Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 11066

Cassazione, sentenza n. 11066 del 24/04/2024

Sentenza n. 11066 del 24/04/2024

La controversia riguardava avvisi di liquidazione dell’imposta di registro emessi dopo accessi con acquisizione documentale, ma prima del decorso dei sessanta giorni riservati al contraddittorio. La Cassazione conferma che tali avvisi hanno natura impositiva e che il termine dilatorio opera per ogni verbale conclusivo di accesso, verifica o ispezione, anche meramente istruttorio, salvo comprovate ragioni d’urgenza; condivide inoltre la valutazione sulla territorialità delle garanzie. Dichiara estinto il processo per un avviso definito in via agevolata e rigetta per il resto il ricorso dell’Agenzia.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10998

Cassazione, sentenza n. 10998 del 23/04/2024

Sentenza n. 10998 del 23/04/2024

La lite concerneva la classificazione doganale di elementi di fissaggio importati e la conseguente applicazione del dazio antidumping, confermata in appello sulla base delle fatture e di un’informazione tariffaria. La Cassazione esclude la denunciata apparenza della motivazione, ma rileva che il giudice regionale non ha effettuato la necessaria riclassificazione considerando prioritariamente caratteristiche e proprietà oggettive dei prodotti, nonché la loro destinazione inerente. Accoglie quindi il secondo motivo, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame di tutti gli elementi offerti dalle parti.

N. 10892

Cassazione, sentenza n. 10892 del 23/04/2024

Sentenza n. 10892 del 23/04/2024

Una società in fallimento chiedeva il rimborso di un credito IVA risalente ad annualità precedenti, che il giudice regionale aveva ritenuto non più contestabile perché erano scaduti i termini di accertamento. La Cassazione afferma che l’Amministrazione può verificare l’esistenza del credito chiesto a rimborso anche dopo tale scadenza: l’esposizione in dichiarazione e l’inerzia dell’ufficio non costituiscono riconoscimento del diritto, che presuppone la prova dei fatti generatori. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda originaria.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Procedure concorsuali
N. 10887

Cassazione, sentenza n. 10887 del 23/04/2024

Sentenza n. 10887 del 23/04/2024

Il giudice regionale aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia perché, al momento della costituzione, non risultava depositata una ricevuta postale idonea a certificare la data di spedizione. La Cassazione chiarisce che l’avviso di ricevimento può provare la tempestività quando attesta, con certezza postale, che il destinatario ha ricevuto il plico prima della scadenza dell’impugnazione; inoltre, il termine di trenta giorni per costituirsi decorre dalla ricezione e la prova della notificazione non deve necessariamente essere depositata contestualmente alla costituzione, purché lo sia entro quel termine. Il motivo dell’Agenzia è pertanto ritenuto fondato.

N. 10883

Cassazione, sentenza n. 10883 del 23/04/2024

Sentenza n. 10883 del 23/04/2024

La controversia riguardava avvisi doganali e sanzioni fondati sulla riclassificazione di elementi di fissaggio importati, con applicazione di dazi antidumping; entrambi i giudici di merito avevano escluso la voce proposta dall’Amministrazione valorizzando l’irreversibilità dell’applicazione. La Cassazione precisa che la successiva abrogazione del regolamento antidumping non opera retroattivamente, ma ritiene comunque inadeguata la censura contro l’accertamento tecnico compiuto in appello, perché priva di sufficiente specificità e diretta a una nuova valutazione del fatto. Rigetta quindi il ricorso dell’Agenzia delle Dogane.

N. 10880

Cassazione, sentenza n. 10880 del 23/04/2024

Sentenza n. 10880 del 23/04/2024

La domanda riguardava il rimborso dei dazi versati sull’importazione di diversi modelli di mobility scooter, classificati dall’Amministrazione in una voce soggetta a dazio anziché in quella invocata per i veicoli destinati a persone invalide. La Cassazione chiarisce che rileva l’uso previsto del prodotto, desunto dalle sue caratteristiche e proprietà oggettive al momento dell’importazione, non il semplice uso possibile. Poiché il giudice regionale aveva considerato essenzialmente il piantone centrale senza esaminare le altre caratteristiche dei singoli modelli e il regolamento applicabile, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 10878

Cassazione, sentenza n. 10878 del 23/04/2024

Sentenza n. 10878 del 23/04/2024

L’Amministrazione contestava la classificazione doganale di elementi di fissaggio importati, chiedendo l’applicazione del dazio antidumping; i giudici di merito avevano invece accertato, sulla base della documentazione e dei prodotti esaminati, l’irreversibilità della loro applicazione. La Cassazione rileva che l’abrogazione successiva del regolamento antidumping non ha efficacia retroattiva, ma giudica la censura in parte non autosufficiente e comunque rivolta a sostituire una diversa ricostruzione fattuale a quella compiuta in appello. Il motivo dell’Agenzia è pertanto ritenuto infondato.

N. 10767

Cassazione, sentenza n. 10767 del 22/04/2024

Sentenza n. 10767 del 22/04/2024

L’Agenzia aveva riqualificato la vendita della proprietà superficiaria di un impianto fotovoltaico, accompagnata da attrezzature e rapporti con il gestore energetico, come cessione d’azienda; i giudici di merito avevano escluso il requisito dell’organizzazione. La Cassazione conferma che l’azienda richiede un complesso organizzato autonomamente idoneo alla produzione o commercializzazione di beni o servizi e che non basta aggregare a un bene un rapporto volto soltanto a ottenere incentivi e condizioni economiche favorevoli. Poiché il ricorso tendeva in realtà a rimettere in discussione l’accertamento di fatto conforme nei due gradi, viene dichiarato inammissibile.

  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10838

Cassazione, sentenza n. 10838 del 22/04/2024

Sentenza n. 10838 del 22/04/2024

L’Agenzia aveva assoggettato a IRPEF un reddito di lavoro dipendente ritenendo fiscalmente residente in Italia un contribuente trasferito in Svizzera, mentre i giudici di merito avevano considerato superata la relativa presunzione. La Cassazione rileva che il ricorso non censurava l’autonoma motivazione fondata sui criteri convenzionali di abitazione permanente, centro degli interessi vitali e soggiorno abituale; le ulteriori doglianze miravano inoltre a rivalutare i fatti e contestavano genericamente documenti in lingua straniera, utilizzabili nel processo tributario. Il ricorso dell’Agenzia è quindi rigettato.

  • IRPEF
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10814

Cassazione, sentenza n. 10814 del 22/04/2024

Sentenza n. 10814 del 22/04/2024

La controversia concerneva un accertamento catastale che aveva modificato classamento e rendita, includendo componenti e impianti contestati dalla contribuente e duplicando un cespite, errore già riconosciuto dall’Agenzia. La Cassazione ravvisa acquiescenza sul valore duplicato e giudica apparente la motivazione d’appello, perché non esponeva proposta DOCFA, contenuto dell’avviso e presupposti fattuali della stima, nonostante il contrasto sul numero degli impianti e sull’eccedenza del lotto. Accoglie le relative censure, cassa la sentenza e rinvia al giudice regionale in diversa composizione.

N. 10691

Cassazione, sentenza n. 10691 del 19/04/2024

Sentenza n. 10691 del 19/04/2024

La controversia riguarda la rettifica del valore di quattro immobili conferiti in un fondo e il conseguente recupero delle maggiori imposte ipotecaria e catastale. La Corte conferma che, per tali tributi non armonizzati, non operava nel caso esaminato un generale obbligo di contraddittorio preventivo e ritiene adeguatamente motivato l’avviso; censura però la CTR per avere attribuito aprioristica prevalenza alla stima dell’ufficio, senza confrontarla realmente con la perizia dei contribuenti. Accolti due motivi, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10631

Cassazione, ordinanza n. 10631 del 19/04/2024

Accertamento - Omessi versamenti - Cumulo giuridico

L’accertamento, originato da un verbale INPS sui rapporti di lavoro non regolarizzati, contestava omesse ritenute, dichiarazione infedele e relative sanzioni. La Corte ritiene legittima la motivazione per rinvio al verbale conosciuto, conferma la responsabilità solidale della società di persone per l’operato del legale rappresentante e precisa che il cumulo giuridico non comprende i tardivi od omessi versamenti: ogni mancato pagamento dell’imposta già liquidata riceve una sanzione proporzionale autonoma. Il ricorso della contribuente è integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10587

Cassazione, sentenza n. 10587 del 18/04/2024

Sentenza n. 10587 del 18/04/2024

La controversia concerneva un accertamento IRES basato sulla rettifica, secondo il valore normale, dei corrispettivi praticati negli acquisti da una società collegata cinese. La CTR aveva annullato l’atto perché sottoscritto da funzionari privi di qualifica dirigenziale; la Cassazione chiarisce invece che il vizio non poteva essere dedotto per la prima volta in appello e che la delega di firma può essere conferita a un funzionario della carriera direttiva, senza qualifica dirigenziale. Accolto il ricorso dell’Agenzia e dichiarato inammissibile quello incidentale, la causa è rinviata al giudice regionale.

N. 10580

Cassazione, sentenza n. 10580 del 18/04/2024

Sentenza n. 10580 del 18/04/2024

Le controversie riunite riguardavano rettifiche IRES e IRAP, fondate sul transfer pricing, nei confronti della consolidata e della consolidante per il medesimo periodo d’imposta. La Corte afferma che, nell’impugnazione dell’accertamento sul reddito proprio di un partecipante al consolidato, entrambe sono litisconsorti necessarie; la trattazione contestuale in primo grado non aveva sanato la separazione dei giudizi d’appello, celebrati davanti a collegi diversi e conclusi con decisioni difformi. Dichiarata la nullità dei giudizi d’appello, le sentenze sono cassate con rinvio per un nuovo esame unitario.

  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10577

Cassazione, sentenza n. 10577 del 18/04/2024

Sentenza n. 10577 del 18/04/2024

Gli accertamenti contestavano, alla consolidata e alla consolidante, maggiori redditi derivanti da acquisti infragruppo a prezzi ritenuti superiori al valore normale. La Corte esclude il difetto di contraddittorio, poiché le cause erano state trattate nello stesso contesto e dai medesimi collegi nei due gradi di merito; ricorda inoltre che l’Amministrazione deve dimostrare i presupposti della rettifica, mentre il contribuente prova la conformità dei prezzi al mercato. Nei dati forniti non è tuttavia presente il dispositivo conclusivo sui ricorsi dell’Agenzia.

N. 10567

Cassazione, sentenza n. 10567 del 18/04/2024

Sentenza n. 10567 del 18/04/2024

L’accertamento IRAP recuperava componenti positivi relativi a un finanziamento infragruppo, ritenendo non conforme al transfer pricing il tasso attivo applicato dalla società italiana. La Corte dichiara inammissibile la censura sul finanziamento passivo asseritamente “gemello”, perché carente nella riproduzione e nella prova della tempestiva produzione documentale; respinge inoltre la doglianza sulla mancata udienza pubblica, non essendo stato indicato uno specifico pregiudizio difensivo. La parte disponibile della pronuncia non riporta la decisione conclusiva sugli ulteriori motivi né l’esito complessivo del ricorso.

N. 10559

Cassazione, sentenza n. 10559 del 18/04/2024

Sentenza n. 10559 del 18/04/2024

L’Agenzia aveva riqualificato come imponibile IVA la prima cessione interna di beni successivamente esportati, contestando l’assenza dei requisiti della triangolazione. La Corte conferma l’accertamento della CTR secondo cui l’operazione era stata voluta e documentata fin dall’origine in funzione dell’esportazione: la non imponibilità non richiede che il trasporto sia direttamente curato dal primo cedente, né il transito presso il cessionario italiano esclude automaticamente l’originario vincolo di destinazione. Le censure dell’Amministrazione, dirette a una diversa valutazione delle prove e della motivazione, sono dichiarate inammissibili.

N. 10551

Cassazione, sentenza n. 10551 del 18/04/2024

Sentenza n. 10551 del 18/04/2024

La lite riguardava la rettifica del valore della proprietà superficiaria di un impianto fotovoltaico ceduta nell’ambito di un’operazione di sale and lease back, con recupero delle imposte ipotecaria e catastale. Nel giudizio di legittimità le ricorrenti hanno documentato la domanda di definizione agevolata e il pagamento integrale; l’Agenzia non ha presentato istanza di trattazione né risulta aver notificato un diniego. La Corte dichiara pertanto estinto il giudizio, ponendo le spese a carico delle parti che le avevano anticipate, senza pronunciarsi sul merito delle originarie contestazioni estimative.

N. 10539

Cassazione, sentenza n. 10539 del 18/04/2024

Sentenza n. 10539 del 18/04/2024

La controversia riguardava il rimborso dell’imposta di registro proporzionale applicata ai canoni di locazione di immobili strumentali già assoggettati a IVA. La Corte, richiamando la pronuncia della Corte di giustizia UE intervenuta durante il processo, afferma che tale imposta, avendo carattere settoriale, non costituisce un’imposta sul giro d’affari e non interferisce con il sistema dell’IVA; reputa invece sufficiente, benché sintetica, la motivazione della CTR. Accolto il ricorso dell’Agenzia sul merito, cassa la sentenza e rigetta direttamente l’originaria domanda della contribuente.

N. 10513

Cassazione, sentenza n. 10513 del 18/04/2024

Sentenza n. 10513 del 18/04/2024

L’avviso richiedeva l’imposta di registro annuale calcolata sul canone originario di una locazione, nonostante il rapporto fosse stato risolto e sostituito da due contratti registrati con canoni inferiori. La Corte lascia ferma la qualificazione novativa adottata dalla CTR e rileva l’omessa tempestiva comunicazione della risoluzione, ma esclude che tale inadempimento possa perpetuare l’imposizione su un contratto ormai cessato, del quale l’Agenzia aveva comunque acquisito conoscenza. Accolto un motivo, cassa la sentenza, decide nel merito e annulla l’avviso, evitando una duplicazione dell’imposta sui nuovi rapporti.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Immobili
  • Contenzioso

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