Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14700

Cassazione, sentenza n. 14700 del 26/05/2023

Sentenza n. 14700 del 26/05/2023

La Regione aveva assoggettato all’imposta regionale sulla benzina per autotrazione del 2004 il carburante erogato da un impianto destinato ai natanti, e la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione rileva d’ufficio l’incompatibilità dell’IRBA con la disciplina unionale: un’ulteriore imposta indiretta sui prodotti soggetti ad accisa è consentita soltanto se persegue una finalità specifica, mentre il tributo campano contribuiva genericamente al bilancio regionale. Applicando direttamente il diritto dell’Unione al rapporto non esaurito, cassa la decisione e accoglie nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14699

Cassazione, sentenza n. 14699 del 26/05/2023

Sentenza n. 14699 del 26/05/2023

La CTR aveva annullato l’accertamento IRBA del 2007 relativo al carburante fornito ai natanti, ritenendolo estraneo alla benzina per autotrazione, e aveva posto a carico della contribuente un ulteriore contributo unificato per l’appello. La Cassazione conferma il rigetto della pretesa regionale, correggendone però la motivazione: l’IRBA è incompatibile con il diritto dell’Unione perché non persegue una finalità specifica distinta da quella di bilancio. Accoglie inoltre il motivo sul contributo unificato, escludendo che il relativo raddoppio, previsto per il processo civile, sia applicabile all’appello tributario.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14697

Cassazione, sentenza n. 14697 del 26/05/2023

Sentenza n. 14697 del 26/05/2023

La CTR aveva confermato l’annullamento dell’accertamento IRBA del 2011 per carburante destinato ai natanti e disposto il versamento di un ulteriore contributo unificato in relazione all’appello. La Cassazione respinge il motivo della Regione sulla debenza del tributo, sostituendo alla motivazione dei giudici territoriali il rilievo dell’incompatibilità dell’IRBA con il diritto unionale, per mancanza di una finalità specifica diversa dal finanziamento generale del bilancio. Accoglie invece il motivo processuale, cassa il solo capo relativo al contributo e dichiara insussistente l’obbligo del versamento aggiuntivo.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14855

Cassazione, sentenza n. 14855 del 26/05/2023

Sentenza n. 14855 del 26/05/2023

Gli accertamenti riguardavano ricavi societari non dichiarati e la conseguente imputazione ai soci degli utili extracontabili di una società di capitali a ristretta base partecipativa; la CTR aveva annullato la ripresa per il 2004 e confermato le altre annualità. La Cassazione esclude i denunciati vizi di motivazione e afferma che non occorre il litisconsorzio necessario, mentre la riunione in appello elimina il rischio di giudicati contrastanti. Ritiene inoltre legittima la presunzione di distribuzione, non configurabile come doppia presunzione, ed esclude la doppia imposizione; dichiara infondati i motivi dei contribuenti esaminati nel testo.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRPEF
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14853

Cassazione, ordinanza n. 14853 del 26/05/2023

Rimborso IVA - Diniego parziale di rimborso - Regime dell'IVA all'esportazione - Esenzione - DAU - Visto uscire - Operazioni triangolari - Interposizione.

La controversia concerneva il rimborso IVA relativo a esportazioni documentate da codici MRN emessi da dogane estere e a operazioni triangolari intracomunitarie. La Cassazione conferma che il visto dell’ultima dogana di uscita, se certo e genuino, può provare l’effettiva esportazione anche senza DAU nazionale; nelle triangolazioni, la prima cessione è non imponibile quando il primo acquirente sia meramente interposto e vincolato alla consegna al destinatario finale. Rigettato il ricorso dell’Ufficio, la Corte accoglie i motivi incidentali e cassa la decisione affinché siano riesaminate interposizione e documentazione CMR.

  • IVA
  • Estero
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14824

Cassazione, sentenza n. 14824 del 26/05/2023

Sentenza n. 14824 del 26/05/2023

Gli avvisi imputavano ai soci di una società a ristretta base partecipativa utili extracontabili collegati alla vendita non contabilizzata di un fabbricato; la CTR, acquisita in appello la corretta delega di firma, aveva confermato la pretesa. La Cassazione esclude che le difese dell’Ufficio abbiano integrato la motivazione degli atti e afferma che agli utili “in nero” non si applicano i limiti dell’articolo 47 TUIR, né ricorre doppia imposizione. Ritenuti legittimi anche l’aggio e la motivazione per relationem, rigetta integralmente il ricorso dei contribuenti.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14817

Cassazione, sentenza n. 14817 del 26/05/2023

Sentenza n. 14817 del 26/05/2023

Una controllante britannica e la controllata italiana chiedevano il rimborso delle ritenute sugli interessi maturati su un finanziamento infragruppo, versate dalla società italiana dopo un accertamento cui aveva prestato acquiescenza. La Cassazione rileva che la CTR aveva motivato solo apparentemente sulla prova dei requisiti e precisa che chi domanda il rimborso deve dimostrare di avere sopportato il prelievo: la società estera non aveva allegato né provato tale incidenza, mentre quella italiana non poteva contestare l’accertamento ormai definitivo. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione e rigetta nel merito la domanda originaria.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14666

Cassazione, sentenza n. 14666 del 25/05/2023

Sentenza n. 14666 del 25/05/2023

L’accertamento riguardava imposte dirette e IVA derivanti da versamenti bancari, compresi assegni assicurativi che il professionista sosteneva di avere ricevuto per conto dei clienti. La Cassazione ha ribadito che i versamenti fondano una presunzione di maggior reddito e che il contribuente deve fornire una prova analitica della loro irrilevanza fiscale; la CTR aveva invece duplicato la detrazione del reddito dichiarato ed escluso integralmente gli assegni senza esigere tale prova, nonostante l’ammissione di trattenute professionali. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRPEF
  • Professionisti
N. 14624

Cassazione, sentenza n. 14624 del 25/05/2023

Sentenza n. 14624 del 25/05/2023

La controversia concerne il credito d’imposta convenzionale richiesto da una società britannica sui dividendi ricevuti da una controllata italiana, in presenza dei benefici della direttiva madre-figlia. La Cassazione ha dichiarato inammissibile la censura sull’omesso esame di un’eccezione processuale e ha ritenuto fondato il motivo sostanziale: l’esenzione dalla ritenuta non esclude automaticamente il credito convenzionale, dovendosi verificare concretamente se il sistema di tassazione elimini il rischio di doppia imposizione economica e assicuri neutralità fiscale. Le sopravvenute pronunce della Corte di giustizia prevalgono anche sul principio enunciato nel precedente giudizio di rinvio.

  • Estero
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 14606

Cassazione, sentenza n. 14606 del 25/05/2023

Sentenza n. 14606 del 25/05/2023

La Regione aveva assoggettato all’imposta regionale sulla benzina per autotrazione il carburante distribuito per natanti, ottenendo in appello la conferma dell’accertamento. La Cassazione ha rilevato d’ufficio l’incompatibilità dell’IRBA con la disciplina unionale: l’ulteriore imposta sui prodotti soggetti ad accisa era priva di una finalità specifica distinta dal generico finanziamento del bilancio territoriale, mentre la pertinente disposizione della direttiva ha efficacia diretta. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14597

Cassazione, sentenza n. 14597 del 25/05/2023

Sentenza n. 14597 del 25/05/2023

Gli accertamenti contestavano a un professionista compensi non fatturati ai fini delle imposte dirette e dell’IVA; la CTR aveva disposto lo scorporo dell’imposta e dei contributi previdenziali dalle somme erogate dalle compagnie assicurative. La Cassazione ha rilevato che tale richiesta era stata formulata soltanto con memoria e costituiva una domanda nuova: nel processo tributario i motivi contro la pretesa devono essere dedotti nel ricorso introduttivo, salvo i limitati motivi aggiunti ammessi dalla legge. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Professionisti
N. 14087

Cassazione, sentenza n. 14087 del 22/05/2023

Sentenza n. 14087 del 22/05/2023

L’accertamento recuperava IRPEF, IVA e IRAP su canoni di affitto d’azienda asseritamente incassati in misura superiore a quella dichiarata; il giudice d’appello aveva ritenuto provata l’evasione mediante una pluralità di indizi. La Cassazione ha escluso che il richiamo a una precedente decisione tra le stesse parti integrasse uso di scienza privata e ha osservato che, pur essendo fondata la critica alla trascrizione telefonica, restavano autonomi elementi presuntivi, tra cui documentazione, dichiarazioni di terzi e denaro contante rinvenuto. Poiché le censure non intaccavano la valutazione complessiva, il ricorso è stato rigettato.

N. 14077

Cassazione, sentenza n. 14077 del 22/05/2023

Sentenza n. 14077 del 22/05/2023

L’accertamento recuperava IRPEF, IVA e IRAP per canoni di affitto d’azienda ritenuti superiori a quelli dichiarati, oltre a contributi previdenziali; la CTR aveva confermato integralmente la pretesa sulla base di diversi indizi. La Cassazione ha ritenuto utilizzabile come elemento indiziario, insieme agli altri dati raccolti, la registrazione effettuata dall’interlocutore e ha confermato la valutazione presuntiva tributaria. Ha però accolto la censura relativa ai contributi, poiché le controversie previdenziali appartengono al giudice ordinario: su tale punto ha cassato senza rinvio, rigettando il ricorso per il resto.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
N. 14049

Cassazione, ordinanza n. 14049 del 22/05/2023

Rimborso IVA - Spese di rappresentanza e spese di pubblicità - Obiettivi perseguiti - Prova del collegamento di un nesso immediato e diretto tra il costo e l'attività promozionale - Sponsorizzazione di beni culturali.

Una società non residente chiedeva il rimborso dell’IVA sostenuta per contribuire a un evento e al restauro di un bene culturale, qualificando i costi come pubblicitari; l’Amministrazione li riteneva invece spese di rappresentanza. La Cassazione ha distinto le due categorie in base all’obiettivo perseguito: incremento diretto delle vendite per la pubblicità, valorizzazione dell’immagine con ritorno commerciale soltanto indiretto per la rappresentanza. Non essendo stato provato un nesso immediato tra costo e promozione dei prodotti, ha confermato la seconda qualificazione, accolto il ricorso incidentale dell’Ufficio e rigettato quello principale.

  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 14030

Cassazione, sentenza n. 14030 del 22/05/2023

Sentenza n. 14030 del 22/05/2023

Una società di trasporto pubblico chiedeva il rimborso dell’IRPEG, sostenendo la non imponibilità di contributi ricevuti da enti territoriali e la riportabilità di perdite pregresse; la CTR, dopo un precedente rinvio, aveva nuovamente confermato solo un rimborso parziale. La Cassazione non ha esaminato le questioni sostanziali, rilevando la nullità della sentenza perché l’impedimento del presidente era stato attestato dopo la firma del componente anziano e senza ulteriore sottoscrizione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la decisione con rinvio alla Corte tributaria ligure.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRES
  • Imprese
N. 13943

Cassazione, sentenza n. 13943 del 22/05/2023

Sentenza n. 13943 del 22/05/2023

La controversia riguardava l’assoggettamento a IVA delle somme versate dal gestore del servizio idrico a un Comune, commisurate ai mutui residui sugli impianti concessi in uso; i giudici di merito le avevano considerate una mera cessione di denaro. La Cassazione ha ritenuto apparente la motivazione sulla delega di firma e, nel merito, ha qualificato i pagamenti come corrispettivo della concessione, strettamente collegata all’erogazione dell’acqua e regolata da un rapporto privatistico. Accolti i motivi dell’Agenzia, ha cassato la sentenza, demandando al giudice di rinvio l’ulteriore esame.

N. 13936

Cassazione, sentenza n. 13936 del 22/05/2023

Sentenza n. 13936 del 22/05/2023

Il Comune contestava l’IVA sulle somme pagate dal gestore del servizio idrico in relazione ai mutui residui degli impianti concessi in uso, sostenendo che si trattasse di un mero accollo interno; i giudici di merito avevano accolto questa ricostruzione. La Cassazione ha invece ravvisato uno scambio oneroso: la convenzione collegava il diritto d’uso delle infrastrutture ai pagamenti periodici, indispensabili e funzionali all’attività di erogazione dell’acqua, rilevante ai fini IVA anche quando coinvolge un ente pubblico. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio.

N. 13914

Cassazione, sentenza n. 13914 del 19/05/2023

Sentenza n. 13914 del 19/05/2023

La controversia concerneva la disapplicazione dei limiti al riporto delle perdite maturate dalla società veicolo in un’operazione di merger leveraged buy-out e il conseguente rimborso delle maggiori imposte versate. La Cassazione ha precisato che tali operazioni non sono abusive di per sé: l’Amministrazione deve dimostrare il disegno elusivo, mentre il contribuente deve allegare ragioni economiche concorrenti. Poiché la CTR aveva accertato un effettivo mutamento proprietario-gestionale e l’assenza di artificiosità o mancanza di sostanza economica, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 13909

Cassazione, sentenza n. 13909 del 19/05/2023

Sentenza n. 13909 del 19/05/2023

Un’impresa del settore bancario chiedeva il rimborso dell’addizionale IRES dell’8,5% applicata per il 2013, contestandone la compatibilità costituzionale ed europea e la legittimità dell’adozione mediante decreto-legge. La Cassazione ha escluso sia il vizio di motivazione della decisione di merito sia l’irragionevolezza del prelievo temporaneo, richiamando la capacità contributiva specificamente individuata nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. Ha inoltre escluso la necessità del rinvio alla Corte di giustizia e ritenuto legittimo l’impiego della decretazione d’urgenza, rigettando il ricorso.

N. 13892

Cassazione, sentenza n. 13892 del 19/05/2023

Sentenza n. 13892 del 19/05/2023

La società chiedeva ulteriori interessi su un credito IRPEG rimborsato, sostenendo che dovessero decorrere da una data anteriore a quella fissata in una precedente sentenza. La Cassazione ha rilevato che il capo relativo alla decorrenza dal 31 dicembre 2002, sorretto da specifica motivazione, non era stato impugnato ed era quindi coperto da giudicato parziale; non poteva essere riaperta con una nuova istanza la questione degli interessi maturati nel periodo precedente. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della contribuente alle spese.

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