Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 32555

Cassazione, sentenza n. 32555 del 12/12/2019

Sentenza n. 32555 del 12/12/2019

La ripresa riguardava l’omessa inclusione, nelle rimanenze finali, delle riserve iscritte dall’impresa durante l’esecuzione di appalti pubblici e ancora controverse con la stazione appaltante. La Corte ha escluso che tali pretese, finché non siano definitivamente riconosciute o accettate, costituiscano maggiorazioni di prezzo imponibili: rappresentano soltanto una possibilità di futuri maggiori ricavi, priva del requisito della certezza. Non essendo provato alcun accordo sulle varianti progettuali né la loro definizione contenziosa, mancava il presupposto impositivo; il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto rigettato.

N. 32554

Cassazione, sentenza n. 32554 del 12/12/2019

Sentenza n. 32554 del 12/12/2019

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA su acquisti di rottami fatturati da società ritenute cartiere, nell’ambito di operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha confermato la motivazione sull’esistenza del meccanismo fraudolento e la mancata prova dei requisiti di effettività e inerenza dei costi, respingendo i primi tre motivi. Ha invece accolto il quinto motivo, assorbendo il quarto, poiché nel reverse charge lo ius superveniens impone di espungere debito e credito relativi all’operazione inesistente e prevede uno specifico trattamento sanzionatorio più favorevole, applicabile retroattivamente agli atti non definitivi.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 32754

Cassazione, ordinanza n. 32754 del 12/12/2019

Ordinanza n. 32754 del 12/12/2019

La controversia riguardava il riclassamento d’ufficio di più immobili nell’ambito della revisione catastale di una microzona; i giudici di merito avevano considerato sufficiente il richiamo ai presupposti generali dell’operazione, senza indicazioni specifiche sulle singole unità. La Cassazione ha affermato che l’atto deve esporre, oltre allo scostamento dei rapporti tra valori, gli elementi urbani, ambientali ed edilizi concretamente incidenti sul nuovo classamento, senza possibilità d’integrazione in giudizio. Ritenuta insufficiente la motivazione standardizzata, ha cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso della contribuente.

N. 32553

Cassazione, sentenza n. 32553 del 12/12/2019

Sentenza n. 32553 del 12/12/2019

L’accertamento riguardava fatture per cessioni di rottami ritenute soggettivamente inesistenti, con recuperi IRES, IRAP e IVA e irrogazione di sanzioni; la CTR aveva escluso il recupero delle imposte dirette, ma confermato quello dell’IVA. La Cassazione ha respinto le censure sull’accertamento dell’inesistenza soggettiva e ha affermato che, anche nel reverse charge, la detrazione è preclusa quando mancano i presupposti sostanziali dell’operazione. Ha invece ritenuto applicabile retroattivamente il più favorevole regime sanzionatorio sopravvenuto, nei limiti esaminati, purché l’atto non fosse definitivo.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 32741

Cassazione, sentenza n. 32741 del 12/12/2019

Sentenza n. 32741 del 12/12/2019

Una società chiedeva il rimborso della TARSU versata su aree aziendali asseritamente produttive soltanto di rifiuti speciali non assimilabili, richiamando anche un giudicato relativo a un’altra annualità. La Cassazione ha escluso l’efficacia espansiva di quel giudicato, poiché produzione e smaltimento dei rifiuti costituiscono circostanze operative variabili, e ha confermato che l’esclusione delle superfici richiedeva la loro indicazione nella denuncia originaria o di variazione, oltre alla relativa prova. La successiva istanza di rimborso non suppliva all’omissione: il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32552

Cassazione, sentenza n. 32552 del 12/12/2019

Sentenza n. 32552 del 12/12/2019

La controversia verteva su fatture per cessioni di rottami considerate soggettivamente inesistenti, con recuperi IRES, IRAP e IVA confermati nei due gradi di merito. La Cassazione ha escluso che potesse riesaminarsi la ricostruzione probatoria della CTR e ha ribadito che la deducibilità dei costi richiede prova di effettività, inerenza e degli ulteriori requisiti fiscali, non bastando la contabilizzazione. Ha tuttavia accolto la censura relativa al reverse charge, richiamando la disciplina sopravvenuta più favorevole per le operazioni inesistenti e il relativo trattamento sanzionatorio.

N. 32740

Cassazione, sentenza n. 32740 del 12/12/2019

Sentenza n. 32740 del 12/12/2019

La commissione regionale aveva ritenuto legittima un’iscrizione ipotecaria fondata su crediti tributari e previdenziali, reputando regolarmente notificate e ormai definitive le cartelle presupposte. La Cassazione ha precisato che l’ipoteca non richiede l’intimazione prevista per l’espropriazione forzata, ma deve essere preceduta dalla comunicazione dell’imminente iscrizione, così da consentire osservazioni o pagamento; la censura della contribuente è stata qualificata come denuncia dell’omesso contraddittorio preventivo. Accolto il relativo motivo, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, annullato l’iscrizione mediante accoglimento del ricorso originario.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32551

Cassazione, sentenza n. 32551 del 12/12/2019

Sentenza n. 32551 del 12/12/2019

L’Agenzia aveva rettificato il valore di terreni compresi in una dichiarazione di successione; la CTR, confermando l’annullamento dell’atto, aveva ritenuto agricoli alcuni terreni per la decadenza del piano dell’area industriale e insufficientemente motivata la valutazione degli altri. La Cassazione ha chiarito che la perdita di efficacia del piano industriale non elimina automaticamente l’edificabilità eventualmente attribuita dal piano regolatore comunale, da verificare alla data di apertura della successione. Accolto il primo motivo e dichiarato inammissibile il secondo, ha cassato con rinvio per il nuovo accertamento urbanistico e valutativo.

  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32739

Cassazione, sentenza n. 32739 del 12/12/2019

Sentenza n. 32739 del 12/12/2019

La lite riguardava una cartella TARSU per il 2007 e il 2008, ritenuta tempestiva dalla commissione regionale rispetto al termine decadenziale applicabile; la società ne chiedeva la cassazione con sette motivi. La Corte non ha esaminato le questioni tributarie perché, pur risultando avviata la notificazione postale del ricorso, mancava l’avviso di ricevimento comprovante la consegna alle parti intimate, rimaste prive di difesa, né era stata dedotta una causa per la rimessione in termini. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32550

Cassazione, sentenza n. 32550 del 12/12/2019

Sentenza n. 32550 del 12/12/2019

La società contestava la rendita catastale di una centrale idroelettrica, sostenendo che il costo di ricostruzione dovesse essere ridotto per vetustà e obsolescenza e che le opere idrauliche in concessione non fossero computabili. La Cassazione ha confermato che il deprezzamento dipende dallo stato attuale dell’unità e può essere escluso quando sia accertato l’ottimo stato di conservazione; la mancata considerazione di una perizia non integra omesso esame se il fatto è stato valutato. Ha inoltre incluso nella rendita le opere idrauliche essenziali e strutturalmente connesse, rigettando integralmente il ricorso.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32738

Cassazione, sentenza n. 32738 del 12/12/2019

Sentenza n. 32738 del 12/12/2019

Il contenzioso aveva per oggetto avvisi di liquidazione ICI dal 2004 al 2007 relativi a un immobile classificato D/2 e sottoposto a vincolo alberghiero; i giudici di merito avevano ritenuto provato l’esercizio dell’attività alberghiera. In pendenza del ricorso per cassazione, la contribuente ha chiesto la definizione agevolata e ha prodotto la documentazione del pagamento, il cui perfezionamento è stato confermato dall’ente impositore. La Corte, senza pronunciarsi sul merito dell’imposizione, ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a chi le aveva anticipate.

  • IMU
  • Immobili
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32549

Cassazione, sentenza n. 32549 del 12/12/2019

Sentenza n. 32549 del 12/12/2019

La CTR aveva riclassato come abitazione popolare un immobile già censito quale opificio, valorizzandone l’inattività, l’antichità e le cattive condizioni statiche. La Cassazione ha stabilito che inagibilità e cessazione dell’attività possono rilevare sotto altri profili, ma non modificano da sole il classamento, determinato dalla destinazione ordinaria o dalle speciali esigenze industriali o commerciali; in assenza di variazione catastale e di mutamento della destinazione, l’opificio non può essere ricondotto alla categoria A/4. Accolto il terzo motivo, ha cassato e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32737

Cassazione, sentenza n. 32737 del 12/12/2019

Sentenza n. 32737 del 12/12/2019

L’Agenzia delle Entrate aveva determinato una maggiore plusvalenza IRPEF da cessione di terreno assumendo il valore accertato ai fini dell’imposta di registro; la commissione regionale aveva invece ritenuto congruo il corrispettivo dichiarato sulla base degli elementi esaminati. La Cassazione ha ribadito che il valore dichiarato, accertato o definito per il registro non basta, da solo, a provare induttivamente un maggior corrispettivo, occorrendo ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti; ha inoltre confermato l’autonomia delle due imposte. Il ricorso dell’Ufficio è stato integralmente rigettato.

  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 32548

Cassazione, sentenza n. 32548 del 12/12/2019

Sentenza n. 32548 del 12/12/2019

La CTR aveva annullato la rettifica della rendita relativa alla stazione di valle di una cabinovia, escludendo le componenti elettromeccaniche e prospettando il classamento in categoria E/1 anziché D/8. La Cassazione ha rilevato che la categoria, proposta dalla stessa contribuente, era estranea al tema del giudizio e non poteva essere modificata d’ufficio; ha inoltre affermato che, per il periodo considerato, concorrono alla rendita anche gli impianti incorporati essenziali all’autonomia funzionale e reddituale dell’unità. Accolti entrambi i motivi, ha cassato e rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32736

Cassazione, sentenza n. 32736 del 12/12/2019

Sentenza n. 32736 del 12/12/2019

La controversia riguardava la revoca delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, motivata dalla certificazione della qualifica di imprenditore agricolo professionale anziché di coltivatore diretto. La Corte ha affermato che le due qualifiche, pur fondate su requisiti diversi, sono entrambe idonee al beneficio e che il giudice tributario può accertare autonomamente lo status posseduto alla data dell’acquisto. Dichiarati inammissibili i primi tre motivi, ha ritenuto fondati il quarto e il quinto, poiché la CTR aveva omesso di valutare gli elementi sulla decorrenza della qualifica richiesta.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 32547

Cassazione, sentenza n. 32547 del 12/12/2019

Sentenza n. 32547 del 12/12/2019

La società impugnava tre rettifiche della rendita di una centrale idroelettrica e delle opere serventi, contestando l’onere probatorio, l’assenza di coefficienti di deprezzamento e il computo di impianti e opere idrauliche. La Cassazione ha ritenuto provata dall’Amministrazione la stima e considerato il perfetto stato manutentivo ragione sufficiente per non ridurre il costo di ricostruzione; spettava poi all’appellante fornire elementi specifici per superare l’accertamento di primo grado. Ha inoltre confermato la rilevanza catastale delle componenti essenziali strutturalmente connesse alla centrale, respingendo le censure esaminate.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32735

Cassazione, sentenza n. 32735 del 12/12/2019

Sentenza n. 32735 del 12/12/2019

Un avviso di rettifica aveva raddoppiato il valore dichiarato di un terreno ai fini dell’imposta di registro, richiamando un parere interno non allegato e senza esporre concreti parametri estimativi. La Corte ha precisato che l’atto deve indicare almeno i criteri astratti impiegati per determinare il maggior valore; l’integrazione in giudizio è consentita sul piano probatorio, non per colmare una motivazione originariamente carente. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata e il ricorso introduttivo del contribuente accolto nel merito.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 32546

Cassazione, sentenza n. 32546 del 12/12/2019

Sentenza n. 32546 del 12/12/2019

La controversia riguardava il riclassamento e la maggiore rendita di tre immobili nell’ambito della revisione parziale di una microzona; la CTR aveva reputato sufficiente l’enunciazione del criterio astratto adottato dall’Ufficio. La Cassazione ha invece affermato che l’atto deve indicare rigorosamente le concrete ragioni della revisione, illustrando gli elementi che hanno modificato i valori della microzona e i criteri che conducono alla nuova classe e rendita della singola unità, compreso il concorrente fattore edilizio. Ha quindi accolto il primo motivo, ritenendo assorbito il connesso profilo del secondo.

N. 32627

Cassazione, sentenza n. 32627 del 12/12/2019

Sentenza n. 32627 del 12/12/2019

La lite concerneva sanzioni e interessi richiesti con cartella per l’omesso versamento della seconda rata di un condono, che la CTR aveva annullato richiamando errore, affidamento e forza maggiore. La Corte ha escluso che la definizione agevolata possa riguardare rate insolute di una precedente istanza di condono e ha rilevato che le esimenti erano state considerate d’ufficio, senza adeguata deduzione o prova della contribuente. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto l’impugnazione originaria della cartella.

N. 32545

Cassazione, sentenza n. 32545 del 12/12/2019

Sentenza n. 32545 del 12/12/2019

Gli avvisi recuperavano maggiori ricavi e contestavano irregolarità a una società consorziata sulla base di una verifica svolta presso il consorzio; i giudici di merito avevano negato che quelle risultanze potessero valere contro un soggetto non coinvolto nell’ispezione. La Cassazione ha stabilito che gli elementi legittimamente raccolti presso terzi sono utilizzabili, restando al contribuente la possibilità di contrastarli nel proprio procedimento e nel giudizio. Respinte o dichiarate inammissibili le censure incidentali su contraddittorio, motivazione e appello, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

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