Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 12857

Cassazione, sentenza n. 12857 del 13/05/2021

Sentenza n. 12857 del 13/05/2021

La controversia riguardava accertamenti IVA e conseguenti cartelle per il 2002 e il 2003, con contestazioni sui termini e sul recupero di un’eccedenza detraibile dichiarata in misura superiore al dovuto. La Corte stabilisce che la proroga biennale prevista dalla disciplina del condono opera ogni volta che il contribuente non si sia avvalso della definizione automatica, anche quando non poteva accedervi. Precisa inoltre che l’Ufficio può disconoscere il credito e recuperare l’imposta corrispondente; cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta i ricorsi originari.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
N. 12856

Cassazione, sentenza n. 12856 del 13/05/2021

Sentenza n. 12856 del 13/05/2021

Gli avvisi IVA, IRPEG e IRAP erano stati notificati a una società a responsabilità limitata già cancellata dal registro delle imprese, che aveva poi promosso il giudizio tramite l’ex legale rappresentante, agente anche come socio unico. La Corte afferma che l’estinzione anteriore alla notificazione e all’instaurazione della causa determina un vizio originario insanabile: il processo non può proseguire mediante successione dei soci. Cassa quindi senza rinvio la sentenza quanto alla società e dichiara inammissibile il ricorso personale del socio, distinguendo le rispettive posizioni anche sulle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di capitali
  • Società
N. 12855

Cassazione, sentenza n. 12855 del 13/05/2021

Sentenza n. 12855 del 13/05/2021

Una società chiedeva il rimborso della maggiore IRAP versata, sostenendo di avere corretto mediante dichiarazione integrativa l’errata qualificazione di componenti reddituali; la CTR aveva però escluso che la documentazione provasse il credito. La Corte chiarisce che la tardività dell’integrativa aveva avuto nella decisione d’appello valore soltanto descrittivo, mentre il rigetto dipendeva dalla mancata dimostrazione dell’eccedenza versata. Le censure miravano inammissibilmente a una nuova valutazione delle prove e non evidenziavano un’errata distribuzione dell’onere probatorio; il ricorso è pertanto rigettato.

N. 12854

Cassazione, sentenza n. 12854 del 13/05/2021

Sentenza n. 12854 del 13/05/2021

Una compagnia aveva dedotto gli esborsi sostenuti per definire mediante condono, per conto dei clienti, posizioni connesse a rimborsi IVA garantiti da polizze fideiussorie, così da contenere perdite potenziali; la CTR li aveva ritenuti estranei ai ricavi e agli obblighi contrattuali. La Corte afferma che l’inerenza richiede un collegamento qualitativo con l’attività d’impresa, senza necessaria utilità diretta o fonte contrattuale, e considera erroneo il criterio applicato in appello, accogliendo i primi due motivi. Sulle distinte riprese IVA per coassicurazione, reputa invece le censure in parte infondate e in parte inammissibili.

N. 12853

Cassazione, ordinanza n. 12853 del 13/05/2021

Abuso del diritto - Obbligo di motivazione - Conoscenza della pretesa impositiva - Caratteristiche.

L’accertamento IRES disconosceva costi, svalutazioni e minusvalenze riferiti a complesse operazioni su partecipazioni, che l’Ufficio riteneva prive di sostanza economica e funzionali a vantaggi fiscali indebiti. La Corte ribadisce che la motivazione in materia di abuso deve identificare chiaramente le operazioni contestate, il vantaggio fiscale e l’assenza di valide ragioni extrafiscali; dichiara tuttavia inammissibili le doglianze sulla motivazione per mancata riproduzione o localizzazione degli atti rilevanti. Conferma inoltre le valutazioni della CTR sulla mancata prova delle componenti dedotte e rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 12835

Cassazione, ordinanza n. 12835 del 13/05/2021

Ordinanza n. 12835 del 13/05/2021

L’Ufficio aveva riqualificato, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, una costituzione societaria con conferimento di ramo d’azienda seguita dalla cessione totalitaria delle quote; la CTR aveva annullato la pretesa per mancato contraddittorio preventivo. La Corte afferma che l’imposta di registro è un tributo non armonizzato e che, nella disciplina applicabile, la riqualificazione degli atti non integra una contestazione antielusiva né richiede un contraddittorio endoprocedimentale specificamente non previsto. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia per l’esame delle questioni rimaste assorbite.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 12810

Cassazione, sentenza n. 12810 del 13/05/2021

Sentenza n. 12810 del 13/05/2021

Una cartella richiedeva a un socio, quale obbligato solidale, debiti IVA definitivamente accertati verso una società in nome collettivo cancellata prima della formazione dei giudicati; i giudici di merito avevano annullato la pretesa per l’estinzione societaria. La Corte osserva che la cancellazione della società di persone ha efficacia dichiarativa e che la legittimazione riconosciuta nei precedenti giudizi non può più essere contestata dopo il giudicato. Il socio subentra nella posizione debitoria ed è responsabile anche nei rapporti tributari; la sentenza è cassata con rinvio per esaminare gli eventuali giudicati contrari.

  • IVA
  • Riscossione
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12809

Cassazione, sentenza n. 12809 del 13/05/2021

Sentenza n. 12809 del 13/05/2021

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia contro l’annullamento di una cartella IVA rivolta al socio di una società di persone estinta, ritenendo non censurate tutte le ragioni della decisione provinciale. La Corte rileva invece che l’appello contestava in modo sufficientemente specifico l’intera motivazione, sostenendo la successione dei soci nei debiti sociali e la permanenza della responsabilità solidale. Poiché l’estinzione non impedisce di azionare la pretesa verso i soci, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR anche per valutare gli eventuali giudicati contrastanti.

  • IVA
  • Riscossione
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 12808

Cassazione, sentenza n. 12808 del 13/05/2021

Sentenza n. 12808 del 13/05/2021

La controversia riguardava una cartella emessa verso il socio illimitatamente responsabile per debiti IVA definitivamente accertati a carico di una società di persone cancellata. La Corte ha affermato che l’estinzione non elimina la pretesa: i soci subentrano nella posizione debitoria e, per l’IVA, non sussiste litisconsorzio necessario con la società; ha inoltre escluso l’efficacia del condono tombale in materia IVA. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • IVA
  • Riscossione
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12807

Cassazione, sentenza n. 12807 del 13/05/2021

Sentenza n. 12807 del 13/05/2021

L’accertamento verso una società e i conseguenti atti verso i soci si fondavano sull’antieconomicità protratta della gestione, sull’incongruenza di ricavi e redditi e sulla mancata risposta al questionario e mancata esibizione delle scritture. La Corte ha ritenuto utilizzabili presunzioni gravi, precise e concordanti e ha rilevato che i ricorrenti non avevano specificamente contrastato le autonome ragioni della CTR, compresa la presunta distribuzione ai soci del reddito della società a ristretta base familiare. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12806

Cassazione, sentenza n. 12806 del 13/05/2021

Sentenza n. 12806 del 13/05/2021

Un socio illimitatamente responsabile contestava la cartella relativa al debito IVA della società di persone, deducendo l’estinzione dell’ente, la mancata notifica personale dell’accertamento e l’efficacia del condono tombale. La Corte ha escluso che la cancellazione impedisse di agire verso il socio, quale coobbligato o successore, e ha precisato che per l’IVA non occorre litisconsorzio necessario né la partecipazione del socio agli atti formativi del titolo contro la società; il condono invocato non interferiva con la pretesa IVA. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Riscossione
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12805

Cassazione, sentenza n. 12805 del 13/05/2021

Sentenza n. 12805 del 13/05/2021

Il socio di una società di persone contestava una cartella per IVA dovuta dall’ente, sostenendo che la cancellazione, la mancata notifica dell’accertamento nei suoi confronti e il condono tombale impedissero la riscossione. La Corte ha affermato che il credito, sorto prima dell’estinzione, resta azionabile verso i soci coobbligati o successori; in materia IVA non vi è litisconsorzio necessario e la responsabilità solidale opera anche se il socio è rimasto estraneo all’accertamento. Esclusa inoltre l’efficacia del condono sull’IVA, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Riscossione
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12907

Cassazione, sentenza n. 12907 del 13/05/2021

Sentenza n. 12907 del 13/05/2021

Gli accertamenti contestavano alla società costi derivanti da fatture per operazioni oggettivamente inesistenti e rettificavano il reddito imputato ai soci; la CTR aveva applicato il raddoppio dei termini anche all’IRAP e ritenuto adeguate le prove presuntive dell’Ufficio. La Cassazione conferma che il maggior termine, fondato sull’astratta configurabilità di un reato tributario, si estende agli accertamenti dei soci per l’unitarietà della rettifica, ma esclude che possa operare per l’IRAP, non assistita dalle relative sanzioni penali. Accolto soltanto tale motivo, ha cassato la sentenza con rinvio, confermando la corretta distribuzione dell’onere probatorio sulle operazioni inesistenti.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IVA
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 12804

Cassazione, sentenza n. 12804 del 13/05/2021

Sentenza n. 12804 del 13/05/2021

L’Agenzia contestava l’annullamento di un accertamento fondato sullo scostamento dagli studi di settore e su ulteriori elementi, tra cui la persistente incongruenza dei risultati e l’assenza di giustificazioni economiche nel contraddittorio. La Corte ha chiarito che gli studi di settore costituiscono presunzioni semplici, la cui consistenza emerge dal contraddittorio, e che il giudice deve valutare complessivamente anche l’antieconomicità e la continuità dello scostamento. Poiché la CTR aveva considerato il solo divario dagli standard, il ricorso è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio.

N. 12513

Cassazione, ordinanza n. 12513 del 12/05/2021

Condoni - Scudo fiscale - Attività rimpatriate derivanti da reato di appropriazione indebita aggravata - Inefficacia condono - Irrogazione sanzioni.

L’Agenzia aveva ritenuto inefficace lo scudo fiscale e irrogato una sanzione pari al valore delle attività rimpatriate, assumendone la derivazione da appropriazione indebita aggravata; i giudici regionali avevano invece escluso che gli elementi penali dimostrassero tale collegamento. La Corte ha ricordato che lo scudo non copre attività provenienti da reati diversi da quelli espressamente contemplati, ma ha censurato la motivazione della CTR perché incomprensibile, irrilevante rispetto alla specifica contestazione e meramente apparente. L’unico motivo dell’Agenzia è stato pertanto ritenuto fondato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12503

Cassazione, sentenza n. 12503 del 12/05/2021

Sentenza n. 12503 del 12/05/2021

Una società immobiliare chiedeva il rimborso della maggiore IVA versata applicando il pro-rata agli acquisti di immobili abitativi effettuati tra il 1° gennaio e il 4 luglio 2006, dopo il sopravvenuto passaggio delle relative operazioni dall’imponibilità all’esenzione. La Corte ha riesaminato il precedente orientamento e ha ricondotto il mutamento alla rettifica della detrazione, rilevando che la disciplina transitoria riguarda gli immobili posseduti al 4 luglio 2006, compresi quelli acquistati nello stesso anno prima di tale data. Il motivo contro il diniego di rimborso è stato ritenuto fondato.

N. 12502

Cassazione, sentenza n. 12502 del 12/05/2021

Sentenza n. 12502 del 12/05/2021

La società ricorrente chiedeva il rimborso della maggiore IVA derivante dall’applicazione del pro-rata agli immobili abitativi acquistati tra il 1° gennaio e il 4 luglio 2006, contestando anche l’indeterminatezza attribuita all’istanza dai giudici di merito. La Corte ha ritenuto che il passaggio delle operazioni immobiliari dall’imponibilità all’esenzione integri un mutamento rilevante per la rettifica della detrazione e che la disciplina transitoria comprenda gli immobili posseduti al 4 luglio, inclusi quelli acquistati nei mesi precedenti del 2006. Il primo motivo è stato giudicato fondato.

N. 12493

Cassazione, ordinanza n. 12493 del 12/05/2021

Accertamento induttivo - Assoluta inattendibilita dei dati risultanti dalle scritture contabili - Documentazione contabile dispersa.

La società contestava l’accertamento induttivo puro relativo a imposte sui redditi, IRAP e IVA, sostenendo di avere reso disponibile la contabilità e invocando un precedente giudicato. La Corte ha confermato che la documentazione contabile dispersa e la dichiarazione tardiva, equiparata all’omissione, consentono all’Ufficio di prescindere dalle scritture e utilizzare anche elementi indiziari privi dei requisiti ordinari delle presunzioni; ha inoltre rilevato carenze di specificità e autosufficienza nella riproduzione dei documenti e del giudicato. Il ricorso è stato rigettato, senza statuizione sulle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • Contabilità
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12454

Cassazione, ordinanza n. 12454 del 12/05/2021

Cancellazione Registro Imprese - Estinzione società - Notifica accertamento - Contenzioso tributario.

La controversia riguardava il diniego di definizione agevolata notificato a una società di persone già cancellata, mentre l’Agenzia sosteneva che l’atto fosse stato comunicato anche al socio accomandatario. La Corte ha affermato che l’estinzione anteriore alla notifica e al giudizio determina un difetto originario e insanabile di capacità processuale, rilevabile d’ufficio anche in cassazione; ha inoltre rilevato che la notifica personale al socio non era stata provata mediante la relata. Il ricorso principale dell’Agenzia è stato rigettato, quello incidentale assorbito e la sentenza confermata.

  • Pace Fiscale
  • Società di persone
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12453

Cassazione, sentenza n. 12453 del 12/05/2021

Sentenza n. 12453 del 12/05/2021

Dopo una verifica su più annualità, l’Ufficio aveva attuato per il 2003 e 2004 la proposta definita nel verbale di contraddittorio, ma per il 2006 e 2007 aveva ripristinato la pretesa originaria, che i giudici di merito avevano annullato. La Cassazione ha chiarito che quel verbale, interno alla procedura di adesione, non è un negozio autonomo, ma che la condotta amministrativa deve essere valutata anche alla luce della buona fede e del legittimo affidamento. Accolti nei limiti indicati i primi cinque motivi e dichiarato inammissibile il sesto, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

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