Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20968

Cassazione, sentenza n. 20968 del 22/07/2021

Sentenza n. 20968 del 22/07/2021

La lite concerneva la rettifica del valore dichiarato per la compravendita di un terreno ai fini dell’imposta di registro, fondata dall’Ufficio su atti comparativi e valori di mercato. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le censure volte a rinnovare la valutazione di fatto sui criteri estimativi, precisando che i parametri legali sono pariordinati. Ha però rilevato che la CTR aveva omesso del tutto l’esame di rogiti, denuncia di successione e perizia prodotti dai contribuenti e potenzialmente decisivi; ha quindi cassato la sentenza con rinvio per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20967

Cassazione, sentenza n. 20967 del 22/07/2021

Sentenza n. 20967 del 22/07/2021

L’Amministrazione contestava la deducibilità, ai fini IRES, degli interessi passivi relativi a un finanziamento concesso alla società da un socio qualificato. La Cassazione ha confermato che l’esimente allora prevista richiedeva la dimostrazione di una capacità di credito tale da giustificare il finanziamento anche da parte di terzi indipendenti, con la sola garanzia del patrimonio sociale. Poiché i giudici di merito avevano motivatamente valorizzato una perizia aziendale e un mutuo garantito da ipoteca, le contestazioni dell’Ufficio sollecitavano un’inammissibile rivalutazione delle prove; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • IRES
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 20966

Cassazione, sentenza n. 20966 del 22/07/2021

Sentenza n. 20966 del 22/07/2021

Il socio contestava l’accertamento IRPEF per il 2006 derivante dal maggior reddito attribuito per trasparenza da una società di persone, la cui posizione era stata definita mediante condono. La Cassazione ha ritenuto che tale definizione non impedisse all’Erario di provare il maggior reddito societario verso il socio e che la CTR avesse correttamente applicato il riparto dell’onere probatorio nell’accertamento analitico-induttivo basato sugli studi di settore. Le ulteriori doglianze miravano a una nuova valutazione delle prove e del PVC; il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20772

Cassazione, sentenza n. 20772 del 21/07/2021

Sentenza n. 20772 del 21/07/2021

L’accertamento aveva rideterminato ricavi e conseguenti IRES, IRAP e IVA mediante studio di settore, valorizzando l’antieconomicità della gestione; la società aveva giustificato lo scostamento con le condizioni di salute dell’amministratore e i giudici regionali avevano annullato l’atto. La Cassazione ha rilevato che l’Ufficio aveva indicato specifiche ragioni per disattendere tali spiegazioni, rendendo la presunzione idonea a trasferire sulla contribuente l’onere della prova contraria. Poiché la Commissione regionale non aveva valutato quelle ragioni e la relativa efficacia probatoria, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 20771

Cassazione, sentenza n. 20771 del 21/07/2021

Sentenza n. 20771 del 21/07/2021

L’Agenzia contestava costi e IVA derivanti da fatture ritenute relative a operazioni soggettivamente inesistenti; una precedente sentenza definitiva aveva però annullato, per la stessa annualità e le medesime operazioni, il diniego di rimborso IVA. La Cassazione ha riconosciuto efficacia vincolante a quel giudicato esterno, poiché aveva già risolto il punto fondamentale comune dell’esistenza delle operazioni, benché il successivo giudizio riguardasse un diverso atto tributario. Rimasta intatta tale autonoma ragione decisoria, le ulteriori censure probatorie e motivazionali sono divenute inammissibili e il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 20770

Cassazione, sentenza n. 20770 del 21/07/2021

Sentenza n. 20770 del 21/07/2021

La contribuente contestava l’imposta di registro e le sanzioni applicate al trasferimento, tra coeredi, di una licenza taxi, sostenendo che esso derivasse direttamente dalla successione e censurando anche la determinazione dell’avviamento. La Cassazione ha qualificato la licenza come bene immateriale essenziale dell’attività imprenditoriale e il suo trasferimento successivo alla successione come cessione d’azienda, presuntivamente onerosa e soggetta a registro. Ritenuti utilizzabili gli elementi comparativi richiamati dall’Ufficio e non riesaminabile in legittimità la valutazione di fatto dell’avviamento, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 20769

Cassazione, sentenza n. 20769 del 21/07/2021

Sentenza n. 20769 del 21/07/2021

La società aveva impugnato cartelle asseritamente mai notificate dopo averne appreso l’esistenza tramite estratti di ruolo; la Commissione regionale aveva ritenuto insufficienti le copie delle relate prodotte dall’agente della riscossione. La Cassazione ha confermato l’ammissibilità dell’impugnazione, diretta contro ruolo e cartelle non notificati e non contro il solo estratto. Ha tuttavia stabilito che, per provare la notifica, non occorre produrre l’originale o la copia autentica della cartella: bastano l’estratto di ruolo, equipollente alla matrice, e le copie non contestate delle relate; cassata la sentenza, ha rigettato nel merito il ricorso originario.

N. 20768

Cassazione, sentenza n. 20768 del 21/07/2021

Sentenza n. 20768 del 21/07/2021

La controversia riguardava la revoca dell’agevolazione fiscale riconosciuta a un finanziamento garantito da ipoteca, motivata dalla presenza di clausole che avrebbero consentito alla banca di recedere prima della durata minima richiesta. La Commissione regionale aveva confermato il beneficio interpretando alcune disposizioni contrattuali come ipotesi di recesso per ragioni oggettive. La Cassazione ha però accertato che la sentenza attribuiva agli articoli richiamati un contenuto diverso da quello effettivo, rendendo la motivazione soltanto apparente e non controllabile; accolto tale motivo e assorbiti gli altri, ha cassato con rinvio per l’esame del merito.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Finanziamenti
  • Processo tributario
N. 20767

Cassazione, sentenza n. 20767 del 21/07/2021

Sentenza n. 20767 del 21/07/2021

Il concessionario della riscossione chiedeva il rimborso delle somme pagate per visure ipotecarie e catastali eseguite, per suo conto, da un mandatario e dai submandatari autorizzati; i giudici di merito avevano riconosciuto la gratuità prevista dalla disciplina allora vigente. La Cassazione ha confermato che gli effetti dell’attività svolta con mandato rappresentativo si producono direttamente nella sfera del concessionario e che l’esenzione si estende quindi anche al mandatario e al submandatario autorizzato, senza ricorso all’analogia. Dichiarata inammissibile l’ulteriore censura sulla rivalutazione, perché non proposta in appello, il ricorso è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 20766

Cassazione, sentenza n. 20766 del 21/07/2021

Sentenza n. 20766 del 21/07/2021

La controversia riguardava una cartella per IVA dichiarata e non versata, notificata anche alla cessionaria d’azienda quale coobbligata, nonché la successiva iscrizione ipotecaria. La Cassazione ha escluso la necessità dell’avviso bonario in assenza di incertezze dichiarative e ha affermato che la tempestiva notifica a un condebitore impedisce la decadenza anche verso gli altri, senza pregiudicarne le difese. Ha inoltre ritenuto infondate le contestazioni sull’indicazione del responsabile e sulla notifica postale diretta, dichiarando inammissibile l’ultima censura per mancata riproduzione dei motivi d’appello.

N. 20650

Cassazione, sentenza n. 20650 del 20/07/2021

Sentenza n. 20650 del 20/07/2021

L’accertamento, fondato sugli studi di settore, aveva recuperato maggiori ricavi e conseguenti imposte nei confronti di un’imprenditrice individuale, che contestava la notificazione dell’invito al contraddittorio. La Cassazione ha chiarito che l’impresa individuale non ha soggettività distinta dal titolare: gli atti vanno quindi notificati al domicilio fiscale della persona fisica, validamente individuato nell’indirizzo indicato nella dichiarazione dei redditi. Ritenuto regolarmente perfezionato il procedimento mediante comunicazione di avvenuto deposito, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 20648

Cassazione, sentenza n. 20648 del 20/07/2021

Sentenza n. 20648 del 20/07/2021

L’Agenzia contestava costi e IVA relativi a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, mentre la CTR aveva valorizzato l’esecuzione dei lavori, la regolarità contabile e i pagamenti effettuati. La Cassazione ha ribadito che l’Amministrazione deve provare, anche presuntivamente, la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode; assolto tale onere, il contribuente deve dimostrare la massima diligenza concretamente esigibile, senza che bastino contabilità e pagamenti regolari. Accolto il motivo erariale sul riparto probatorio, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 20647

Cassazione, sentenza n. 20647 del 20/07/2021

Sentenza n. 20647 del 20/07/2021

La contribuente aveva impugnato un preavviso di fermo, negando la notifica delle nove cartelle presupposte; la CTR, sulla base dei documenti prodotti in appello dall’agente della riscossione, aveva invece ritenuto rituali le notifiche. La Cassazione ha precisato che, per le notifiche eseguite in caso di irreperibilità relativa, occorre verificare spedizione e ricezione della comunicazione di avvenuto deposito. Ha escluso invece l’obbligo dell’ulteriore raccomandata per una consegna a familiare convivente avvenuta nel 2006, accogliendo parzialmente il ricorso e rinviando alla CTR.

N. 20646

Cassazione, sentenza n. 20646 del 20/07/2021

Sentenza n. 20646 del 20/07/2021

Una società britannica chiedeva il rimborso del credito d’imposta convenzionale sui dividendi ricevuti da una controllata italiana, dopo avere beneficiato dell’esenzione dalle ritenute prevista dalla disciplina madre-figlia. La Cassazione ha escluso un’alternatività assoluta tra esenzione e Convenzione Italia-Regno Unito, confermando che il successivo accesso al credito convenzionale è possibile alle condizioni proprie di tale regime, comprese le relative ritenute. La questione sollevata dall’Agenzia costituiva una difesa esaminabile, ma risultava infondata nel merito; il ricorso è stato quindi rigettato.

N. 20645

Cassazione, sentenza n. 20645 del 20/07/2021

Sentenza n. 20645 del 20/07/2021

Gli accertamenti avevano recuperato plusvalenze non dichiarate sulla cessione di un impianto televisivo, valorizzando dichiarazioni di terzi, un bonifico estero e altri elementi presuntivi indicativi di un corrispettivo occulto. Dopo il rigetto nei due gradi di merito, la società chiedeva in sostanza una nuova valutazione delle prove e dei fatti. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: le censure non prospettavano autentiche violazioni di legge e, in presenza di decisioni conformi, non rispettavano i limiti imposti alla deduzione dell’omesso esame di fatti.

N. 20641

Cassazione, ordinanza n. 20641 del 19/07/2021

Ordinanza n. 20641 del 19/07/2021

L’Ufficio aveva riqualificato come cessione di ramo d’azienda una cessione totalitaria di quote, considerando la precedente costituzione della società mediante conferimento e altri elementi esterni all’atto. La Cassazione ha affermato che l’articolo 20 del testo unico dell’imposta di registro consente la riqualificazione soltanto sulla base del contenuto intrinseco dell’atto, mentre l’eventuale abuso richiede lo specifico procedimento garantito dallo Statuto del contribuente. Ha quindi cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, accolto i ricorsi originari delle contribuenti, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 20440

Cassazione, sentenza n. 20440 del 19/07/2021

Sentenza n. 20440 del 19/07/2021

L’accertamento contestava a un consorzio, ai fini IVA, omessa fatturazione e omessa regolarizzazione degli acquisti nel ribaltamento di proventi e costi delle commesse. La Cassazione ha confermato la sanatoria della notifica dell’atto per raggiungimento dello scopo e ha escluso l’applicazione del termine dilatorio senza accesso presso la contribuente. Ha tuttavia precisato che la consorziata deve fatturare proventi e autofatturare costi soltanto per le commesse attribuitele, non per quelle cui sia rimasta estranea; accolto il relativo motivo, ha cassato con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 20439

Cassazione, sentenza n. 20439 del 19/07/2021

Sentenza n. 20439 del 19/07/2021

La CTR aveva annullato un accertamento induttivo relativo anche a operazioni inesistenti e IVA, ravvisando la violazione del contraddittorio perché mancavano verbale conclusivo e rispetto del termine dilatorio. La Cassazione ha escluso l’applicazione di tali garanzie a un accertamento “a tavolino” fondato anche su verifiche presso terzi; per l’IVA, l’eventuale violazione comporta invalidità solo se il contribuente indica concrete difese capaci di condurre potenzialmente a un diverso esito. Non risultando superata questa prova di resistenza, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia e disposto il rinvio.

N. 20438

Cassazione, sentenza n. 20438 del 19/07/2021

Sentenza n. 20438 del 19/07/2021

Gli accertamenti avevano rideterminato il reddito di una società casearia e del socio unico sulla base, tra l’altro, di rese produttive ritenute incongrue, lavoro non contabilizzato e movimentazioni bancarie riferibili all’attività. La Cassazione ha giudicato adeguata la motivazione della CTR e inammissibili le censure volte a rivalutare fatti e prove. Quanto alle indagini bancarie, ha escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio per le imposte dirette e, per l’IVA, ha ritenuto insufficiente la doglianza perché priva dell’indicazione delle concrete difese che avrebbero potuto determinare un esito diverso.

N. 20437

Cassazione, sentenza n. 20437 del 19/07/2021

Sentenza n. 20437 del 19/07/2021

L’Agenzia aveva ricondotto alla società, ritenendo inattendibile la contabilità, ingenti movimentazioni rilevate sul conto di un terzo e formalmente riferite dal socio unico a una propria ditta individuale sostanzialmente inattiva. La Cassazione afferma che l’accertamento induttivo puro può fondarsi su indagini bancarie, dichiarazioni di terzi e altri elementi, senza una previa ispezione presso il contribuente, quando emerga la totale inattendibilità delle scritture. Dichiarata inammissibile la censura sul mancato riconoscimento dei costi per insufficiente riproduzione dell’appello, la Corte rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRES
  • IRPEF

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