Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 19474

Cassazione, sentenza n. 19474 del 15/07/2024

Sentenza n. 19474 del 15/07/2024

La controversia concerneva recuperi IRES, IVA e IRAP relativi anche a operazioni ritenute inesistenti, perdite su crediti e costi per autovetture. La Corte ha confermato che, per le annualità considerate, l’obbligo di denuncia per reati tributari consentiva il raddoppio dei termini ai fini IRES e IVA anche se la denuncia era successiva al termine ordinario; tale regime non si applicava invece all’IRAP, le cui violazioni non erano penalmente sanzionate. Ha quindi annullato nel merito la pretesa IRAP per il 2004 e 2005, respingendo o dichiarando inammissibili le ulteriori censure esaminate sulle perdite.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 19472

Cassazione, sentenza n. 19472 del 15/07/2024

Sentenza n. 19472 del 15/07/2024

Le cartelle derivavano dal diniego della detrazione IRPEF del 36% per lavori di manutenzione ordinaria sul tetto comune a due unità residenziali, motivato dall’assenza di un condominio in senso tecnico. La Corte ha stabilito che il richiamo all’articolo 1117 del codice civile individua i beni interessati dagli interventi agevolabili, senza riservare il beneficio agli edifici formalmente condominiali: la detrazione può spettare a possessori o detentori delle parti comuni che abbiano sostenuto le spese. Il ricorso è stato accolto e la decisione cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Bonus casa
  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 19437

Cassazione, sentenza n. 19437 del 15/07/2024

Sentenza n. 19437 del 15/07/2024

L’accertamento contestava l’applicazione dell’imposizione ridotta ai ricavi dei voli venduti insieme alle crociere e la deduzione di interessi relativi a finanziamenti per l’acquisto di navi soggette a tonnage tax. La Corte ha escluso che i redditi della vendita dei trasporti aerei verso il luogo d’imbarco derivino dall’utilizzazione della nave iscritta nel registro internazionale, accogliendo su questo punto il ricorso dell’Agenzia. Ha invece respinto le doglianze processuali e dichiarato inammissibile quella diretta a ottenere una diversa qualificazione concreta dei costi finanziari.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 19435

Cassazione, sentenza n. 19435 del 15/07/2024

Sentenza n. 19435 del 15/07/2024

La lite riguardava l’agevolazione IRES e IRAP applicata ai ricavi dei voli abbinati alle crociere e il criterio di ripartizione dei costi promiscui. La Corte ha ritenuto apparente la motivazione regionale sui limiti dell’incarico conferito ai verificatori e ha affermato che l’imposizione ridotta prevista per i redditi derivanti dall’utilizzazione della nave iscritta nel registro internazionale non comprende la vendita del trasporto aereo necessario a raggiungere l’imbarco. Accolti parzialmente il secondo motivo e integralmente il terzo, la sentenza è stata cassata con rinvio; il primo motivo è stato respinto.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19428

Cassazione, sentenza n. 19428 del 15/07/2024

Sentenza n. 19428 del 15/07/2024

L’accertamento IRES disconosceva perdite su crediti e il riporto di perdite precedenti, oltre a quote di ammortamento riferite ad autovetture interessate da operazioni contestate come inesistenti. La Corte ha rilevato che la contribuente non aveva specificamente confutato l’accertata mancanza di prova dell’irrecuperabilità dei crediti e dell’effettività dei costi; ha inoltre ritenuto legittimo considerare, nel giudizio sul 2008, la decisione non definitiva relativa all’annualità pregiudicante, salva la facoltà di sospensione. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 19409

Cassazione, sentenza n. 19409 del 15/07/2024

Sentenza n. 19409 del 15/07/2024

Gli avvisi personali imputavano al socio unico gli utili extracontabili accertati presso una società a ristretta base partecipativa, nel frattempo cancellata. La Corte ha ritenuto inammissibili le contestazioni rivolte all’accertamento societario, divenuto definitivo dopo l’inammissibilità non impugnata dell’appello proposto senza legittimazione; il socio poteva contrastare la distribuzione degli utili provando che erano stati accantonati o reinvestiti, oppure la propria estraneità alla gestione. Quanto alla presunzione di attribuzione al socio unico, la Corte l’ha considerata legittima, giudicando le relative censure in parte infondate e in parte inammissibili.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 19385

Cassazione, sentenza n. 19385 del 15/07/2024

Sentenza n. 19385 del 15/07/2024

La controversia riguardava un’intimazione fondata su cartelle e avvisi di accertamento, dei quali il contribuente contestava anche la notificazione e la prescrizione. La Corte ha chiarito che tra agente della riscossione ed ente impositore non sussiste litisconsorzio necessario: la chiamata processuale dell’ente richiede l’autorizzazione del giudice, mentre la distinta comunicazione della lite può avvenire senza autorizzazione. Poiché il diniego della CTP era erroneo ma non ricorreva un’ipotesi tassativa di rimessione al primo grado, la CTR avrebbe dovuto decidere nel merito; la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 19379

Cassazione, sentenza n. 19379 del 15/07/2024

Sentenza n. 19379 del 15/07/2024

L’accertamento aveva negato la deducibilità di costi e la detrazione IVA relativi a fatture con descrizioni generiche, emesse da un soggetto qualificato come evasore totale e pagate in parte in contanti. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente dimostrare esistenza, inerenza e, se contestata, coerenza economica dei costi, non essendo sufficiente la loro contabilizzazione; ha ritenuto comprensibile e adeguata la valutazione regionale circa l’insufficienza della documentazione prodotta. La richiesta di una nuova valutazione delle prove è stata dichiarata inammissibile e il ricorso è stato rigettato.

N. 19363

Cassazione, sentenza n. 19363 del 15/07/2024

Sentenza n. 19363 del 15/07/2024

L’accertamento qualificava come reddito diverso la plusvalenza ottenuta dalla vendita di un dipinto, mentre la parte sosteneva che si trattasse della semplice dismissione patrimoniale di un collezionista privato. La Corte ha confermato la distinzione tra mercante d’arte, speculatore occasionale e collezionista, da verificare considerando finalità dell’acquisto, frequenza delle operazioni, durata del possesso, attività dirette alla vendita e ragioni dell’alienazione. La qualificazione come speculazione occasionale era sorretta dagli indizi valutati dal giudice regionale e non poteva essere riesaminata in sede di legittimità; il ricorso è stato rigettato.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19357

Cassazione, sentenza n. 19357 del 15/07/2024

Sentenza n. 19357 del 15/07/2024

La controversia riguarda l’imputazione al socio di una società a ristretta base partecipativa degli utili extracontabili derivanti da costi disconosciuti, operazioni ritenute inesistenti e spese non inerenti. La Cassazione afferma che il socio non può riproporre contestazioni riferibili all’accertamento societario divenuto definitivo, ma può provare che gli utili non furono distribuiti oppure la propria estraneità alla gestione; conferma inoltre la legittimità della relativa presunzione, rimasta applicabile dopo la riforma dell’onere probatorio. Nel testo fornito i primi cinque motivi risultano, secondo le rispettive statuizioni, inammissibili o infondati, mentre non è riportato l’esito conclusivo sul sesto motivo.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • IRES
N. 19343

Cassazione, sentenza n. 19343 del 15/07/2024

Sentenza n. 19343 del 15/07/2024

Una società immobiliare aveva impugnato il diniego dell’interpello diretto a disapplicare il regime delle società non operative, allegando l’impossibilità di locare alcuni immobili nonostante gli incarichi conferiti ad agenzie. La Cassazione ritiene autonomamente impugnabile, secondo la disciplina temporale applicabile, il diniego disapplicativo che manifesti una compiuta pretesa tributaria; giudica invece inammissibile la censura dell’Agenzia sulle circostanze ostative, perché diretta a ottenere una nuova valutazione delle prove già compiuta nei due gradi di merito. Il ricorso dell’Agenzia è quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
  • Immobili
N. 19339

Cassazione, ordinanza n. 19339 del 15/07/2024

Accertamento con adesione non adempiuto - Associazioni non riconosciute - Responsabilità del socio ex art. 38 c.c. - Effetti sul coobbligato

Dopo l’adesione dell’associazione al processo verbale e il mancato pagamento delle rate successive alla prima, l’Amministrazione aveva iscritto a ruolo l’intero debito anche a carico dell’ex rappresentante, quale preteso coobbligato. La Cassazione precisa che l’adesione volontaria produce effetti verso chi l’ha prestata e può estendersi ad altri coobbligati soltanto in senso favorevole e senza loro contraria volontà; per agire contro il coobbligato occorre inoltre un titolo formatosi nei suoi confronti, non sostituibile dal verbale, dall’adesione altrui o dalla cartella. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, essendo comunque rimasta incontestata un’autonoma ragione della decisione impugnata.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Enti Sportivi dilettantistici
N. 19480

Cassazione, sentenza n. 19480 del 15/07/2024

Sentenza n. 19480 del 15/07/2024

Gli avvisi riguardavano maggiori redditi di fonte estera, collegati dall’Ufficio a investimenti detenuti attraverso un ente ritenuto solo apparentemente autonomo e a movimentazioni finanziarie in Liechtenstein. La Corte ha giudicato apparente la motivazione con cui il giudice regionale, riformando le pronunce di primo grado, aveva affermato apoditticamente l’inutilizzabilità o l’insufficienza degli elementi prodotti dall’Amministrazione, senza renderne comprensibile il percorso logico-giuridico. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 19233

Cassazione, sentenza n. 19233 del 12/07/2024

Sentenza n. 19233 del 12/07/2024

Una cessionaria di ramo d’azienda aveva impugnato intimazioni di pagamento intestate e notificate alla società cedente già cancellata e fallita; la CTR aveva ritenuto la notificazione nulla ma sanata dall’impugnazione. La Cassazione rileva d’ufficio che, dopo l’estinzione societaria, l’atto deve essere notificato ai soci successori e che la sanatoria presuppone l’iniziativa di un soggetto legittimato: la mera qualità di coobbligata della cessionaria non basta. Dichiarata la carenza di legittimazione all’originario ricorso, la sentenza è cassata senza rinvio e le spese dell’intero giudizio sono compensate.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
N. 19214

Cassazione, sentenza n. 19214 del 12/07/2024

Sentenza n. 19214 del 12/07/2024

La controversia concerne plurime riprese per imposte dirette e IVA, tra cui ricavi desunti da differenze inventariali, resi eccedenti gli accordi e costi per servizi infragruppo, oltre ad alcune rettifiche annullate dalla CTR. La Cassazione afferma che le differenze tra scritture di magazzino e rimanenze integrano una presunzione legale relativa di cessione o acquisto, superabile soltanto con le prove previste dalla disciplina, non mediante la minima incidenza percentuale dello scostamento o istruzioni amministrative. Nel testo fornito risultano respinti i primi due motivi della società; non sono però riportate le statuizioni sugli altri motivi né il dispositivo conclusivo.

N. 19206

Cassazione, sentenza n. 19206 del 12/07/2024

Sentenza n. 19206 del 12/07/2024

Il provvedimento sanzionatorio contestava l’omessa regolarizzazione di acquisti senza fattura, desunti dalle differenze tra magazzino fisico e contabile; la CTR aveva escluso l’evasione valorizzando la modesta percentuale dello scostamento e una circolare amministrativa. La Cassazione qualifica la presunzione di acquisto come legale relativa, superabile soltanto con le prove tassativamente previste, e nega che errori ordinari di conteggio, marginalità statistica o istruzioni rivolte ai verificatori possano neutralizzarla in giudizio. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio al giudice tributario regionale in diversa composizione.

N. 18988

Cassazione, sentenza n. 18988 del 11/07/2024

Sentenza n. 18988 del 11/07/2024

Gli avvisi IRES e IRAP presupponevano la residenza effettiva in Italia di una società formalmente lussemburghese; la CTR li aveva annullati ritenendo insufficienti gli indizi addotti dall’Agenzia sulla direzione dell’attività dal territorio nazionale. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso principale perché le censure non individuavano fatti storici decisivi omessi, ma sollecitavano una diversa valutazione di email, agende e altri elementi già apprezzati; precisa inoltre che spettava all’Amministrazione provare lo svolgimento in Italia dei consigli di amministrazione. Rigettata anche la censura incidentale sulle spese, restano assorbiti gli altri motivi incidentali e le spese di legittimità sono compensate.

N. 19107

Cassazione, sentenza n. 19107 del 11/07/2024

Sentenza n. 19107 del 11/07/2024

L’accertamento verso un professionista, relativo a IRPEF, IRAP e IVA, derivava dalle movimentazioni dei conti propri e del coniuge; la CTR aveva considerato imponibili i soli versamenti, escludendo i prelievi. La Cassazione conferma che i versamenti fondano una presunzione relativa superabile mediante prova analitica per ciascuna operazione, ma rileva che il giudice deve esaminare puntualmente le giustificazioni ammesse e considerare, anche forfettariamente, i costi correlati ai maggiori compensi. Accolti il secondo e il terzo motivo nei limiti indicati, la sentenza è cassata con rinvio; la censura sul contraddittorio è invece preclusa dal giudicato interno.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 18885

Cassazione, sentenza n. 18885 del 10/07/2024

Avviso di accertamento - Principio del contraddittorio endoprocedimentale - Presunzione disponibilità di maggior reddito - Riferibilità di ogni movimentazione alle operazioni evidenziate nelle dichiarazioni - Incidenza percentuale dei costi relativi

L’accertamento IRPEF, IRAP e IVA verso un professionista muoveva dalle movimentazioni dei conti correnti propri e del coniuge; la CTR aveva confermato integralmente la ripresa e dichiarato inutilizzabili i documenti non prodotti durante il contraddittorio amministrativo. La Cassazione esclude che i prelevamenti dei lavoratori autonomi possano presumersi compensi e impone di considerare, anche forfettariamente, i costi correlati ai maggiori ricavi, mentre ritiene precluso l’esame delle giustificazioni documentali per mancata impugnazione della relativa statuizione. Il secondo motivo è accolto entro tali limiti, con cassazione e rinvio; gli altri sono assorbiti o rigettati.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 18869

Cassazione, sentenza n. 18869 del 10/07/2024

Sentenza n. 18869 del 10/07/2024

La pretesa IRES e IRAP si fondava sull’asserita esterovestizione di una società lussemburghese, desunta dall’attività del suo amministratore e da email, riunioni societarie e somme rinvenute in Italia; la CTR aveva tuttavia giudicato tali elementi non univoci. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell’Agenzia, poiché prospettava un’insufficiente valutazione del materiale istruttorio anziché l’omesso esame di un fatto storico decisivo, e ribadisce che la prova della gestione societaria in Italia gravava sull’Amministrazione. I primi due motivi incidentali restano assorbiti, il terzo sulle spese è respinto e le spese del giudizio di legittimità sono compensate.

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