Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7936

Cassazione, sentenza n. 7936 del 25/03/2024

Sentenza n. 7936 del 25/03/2024

La contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute subite su somme pensionistiche successivamente richieste in restituzione dall’ente previdenziale; i giudici di merito avevano ritenuto tempestiva l’istanza e autonoma la posizione verso il Fisco. La Corte ricostruisce i meccanismi succedutisi per recuperare l’imposta sulle somme tassate per cassa e poi restituite, distinguendo deduzione e rimborso. Dichiara inoltre inammissibile la contestazione dell’Ufficio sull’ammontare delle ritenute, perché diretta a ottenere una nuova valutazione delle prove già apprezzate dal giudice di merito.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8035

Cassazione, sentenza n. 8035 del 25/03/2024

Sentenza n. 8035 del 25/03/2024

La società aveva impugnato due provvedimenti di rateazione e i relativi titoli, contestando notifiche, interessi, compensi di riscossione, piano di ammortamento e motivazione; i giudici di merito avevano respinto le doglianze. La Cassazione ha ritenuto che le istanze di dilazione dimostrassero la conoscenza delle cartelle e ha confermato la legittimità dell’ammortamento alla francese, predeterminato dalla direttiva dell’agente della riscossione e sorretto dalla disciplina sulla rateizzazione fiscale. Dichiarate infondate o inammissibili anche le ulteriori censure, ha rigettato il ricorso e condannato la contribuente alle spese.

N. 8033

Cassazione, sentenza n. 8033 del 25/03/2024

Sentenza n. 8033 del 25/03/2024

La CTR aveva confermato un accertamento per imposte dirette, IVA e IRAP, dichiarando nuova l’eccezione sulle modalità di notifica e ritenendo fondate le riprese relative a perdite su crediti, spese per personale e presupposto territoriale dell’IRAP. La Cassazione ha distinto la contestazione della ritualità della notifica, proposta soltanto in appello, dalla precedente eccezione di decadenza e ne ha confermato l’inammissibilità. Le residue doglianze miravano a rivalutare gli accertamenti di fatto, estranei al giudizio di legittimità: il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 8032

Cassazione, sentenza n. 8032 del 25/03/2024

Sentenza n. 8032 del 25/03/2024

La controversia riguardava l’IVA all’importazione richiesta per l’introduzione nell’Unione europea di uno yacht, utilizzato secondo l’accertamento prevalentemente come imbarcazione personale, nonostante la formale intestazione societaria e l’attività di noleggio allegata. La Cassazione ha confermato, sui motivi esaminati, la soggettività passiva attribuita all’importatore effettivo, l’inapplicabilità dell’esenzione e la determinazione del valore doganale sulla base del valore economico risultante anche dalle migliorie. Ha inoltre escluso che confisca, giudicato penale o divieto di bis in idem eliminassero la pretesa impositiva, dichiarando infondate le relative censure.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8027

Cassazione, sentenza n. 8027 del 25/03/2024

Sentenza n. 8027 del 25/03/2024

Due cooperative avevano impugnato accertamenti relativi a IVA e imposte dirette, fondati sull’utilizzo in compensazione di crediti IVA ritenuti inesistenti e su fatture per operazioni oggettivamente inesistenti; i giudici di merito avevano respinto i ricorsi. La Cassazione non ha esaminato le contestazioni sostanziali, rilevando che la procura speciale era stata conferita quando entrambe le società erano già cancellate dal registro delle imprese. Mancando il mandante, la procura è stata considerata inesistente e il ricorso dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese del giudizio di legittimità.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Società
N. 8017

Cassazione, sentenza n. 8017 del 25/03/2024

Sentenza n. 8017 del 25/03/2024

La società contestava cartelle per imposte dirette e IVA e il provvedimento di parziale concessione della rateazione, deducendo vizi di notifica, sottoscrizione, motivazione e calcolo degli interessi. La Cassazione ha ritenuto che la richiesta di dilazione dimostrasse la conoscenza delle cartelle, che l’omessa sottoscrizione del ruolo non ne determinasse l’invalidità senza specifica prova contraria e che fosse legittimo l’ammortamento alla francese del debito rateizzato. Escluse anche le ulteriori carenze motivazionali, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso e condannato la contribuente alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8010

Cassazione, sentenza n. 8010 del 25/03/2024

Ires -Operazione infragruppo - Deducibilità dei costi - Obbligo di documentazione analitica -

Gli accertamenti disconoscevano costi infragruppo per marchi e know-how, ritenuti duplicativi di prestazioni già comprese in accordi di cost sharing, con conseguenze anche sulla società partecipante in regime di trasparenza. La Cassazione ha affermato che contratto e fatture non bastano: la consociata deve allegare elementi specifici sull’utilità effettiva o potenziale ricevuta; ha quindi respinto il ricorso relativo all’accertamento principale. Nel giudizio collegato ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione e respinto nel merito il ricorso introduttivo, valorizzando il giudicato formatosi sul rapporto presupposto e la partecipazione del medesimo soggetto a quel giudizio.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 8007

Cassazione, sentenza n. 8007 del 25/03/2024

Sentenza n. 8007 del 25/03/2024

La controversia verteva su un accertamento IVA sostitutivo di un precedente atto annullato e sulla detraibilità di costi e regolarizzazione di fatture, che la CTR aveva confermato richiamando principi giurisprudenziali e la decisione di primo grado. La Cassazione ha giudicato tale motivazione meramente apparente, perché priva di un esame concreto delle riprese, delle allegazioni difensive e dei motivi di appello. Ha pertanto accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado in diversa composizione, anche per le spese.

  • IVA
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 7756

Cassazione, sentenza n. 7756 del 22/03/2024

Sentenza n. 7756 del 22/03/2024

L’accertamento IRPEF imputava alla contribuente maggiori redditi di partecipazione, quale socia indiretta, sulla base del maggior reddito contestato a una società. La Corte rileva che l’accertamento societario era stato definitivamente annullato anche nel merito: venuto meno tale presupposto, non può reggere l’accertamento “a cascata” sui maggiori utili attribuiti al socio. Accoglie quindi il ricorso, cassa la decisione regionale e, decidendo nel merito, annulla l’avviso di accertamento personale.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 7739

Cassazione, sentenza n. 7739 del 22/03/2024

Sentenza n. 7739 del 22/03/2024

Una cartella era stata notificata, dopo una fusione per incorporazione, alla società incorporata ormai estinta; l’incorporante ne aveva avuto conoscenza soltanto con la successiva intimazione di pagamento. La Corte conferma che, nel regime temporale applicabile, destinataria della riscossione doveva essere l’incorporante e che la conoscenza dell’intimazione non sana la notificazione invalida dell’atto presupposto. Sono rigettati sia il ricorso dell’agente della riscossione sia quello incidentale dell’Agenzia delle Entrate.

  • Riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 7736

Cassazione, sentenza n. 7736 del 22/03/2024

Sentenza n. 7736 del 22/03/2024

La controversia riguarda il rimborso della maggiore IRES conseguente alla deduzione dell’IRAP riferibile alle spese per il personale, con divergenza sull’inclusione degli importi previdenziali e assicurativi trattenuti e versati. La Corte giudica lacunosa la motivazione regionale, che richiama la decisione di primo grado senza illustrarla, non affronta il confronto tra dati di conto economico e dichiarativi e considera apoditticamente incontestata l’esclusione dei contributi. Accoglie il ricorso, cassa e rinvia per un nuovo giudizio.

  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Contabilità e Bilancio
N. 7732

Cassazione, sentenza n. 7732 del 22/03/2024

Sentenza n. 7732 del 22/03/2024

L’accertamento IRES e IRAP contestava la deduzione degli accantonamenti per crediti ceduti pro solvendo e del costo del lavoro sostenuto da un’impresa affidataria di servizi pubblici. La Corte afferma che gli accantonamenti restano deducibili quando la cessione lascia al cedente il rischio d’insolvenza; ritiene inoltre adeguatamente motivata la qualificazione del rapporto con gli enti pubblici come appalto, rilevante per la deduzione IRAP. Rigetta integralmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 7731

Cassazione, sentenza n. 7731 del 22/03/2024

Sentenza n. 7731 del 22/03/2024

Gli accertamenti IRES, IRAP e IVA comprendevano rilievi su sanzioni dedotte, finanziamenti e crediti infragruppo infruttiferi, sopravvenienze passive e commissioni finanziarie. La Corte esclude la deducibilità delle sanzioni pecuniarie e afferma che, quando l’omessa percezione di interessi su crediti esigibili è contestata come antieconomica, spetta al contribuente fornire spiegazioni; conferma invece le valutazioni regionali sugli altri punti. Accoglie due motivi dell’Agenzia delle Entrate, cassa parzialmente e rinvia al giudice regionale.

N. 7730

Cassazione, sentenza n. 7730 del 22/03/2024

Sentenza n. 7730 del 22/03/2024

Per l’anno 2014 l’Ufficio aveva negato la deduzione IRAP del costo del lavoro e la deduzione IRES dell’accantonamento relativo a crediti ceduti pro solvendo. La Corte conferma che, per escludere il beneficio IRAP alle imprese di pubblici servizi, devono concorrere concessione e tariffa remunerativa: il rapporto è invece un appalto quando il corrispettivo è pagato dall’amministrazione e il gestore non assume il rischio operativo. Ritiene inoltre infondata, per quanto emerge dal testo fornito, la censura sui crediti pro solvendo; il dispositivo conclusivo non è riportato.

  • IRAP
  • IRES
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7726

Cassazione, sentenza n. 7726 del 22/03/2024

Sentenza n. 7726 del 22/03/2024

Un contratto costituiva diritti di superficie e servitù per un parco eolico, prevedendo un canone fisso e una quota variabile legata al fatturato, dovuti dopo l’entrata in funzione dell’impianto. La Corte distingue la condizione sospensiva dalla successiva determinazione del corrispettivo e afferma che l’imposta di registro va liquidata inizialmente sull’intera durata contrattuale, stimando la quota variabile sul primo fatturato disponibile, salvo conguaglio o rimborso finale. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa e rigetta nel merito il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 7847

Cassazione, sentenza n. 7847 del 22/03/2024

Sentenza n. 7847 del 22/03/2024

La controversia riguardava il recupero dell’accisa sul carburante fornito a uno yacht battente bandiera extra UE, al quale la CTR aveva negato l’esenzione valorizzando nazionalità e qualificazione formale dell’imbarcazione. La Corte afferma che il criterio decisivo è l’uso effettivo del mezzo: il beneficio può spettare anche in presenza di locazione o noleggio soltanto se chi lo invoca prova che la navigazione implica una prestazione di servizi a titolo oneroso. Accogliendo il terzo motivo, censura la mancata verifica concreta della destinazione commerciale dell’unità.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Attività economiche
N. 7840

Cassazione, sentenza n. 7840 del 22/03/2024

Sentenza n. 7840 del 22/03/2024

L’appello dell’Agenzia contro l’annullamento di un accertamento per fatture ritenute inesistenti era stato dichiarato inammissibile perché, al momento della costituzione, mancava una prova postale idonea della data di spedizione. La Corte conferma che il giudice non può sanare tale carenza ordinando la successiva esibizione e che, nel caso concreto, anche la ricezione risultava successiva al termine d’impugnazione. Rigetta il ricorso principale, ma accoglie quello incidentale sulle spese, poiché il rilievo officioso dell’inammissibilità non giustifica da solo la compensazione, e rinvia sul punto.

N. 7828

Cassazione, sentenza n. 7828 del 22/03/2024

Sentenza n. 7828 del 22/03/2024

Per l’anno 2004 era stata disconosciuta la detrazione IVA perché i dati delle fatture, conservati elettronicamente, erano stati stampati soltanto durante la verifica e non trascritti tempestivamente nei registri cartacei. La Corte ribadisce il vincolo derivante dal precedente giudizio di rinvio e l’irretroattività della successiva disciplina sulla regolarità della contabilità elettronica; il favor rei riguarda le sanzioni, ma non rende retroattiva la norma tributaria. Poiché l’imposta restava dovuta anche per il passato, non ricorreva abolizione della violazione: il ricorso è rigettato.

N. 7817

Cassazione, sentenza n. 7817 del 22/03/2024

Sentenza n. 7817 del 22/03/2024

Per l’anno 2005 l’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta su fatture registrate soltanto in formato elettronico e stampate alla presenza dei verificatori, mentre il giudice del rinvio aveva applicato il principio già enunciato dalla Cassazione. La Corte conferma che le modifiche successive sui registri elettronici non operano retroattivamente sui tributi e non superano il vincolo del rinvio; il favor rei è limitato alle sanzioni. Respinge anche l’applicazione retroattiva dell’ulteriore proroga dei termini di stampa e rigetta il ricorso.

N. 7814

Cassazione, sentenza n. 7814 del 22/03/2024

Sentenza n. 7814 del 22/03/2024

La controversia riguardava la non imponibilità IVA del carburante fornito a uno yacht che, secondo la CTR, era impiegato commercialmente nel noleggio con equipaggio, come risultava da contratti e bonifici. La Corte ritiene sufficiente la motivazione d’appello e osserva che l’Agenzia, pur denunciando violazioni di legge, chiedeva in sostanza una nuova valutazione delle prove sull’uso dell’imbarcazione. Poiché l’art. 254 TULD riguarda le unità da diporto non commerciali e non la fattispecie accertata, il ricorso è rigettato e resta annullato l’avviso.

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