Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 29320

Cassazione, sentenza n. 29320 del 23/10/2023

Sentenza n. 29320 del 23/10/2023

Una residente in Svizzera chiedeva la restituzione delle imposte applicate in Italia su plusvalenze finanziarie e dividendi, mentre i giudici di merito avevano preteso la prova della loro dichiarazione e tassazione nello Stato di residenza. La Cassazione ha stabilito che, ai fini della Convenzione Italia-Svizzera, basta il potenziale assoggettamento illimitato alla potestà impositiva svizzera, indipendentemente dal prelievo effettivo. Ha inoltre escluso la decadenza eccepita dall’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto gli originari ricorsi della contribuente.

N. 29317

Cassazione, sentenza n. 29317 del 23/10/2023

Sentenza n. 29317 del 23/10/2023

La società scissa chiedeva il rimborso dell’IRAP versata in acconto su utili provenienti da un ente economico francese, sostenendone la non imponibilità; la CTR aveva ravvisato sia la decadenza sia il difetto di legittimazione, poiché il relativo ramo aziendale e il credito erano passati alla beneficiaria. La Cassazione ha confermato che, nella scissione parziale, la posizione fiscale specificamente connessa agli elementi trasferiti segue questi ultimi. Ha inoltre precisato che, per versamenti non dovuti fin dall’origine, i quarantotto mesi decorrono dai singoli acconti; ha quindi rigettato integralmente il ricorso.

  • IRAP
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29315

Cassazione, sentenza n. 29315 del 23/10/2023

IRES - Crediti d'imposta - Convenzione Italia - Francia art. 10 - - Dividendi distribuiti dalla società italiana- Rimborso credito d'imposta - Presupposti.- Termini -

La controversia riguardava imposte applicate in Italia a plusvalenze finanziarie e dividendi percepiti da una residente in Svizzera; la CTR aveva negato il rimborso perché l’attestazione cantonale non provava la dichiarazione e la tassazione di quei redditi nello Stato estero. La Cassazione ha ritenuto sufficiente il potenziale assoggettamento illimitato alla potestà impositiva svizzera, senza necessità di un prelievo effettivo. Esclusa anche la decadenza dal rimborso convenzionale, soggetto alla prescrizione generale e non al termine dell’articolo 38, ha cassato la decisione e accolto nel merito i ricorsi originari.

N. 29310

Cassazione, sentenza n. 29310 del 23/10/2023

Sentenza n. 29310 del 23/10/2023

Due società chiedevano il rimborso dell’IRES versata in esecuzione di accertamenti con adesione, sostenendo che fosse successivamente venuto meno il presupposto dell’indeducibilità di costi ritenuti connessi a reati; la CTR aveva accolto la domanda considerando non ancora esercitata l’azione penale al momento dell’adesione. La Cassazione ha invece affermato che l’accertamento con adesione, una volta sottoscritto e perfezionato mediante pagamento, è intangibile e non può essere contestato indirettamente con un’istanza di rimborso. Ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato i ricorsi introduttivi.

N. 29302

Cassazione, sentenza n. 29302 del 23/10/2023

Sentenza n. 29302 del 23/10/2023

La controversia riguardava la revocazione di un’ordinanza di legittimità che aveva erroneamente ritenuto non impugnata la validità della notifica di una cartella sottesa a un’iscrizione ipotecaria. La Corte ha accolto la revocazione per omesso esame del motivo, ma, nella fase rescissoria, lo ha dichiarato inammissibile per mancata indicazione e riproduzione degli atti notificatori; ha inoltre precisato che l’omessa affissione determina nullità, sanabile quando la raccomandata informativa sia ricevuta, anche se il destinatario non ritira il plico.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 29301

Cassazione, sentenza n. 29301 del 23/10/2023

Sentenza n. 29301 del 23/10/2023

Era contestata al concessionario della riscossione la mancata regolarizzazione delle fatture, emesse senza IVA dal soggetto incaricato di notificare le cartelle, con conseguente applicazione di una sanzione. La Corte ha attribuito efficacia riflessa al successivo giudicato che aveva riconosciuto la regolarità di quelle fatture: la relativa violazione costituiva infatti il necessario presupposto della sanzione irrogata al committente. Venuto meno tale presupposto, ha cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, compensando integralmente le spese.

N. 29296

Cassazione, sentenza n. 29296 del 23/10/2023

Tributi - doganali - dazi all'importazione e all'esportazione - in genere- competenza territoriale - criteri - importatore indiretto - applicabilità.

La controversia verteva sulla competenza dell’ufficio doganale italiano a rettificare dazi relativi a importazioni per le quali la dichiarazione era stata accettata presso la dogana belga. La Corte ha stabilito che la competenza territoriale appartiene alla dogana presso cui sorge l’obbligazione, ossia dove si svolgono le operazioni d’importazione, anche nei confronti del rappresentante indiretto. Ha quindi ravvisato il difetto assoluto di attribuzione dell’autorità italiana, cassato la sentenza e annullato l’avviso, assorbendo le ulteriori censure.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
N. 29276

Cassazione, sentenza n. 29276 del 20/10/2023

Sentenza n. 29276 del 20/10/2023

L’Amministrazione aveva irrogato sanzioni, ai fini delle imposte sui redditi, assumendo che acquisti circolari di energia elettrica fossero fittizi e che i relativi costi non fossero deducibili; il giudice regionale aveva invece valorizzato le ordinarie modalità del mercato telematico. La Corte ha accolto le censure erariali perché gli indizi dovevano essere esaminati individualmente e nel loro insieme, considerando la concreta preordinazione delle operazioni, la coincidenza tra acquisti e vendite e l’assenza di margine. La generale possibilità di compensare gli scambi non consentiva di escluderne astrattamente l’inesistenza.

N. 29274

Cassazione, sentenza n. 29274 del 20/10/2023

Sentenza n. 29274 del 20/10/2023

La lite concerneva sanzioni collegate alla deduzione di costi per scambi circolari di energia elettrica che l’Amministrazione considerava oggettivamente inesistenti; la decisione regionale aveva escluso la pretesa richiamando le regole del mercato a termine e un’archiviazione penale. La Corte ha anzitutto qualificato come sanabile la notifica del ricorso eseguita presso il precedente difensore, poiché la costituzione della destinataria ne aveva raggiunto lo scopo. Nel merito ha accolto la censura sulle presunzioni, rilevando che il giudice doveva valutare concretamente e complessivamente gli indizi addotti dall’Ufficio.

N. 29273

Cassazione, sentenza n. 29273 del 20/10/2023

Sentenza n. 29273 del 20/10/2023

L’Amministrazione sosteneva che una sequenza circolare e preordinata di compravendite di energia elettrica fosse fittizia, con indeducibilità dei costi e applicazione delle relative sanzioni; i giudici regionali avevano respinto tale ricostruzione richiamando le caratteristiche del mercato a termine. La Corte ha ritenuto fondata la censura sull’uso delle presunzioni: la mancata consegna fisica o registrazione non bastava a neutralizzare gli ulteriori indizi, tra cui perfetta corrispondenza di quantità, costi e ricavi e assenza di profitto. Tali elementi richiedevano una valutazione concreta, individuale e complessiva.

N. 29264

Cassazione, sentenza n. 29264 del 20/10/2023

Rimborso per esenzioni o riduzioni d'imposta - Convenzioni Internazionali - Onere della prova - Compensi da società italiana a società francese e a persona fisica per attività di mediazione e consulenza stilistica - Certificato di residenza dei percipienti.

Due soggetti fiscalmente residenti in Francia chiedevano il rimborso delle ritenute applicate in Italia a compensi per consulenza stilistica e intermediazione; il giudice regionale aveva riconosciuto il rimborso. La Corte ha chiarito che la specifica attestazione prevista dal Protocollo Italia-Francia riguarda i rimborsi fondati su esenzioni o riduzioni, non il riparto della potestà impositiva, per il quale rileva la residenza fiscale. Ha comunque accertato che erano stati prodotti certificati attestanti anche le condizioni convenzionali, ritenendo assolto l’onere probatorio e rigettando il ricorso dell’Agenzia.

N. 29258

Cassazione, sentenza n. 29258 del 20/10/2023

Sentenza n. 29258 del 20/10/2023

Un residente in Svizzera chiedeva il rimborso delle ritenute operate su somme erogate da un fondo pensionistico complementare dopo la cessazione del rapporto di lavoro; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Corte ha ritenuto sufficiente la certificazione fiscale svizzera, che attestava non solo la residenza ma anche l’imponibilità delle somme in Svizzera. Qualificando le prestazioni come pensioni o remunerazioni analoghe connesse a un cessato impiego, ha applicato la relativa disposizione convenzionale, escluso quella sui salari e rigettato integralmente il ricorso dell’Agenzia.

N. 29255

Cassazione, sentenza n. 29255 del 20/10/2023

Sentenza n. 29255 del 20/10/2023

L’avviso disconosceva la detrazione IVA relativa a scambi circolari di energia elettrica ritenuti oggettivamente inesistenti, mentre il giudice regionale aveva riconosciuto la detrazione richiamando l’assenza di danno erariale e reputando insufficienti gli indizi dell’Ufficio. La Corte ha giudicato erronea tale lettura: l’assenza di perdita di gettito non attribuisce automaticamente il diritto alla detrazione per operazioni fittizie. Ha inoltre accolto le censure sulla prova presuntiva, poiché circolarità, preordinazione, coincidenza tra quantità e corrispettivi e organizzazione comune dovevano essere valutate concretamente e nel loro complesso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 29254

Cassazione, sentenza n. 29254 del 20/10/2023

Sentenza n. 29254 del 20/10/2023

Una società sportiva dilettantistica costituita in forma di società di capitali chiedeva il rimborso dell’IRAP, sostenendo l’applicabilità del criterio previsto per gli enti non commerciali; il giudice regionale aveva parzialmente accolto la domanda. La Cassazione ha stabilito che il rinvio alle norme fiscali proprie delle associazioni sportive dilettantistiche non comprende la disciplina IRAP generale degli enti non commerciali: per tali società opera il regime delle società di capitali. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è stata cassata e la domanda originaria rigettata nel merito.

  • IRAP
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29246

Cassazione, sentenza n. 29246 del 20/10/2023

Sentenza n. 29246 del 20/10/2023

La controversia riguardava il credito d’imposta convenzionale sui dividendi distribuiti da una controllata italiana alla società madre francese, già esentati dalla ritenuta; nel giudizio di rinvio il rimborso era stato riconosciuto. La Cassazione ha ritenuto sufficiente che i dividendi fossero compresi nell’imponibile dichiarato in Francia, senza necessità di dimostrare il concreto pagamento dell’imposta, purché fosse rispettata la neutralità fiscale indicata dalla precedente pronuncia di rinvio. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando la decisione favorevole al rimborso.

N. 29278

Cassazione, sentenza n. 29278 del 20/10/2023

Sentenza n. 29278 del 20/10/2023

Gli avvisi recuperavano l’IVA detratta su compravendite circolari di energia elettrica ritenute oggettivamente inesistenti; il giudice regionale aveva confermato il recupero, escluso le sanzioni e ritenuto applicabile il raddoppio dei termini per il 2009. La Corte ha escluso che l’assenza di perdita erariale renda automaticamente detraibile l’imposta: per operazioni fittizie occorre eliminare tempestivamente il rischio fiscale attraverso gli strumenti riconosciuti dall’ordinamento. Ha inoltre ritenuto inapplicabile la disciplina dell’IVA addebitata con aliquota superiore e confermato che il raddoppio dipende dai fatti comportanti obbligo di denuncia.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 29146

Cassazione, sentenza n. 29146 del 19/10/2023

Sentenza n. 29146 del 19/10/2023

L’Agenzia delle Dogane aveva impugnato la decisione che annullava un’informazione tariffaria vincolante, ma il giudice regionale aveva dichiarato l’appello generico, esaminandone comunque il merito. La Cassazione ha chiarito che, nel processo tributario, la riproposizione delle ragioni già svolte può soddisfare l’onere di specificità quando dall’atto complessivo emergano inequivocabilmente i punti contestati e le censure; lo stesso esame di merito compiuto dimostrava la comprensibilità del gravame. Accolto il motivo processuale, ha cassato la sentenza con rinvio, assorbendo le questioni sulla giurisdizione e sulla classificazione doganale.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Imposte indirette
N. 29091

Cassazione, sentenza n. 29091 del 19/10/2023

Sentenza n. 29091 del 19/10/2023

Una società aveva chiesto il rimborso dell’IRES versata senza fruire della detassazione “Tremonti Ambiente” per un impianto fotovoltaico, inizialmente omessa a causa dell’incertezza sulla cumulabilità con la tariffa incentivante; il giudice regionale aveva riconosciuto il beneficio. La Cassazione ha escluso che l’omessa indicazione originaria costituisse una scelta irreversibile, ammettendo la richiesta mediante istanza di rimborso in coerenza con l’emendabilità della dichiarazione. Ha dichiarato inammissibile la censura sull’accatastamento, perché riferita a un documento e ad argomentazioni difensive anziché a un fatto storico decisivo, e ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
N. 29047

Cassazione, sentenza n. 29047 del 19/10/2023

Sentenza n. 29047 del 19/10/2023

In una controversia sulla riclassificazione doganale di raccordi e sull’applicazione di un dazio antidumping, il giudice regionale aveva escluso la pretesa richiamando un’informazione tariffaria vincolante successiva e reputando non contestata l’identità delle merci. La Cassazione ha rilevato che l’Agenzia aveva invece specificamente contestato tale identità e dedotto caratteristiche decisive, tra cui filettatura, diametro e lavorazione, sulle quali il giudice d’appello non si era pronunciato né aveva svolto la necessaria classificazione oggettiva. Ha accolto i motivi relativi all’omessa pronuncia, cassando con rinvio e assorbendo le restanti censure.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29023

Cassazione, sentenza n. 29023 del 19/10/2023

Processo tributario - Giurisdizione - Provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate.

Una società aveva impugnato davanti al giudice amministrativo gli atti generali dell’Agenzia delle Entrate attuativi del contributo straordinario gravante sulle imprese energetiche; il Consiglio di Stato aveva riconosciuto tale giurisdizione e rinviato la causa al TAR. Le Sezioni Unite hanno affermato che il provvedimento direttoriale, pur meramente attuativo della legge e privo di una pretesa tributaria individuale, è un atto amministrativo generale sindacabile dal giudice amministrativo; il giudice tributario può invece disapplicarlo incidentalmente nella controversia su uno specifico atto impositivo. Sono state pertanto ritenute infondate le censure delle amministrazioni ricorrenti.

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