Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20808

Cassazione, ordinanza n. 20808 del 29/06/2022

Trust - Imposte di successione - Pagamento in ragione della qualifica del disponente.

L’Agenzia contestava l’assoggettamento a IVA della cessione di un complesso immobiliare effettuata nell’ambito di un trust autodichiarato, sostenendo che il trust non possedesse i requisiti soggettivi e chiedendo le maggiori imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale. La Cassazione chiarisce che, per le imposte indirette, il trust non ha autonoma soggettività tributaria: la qualifica IVA deve essere verificata in capo al disponente, che nel caso concreto era soggetto IVA. La Corte conferma quindi il regime applicato alla cessione, rigetta il ricorso dell’Agenzia e la condanna alle spese.

  • Trust
  • IVA
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20615

Cassazione, sentenza n. 20615 del 28/06/2022

Sentenza n. 20615 del 28/06/2022

La controversia riguardava un avviso di accertamento TARSU per il 2005, notificato nel settembre 2011, che il giudice regionale aveva ritenuto tempestivo. La Cassazione ha riqualificato come eccezione di decadenza la contestazione formulata dal contribuente e ha stabilito che, essendo la detenzione già in corso all’inizio del 2005, il termine quinquennale scadeva il 31 dicembre 2010. Ha quindi accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20614

Cassazione, sentenza n. 20614 del 28/06/2022

Sentenza n. 20614 del 28/06/2022

La contribuente contestava la TARI 2014 applicata a superfici di una struttura sanitaria, sostenendo che il giudice regionale avesse erroneamente dichiarato inammissibile la riproposizione delle censure non esaminate in primo grado. La Cassazione ha precisato che la specificità dell’appello va verificata considerando l’atto nel suo complesso: il richiamo alle difese originarie è ammissibile quando si accompagna a un’espressa critica della motivazione impugnata, nella specie ritenuta apparente. Il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio per l’esame delle contestazioni sulla pretesa comunale.

N. 20613

Cassazione, sentenza n. 20613 del 28/06/2022

Sentenza n. 20613 del 28/06/2022

La lite concerneva la TARI 2014 richiesta per superfici di una struttura sanitaria, comprese aree che la contribuente assumeva estranee all’imponibile o produttive di rifiuti speciali. La Cassazione ha ritenuto che l’appello non contenesse un mero rinvio alle difese di primo grado: la riproposizione delle censure era collegata alla specifica denuncia della motivazione apparente della prima decisione e doveva essere valutata considerando l’atto nel suo complesso. Ha pertanto accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato per il riesame della pretesa impositiva.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20608

Cassazione, sentenza n. 20608 del 27/06/2022

Sentenza n. 20608 del 27/06/2022

La controversia riguardava un accertamento fondato sugli studi di settore, relativo al 2004 e produttivo di maggiori IRES, IRAP e IVA; la contribuente contestava anche motivazione e gravità dello scostamento. La Cassazione ha escluso il giudicato interno e l’omessa pronuncia, ma ha ritenuto fondato il motivo concernente le “gravi incongruenze”, requisito reputato ancora necessario nonostante la modifica normativa del 2006. Poiché il giudice regionale si era limitato a rilevare ricavi dichiarati inferiori senza valutare l’entità del divario, la Corte ha richiesto uno specifico apprezzamento sul punto.

N. 20509

Cassazione, sentenza n. 20509 del 24/06/2022

Sentenza n. 20509 del 24/06/2022

Il contribuente impugnava il riclassamento e l’aumento della rendita di tre immobili, disposti dopo una dichiarazione DOCFA, contestando motivazione, assenza di sopralluogo e mancata valutazione della propria perizia. La Cassazione ha confermato l’adeguatezza motivazionale dell’avviso e la non necessità del sopralluogo, poiché l’Ufficio aveva modificato soltanto la valutazione economica degli elementi dichiarati. Ha però censurato il rifiuto pregiudiziale di esaminare la perizia di parte, potenziale fonte di convincimento, accogliendo tre motivi e rinviando al giudice regionale per una nuova valutazione istruttoria.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20508

Cassazione, sentenza n. 20508 del 24/06/2022

Sentenza n. 20508 del 24/06/2022

La controversia riguardava il nuovo classamento e l’aumento della rendita di un albergo di categoria D, effettuati dopo una DOCFA presentata per ristrutturazione e diversa distribuzione interna. La Cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione dell’avviso, poiché la rettifica investiva la stima degli elementi dichiarati, e ha confermato sia il saggio di fruttuosità del 2% sia la possibilità di procedere senza sopralluogo mediante stima diretta documentale. Ha inoltre dichiarato inammissibile, per difetto di specificità, la censura relativa ai moltiplicatori utilizzati per determinare la superficie catastale.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20506

Cassazione, sentenza n. 20506 del 24/06/2022

Sentenza n. 20506 del 24/06/2022

L’Agenzia aveva riqualificato come cessione d’azienda, ai fini dell’imposta di registro, una sequenza di conferimento, finanziamento con ipoteca e cessione delle partecipazioni; il giudice regionale aveva accolto l’appello erariale. La Cassazione ha rilevato che la motivazione della sentenza trattava cartelle, rateazioni e annualità del tutto estranee alla controversia, impedendo di ricostruire la reale ragione della decisione e di controllarne la correttezza. Accolto il motivo sulla motivazione apparente, ha assorbito gli altri, cassato la pronuncia e rinviato per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20505

Cassazione, sentenza n. 20505 del 24/06/2022

Sentenza n. 20505 del 24/06/2022

La lite riguardava il diniego opposto all’annullamento di aggiornamenti catastali e DOCFA che avevano frazionato un’area pertinenziale, mentre il giudice regionale aveva declinato la giurisdizione tributaria. La Cassazione ha affermato che la controversia verteva sulla regolarità di operazioni catastali incidenti su classamento, rendita e tributi collegati, non sull’accertamento della proprietà o di diritti reali, richiamati solo incidentalmente. Ha inoltre rilevato un giudicato implicito sulla giurisdizione e ha cassato la sentenza con rinvio al giudice tributario regionale per la decisione e le spese.

N. 20319

Cassazione, sentenza n. 20319 del 23/06/2022

Sentenza n. 20319 del 23/06/2022

Il contribuente impugnava un’ingiunzione relativa alla TARSU 2006, riproponendo eccezioni sulla riscossione, sulle superfici tassabili, sulla stagionalità e sul servizio di raccolta. La Cassazione ha rilevato che un precedente avviso di pagamento, avente anche funzione di accertamento, era stato impugnato con esito inammissibile: la pretesa era quindi divenuta incontestabile, non per un giudicato di merito, ma per la definitiva stabilizzazione dell’atto impositivo. Esclusa anche l’efficacia espansiva di giudicati relativi ad altre annualità, ha rigettato il ricorso e confermato l’inammissibilità delle contestazioni tardive.

N. 20296

Cassazione, sentenza n. 20296 del 23/06/2022

Sentenza n. 20296 del 23/06/2022

La controversia concerneva un’ingiunzione per TARSU 2003, contro la quale erano state sollevate eccezioni di decadenza, prescrizione, omesso accertamento, stagionalità e quantificazione della superficie. La Cassazione ha confermato che tali doglianze non incidevano sulla ragione decisiva della sentenza regionale: gli atti presupposti non erano stati tempestivamente impugnati, oppure la loro impugnazione era stata dichiarata inammissibile, rendendo definitiva la pretesa senza necessità di un giudicato di merito. Poiché le ulteriori censure riproponevano questioni attinenti al merito ormai incontestabile, il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20192

Cassazione, sentenza n. 20192 del 22/06/2022

Sentenza n. 20192 del 22/06/2022

Gli avvisi recuperavano, tra l’altro, costi per acquisti da imprese localizzate in territori a fiscalità privilegiata e compensi per consulenze ritenuti antieconomici e non inerenti. La Cassazione ha giudicato apparente la motivazione con cui la CTR aveva escluso, senza esaminare le specifiche allegazioni, la prova dell’interesse economico delle operazioni estere. Ha invece confermato il giudizio di non inerenza sulle consulenze svolte dalla stessa persona che era amministratore e socio della contribuente; accolto il primo motivo e respinti gli altri, ha cassato con rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Estero
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 20190

Cassazione, sentenza n. 20190 del 22/06/2022

Sentenza n. 20190 del 22/06/2022

Un professionista contestava l’accertamento IRPEF e IRAP, deducendo irregolarità della notifica e della delega di firma, nonché la doppia imposizione di compensi fatturati nel 2004 ma incassati nel 2005. La Cassazione ha ritenuto regolare la notificazione postale documentata dall’avviso di ricevimento e ammissibile la produzione della delega anche durante il giudizio. Ha inoltre affermato che il reddito di lavoro autonomo segue il principio di cassa: i compensi concorrono alla formazione del reddito quando sono percepiti, indipendentemente dalla data della fattura; le relative censure sono state dichiarate inammissibili o infondate.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 20189

Cassazione, sentenza n. 20189 del 22/06/2022

Sentenza n. 20189 del 22/06/2022

L’accertamento a carico di un professionista verteva su maggiori IRPEF e IRAP, sulla validità della notifica e della delega di firma e sull’imputazione temporale di compensi professionali. La Cassazione ha escluso i vizi della notificazione, provata dall’avviso di ricevimento, e ha ritenuto utilizzabile anche in giudizio la delega prodotta dall’Amministrazione. Quanto ai compensi fatturati nel 2004 ma incassati nel 2005, ha applicato il principio di cassa previsto per il lavoro autonomo, reputando corretto il recupero nell’anno dell’effettiva percezione; i motivi esaminati sono stati dichiarati inammissibili o infondati.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 20171

Cassazione, sentenza n. 20171 del 22/06/2022

Sentenza n. 20171 del 22/06/2022

L’Amministrazione doganale aveva revocato il dazio ridotto applicato a carne importata mediante titoli intestati a un altro operatore, prospettando un trasferimento irregolare e un abuso del diritto. La Cassazione ha escluso che dai fatti accertati emergesse un trasferimento del titolo, ma ha affermato che il meccanismo commerciale doveva essere verificato concretamente sotto i profili oggettivo e soggettivo dell’abuso, inclusi effettività delle attività, remunerazione e giustificazione economica. Accolto il secondo motivo e respinto il primo, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Attività economiche
N. 20081

Cassazione, sentenza n. 20081 del 22/06/2022

Sentenza n. 20081 del 22/06/2022

La società contestava il disconoscimento della deduzione di costi e della detrazione IVA relativi a servizi di manutenzione e pulizia descritti genericamente nelle fatture. La Cassazione ha affermato che fatture prive di indicazioni sufficienti non provano l’effettività delle prestazioni e che spetta al contribuente integrare la documentazione; il contratto non registrato e senza data certa è stato ritenuto inopponibile all’Amministrazione. Confermata anche la distribuzione dell’onere probatorio sui componenti negativi contestati, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la ricorrente alle spese.

N. 20080

Cassazione, sentenza n. 20080 del 22/06/2022

Sentenza n. 20080 del 22/06/2022

L’accertamento negava la non imponibilità IVA di cessioni intracomunitarie verso una società rumena, ritenute inesistenti, mentre la CTR aveva valorizzato l’iscrizione al VIES e la sua successiva cancellazione. La Cassazione ha chiarito che il dato formale non basta: quando l’Amministrazione prospetta una frode, il cedente deve provare il trasporto effettivo dei beni e la qualità sostanziale di soggetto passivo del cessionario. Poiché la CTR non aveva svolto tali verifiche né motivato sul reale oggetto della controversia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 20079

Cassazione, sentenza n. 20079 del 22/06/2022

Sentenza n. 20079 del 22/06/2022

La lite riguardava sia la non imponibilità IVA di cessioni intracomunitarie ritenute inesistenti, sia la qualifica di esportatore abituale utilizzata per acquisti senza addebito d’imposta. La Cassazione ha censurato la CTR perché si era limitata all’irrilevanza della cancellazione dal VIES, senza verificare l’effettivo trasporto, l’operatività dei cessionari e l’eventuale carattere fraudolento delle operazioni. Accolti i primi quattro motivi e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato per omessa pronuncia, motivazione apparente ed errata applicazione dei requisiti sostanziali, rinviando alla CTR.

N. 20078

Cassazione, sentenza n. 20078 del 22/06/2022

Sentenza n. 20078 del 22/06/2022

L’accertamento recuperava l’IVA su cessioni all’esportazione per le quali era contestata la prova dell’uscita delle merci dall’Unione. La Cassazione ha escluso la violazione del contraddittorio preventivo, poiché l’Amministrazione deve valutare le osservazioni ma non esplicitarne nell’atto l’esame; ha però rilevato l’ultrapetizione per due fatture che l’Ufficio aveva escluso dalla pretesa in giudizio. Per le altre operazioni ha ritenuto insufficiente la sola documentazione bancaria, richiedendo prove certe e incontrovertibili dell’esportazione; il motivo sull’ultrapetizione è stato accolto, mentre i motivi esaminati sul contraddittorio e sulla prova sono stati respinti.

N. 20077

Cassazione, sentenza n. 20077 del 22/06/2022

Sentenza n. 20077 del 22/06/2022

La controversia riguardava l’IVA agevolata applicata agli acconti per acquisti di prime case, benché le dichiarazioni richieste fossero state rese soltanto nei contratti definitivi. Revocata una precedente sentenza per omesso esame di un motivo, la Corte ha ritenuto contrario alla neutralità dell’IVA imporre inizialmente l’aliquota ordinaria e rinviare la riduzione al meccanismo di variazione, quando requisiti e dichiarazioni risultavano presenti al definitivo. Ha quindi cassato la decisione regionale e accolto il ricorso originario, dichiarando però inammissibile in sede di legittimità la domanda restitutoria.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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