Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9556

Cassazione, sentenza n. 9556 del 9/04/2024

IVA - Rimborsi Transfrontalieri - Cause ostative

Una società stabilita in Belgio chiedeva il rimborso dell’IVA assolta in dogana nel 2016; l’Ufficio lo aveva negato richiamando operazioni imponibili effettuate in Italia nel 2017. La Corte interpreta l’art. 38-bis.2 del DPR n. 633 del 1972 alla luce della direttiva 2008/9/CE: tanto la stabile organizzazione quanto le operazioni attive ostano al rimborso solo se presenti nel medesimo periodo di riferimento, coincidente con l’anno civile. Accolto il terzo motivo, la sentenza d’appello è cassata e, decidendo nel merito, la Corte accoglie il ricorso originario contro il diniego.

N. 9536

Cassazione, sentenza n. 9536 del 9/04/2024

Sentenza n. 9536 del 09/04/2024

L’Ufficio aveva recuperato l’IVA detratta sull’acquisto frazionato di beni, qualificando l’insieme come cessione di ramo d’azienda, mentre il giudice d’appello aveva ravvisato vendite di cespiti disaggregati e ritenuto maturata la decadenza relativa all’imposta di registro. La Corte chiarisce che il termine proprio del registro non impedisce la rettifica IVA e che, per configurare un ramo d’azienda, basta un complesso dotato di residua organizzazione e potenziale attitudine produttiva, senza il trasferimento di tutti i rapporti aziendali. Accolti i primi due motivi, la decisione è cassata con rinvio per il nuovo accertamento.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 9531

Cassazione, sentenza n. 9531 del 9/04/2024

Sentenza n. 9531 del 09/04/2024

La controversia concerneva la rettifica della rendita di un impianto fotovoltaico proposta mediante DOCFA dalla società affittuaria del terreno, alla quale l’Ufficio aveva notificato l’accertamento catastale. La Corte afferma che gli atti attributivi o modificativi della rendita producono effetti nei confronti dell’intestatario della partita catastale: la legittimazione in materia spetta al titolare del diritto reale, indipendentemente dalla visura, mentre l’eventuale soggetto passivo dell’imposta privo di tale titolo ha soltanto un interesse temporaneo e di fatto. Confermato il difetto di legittimazione della conduttrice, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 9523

Cassazione, sentenza n. 9523 del 9/04/2024

Sentenza n. 9523 del 09/04/2024

L’Ufficio contestava l’IVA non applicata a cessioni effettuate sulla base di una dichiarazione d’intento ritenuta falsa, addebitando alla cedente controlli insufficienti sui requisiti di esportatore abituale della cliente. Il giudice d’appello aveva invece accertato l’adeguatezza delle verifiche svolte e valorizzato anche la cessazione delle operazioni senza IVA quando emerse il mancato deposito del bilancio. La Corte dichiara inammissibili entrambi i motivi dell’Agenzia perché diretti a riesaminare fatti già valutati; precisa inoltre che la disciplina richiamata rafforza, senza crearne uno ulteriore, l’obbligo di diligenza. Il ricorso è rigettato.

N. 9519

Cassazione, sentenza n. 9519 del 9/04/2024

Sentenza n. 9519 del 09/04/2024

La controversia riguardava il classamento catastale in D/7, anziché E/3, di vasche e fabbricati destinati al trattamento e alla depurazione delle acque, rettifica annullata dalla CTR in ragione della finalità pubblicistica del servizio. La Cassazione ha affermato che la gestione economica del servizio idrico, orientata alla copertura dei costi mediante tariffe, è compatibile con la natura imprenditoriale e impedisce l’inquadramento nel gruppo E. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Immobili
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9493

Cassazione, sentenza n. 9493 del 9/04/2024

Sentenza n. 9493 del 09/04/2024

L’Amministrazione aveva riqualificato come cessione di ramo d’azienda una cessione di quote, considerando unitariamente il precedente conferimento aziendale e gli altri atti collegati; la CTR aveva ritenuto legittima tale ricostruzione. La Cassazione ha precisato che l’art. 20 del testo unico dell’imposta di registro, nella formulazione applicabile retroattivamente, consente di considerare natura ed effetti giuridici dell’atto presentato, ma non elementi extratestuali o negozi collegati privi di nesso testuale. Ha quindi accolto il ricorso delle contribuenti, cassato la decisione e annullato nel merito la pretesa impugnata.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9491

Cassazione, sentenza n. 9491 del 9/04/2024

Sentenza n. 9491 del 09/04/2024

La lite concerneva l’imposta di registro sui diritti di superficie e servitù costituiti per un parco eolico, remunerati con una quota fissa e una quota variabile collegata al fatturato annuale. La Cassazione ha escluso che quest’ultima costituisse una condizione sospensiva da denunciare ogni anno: nei contratti a prezzo inizialmente indeterminato, l’imposta è liquidata unitariamente sull’intera durata, utilizzando il valore disponibile, salvo conguaglio o rimborso finale. Ritenuto legittimo il criterio adottato dall’Ufficio sulla base del primo fatturato, ha accolto il ricorso erariale e rigettato quello originario della contribuente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9468

Cassazione, sentenza n. 9468 del 9/04/2024

Sentenza n. 9468 del 09/04/2024

La contribuente contestava la cartella provvisoria relativa all’IVA detratta su un maxi canone di leasing immobiliare, sostenendo che la ripresa avesse natura elusiva e che l’aggio applicabile dovesse seguire la disciplina dell’anno d’imposta. La Cassazione ha confermato l’accertamento della CTR secondo cui la contestazione riguardava invece una condotta evasiva, fondata sull’ipotizzata sovrafatturazione, e ha ribadito che l’aggio è compenso retributivo, non sanzione, regolato dalla normativa vigente al momento della riscossione. Ha rigettato integralmente il ricorso, confermando anche la cartella e i compensi di riscossione.

  • IVA
  • Riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9318

Cassazione, sentenza n. 9318 del 8/04/2024

Sentenza n. 9318 del 08/04/2024

La controversia riguardava la revoca dell’agevolazione prima casa per un acquisto del 2011, poiché il valore del terreno superava di una volta e mezzo il costo della costruzione secondo i criteri allora previsti per le abitazioni di lusso. La Cassazione ha confermato sia tale interpretazione del rapporto tra i valori sia l’applicazione della disciplina vigente al momento del trasferimento, escludendo la retroattività del successivo criterio fondato sulle categorie catastali. Ha rigettato il ricorso; diversamente dalla CTR, ha inoltre ritenuto legittime le sanzioni, non essendosi verificata alcuna abolizione della violazione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 9308

Cassazione, sentenza n. 9308 del 8/04/2024

Sentenza n. 9308 del 08/04/2024

Il giudizio traeva origine dalla revoca della riduzione dell’imposta sostitutiva relativa a un finanziamento per l’acquisto agevolato della prima casa, motivata dal mancato trasferimento della residenza entro diciotto mesi. Dopo l’adesione del contribuente alla rottamazione-quater, accompagnata dalla rinuncia al ricorso e dal riscontro dei pagamenti rateali, la Cassazione non ha esaminato nel merito le cause addotte per il mancato trasferimento. Ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia, compensato le spese ed escluso il raddoppio del contributo unificato.

  • Pace Fiscale
  • Rottamazione quater
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9300

Cassazione, sentenza n. 9300 del 8/04/2024

Sentenza n. 9300 del 08/04/2024

La CTR aveva deciso nel merito la controversia sulla decadenza dalle agevolazioni prima casa, nonostante il contribuente avesse documentato l’adesione alla definizione agevolata del carico e depositato rinuncia. La Cassazione ha rilevato che il giudice d’appello non aveva spiegato perché avesse ignorato tali atti e che il perfezionamento della definizione, successivamente confermato dall’Agenzia, imponeva l’estinzione del processo; è rimasto assorbito il motivo sulle cause del mancato trasferimento della residenza. Accolto il ricorso, ha cassato la sentenza e dichiarato estinto il giudizio d’appello.

N. 9170

Cassazione, sentenza n. 9170 del 5/04/2024

Sentenza n. 9170 del 05/04/2024

Un ex amministratore era stato chiamato a rispondere, ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 602/1973, di IRES, IRAP, interessi e sanzioni dovuti da una società cancellata. La Cassazione ha qualificato tale responsabilità come propria, civilistica e derivante dalla legge, senza necessità di preventiva iscrizione a ruolo contro la società; ha però precisato che essa riguarda le imposte dirette e gli interessi, non l’IRAP né le sanzioni. Accolto soltanto il motivo relativo a tale delimitazione, ha cassato parzialmente la decisione e accolto nel merito il ricorso originario limitatamente a IRAP e sanzioni.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IRES
  • Società
  • Contenzioso
N. 9166

Cassazione, sentenza n. 9166 del 5/04/2024

Sentenza n. 9166 del 05/04/2024

L’Ufficio aveva negato la detrazione IVA sul maxi canone di un leasing immobiliare, prospettando una sovrafatturazione desunta dalla contestualità delle operazioni infragruppo, dal repentino aumento del prezzo e dalla loro antieconomicità; la CTR aveva invece preteso elementi certi e valutato separatamente ciascun indizio. La Cassazione ha affermato che la prova può fondarsi su presunzioni e che gravità, precisione e concordanza devono essere verificate mediante una valutazione complessiva, non atomistica. Ha accolto i primi due motivi dell’Agenzia e rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per un nuovo esame, comprese le questioni rimaste assorbite.

N. 9088

Cassazione, sentenza n. 9088 del 5/04/2024

Sentenza n. 9088 del 05/04/2024

La controversia riguardava il recupero di dazi su importazioni di tonno dalla Colombia, ritenute prive dei requisiti per il trattamento tariffario preferenziale sulla base delle risultanze OLAF; in sede di rinvio la CTR aveva escluso buona fede e diligenza qualificata dell’importatore. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi quattro motivi, rilevando che la CTR aveva motivato sulla conoscenza della filiera, valorizzato legittimamente i rapporti OLAF e applicato il principio secondo cui l’esimente richiede un errore attivo delle autorità e la prova cumulativa dei relativi presupposti. Il testo ricevuto non contiene la decisione sul quinto motivo né il dispositivo finale.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9061

Cassazione, sentenza n. 9061 del 5/04/2024

Sentenza n. 9061 del 05/04/2024

La controversia riguardava la sospensione di un rimborso IVA e la successiva dichiarazione, in appello, di cessazione della materia del contendere dopo il pagamento del credito. La Cassazione ha confermato che tale cessazione è rilevabile d’ufficio, ma ha riconosciuto il persistente interesse dell’Amministrazione a ottenere una decisione sulla legittimità del fermo, decisiva per stabilire la debenza degli interessi moratori già corrisposti. Accolto il secondo motivo erariale e assorbito il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9041

Cassazione, sentenza n. 9041 del 4/04/2024

Sentenza n. 9041 del 04/04/2024

Una società aveva contestato un accertamento induttivo IRES e IVA fondato sulla sua ritenuta residenza fiscale effettiva in Italia, dopo il rigetto nei due gradi di merito. La Cassazione non ha esaminato le censure sull’esterovestizione: il primo ricorso notificato non era stato depositato entro venti giorni e la successiva notificazione dello stesso atto non poteva riaprire il termine, poiché la prima era valida. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile, con condanna della ricorrente alle spese del giudizio di legittimità.

N. 9011

Cassazione, sentenza n. 9011 del 4/04/2024

Sentenza n. 9011 del 04/04/2024

Il giudizio verteva su un’intimazione di pagamento relativa a crediti diversi e, per quanto ancora controverso, su due cartelle rispetto alle quali il contribuente aveva dedotto prescrizione e giudicato. Dopo la presentazione dell’istanza di definizione agevolata prevista dalla legge n. 197/2022, il ricorrente ha depositato una rinuncia sottoscritta dai difensori muniti di procura speciale. La Cassazione ha pertanto dichiarato estinto il giudizio, considerando la rinuncia conseguente alla definizione agevolata, e ha disposto l’integrale compensazione delle spese di lite.

N. 9010

Cassazione, sentenza n. 9010 del 4/04/2024

Sentenza n. 9010 del 04/04/2024

La controversia riguardava accertamenti IRES, IRAP e IVA fondati sulla residenza fiscale effettiva in Italia di una società estera e sulla tempestività dell’azione impositiva. La Cassazione ha escluso il raddoppio dei termini per l’IRAP; per le altre imposte ha affermato che, nel regime applicabile, bastavano seri indizi idonei a generare l’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla sua presentazione e dalla prescrizione del reato. Ha inoltre escluso il cumulo con la proroga biennale, accolto il ricorso nei limiti indicati e rinviato al giudice regionale.

N. 8998

Cassazione, sentenza n. 8998 del 4/04/2024

Sentenza n. 8998 del 04/04/2024

L’Amministrazione contestava la conferma dell’annullamento di accertamenti per imposte dirette, fondati sulla presunta residenza fiscale italiana di una società estera. La Cassazione ha ritenuto sufficiente l’esposizione complessiva dei fatti nella sentenza regionale, ma ha rilevato che la motivazione riferita all’irrilevanza degli indizi per gli anni successivi al 2006 non spiegava affatto l’annullamento degli atti relativi al 2005 e al 2006. Rigettato il primo motivo e accolto il secondo, ha cassato la decisione limitatamente a tali annualità, con rinvio al giudice regionale.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8993

Cassazione, sentenza n. 8993 del 4/04/2024

Sentenza n. 8993 del 04/04/2024

Una società formalmente stabilita all’estero contestava l’accertamento IRES induttivo basato sulla ritenuta localizzazione in Italia della sua direzione effettiva, già confermato in entrambi i gradi di merito. La Cassazione ha giudicato generico il primo motivo e inammissibile il secondo, anche per la doppia conforme e per la mancata indicazione specifica degli atti e dei fatti decisivi; le doglianze miravano sostanzialmente a una nuova valutazione delle prove. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese in favore dell’Agenzia delle Entrate.

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