Il disegno di legge di Bilancio 2027, presentato dopo il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2026, prevede per l’IRPEF un taglio destinato a rimanere modesto e provvisorio: il secondo scaglione si allarga fino a 55.000 euro, e soltanto per il 2027. A confermarlo è stato il vicepremier Antonio Tajani, primo promotore della misura a favore del ceto medio, in una risposta a Informazione Fiscale: l’estensione a 60.000 euro e la detassazione delle tredicesime slittano al prossimo anno. Come ha detto lo stesso Tajani, “tutto non si può fare”. Il Parlamento deve ancora esaminare le misure e il testo definitivo potrebbe subire modifiche.
- SCAGLIONIL’effetto previsto per il 2027
Per cogliere la portata dell’intervento conviene richiamare come è costruita l’imposta. Con le regole vigenti dopo la legge di Bilancio 2026, l’IRPEF si applica per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Secondo le fonti, la Manovra 2027 porterebbe l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro, cioè sposterebbe di 5.000 euro il limite del secondo scaglione. Il reddito tra 50.000 e 55.000 euro verrebbe dunque tassato al 33% anziché al 43%.
La misura ha una scadenza dichiarata: si esaurirebbe con il 2027. Dal 2028 tornerebbe la struttura di prima, a meno che la prossima legge di Bilancio non decida diversamente.
- RISPARMIOIl valore effettivo
Il vantaggio riguarda soltanto la quota di reddito che passa dall’aliquota del 43% a quella del 33%, ossia 10 punti percentuali applicati a un massimo di 5.000 euro. Il risparmio lordo massimo ammonta perciò a 500 euro l’anno (5.000 per 10%). Lo ottiene per intero chi supera i 55.000 euro di reddito imponibile, mentre chi si colloca tra 50.000 e 55.000 euro risparmia in misura proporzionale.
| Reddito imponibile IRPEF | Risparmio lordo 2027 (ipotesi) |
|---|---|
| Fino a 50.000 euro | Nessuno |
| 52.000 euro | 200 euro (2.000 per 10%) |
| 55.000 euro e oltre | 500 euro (massimo) |
Come termine di paragone, la stampa specializzata aveva calcolato che l’aliquota del 33% estesa fino a 60.000 euro avrebbe garantito un risparmio fino a 1.000 euro l’anno (10.000 per 10%). Sono importi lordi: non comprendono le addizionali regionali e comunali né le detrazioni, che l’intervento non tocca.
- PROMESSE RINVIATEIl rinvio di 60.000 euro e tredicesime
Tajani ha ribadito che il secondo scaglione va portato a 60.000 euro, però a partire dal prossimo anno. Identica sorte per la detassazione delle tredicesime, un’altra misura che Forza Italia sostiene da tempo. Le risposte, date a margine di Economica 2026, evento romano promosso da ANPIT (Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario), non fanno prevedere novità di rilievo nel corso dell’iter della Manovra: anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nelle ultime settimane, ha ripetuto più volte che la coperta è corta.
- COPERTURAI limiti dei conti pubblici
All’origine del ridimensionamento c’è un problema di risorse. La revisione ipotizzata, con lo scaglione esteso fino a 60.000 euro, avrebbe richiesto 2,7 miliardi di euro, un importo che il Governo ha giudicato insostenibile. La questione è rimasta aperta fino al Consiglio dei Ministri che ha varato l’impianto iniziale della Manovra. Si è scelta infine una mini estensione, con scadenza fissata a fine 2027.
Pesa inoltre il contesto politico: si tratta dell’ultima legge di Bilancio di questa legislatura, per cui le decisioni dell’anno prossimo dipenderanno dalla situazione e dai programmi di chi sarà al governo. Le promesse spostate al 2028 vanno perciò lette come intenzioni, non come impegni normativi.
- COSA FARELa lettura della misura
Per lavoratori e professionisti con redditi superiori a 50.000 euro, il taglio vale al massimo qualche centinaio di euro e per un solo anno: meglio non basare piani familiari o finanziari su un risparmio tanto limitato. Datori di lavoro e consulenti del lavoro dovranno aspettare il testo definitivo per stabilire se e in che modo adeguare le ritenute in busta paga dal 2027, e se il conguaglio di fine anno basti allo scopo. Chi cura la pianificazione dei redditi può sfruttare la scadenza del 2027 per valutare se anticipare o posticipare redditi da un esercizio all’altro, ricordando che l’eventuale beneficio dipende da norme non ancora approvate e che un rinvio potrebbe comportare una tassazione più elevata nel 2028.

