Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14750

Cassazione, ordinanza n. 14750 del 27/05/2021

Società di comodo - Test di operatività - Disapplicabilità - Situazione di carattere straordinario - Fallimento di un fornitore - Strumento essenziale - Giustificazione - Ammissibile.

L’accertamento derivava dal mancato superamento del test di operatività, ma la commissione regionale aveva riconosciuto come causa straordinaria il fallimento del produttore dell’impianto di sterilizzazione, indispensabile all’attività, che aveva impedito il raggiungimento dei ricavi presunti. La Cassazione ha ritenuto legittima anche la produzione di nuovi documenti in appello e ha chiarito che la prova contraria deve riguardare circostanze oggettive, specifiche e indipendenti dalla volontà societaria. Il guasto dell’impianto e il fallimento del fornitore integravano tali condizioni; le censure dell’Agenzia sono state giudicate infondate.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 14747

Cassazione, sentenza n. 14747 del 27/05/2021

IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti - Fittizietà del fornitore - Non sufficiente - Consapevolezza del destinatario - Necessaria - Conseguenza - Inversione della prova.

La controversia riguardava la deducibilità di costi e la detrazione IVA collegati ad attività che l’Agenzia riteneva penalmente rilevanti; la commissione regionale aveva confermato l’annullamento dell’accertamento, rilevando la tardività della documentazione e l’insufficiente prova del titolo di reato. La Cassazione ha inoltre richiamato, per le operazioni soggettivamente inesistenti, l’onere dell’Amministrazione di dimostrare sia la fittizietà del fornitore sia la consapevolezza del destinatario, prima che sorga l’onere della prova contraria. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile.

N. 14745

Cassazione, ordinanza n. 14745 del 27/05/2021

IRPEF - Contradittorio endoprocedimentale - Obbligo generale - Non sussiste.

Una contribuente contestava accertamenti sintetici IRPEF relativi al 2006 e al 2007, sostenendo, tra l’altro, che l’assenza del contraddittorio preventivo rendesse invalidi gli atti. La Cassazione ha escluso un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale per i tributi non armonizzati: esso opera soltanto nelle ipotesi espressamente previste, mentre la disciplina introdotta nel 2010 per l’accertamento sintetico si applica dal periodo d’imposta 2009. La Corte ha quindi rigettato tale censura e quelle concernenti motivazione dell’avviso e notificazione diretta, confermando su questi profili la decisione regionale.

N. 14716

Cassazione, sentenza n. 14716 del 27/05/2021

Sentenza n. 14716 del 27/05/2021

L’accertamento recuperava IVA duplicata su fatture anticipate e definitive, interessi attivi presunti su un finanziamento infragruppo, costi per gas ritenuti non inerenti e IVA relativa a personale distaccato. La Cassazione ha confermato l’onere della contribuente di superare la presunzione di onerosità del finanziamento, ma ha censurato il mancato esame delle note di credito, degli elementi sull’inerenza del gas e del rapporto tra rimborso e distacco del personale. Accolti sette dei dieci motivi, ha cassato la sentenza sui relativi profili e rinviato alla commissione regionale in diversa composizione.

  • IVA
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 14558

Cassazione, ordinanza n. 14558 del 26/05/2021

Processo tributario - Impugnazione in Cassazione - Obbligo di trascrizione dell'atto impugnato - Conseguenza - Inammissibilità.

Una società impugnava una cartella relativa a IRAP, interessi e sanzioni, deducendo tra l’altro tardività dell’iscrizione a ruolo, difetto di sottoscrizione, novità delle ragioni prospettate in appello e insufficiente motivazione. La Cassazione ha chiarito che chi censura la valutazione della motivazione della cartella deve trascriverne testualmente il contenuto nel ricorso, così da consentire il controllo della doglianza. Ritenute tempestiva la cartella, irrilevante la mancata sottoscrizione e non specifiche le ulteriori censure, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la contribuente alle spese.

N. 14345

Cassazione, ordinanza n. 14345 del 25/05/2021

Accertamento - Acquisto di carburante da autotrazione di mezzi impiegati per l'esercizio dell'impresa - Acquisti ritenuti inesistenti - Onere della prova a carico dell'Amministrazione.

L’Agenzia contestava l’effettività degli acquisti di carburante posti a fondamento della deduzione dei costi e della detrazione IVA, mentre i giudici di merito avevano ritenuto provate le operazioni e annullato anche l’accertamento conseguente verso il socio. La Cassazione ha precisato che l’Amministrazione deve anzitutto dimostrare la fittizietà delle operazioni, anche mediante presunzioni semplici; soltanto dopo sorge l’onere della prova contraria del contribuente. Poiché la commissione regionale aveva applicato correttamente tale criterio e valutato motivatamente le prove, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 14159

Cassazione, ordinanza n. 14159 del 24/05/2021

Accertamento - Mancata allegazione pvc - Motivazione per relationem - Richiamo risultanze pvc - Riproduzione contenuto essenziale necessario - Legittimità

La commissione regionale aveva annullato un accertamento IRES, IVA e IRAP perché il processo verbale di constatazione richiamato non risultava allegato né consegnato alla contribuente. La Cassazione ha chiarito che la motivazione per relationem è valida se l’atto richiamato è allegato oppure se l’avviso ne riproduce il contenuto essenziale; la mera menzione di documenti non impone invece l’allegazione quando la motivazione sia già autosufficiente. Poiché l’avviso riportava le risultanze essenziali della verifica e il giudice non aveva indicato quali informazioni mancassero, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 14146

Cassazione, sentenza n. 14146 del 24/05/2021

Sentenza n. 14146 del 24/05/2021

A un’impresa agromeccanica era stata negata l’aliquota ridotta sulle accise per il gasolio utilizzato in lavorazioni rese ad aziende agricole non iscritte, all’epoca delle prestazioni, nella sezione speciale del registro delle imprese. La Cassazione ha rilevato che la disciplina applicabile richiedeva soltanto l’iscrizione nel registro delle imprese e nell’anagrafe delle aziende agricole, senza imporre l’ulteriore iscrizione nella sezione speciale. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la decisione regionale e, non occorrendo altri accertamenti, ha accolto nel merito l’originaria impugnazione della contribuente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Accertamento e riscossione
N. 13846

Cassazione, ordinanza n. 13846 del 20/05/2021

Redditi di capitale - Socio francese - Partecipazione azionaria in società italiana - Imposte sugli utili - Direttiva madre figlia - Tassazione in Francia dei dividendi - Credito d'imposta - Diritto al rimborso.

Una società madre francese chiedeva il rimborso del credito d’imposta convenzionale sui dividendi ricevuti da una partecipata italiana, sebbene questi fossero già esenti da ritenuta secondo la disciplina madre-figlia; i giudici regionali avevano negato il rimborso. La Cassazione ha stabilito che l’esenzione non esclude automaticamente il credito, dovendosi verificare se i dividendi concorrano al reddito imponibile in Francia, indipendentemente dall’aliquota o dall’effettivo prelievo. Accolti il primo e il terzo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per tale accertamento concreto.

N. 13825

Cassazione, ordinanza n. 13825 del 20/05/2021

Accertamento - Cessione dei diritti di reimpianto dei vigneti - Imponibilità ai fini IVA e IRAP

L’accertamento riguardava l’IVA e l’IRAP sui corrispettivi percepiti da un’imprenditrice agricola per la cessione di diritti di reimpianto dei vigneti, che la CTR aveva ritenuto assorbiti nel reddito dominicale e soggetti alla sola imposta di registro. La Cassazione qualifica tali diritti come beni immateriali strumentali all’attività agricola: la loro cessione costituisce una prestazione di servizi imponibile ai fini IVA e concorre, ricorrendone la soggettività passiva, alla base imponibile IRAP. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio, restando assorbito il secondo.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 13565

Cassazione, sentenza n. 13565 del 19/05/2021

Societa' - Di persone fisiche (nozione, caratteri, distinzioni) - Societa' in accomandita semplice (nozione, caratteri, distinzioni) - Norme applicabili - Soci accomandatari - Responsabilita' per le obbligazioni sociali credito dell'amministrazione finanziaria - Responsabilità diretta del socio accomandante - Esclusione - Limiti - Fondamento

La CTR aveva attribuito alla socia accomandante l’intera responsabilità per obbligazioni tributarie della società, basandosi sulla sola qualità di socia e su un asserito obbligo di vigilanza. La Cassazione chiarisce che l’accomandante non risponde direttamente verso i creditori sociali, compreso l’Erario, salvo le specifiche deroghe previste per ragione sociale, ingerenza o liquidazione; distingue tuttavia tale disciplina dall’imputazione per trasparenza delle imposte sui redditi. Accolti i motivi sulla legittimazione passiva, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario contro l’avviso relativo a IVA e IRPEF.

  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13534

Cassazione, sentenza n. 13534 del 18/05/2021

Sentenza n. 13534 del 18/05/2021

La Corte d’appello aveva escluso che i soci fossero succeduti in un credito della società cancellata d’ufficio, ravvisando nella mancata presentazione dei bilanci di liquidazione per tre anni una rinuncia alla pretesa. La Cassazione afferma che tale omissione, da sola, non integra né una presunzione grave, precisa e concordante di rinuncia né un negozio di remissione del debito; chi oppone la rinuncia deve provarla mediante ulteriori circostanze. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare l’eventuale presenza di elementi aggiuntivi idonei a dimostrare una volontà abdicativa.

  • Società
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 13309

Cassazione, sentenza n. 13309 del 18/05/2021

Sentenza n. 13309 del 18/05/2021

La controversia concerneva una cartella per imposte dirette, addizionali, IVA e sanzioni emessa dopo un controllo automatizzato, contestata per mancato avviso bonario, difetto di motivazione, decadenza e irregolarità del ruolo. La Cassazione ha confermato che la comunicazione preventiva è necessaria soltanto quando il controllo evidenzi errori o irregolarità dichiarative; se la liquidazione deriva dai dati dichiarati, la cartella può richiamare la dichiarazione e le sanzioni sono sufficientemente motivate mediante la norma o la tipologia della violazione. Ritenute infondate o inammissibili anche le ulteriori censure, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • IVA
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 13308

Cassazione, sentenza n. 13308 del 18/05/2021

Sentenza n. 13308 del 18/05/2021

L’accertamento recuperava IRES, IRAP e IVA sulla base dello scostamento dallo studio di settore e della gestione alberghiera reiteratamente antieconomica; la CTR, riformando il primo grado, aveva ritenuto fondata la pretesa. La Cassazione ha considerato sufficiente l’esposizione della sentenza e ha rilevato che l’accertamento non era fondato sul solo parametro, ma anche sui dati forniti dalla contribuente e sulle perdite protratte per più esercizi, esaminati nel contraddittorio. Ha quindi respinto i motivi esaminati relativi alla motivazione dell’atto, all’onere probatorio, all’applicabilità dello standard e alla valutazione delle giustificazioni.

N. 13307

Cassazione, sentenza n. 13307 del 18/05/2021

Sentenza n. 13307 del 18/05/2021

La CTR aveva annullato un accertamento per IVA, IRES e IRAP relativo a operazioni ritenute soggettivamente inesistenti, giudicando illegittima la motivazione mediante rinvio al processo verbale e non provata la partecipazione della società alla frode. La Cassazione afferma che l’avviso può essere motivato richiamando il verbale già consegnato e che l’Amministrazione deve provare, anche presuntivamente, la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode, senza dover dimostrare un accordo fraudolento; fatture e pagamenti regolari non sono decisivi. Accolti due motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 13032

Cassazione, sentenza n. 13032 del 14/05/2021

IVA - Editoria - Esenzione.

La società aveva ricevuto fatture per cartoline e altri prodotti indebitamente emesse in esenzione IVA, sostenendo che il cessionario non dovesse sindacare la qualificazione fiscale adottata dai cedenti. La Cassazione precisa che l’obbligo di regolarizzazione non comprende controlli sostanziali sulla corretta qualificazione dell’operazione, ma sussiste quando il cedente non presenti caratteri esteriori riconoscibili dell’attività editoriale; l’accertamento di tali caratteri è una valutazione di merito censurabile soltanto nei consentiti limiti motivazionali. Dichiarate inammissibili anche le doglianze sulla revocazione e sulla documentazione, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 13031

Cassazione, sentenza n. 13031 del 14/05/2021

Sentenza n. 13031 del 14/05/2021

La CTR aveva qualificato come pubblicitarie, anziché di rappresentanza, le spese per espositori concessi in comodato ai rivenditori di tabacchi, ritenendole onerose e funzionali alla visibilità dei prodotti, ed aveva escluso le sanzioni per obiettiva incertezza. La Cassazione afferma che gli obblighi tipici del comodatario non rendono oneroso il rapporto e che la finalità pubblicitaria richiede un collegamento immediato con l’incremento delle vendite di specifici prodotti; l’assenza di segni distintivi depone in senso contrario. Ha inoltre rilevato il divieto di pubblicità dei prodotti da fumo e accolto le censure sulla qualificazione dei costi e sulle sanzioni.

  • IRES
  • Spese di rappresentanza
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
N. 12858

Cassazione, sentenza n. 12858 del 13/05/2021

Sentenza n. 12858 del 13/05/2021

Nel giudizio sugli accertamenti IRES, IRAP e IVA relativi a vendite immobiliari asseritamente non dichiarate, l’avviso dell’udienza d’appello era stato comunicato presso la segreteria della CTR dopo il trasferimento dello studio del difensore. La Corte afferma che, quando il domicilio è eletto presso il procuratore, il difensore non deve comunicare il nuovo indirizzo e spetta al notificante svolgere le necessarie ricerche. Ritenuta omessa la comunicazione, dichiara nulla la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame, assorbendo gli altri motivi.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 12857

Cassazione, sentenza n. 12857 del 13/05/2021

Sentenza n. 12857 del 13/05/2021

La controversia riguardava accertamenti IVA e conseguenti cartelle per il 2002 e il 2003, con contestazioni sui termini e sul recupero di un’eccedenza detraibile dichiarata in misura superiore al dovuto. La Corte stabilisce che la proroga biennale prevista dalla disciplina del condono opera ogni volta che il contribuente non si sia avvalso della definizione automatica, anche quando non poteva accedervi. Precisa inoltre che l’Ufficio può disconoscere il credito e recuperare l’imposta corrispondente; cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta i ricorsi originari.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
N. 12856

Cassazione, sentenza n. 12856 del 13/05/2021

Sentenza n. 12856 del 13/05/2021

Gli avvisi IVA, IRPEG e IRAP erano stati notificati a una società a responsabilità limitata già cancellata dal registro delle imprese, che aveva poi promosso il giudizio tramite l’ex legale rappresentante, agente anche come socio unico. La Corte afferma che l’estinzione anteriore alla notificazione e all’instaurazione della causa determina un vizio originario insanabile: il processo non può proseguire mediante successione dei soci. Cassa quindi senza rinvio la sentenza quanto alla società e dichiara inammissibile il ricorso personale del socio, distinguendo le rispettive posizioni anche sulle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di capitali
  • Società

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