Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 16282

Cassazione, sentenza n. 16282 del 12/06/2024

Sentenza n. 16282 del 12/06/2024

L’accertamento aveva recuperato IVA, IRES e IRAP sui canoni di leasing di macchine movimento terra che, secondo il processo verbale della Guardia di Finanza, erano state cedute prima dell’anno 2013. I giudici di merito avevano riconosciuto l’inerenza e la deducibilità dei costi, affermando che i canoni precedevano la cessione. La Cassazione ha però rilevato una motivazione apparente, poiché la decisione non indicava le prove poste a fondamento della data della cessione né esaminava le risultanze del verbale; accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato con rinvio.

N. 16279

Cassazione, sentenza n. 16279 del 12/06/2024

Sentenza n. 16279 del 12/06/2024

La controversia verteva sulla detrazione dell’IVA relativa al ritrasferimento di un centro commerciale, documentato da un contratto che l’Agenzia assumeva nullo anche per il coinvolgimento nell’atto di una persona legata al notaio. La Cassazione ha affermato che la nullità civilistica non esclude, da sola, la detrazione: occorre verificare se l’operazione sia fittizia oppure, se effettivamente realizzata, derivi da evasione o abuso, mentre il soggetto passivo deve provare l’effettività della cessione e l’impiego imponibile del bene. Poiché l’appello aveva svolto tali verifiche solo parzialmente, la Corte ha accolto le relative censure imponendo un nuovo esame.

N. 16370

Cassazione, sentenza n. 16370 del 12/06/2024

Sentenza n. 16370 del 12/06/2024

La controversia riguarda la detrazione dell’IVA e la deducibilità, ai fini IRES e IRAP, del costo relativo al ritrasferimento di un centro commerciale, contestate dall’Ufficio anche in relazione alla validità civilistica dell’operazione e all’asserito abuso del diritto. La Cassazione ritiene tempestivo il ricorso introduttivo perché l’istanza di accertamento con adesione sospende per novanta giorni il termine d’impugnazione, senza che la mancata comparizione equivalga a rinuncia; dichiara inoltre inammissibili le censure sulla rappresentanza processuale e quelle formulate in modo generico o con paradigma improprio. I dati forniti non riportano la decisione sugli ulteriori motivi né l’esito complessivo del giudizio.

N. 16366

Cassazione, sentenza n. 16366 del 12/06/2024

Sentenza n. 16366 del 12/06/2024

Due avvisi avevano recuperato IRES e IRAP sulla quota di ammortamento dell’avviamento acquisito mediante cessione di ramo d’azienda, ritenendo la riorganizzazione societaria elusiva e diretta a ottenere una doppia deduzione. La Cassazione ha giudicato meramente assertiva l’esclusione dell’elusività operata in appello: anche le riorganizzazioni di gruppo ricadevano nella disciplina antielusiva applicabile. Accolti sia il ricorso dell’Agenzia sia la censura della contribuente sull’omessa pronuncia in tema di contraddittorio preventivo, ha cassato le sentenze e rinviato per esaminare anzitutto tale questione, quindi le effettive ragioni imprenditoriali dell’operazione.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 16321

Cassazione, sentenza n. 16321 del 12/06/2024

Sentenza n. 16321 del 12/06/2024

L’Amministrazione doganale sosteneva che i diritti di licenza relativi al marchio dovessero concorrere al valore doganale delle merci importate, quale condizione della vendita; i giudici di merito ne avevano invece escluso la daziabilità. La Cassazione ha precisato che la verifica richiede l’esame complessivo delle concrete pattuizioni contrattuali. Poiché il ricorso riportava soltanto alcune clausole, senza indicare compiutamente il contratto, la loro collocazione processuale e gli specifici errori interpretativi, la Corte lo ha dichiarato inammissibile, condannando l’Agenzia alle spese.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Processo tributario
N. 16293

Cassazione, sentenza n. 16293 del 12/06/2024

Accertamento - Firma digitale

I giudici di merito avevano annullato un avviso relativo al 2012 perché sottoscritto digitalmente e notificato in copia cartacea tramite posta, reputando necessario l’invio mediante PEC. La Cassazione ha stabilito che, nel regime applicabile dal 14 settembre 2016 al 26 gennaio 2018, l’esclusione degli strumenti informatici riguardava le attività ispettive e di controllo, non gli atti impositivi. Ha quindi accolto le censure dell’Agenzia: la copia analogica attestata conforme all’originale digitale era valida e poteva essere notificata con il servizio postale, con conseguente superamento della dichiarata nullità.

N. 16287

Cassazione, sentenza n. 16287 del 12/06/2024

Sentenza n. 16287 del 12/06/2024

La controversia riguardava la TARSU 2006 applicata a un parcheggio scoperto a pagamento, inserito dal regolamento comunale nella stessa categoria tariffaria di depositi, autorimesse, autolavaggi e garage. La Cassazione ha ritenuto che la disapplicazione del regolamento richieda la dimostrazione di specifici vizi di legittimità e che l’omogeneità tariffaria non implichi identità, essendo rilevante una simile potenzialità di produzione dei rifiuti. Non risultando sufficiente la mera contestazione dei criteri comunali, ha rigettato il ricorso e compensato le spese per il mutamento giurisprudenziale intervenuto.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16286

Cassazione, sentenza n. 16286 del 12/06/2024

Sentenza n. 16286 del 12/06/2024

L’appello dell’Agenzia contro l’annullamento parziale di un accertamento per IRPEG, IRAP e IVA era stato dichiarato inammissibile perché, al momento della costituzione, mancava la ricevuta postale di spedizione. La Cassazione ha confermato che la data d’invio deve risultare dalla ricevuta oppure, a determinate condizioni, dall’avviso di ricevimento o dall’elenco delle raccomandate, non potendo essere provata mediante presunzioni o attestazioni interne dell’Ufficio. Poiché l’avviso prodotto non certificava la spedizione e la ricezione era successiva alla scadenza, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 16208

Cassazione, sentenza n. 16208 del 11/06/2024

Sentenza n. 16208 del 11/06/2024

La controversia concerneva l’imposta di registro applicata, nella misura proporzionale dell’1%, alla ricognizione di debito enunciata in un decreto ingiuntivo relativo alla restituzione di un finanziamento. La Corte afferma che il mero riconoscimento del debito non produce effetti reali od obbligatori autonomi, ma agevola soltanto il creditore sul piano probatorio; la scrittura privata non autenticata è quindi soggetta, in caso d’uso, all’imposta fissa. Accolto il ricorso, la sentenza regionale è stata cassata e il ricorso originario deciso favorevolmente nel merito.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 16206

Cassazione, sentenza n. 16206 del 11/06/2024

Sentenza n. 16206 del 11/06/2024

La contribuente chiedeva gli interessi sul rimborso della maggiore IRES versata negli anni 2004-2007 per la mancata deduzione di una quota dell’IRAP, sostenendone la decorrenza dai versamenti anziché dall’entrata in vigore della disciplina sopravvenuta. La Corte esclude il vizio di motivazione della decisione regionale, ma riconduce il rimborso alla disciplina sostanziale dell’art. 44 del D.P.R. n. 602/1973: gli interessi reintegrano la diminuzione patrimoniale e maturano, secondo i periodi semestrali previsti, dal versamento fino all’ordinativo di pagamento. È ritenuta incongrua l’applicazione della procedura automatizzata dell’art. 44-bis.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 16195

Cassazione, sentenza n. 16195 del 11/06/2024

Sentenza n. 16195 del 11/06/2024

L’Amministrazione aveva registrato d’ufficio una presunta cessione verbale di ramo d’azienda, ricostruita attraverso il trasferimento dell’attività operativa, dei rapporti commerciali, del personale e di altri elementi aziendali; il giudice d’appello aveva confermato il recupero dell’imposta di registro. La Corte accoglie la censura relativa al mancato rispetto del termine dilatorio di sessanta giorni successivo al processo verbale, rilevando che conta l’emanazione dell’atto e non la successiva spedizione. In presenza di accesso, ispezione o verifica nei locali, l’inosservanza del termine determina l’illegittimità dell’atto, salvo specifiche ragioni d’urgenza.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 16272

Cassazione, sentenza n. 16272 del 11/06/2024

Sentenza n. 16272 del 11/06/2024

L’Agenzia aveva recuperato IRES sulla quota di ammortamento dell’avviamento derivante dalla cessione di un ramo d’azienda infragruppo, allegando che la sequenza negoziale fosse elusiva e finalizzata a una doppia deduzione. La Cassazione ha censurato l’affermazione del giudice d’appello secondo cui la cessione d’azienda non rientrava nelle operazioni potenzialmente elusive previste dalla disciplina applicabile. Accolto il secondo motivo e assorbito il primo, ha cassato con rinvio affinché sia verificato in concreto il carattere elusivo, considerando anche l’operatività conservata dalla cedente e le possibili ragioni organizzative della separazione delle attività.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 16168

Cassazione, sentenza n. 16168 del 11/06/2024

Sentenza n. 16168 del 11/06/2024

Un amministratore aveva impugnato in proprio l’accertamento per IRPEG, IRAP e IVA notificato esclusivamente alla società rappresentata, ottenendo inizialmente l’annullamento per un vizio di notificazione; la decisione era stata poi riformata in appello. La Corte rileva d’ufficio che l’amministratore non aveva un interesse concreto e attuale a contestare un atto rivolto soltanto alla società: tale interesse potrebbe sorgere davanti a un successivo atto che gli richieda personalmente le somme. Il ricorso originario è pertanto dichiarato inammissibile e la sentenza impugnata viene cassata senza rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di capitali
N. 16271

Cassazione, sentenza n. 16271 del 11/06/2024

Sentenza n. 16271 del 11/06/2024

L’accertamento aveva recuperato IVA, IRES e IRAP sia sui canoni di leasing di macchinari ritenuti già ceduti, sia sulle perdite su crediti; i giudici di merito avevano annullato l’atto esaminando soltanto i canoni. La Cassazione ha rilevato che l’appello dell’Agenzia denunciava espressamente l’omessa decisione sulle perdite e che la pronuncia sui canoni non poteva comportarne un rigetto implicito. Accolto tale motivo e dichiarata inammissibile, per la doppia conforme, la censura sull’esame delle risultanze del verbale, ha cassato la sentenza limitatamente all’omessa pronuncia e rinviato al giudice regionale.

N. 16138

Cassazione, sentenza n. 16138 del 11/06/2024

Sentenza n. 16138 del 11/06/2024

Il giudice regionale aveva riconosciuto a una struttura alberghiera la riduzione TARI per i mesi di chiusura, pur escludendo che la scarsa occupazione delle camere incidesse di per sé sulla tariffa; il Comune contestava l’assenza di una prova dell’oggettiva inutilizzabilità. La Corte ribadisce che esenzioni e riduzioni richiedono allegazione e prova dei relativi presupposti, ma rileva che il Comune non aveva censurato lo specifico accertamento della chiusura e della mancata prestazione del servizio. Inoltre, la disposizione regolamentare richiamata nel ricorso era successiva alle annualità controverse: l’impugnazione è stata quindi rigettata.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Immobili
N. 16270

Cassazione, sentenza n. 16270 del 11/06/2024

Sentenza n. 16270 del 11/06/2024

La controversia riguardava una cartella emessa per il recupero di un credito d’imposta utilizzato in compensazione oltre la misura spettante; la CTR aveva annullato la pretesa rilevando d’ufficio un vizio nella sottoscrizione digitale degli atti presupposti. La Cassazione afferma che il giudice d’appello non può pronunciarsi su questioni mai dedotte, poiché il principio iura novit curia non consente di mutare la fattispecie controversa. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle questioni effettivamente proposte.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 16264

Cassazione, sentenza n. 16264 del 11/06/2024

Sentenza n. 16264 del 11/06/2024

Gli accertamenti IRES e IRAP avevano recuperato la quota di ammortamento dell’avviamento relativo a un ramo d’azienda, considerando elusiva la riorganizzazione societaria e indebito il vantaggio fiscale conseguito. La Cassazione ritiene insufficiente la motivazione della CTR, fondata sul risparmio rispetto a una fusione alternativa senza valutare le ragioni organizzative addotte dalla contribuente e la possibile prosecuzione separata delle attività. Accolti il primo e il terzo motivo e assorbiti gli altri, le sentenze sono cassate con rinvio per verificare se il trasferimento perseguisse esclusivamente un vantaggio fiscale.

N. 16257

Cassazione, sentenza n. 16257 del 11/06/2024

Sentenza n. 16257 del 11/06/2024

La controversia concerneva l’imputazione IRPEF al socio accomandante dei maggiori redditi accertati presso una società in accomandita semplice e le relative sanzioni. La Cassazione dichiara estinto, per definizione agevolata, il giudizio sulle annualità 2006-2008 e ritiene per il 2009 non apparente la motivazione che aveva confermato il ribaltamento del reddito societario; ribadisce inoltre che il reddito delle società di persone è imputato ai soci per trasparenza, indipendentemente dalla percezione. Nei passaggi forniti non è riportato l’esito conclusivo dei motivi riguardanti le sanzioni.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 16254

Cassazione, sentenza n. 16254 del 11/06/2024

Sentenza n. 16254 del 11/06/2024

Un decreto ingiuntivo, relativo a un credito acquisito mediante factoring, enunciava una ricognizione di debito che la CTR aveva assoggettato all’imposta di registro proporzionale dell’1%. La Cassazione qualifica il mero riconoscimento come atto ricognitivo privo di autonomi effetti reali o obbligatori, dal quale deriva soltanto un’agevolazione probatoria: la scrittura privata non autenticata sconta pertanto l’imposta fissa in caso d’uso. Accolto il ricorso, la Corte cassa la decisione e, non occorrendo altri accertamenti, accoglie nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 16253

Cassazione, sentenza n. 16253 del 11/06/2024

Sentenza n. 16253 del 11/06/2024

L’accertamento IVA riguardava cessioni gratuite di campioni di piastrelle, contrassegnati sulle confezioni anziché sui singoli prodotti, e la distinta ripresa relativa agli espositori. La Cassazione afferma che la disciplina richiede il contrassegno, ma non una marcatura indelebile su ciascun bene, essendo sufficiente un’etichettatura idonea alla funzione promozionale; rileva inoltre che la CTR aveva tacitamente deciso sulla cessione degli espositori senza fornire motivazione. Accolti il terzo e il nono motivo, con assorbimento delle questioni connesse, la sentenza è cassata con rinvio per nuovo esame.

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