Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 20827

Cassazione, sentenza n. 20827 del 30/09/2020

Sentenza n. 20827 del 30/09/2020

L’Ufficio aveva recuperato IVA sulle prestazioni sanitarie rese da una struttura convenzionata a favore dell’ente previdenziale sammarinese, sostenendo che il maggior prezzo applicato le rendesse prestazioni libere imponibili. La Cassazione ha invece ritenuto centrale, ai fini dell’esenzione, il riconoscimento convenzionale della struttura e le condizioni sociali analoghe a quelle degli organismi pubblici; né la cittadinanza straniera del beneficiario, né la ricerca del profitto o la misura del prezzo mutano la natura sanitaria della prestazione. Il ricorso dell’Amministrazione è stato rigettato, con compensazione delle spese.

N. 20826

Cassazione, sentenza n. 20826 del 30/09/2020

Sentenza n. 20826 del 30/09/2020

Una società beneficiaria di scissione contestava la cartella relativa all’IVA non versata dalla società scissa, sostenendo limiti alla propria responsabilità e vizi procedimentali e identificativi. La Cassazione dichiara tardiva l’eccezione sul limite patrimoniale e conferma che la beneficiaria risponde solidalmente dei debiti erariali anteriori, azionabili direttamente mediante cartella; ritiene inoltre ammissibile la produzione documentale in appello e meramente materiale l’errata indicazione del codice fiscale, in presenza di altri dati identificativi. Il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 20825

Cassazione, sentenza n. 20825 del 30/09/2020

Sentenza n. 20825 del 30/09/2020

Una società contestava le sanzioni per omesso versamento di accise e addizionali, deducendone la duplicazione rispetto a quelle definite per l’errata dichiarazione e, per il 2008, il decorso del termine quinquennale. La Cassazione distingue le due violazioni, rispettivamente riferite al pericolo per l’accertamento e al danno da mancato pagamento, ma precisa che il differimento del termine presuppone condotte omissive ulteriori che occultino l’illecito: la dichiarazione erronea è invece condotta positiva. Accolto il secondo motivo, annulla la sanzione relativa al 2008.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20824

Cassazione, sentenza n. 20824 del 30/09/2020

Sentenza n. 20824 del 30/09/2020

L’Amministrazione contestava il riconoscimento al cessionario di un credito IVA acquistato da una curatela fallimentare, sostenendo la possibilità di compensarlo con propri crediti anteriori al fallimento. La Cassazione rileva che la CTR aveva esaminato tali crediti ed escluso la compensazione; precisa inoltre che l’omessa valutazione di fatti non integra omessa pronuncia e che, in presenza di decisioni conformi nei due gradi di merito, il vizio motivazionale dedotto incontra i limiti previsti per la doppia conforme. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20823

Cassazione, sentenza n. 20823 del 30/09/2020

IVA - Gruppo Iva - Finanziamento gratuito dalla controllante alla controllata per acquisto di beni concessi in noleggio alla controllante con pagamento dilazionato - Abuso del diritto - Esclusione .

La controversia riguardava la riqualificazione, ai fini IVA, di un finanziamento gratuito concesso dalla controllante alla controllata per acquistare beni poi noleggiati alla stessa controllante con pagamento dilazionato; l’Ufficio vi ravvisava un’operazione abusiva e applicava sanzioni per omessa fatturazione. La Corte afferma che il solo vantaggio fiscale astrattamente configurabile non basta: l’abuso richiede un impiego distorto dello strumento negoziale con finalità elusiva predominante. In dispositivo accoglie tuttavia soltanto il motivo sul trattamento sanzionatorio, cassa la decisione e rinvia alla CTR per nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 20822

Cassazione, sentenza n. 20822 del 30/09/2020

Sentenza n. 20822 del 30/09/2020

Una società consortile rivendicava l’esenzione dalle accise per energia elettrica da fonti rinnovabili prodotta e ceduta alle imprese consorziate, richiamando la nozione di autoproduttore prevista dalla disciplina del mercato elettrico. La Cassazione chiarisce che, ai fini fiscali, l’esenzione riguarda soltanto l’energia prodotta e consumata in proprio, non quella ceduta a soggetti giuridicamente distinti. Accoglie però la censura sulla motivazione meramente apparente con cui la CTR aveva trattato affidamento e interpello, cassando sul punto e rinviando al giudice regionale.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20864

Cassazione, ordinanza n. 20864 del 30/09/2020

Accertamento - Irrogazione sanzioni - Accertamento per adesione dei tributi correlati - Effetti - Sospensione del termine di contestazione delle sanzioni - Esclusione.

La società aveva presentato istanza di accertamento con adesione sia contro l’avviso relativo a IRES e IRAP sia contro il separato atto di contestazione delle sanzioni, impugnando quest’ultimo oltre sessanta giorni dalla notifica. La Cassazione ha affermato che il procedimento sanzionatorio, disciplinato autonomamente dagli articoli 16-18 del d.lgs. n. 472/1997, non è soggetto all’accertamento con adesione: la relativa istanza non sospende quindi il termine per ricorrere contro l’atto sanzionatorio. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata senza rinvio e il ricorso originario dichiarato inammissibile.

N. 20821

Cassazione, sentenza n. 20821 del 30/09/2020

Sentenza n. 20821 del 30/09/2020

Il giudizio riguardava il recupero delle accise sull’energia rinnovabile prodotta da una società consortile e ceduta ai consorziati, che la contribuente riteneva compresa nell’esenzione per autoproduzione. La Cassazione conferma che la definizione dettata per il mercato elettrico non amplia l’agevolazione fiscale: l’esenzione spetta soltanto per l’energia prodotta e autoconsumata dal medesimo soggetto. Precisa inoltre che l’affidamento può incidere su sanzioni e interessi, non sul tributo, e che una risposta resa su interpello inammissibile non vincola l’Amministrazione; le censure risultano respinte.

N. 20859

Cassazione, sentenza n. 20859 del 30/09/2020

Sentenza n. 20859 del 30/09/2020

La CTR aveva confermato il recupero a tassazione della parte di una provvigione immobiliare ritenuta antieconomica, riducendo il costo riconoscibile secondo una percentuale desunta dagli usi camerali. La Cassazione ha rilevato che il giudice d’appello non aveva valutato l’intera operazione economica, comprendente anche un’opzione sull’intero immobile, elemento decisivo per giudicare l’antieconomicità del compenso. Accolti i due motivi sul vizio motivazionale e respinte le censure processuali, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR del Lazio in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 20820

Cassazione, sentenza n. 20820 del 30/09/2020

Sentenza n. 20820 del 30/09/2020

Una società consortile contestava il recupero delle accise sull’energia da fonti rinnovabili ceduta ai propri consorziati, invocando l’esenzione riconosciuta agli autoproduttori e il legittimo affidamento generato dall’Amministrazione. La Cassazione ritiene che la disciplina fiscale agevoli esclusivamente l’energia prodotta e consumata dallo stesso soggetto, mentre i consorziati restano terzi; la diversa definizione propria del mercato elettrico non è applicabile. L’affidamento rileva soltanto per sanzioni e interessi e l’interpello dichiarato inammissibile non produce effetti vincolanti; le doglianze sono respinte.

N. 20858

Cassazione, sentenza n. 20858 del 30/09/2020

Sentenza n. 20858 del 30/09/2020

La controversia riguardava un accertamento IRES, IRAP e IVA fondato su file, prospetti cartacei, ordini e copie di assegni rinvenuti presso l’impresa e qualificati dalla CTR come contabilità in nero. La Cassazione ha confermato che tale documentazione può integrare indizi gravi, precisi e concordanti ai sensi dell’articolo 39 del DPR 600/1973, gravando poi sul contribuente un’adeguata prova contraria; ha inoltre giudicato generiche o non autosufficienti varie censure. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20819

Cassazione, sentenza n. 20819 del 30/09/2020

Sentenza n. 20819 del 30/09/2020

La contribuente impugnava il recupero delle accise sull’energia elettrica rinnovabile prodotta da una società consortile e fornita alle imprese aderenti, sostenendo che queste rientrassero nella nozione di autoproduzione. La Cassazione conferma la motivazione della CTR e distingue la disciplina del mercato elettrico da quella tributaria: l’esenzione è limitata all’energia prodotta e consumata dal medesimo soggetto, non a quella ceduta ai consorziati. Ribadisce inoltre che l’affidamento eventualmente generato dall’Amministrazione non elimina il tributo, ma può rilevare per sanzioni e interessi; i motivi sono respinti.

N. 20841

Cassazione, ordinanza n. 20841 del 30/09/2020

Ordinanza n. 20841 del 30/09/2020

L’accertamento verso un lavoratore autonomo aveva incluso nel reddito imponibile movimentazioni bancarie, compresi prelievi ritenuti ingiustificati, con recupero di IRPEF, IRAP e IVA. La Cassazione ha applicato al rapporto non definitivo gli effetti retroattivi della declaratoria d’illegittimità costituzionale dell’articolo 32 del DPR 600/1973, escludendo che i prelievi del professionista possano presumersi compensi. Accolto il terzo motivo e rigettati gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Sicilia per rideterminare l’imponibile senza computare i prelievi.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 20818

Cassazione, sentenza n. 20818 del 30/09/2020

Sentenza n. 20818 del 30/09/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’addizionale provinciale sull’energia elettrica versata in eccedenza per il 2011, dopo che la soppressione del tributo aveva impedito la compensazione nell’anno successivo. La Cassazione afferma che la disciplina dei rimborsi delle imposte di consumo comprende anche le pretese fondate sul solo diritto interno e impone, quando la spesa concorre al reddito d’impresa, la comunicazione dell’istanza all’Agenzia delle entrate. Poiché tale adempimento era intervenuto dopo il diniego e oltre il termine biennale, conferma l’inammissibilità della domanda e rigetta il ricorso.

N. 20833

Cassazione, sentenza n. 20833 del 30/09/2020

Sentenza n. 20833 del 30/09/2020

La società chiedeva il rimborso dell’IVA versata calcolando i buoni acquisto al valore nominale anziché al minor prezzo pagato dal gestore del programma promozionale; CTP e CTR avevano riconosciuto il credito. La Cassazione ha affermato che, quando il terzo acquista dal venditore i buoni sotto la pari, la base imponibile è il corrispettivo effettivamente conseguito dal venditore, non il valore nominale, confermando su questo punto la decisione impugnata. Il testo fornito si interrompe durante l’esame dell’onere probatorio e non riporta il dispositivo finale.

N. 20784

Cassazione, ordinanza n. 20784 del 30/09/2020

Riscossione - Cartella esattoriale - Motivazione.

Il contribuente aveva ricevuto due cartelle, entrambe riferite al medesimo tributo e periodo d’imposta dopo controllo automatico, senza indicazioni sufficienti a distinguere le rispettive pretese né preventiva comunicazione d’irregolarità. La Cassazione afferma che la cartella non preceduta da avviso di accertamento deve esporre ragioni congrue, sufficienti e intelligibili, non integrabili dall’Ufficio durante il giudizio. Ritenuto originario e invalidante il difetto di motivazione, accoglie il primo motivo incidentale, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie integralmente il ricorso iniziale.

N. 20832

Cassazione, sentenza n. 20832 del 30/09/2020

Sentenza n. 20832 del 30/09/2020

La domanda verteva sul rimborso dell’IVA versata assumendo come base imponibile il valore nominale dei buoni acquisto, superiore al prezzo corrisposto dal gestore del programma al venditore; i giudici di merito avevano accolto la pretesa. La Cassazione ha stabilito che la base imponibile coincide con il prezzo effettivamente ottenuto dal venditore per la cessione dei buoni, confermando sotto tale profilo la sentenza della CTR. Il testo disponibile termina nell’esame del principio di non contestazione e non consente di riferire il dispositivo conclusivo.

N. 20831

Cassazione, sentenza n. 20831 del 30/09/2020

Sentenza n. 20831 del 30/09/2020

La CTR aveva ritenuto inesistenti operazioni di acquisto e rivendita di macchinari, confermando il recupero per IRPEG, IRAP e IVA sulla base degli indizi forniti dall’Amministrazione. La Cassazione ha reputato corretta la distribuzione dell’onere probatorio, ma ha accolto la censura relativa alla determinazione del reddito: la disciplina sopravvenuta impone di considerare, secondo la qualificazione delle operazioni e i requisiti di legge, sia i costi sia i componenti positivi direttamente correlati. Il testo fornito si interrompe prima del dispositivo, pur indicando la necessità di cassare con rinvio su tale profilo.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20830

Cassazione, sentenza n. 20830 del 30/09/2020

Sentenza n. 20830 del 30/09/2020

L’accertamento contestava l’IVA indicata in fatture relative a operazioni ritenute inesistenti, successivamente stornate mediante note di credito; la CTR aveva confermato la pretesa sulla base di indizi giudicati gravi, precisi e concordanti. La Cassazione ha precisato che la rettifica prevista dall’articolo 26 non opera per operazioni oggettivamente inesistenti e che l’imposta indicata resta dovuta se non è stato eliminato tempestivamente ogni rischio di perdita di gettito. Dichiarato inammissibile il ricorso personale del rappresentante, il ricorso della società è stato rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20829

Cassazione, sentenza n. 20829 del 30/09/2020

Sentenza n. 20829 del 30/09/2020

La contribuente chiedeva il rimborso di crediti IVA derivanti dalla disapplicazione di limiti alla detrazione incompatibili con il diritto unionale, nonostante l’adesione alla definizione automatica prevista dalla legge 289/2002. La Cassazione ha escluso che il condono dei debiti tributari precluda il rimborso di crediti relativi agli stessi tributi e periodi, ma ha ritenuto insufficiente desumere l’inerenza degli acquisti dalla sola regolarità contabile. Respinto il primo motivo e accolti quelli sull’inerenza, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR dell’Emilia-Romagna.

  • IVA
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.