2024

Sentenza n. 3986 del 13/02/2024

La controversia concerneva gli interessi maturati su un rimborso IVA, ceduto a un intermediario finanziario, durante il periodo impiegato dalla contribuente per consegnare documentazione e garanzie richieste; la CTR li aveva qualificati come moratori, escludendoli per il ritardo imputato alla richiedente. La Cassazione conferma che tali interessi hanno natura moratoria e spettano soltanto quando il ritardo nel rimborso sia addebitabile all’Ufficio; la loro maturazione resta sospesa durante la mancata cooperazione del creditore, compresa l’omessa tempestiva produzione della garanzia obbligatoria. Il testo fornito non contiene il dispositivo finale della pronuncia.

  • IVA
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3964

Cassazione, sentenza n. 3964 del 13/02/2024

Sentenza n. 3964 del 13/02/2024

Una società chiedeva il rimborso relativo alla minusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione estera, sostenendo che una precedente pronuncia di Cassazione ne avesse riconosciuto la deducibilità dopo avere reso inopponibile la svalutazione. La Corte chiarisce che quel giudicato riguardava soltanto l’indeducibilità della svalutazione e non affermava la deducibilità della minusvalenza; il ricalcolo demandato all’Ufficio aveva inoltre determinato una minusvalenza pari a zero, escludendo credito e doppia imposizione. Accolto il ricorso erariale, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, è rigettato il ricorso originario della contribuente.

N. 3963

Cassazione, sentenza n. 3963 del 13/02/2024

Sentenza n. 3963 del 13/02/2024

La controversia riguardava una cartella emessa dopo il ricalcolo, affidato all’Ufficio da un precedente giudicato, di una minusvalenza derivante dalla cessione di una partecipazione; la CTR aveva però fornito ricostruzioni inconciliabili sulla portata di quel giudicato. La Cassazione ravvisa un contrasto motivazionale insanabile e precisa inoltre che, per gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo avvenuta nel 2014, rileva la disciplina vigente al momento dell’iscrizione. Accoglie il ricorso principale, dichiara inammissibili quelli incidentali e rinvia al giudice tributario regionale per accertare il contenuto del giudicato e riesaminare la controversia.

N. 3961

Cassazione, sentenza n. 3961 del 13/02/2024

Sanzioni amministrative - Fallimento del contribuente prima della scadenza del termine di pagamento del tributo - Inadempienza al contribuente o agli organi della procedura - Pagamento validamente eseguito

Una società posta in liquidazione coatta amministrativa prima della scadenza dei tributi contestava le sanzioni applicate per il successivo mancato versamento, e i giudici di merito ne avevano accolto la tesi. La Cassazione esclude una colpevole inadempienza: prima della procedura il termine non era scaduto, mentre dopo la sua apertura gli organi concorsuali non potevano validamente pagare fuori dalle regole del concorso. Ritenuta adeguata anche la motivazione della decisione impugnata, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e la condanna alle spese.

  • Sanzioni
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Processo tributario
N. 3956

Cassazione, sentenza n. 3956 del 13/02/2024

Sentenza n. 3956 del 13/02/2024

La controversia concerneva sanzioni e accessori per omesso versamento dell’imposta sulle attività assicurative, scaduta quando la società era già sottoposta a liquidazione coatta amministrativa; i giudici di merito avevano escluso la responsabilità sanzionatoria. La Cassazione conferma che non è imputabile né alla contribuente né agli organi della procedura il mancato pagamento di un debito non ancora scaduto prima della liquidazione e successivamente assoggettato alle regole concorsuali; neppure la cessazione contestuale dell’attività rendeva possibile un pagamento autonomo. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato, con condanna alle spese.

  • Sanzioni
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Processo tributario
N. 3954

Cassazione, sentenza n. 3954 del 13/02/2024

Sentenza n. 3954 del 13/02/2024

Gli accertamenti attribuivano a una società di fatto, ritenuta una cartiera, ricavi non dichiarati e imputavano pro quota il reddito ai soggetti qualificati come soci, alcuni dei quali negavano tale qualità; i due gradi di merito si erano però svolti senza tutti i soggetti indicati nell’atto. La Cassazione ribadisce che la configurabilità di una società di fatto e l’imputazione del relativo reddito impongono il litisconsorzio necessario della società e di tutti i soci, anche quando uno di essi contesti la propria partecipazione. Dichiara quindi nullo l’intero giudizio e rimette la causa al giudice di primo grado per integrare il contraddittorio.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3953

Cassazione, sentenza n. 3953 del 13/02/2024

Sentenza n. 3953 del 13/02/2024

La cessionaria di un ramo d’azienda contestava la responsabilità solidale per debiti tributari ricondotti dall’Ufficio a una complessa operazione ritenuta fraudolenta, deducendo anche decadenza dell’accertamento, estraneità alle condotte e giudicato esterno. La Cassazione esclude l’efficacia del giudicato invocato e conferma che il raddoppio dei termini, nella disciplina applicabile, presuppone l’obbligo di denuncia per reati tributari; ritiene inoltre applicabile alla cessione in frode la responsabilità senza i limiti ordinari dell’art. 14 del D.Lgs. 472/1997, non esclusa dall’attestazione negativa dell’Ufficio. Il testo fornito non consente di ricostruire il dispositivo finale.

  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 3936

Cassazione, ordinanza n. 3936 del 13/02/2024

Avviso di accertamento - Cessione di azienda - Plusvalenza

L’accertamento recuperava una plusvalenza derivante da una cessione, poi risolta giudizialmente per mancato pagamento del prezzo; la CTR aveva annullato la ripresa attribuendo rilievo alla vicenda successiva. La Cassazione afferma che la plusvalenza da cessione d’azienda si realizza alla conclusione del contratto secondo il criterio inderogabile di competenza, senza che omesso pagamento, rateizzazione o successiva estinzione dell’obbligazione ne modifichino l’imputazione; l’eventuale componente negativa resta distinta. Accoglie il motivo dell’Agenzia, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario limitatamente alla ripresa sulla plusvalenza.

  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 3886

Cassazione, sentenza n. 3886 del 12/02/2024

Sentenza n. 3886 del 12/02/2024

L’Agenzia delle Entrate contestava, ai fini IRAP, la ripartizione lungo i diciotto anni del leasing della plusvalenza derivante da un’operazione immobiliare di sale and lease back, sostenendone l’integrale imputazione al 2008. La Cassazione conferma le decisioni favorevoli alla contribuente: la plusvalenza va contabilizzata in funzione della durata della locazione finanziaria, secondo la prevalenza della sostanza sulla forma recepita dall’art. 2425-bis cod. civ. Il ricorso dell’Amministrazione è rigettato e le spese compensate, anche per la formazione successiva dell’orientamento applicato.

  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 3882

Cassazione, sentenza n. 3882 del 12/02/2024

Sentenza n. 3882 del 12/02/2024

Un revisore contabile chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, affermando di operare esclusivamente nella struttura della società di revisione di cui era socio, senza personale o organizzazione propri; la CTR aveva invece negato il rimborso valorizzando compensi e spese. La Cassazione chiarisce che l’autonoma organizzazione richiede titolarità e responsabilità della struttura, non il semplice inserimento in quella altrui, e che ammontare dei compensi e incidenza delle spese non sono indici decisivi. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie la domanda originaria.

N. 3726

Cassazione, sentenza n. 3726 del 9/02/2024

Sentenza n. 3726 del 09/02/2024

La concessionaria contestava tre avvisi relativi all’imposta regionale sulle concessioni statali per il 2012, sostenendo l’estraneità delle concessioni portuali al tributo, il difetto di motivazione e l’assenza di potere regionale di accertamento. La Cassazione conferma che rilevano l’occupazione e l’uso assentiti di beni demaniali o patrimoniali indisponibili dello Stato situati nella Regione, a prescindere dall’autorità concedente; gli atti già posseduti non devono essere allegati e la disciplina del versamento non esclude l’accertamento regionale. Il ricorso è dichiarato complessivamente infondato; la precedente eliminazione delle sanzioni resta ferma.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3722

Cassazione, sentenza n. 3722 del 9/02/2024

Sentenza n. 3722 del 09/02/2024

Per l’imposta regionale sulle concessioni statali dovuta nel 2009, la contribuente negava l’assoggettamento delle concessioni marittime portuali e contestava poteri di accertamento e sanzioni; i giudici di merito avevano confermato integralmente l’avviso. La Cassazione ribadisce che il tributo colpisce l’occupazione e l’uso assentiti di beni statali situati nella Regione, indipendentemente dall’autorità concedente, e che la Regione poteva disciplinarne l’accertamento. Accoglie però la censura sulle sanzioni, riconoscendo rilievo all’incertezza interpretativa generata dalla prassi amministrativa; il dispositivo conclusivo non è presente nel testo fornito.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3718

Cassazione, sentenza n. 3718 del 9/02/2024

Sentenza n. 3718 del 09/02/2024

La causa concerneva l’imposta regionale applicata a una concessione demaniale marittima, con contestazioni sulla validità formale della sentenza d’appello, sulla motivazione dell’avviso, sul presupposto del tributo e sull’inclusione nella base imponibile di un contributo di solidarietà. La Cassazione esclude la nullità per firma illeggibile, motivazione insufficiente od omessa pronuncia implicita e ribadisce che rileva l’uso assentito del bene statale, indipendentemente dall’autorità concedente. Il testo fornito registra il rigetto di tali censure, ma si interrompe prima della decisione sul contributo e del dispositivo, sicché l’esito complessivo non è ricostruibile.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3711

Cassazione, sentenza n. 3711 del 9/02/2024

Sentenza n. 3711 del 09/02/2024

La contribuente contestava l’imposta regionale del 2006 su una concessione demaniale marittima, sostenendo che le concessioni rilasciate dall’Autorità portuale non rientrassero nel tributo e denunciando vizi processuali e costituzionali; i giudici di merito avevano mantenuto l’imposta, eliminando le sanzioni. La Cassazione respinge la censura di omessa pronuncia e afferma che il presupposto consiste nell’occupazione o uso assentito del bene statale situato nella Regione, senza rilievo dell’autorità concedente; ritiene inoltre sufficientemente predeterminati gli elementi dell’imposizione. Il testo disponibile si interrompe prima del dispositivo, quindi non consente di attestare l’esito finale complessivo.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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