Cassazione, sentenza n. 19175 del 17/07/2019

Sentenza n. 19175 del 17/07/2019

Tipologia
Sentenza
Numero
19175
Data
17/07/2019
Fonte
Documentazione Economica e Finanziaria (MEF)

Sintesi

Una società immobiliare impugnava la decisione regionale che aveva confermato il recupero di maggiori ricavi e costi indeducibili ai fini IRES, IRAP e IVA, connessi alla vendita di sei appartamenti. La Cassazione non esamina le sei censure nel merito: pur avendo la ricorrente dichiarato che la sentenza impugnata le era stata notificata, la relativa copia autentica non risultava depositata nei termini e nelle forme prescritti. Il ricorso è pertanto dichiarato improcedibile e la contribuente è condannata a rimborsare le spese all’Amministrazione.

Testo della pronuncia

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

1. Con l'impugnata sentenza la Regionale del Piemonte, in riforma della prima decisione, rigettava il ricorso promosso dalla immobiliare V. S.r.l. avverso l'avviso di accertamento con il quale venivano ripresi a tassazione maggiori ricavi e costi indeducibili ai fini IRES IRAP IVA 2005 in relazione alla vendita di sei appartamenti ubicati in un prestigioso palazzo storico nel centro di Torino.

2. La Regionale, dopo aver ritenute sussistenti le condizioni che avevano legittimato l'ufficio a procedere all'accertamento con il metodo analitico induttivo, confermava nel merito il recupero d'imposta, sia perchè l'amministrazione aveva offerto la prova presuntiva dei ricavi "in nero", sia perchè reputava che i costi erano in parte non inerenti e in parte non documentati.

3. La contribuente ricorreva per sei motivi, mentre l'ufficio resisteva con controricorso.

4. Nel ricorso la contribuente dà atto che l'impugnata sentenza è stata "notificata in data 28 settembre 2012", la sua copia autentica non risulta però depositata nei termini e nelle forme prescritti dall'art. 369 c.p.c., comma 1, n. 2, con le conseguenti declaratoria di improcedibilità e condanna alle spese liquidate come in dispositivo (Cass. sez. III n. 15216 del 2018).

P.Q.M.

La Corte dichiara improcedibile il ricorso; condanna la contribuente a rimborsare all'ufficio le spese processuali, queste liquidate in complessivi Euro 5.000,00 a titolo di compenso, oltre a spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 28 maggio 2019.

Depositato in Cancelleria il 17 luglio 2019

Domande frequenti

Che differenza c’è fra certificazione di disegno e di efficacia del TCF?

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Chi può certificare il Tax Control Framework?

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