Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 22261

Cassazione, sentenza n. 22261 del 6/08/2024

Sentenza n. 22261 del 06/08/2024

L’accertamento contestava la non imponibilità IVA applicata a operazioni di leasing nautico, per mancata prova dell’effettiva navigazione in alto mare, e a una cessione intracomunitaria ritenuta destinata sostanzialmente a un consumatore finale. I giudici di merito avevano confermato i recuperi, reputando insufficiente la documentazione prodotta e carente la diligenza osservata nella verifica della controparte. Il testo fornito espone il ricorso per cassazione e le conclusioni del pubblico ministero, ma si interrompe prima delle valutazioni conclusive della Corte e non consente di determinarne prudentemente l’esito.

N. 22249

Cassazione, sentenza n. 22249 del 6/08/2024

Sentenza n. 22249 del 06/08/2024

L’Ufficio aveva riqualificato un complesso immobiliare da bene merce a immobilizzazione e applicato la disciplina delle società non operative, recuperando IRES, IRAP e IVA; i giudici di merito avevano invece valorizzato la crisi edilizia, le difficoltà di vendita e gli elementi di operatività dell’impresa. La Cassazione richiama i principi unionali secondo cui il mancato raggiungimento della soglia nazionale di ricavi non può, da solo, negare la soggettività passiva o compromettere sistematicamente la detrazione IVA. Le censure dell’Agenzia sono giudicate in parte inammissibili e in parte infondate.

N. 22245

Cassazione, sentenza n. 22245 del 6/08/2024

Sentenza n. 22245 del 06/08/2024

La società, qualificata come non operativa per perdite sistematiche nel triennio 2009-2011, contestava il diniego del rimborso IVA 2012 e invocava la causa di disapplicazione prevista per le società in liquidazione impegnate alla cancellazione. La Cassazione ha stabilito che la disciplina delle perdite sistematiche e le relative cause di disapplicazione operavano già dal 2012, dovendosi distinguere il triennio di osservazione dal periodo di applicazione. Ha quindi ritenuto fondati i motivi contro la decisione di secondo grado, anche quanto alla rilevanza dell’impegno alla cancellazione manifestato mediante atti e comportamenti della contribuente.

N. 22244

Cassazione, sentenza n. 22244 del 6/08/2024

Sentenza n. 22244 del 06/08/2024

La controversia concerneva l’assoggettamento a IRAP della sopravvenienza attiva derivante dalla cessione di dieci contratti di leasing immobiliare, esclusa dalla contribuente perché ritenuta straordinaria. La Cassazione ha confermato che il provento apparteneva alla gestione operativa dell’impresa ed era quindi incluso nella base imponibile secondo la disciplina anteriore alla riforma del conto economico, senza necessità di applicare il principio di correlazione. Ha inoltre escluso un’obiettiva incertezza normativa idonea a disapplicare le sanzioni e ha rigettato integralmente il ricorso.

N. 22241

Cassazione, sentenza n. 22241 del 6/08/2024

Sentenza n. 22241 del 06/08/2024

Una società aveva dapprima richiesto nella dichiarazione il rimborso di un credito IVA maturato per investimenti immobiliari, poi revocato la scelta e successivamente riproposto l’istanza, sostenendo che la rinuncia fosse viziata da errore. La Cassazione distingue il rimborso, esercitato mediante l’apposito quadro dichiarativo, dalla detrazione, fondata sui presupposti sostanziali, e afferma che l’alternatività tra i due istituti impedisce una revoca senza limiti temporali. Ritenuta tardiva la nuova richiesta e non utilmente emendabile la scelta originaria nei termini prospettati, ha giudicato infondati i motivi e rigettato il ricorso.

N. 22233

Cassazione, sentenza n. 22233 del 6/08/2024

Sentenza n. 22233 del 06/08/2024

Una società aveva dapprima richiesto nella dichiarazione il rimborso di un credito IVA maturato per investimenti immobiliari, poi revocato la scelta e successivamente riproposto l’istanza, sostenendo che la rinuncia fosse viziata da errore. La Cassazione distingue il rimborso, esercitato mediante l’apposito quadro dichiarativo, dalla detrazione, fondata sui presupposti sostanziali, e afferma che l’alternatività tra i due istituti impedisce una revoca senza limiti temporali. Ritenuta tardiva la nuova richiesta e non utilmente emendabile la scelta originaria nei termini prospettati, ha giudicato infondati i motivi e rigettato il ricorso.

N. 22163

Cassazione, ordinanza n. 22163 del 6/08/2024

Ordinanza n. 22163 del 06/08/2024

La società aveva impugnato cartelle conosciute tramite estratto di ruolo e, dopo avere chiesto la pubblica udienza in appello, aveva visto la controversia decisa in camera di consiglio senza rinuncia dei difensori alla trattazione orale. La Cassazione ha ritenuto ammissibile l’impugnazione, essendo stato documentato in sede di legittimità un interesse concreto collegato alla partecipazione a procedure pubbliche. Ha quindi affermato che il mancato rispetto dell’espressa richiesta di pubblica udienza viola il diritto di difesa, cassando la sentenza e rinviando al giudice tributario di secondo grado.

N. 22153

Cassazione, sentenza n. 22153 del 6/08/2024

Fallimento - Rimborso IVA - Compensazione

Nel giudizio sul rimborso di un credito IVA maturato durante la procedura concorsuale, l’Amministrazione opponeva in compensazione un proprio credito IRES, benché non insinuato al passivo; i giudici di merito avevano escluso la compensazione dopo l’omologa del concordato fallimentare. La Cassazione ha affermato che il controcredito può essere eccepito per paralizzare la domanda anche senza previa insinuazione e che, nella consecutività tra concordato preventivo e fallimento, gli effetti retroagiscono alla domanda di concordato quando la crisi coincideva con l’insolvenza. Ha pertanto accolto la censura dell’Agenzia.

N. 22146

Cassazione, sentenza n. 22146 del 6/08/2024

Sentenza n. 22146 del 06/08/2024

L’accertamento analitico-induttivo contestava ricavi non dichiarati nella vendita di immobili, valorizzando contabilità irregolare, scostamenti dai valori OMI, mutui ipotecari superiori ai prezzi dichiarati e dichiarazioni degli acquirenti; la CTR aveva annullato la ripresa reputando insufficienti gli elementi offerti. La Cassazione ha ribadito che i valori OMI, meramente orientativi, richiedono riscontri concreti, ma ha censurato il mancato esame congiunto degli ulteriori indizi, in particolare dell’entità dei mutui. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio.

N. 22139

Cassazione, sentenza n. 22139 del 6/08/2024

Sentenza n. 22139 del 06/08/2024

La controversia riguardava contributi comunali destinati al ripiano del disavanzo di un’azienda di trasporto, la loro imponibilità ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, nonché l’ammortamento dei costi di un fabbricato costruito su terreno altrui. La Cassazione ha escluso che tali contributi costituiscano componenti positivi di reddito e ha precisato che i costi sono ammortizzabili solo se riferiti a beni entrati nel patrimonio dell’impresa; ha invece richiesto una verifica sulla connessione dei contributi con il prezzo del servizio ai fini IVA. Accolti i pertinenti motivi dei ricorsi principale e incidentale, ha cassato con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 22271

Cassazione, sentenza n. 22271 del 6/08/2024

Sentenza n. 22271 del 06/08/2024

L’Ufficio aveva spedito avvisi IRES e IRAP a una società lussemburghese mediante raccomandata internazionale, rimasta non ritirata, tentando inoltre notifiche presso una società italiana e un ex rappresentante; i giudici di merito avevano ritenuto invalide le notificazioni e non provata l’esterovestizione. La Cassazione limita l’esame alla spedizione estera e afferma che la procedura semplificata dell’art. 60, comma 4, riguarda cittadini italiani residenti all’estero o società italiane con sede estera, non una società costituita e rimasta straniera. Dichiara inoltre la censura carente nell’indicazione dei documenti notificatori e rigetta il ricorso dell’Agenzia.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 22118

Cassazione, sentenza n. 22118 del 5/08/2024

Sentenza n. 22118 del 05/08/2024

La rettifica riguardava una società di capitali che aveva optato con le socie per la trasparenza fiscale IRES; la commissione regionale aveva annullato l’accertamento per incompetenza territoriale dell’ufficio, valorizzando la sede effettiva anziché quella legale. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che il giudizio si era svolto senza tutti i litisconsorti necessari: nella trasparenza fiscale devono partecipare la società e tutti i soci, poiché il reddito rettificato è loro automaticamente imputato. Cassata senza rinvio la sentenza, la causa è stata rimessa al giudice tributario di primo grado di Milano, individuato anche in ragione della sede legale della società.

  • IRES
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22009

Cassazione, sentenza n. 22009 del 5/08/2024

Sentenza n. 22009 del 05/08/2024

Erano contestate sanzioni IVA e IRAP a una professionista ritenuta concorrente nelle violazioni commesse da società coinvolte in operazioni illecite; i giudici di merito avevano confermato gli atti. La Cassazione ha chiarito che, quando il contribuente presenta deduzioni nella fase amministrativa, l’atto sanzionatorio deve avere motivazione rafforzata: non basta riportarle, occorre spiegare perché siano respinte. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare concretamente la motivazione dei provvedimenti.

N. 22116

Cassazione, sentenza n. 22116 del 5/08/2024

Sentenza n. 22116 del 05/08/2024

Due giudizi riuniti riguardavano un accertamento derivato dalla rettifica del reddito di una società in trasparenza fiscale: uno era stato promosso dalla socia, l’altro dall’ex rappresentante, semplice destinatario della notifica. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso personale dell’ex rappresentante, privo di legittimazione e interesse, cassando senza rinvio perché la causa non poteva essere proposta. Nel giudizio della socia ha invece rilevato la mancata partecipazione della società e di tutti i soci, litisconsorti necessari, e ha rimesso la causa al giudice tributario di primo grado di Milano, competente in base alla sede legale.

  • IRES
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22008

Cassazione, sentenza n. 22008 del 5/08/2024

Sentenza n. 22008 del 05/08/2024

Una società chiedeva il rimborso della maggiore accisa sul gasolio, negato per irregolarità nei registri; i giudici di merito avevano annullato il diniego per mancata redazione del processo verbale di constatazione e violazione del contraddittorio. La Cassazione ha stabilito che il PVC preventivo previsto dal Testo unico accise è funzionale all’accertamento di maggiori imposte, non al rigetto di una domanda di rimborso, nella quale il contribuente è attore sostanziale e deve provare la pretesa. Accolto il primo motivo, assorbito il secondo, ha cassato con rinvio.

N. 22106

Cassazione, sentenza n. 22106 del 5/08/2024

Sentenza n. 22106 del 05/08/2024

La controversia riguardava contributi comunali destinati al ripiano del disavanzo di un’azienda di trasporto, la loro imponibilità ai fini delle imposte dirette e dell’IVA e l’ammortamento dei costi di un fabbricato costruito su terreno altrui. La Cassazione ha escluso che i contributi costituiscano componenti positivi di reddito e ha negato l’ammortamento, poiché il fabbricato non era entrato nel patrimonio dell’impresa mediante proprietà o altro diritto reale. Quanto all’IVA, ha cassato la decisione priva di motivazione sulla connessione tra contributo e prezzo del servizio, rinviando per un nuovo esame anche delle conseguenti sanzioni.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 21998

Cassazione, sentenza n. 21998 del 5/08/2024

Sentenza n. 21998 del 05/08/2024

La controversia riguardava accise su carburante destinato al rifornimento navale, con differenze quantitative segnalate all’arrivo; i giudici regionali avevano escluso la pretesa ritenendo incerta l’affidabilità delle misurazioni a bordo e non provata una condotta elusiva del deposito. La Cassazione ha rilevato che occorreva accertare concretamente l’eventuale svincolo irregolare, senza svalutare la segnalazione sulla base di mere supposizioni, poiché tale fatto può determinare l’esigibilità dell’accisa e la responsabilità solidale del depositario. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, ha cassato con rinvio.

N. 22096

Cassazione, sentenza n. 22096 del 5/08/2024

Sentenza n. 22096 del 05/08/2024

Per l’anno 2009 erano stati recuperati a tassazione contributi comunali destinati al ripiano del disavanzo di un’azienda di trasporto e costi di costruzione relativi a un immobile realizzato su terreno altrui. La Cassazione ha confermato che i contributi non sono componenti positivi ai fini delle imposte dirette, ma ha escluso l’ammortizzabilità dei costi, non essendo il bene entrato nel patrimonio dell’impresa mediante proprietà o altro diritto reale. Ha inoltre cassato la decisione sull’IVA, poiché il giudice regionale non aveva verificato la diretta connessione del contributo con il prezzo del servizio, disponendo il rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 21981

Cassazione, sentenza n. 21981 del 5/08/2024

Sentenza n. 21981 del 05/08/2024

Un avviso per IVA, interessi e sanzioni dovuti da una società in accomandita semplice cancellata era stato notificato, entro cinque anni dalla cancellazione, all’erede dell’ex accomandatario e liquidatore già deceduto. La Cassazione ha affermato che il differimento quinquennale degli effetti dell’estinzione mantiene la società quale destinataria degli atti tributari e non trasferisce automaticamente agli eredi la rappresentanza dell’ente. Accolto il ricorso incidentale e assorbito quello dell’Amministrazione, ha cassato e deciso nel merito, annullando l’avviso per nullità insanabile della notifica.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22094

Cassazione, sentenza n. 22094 del 5/08/2024

Sentenza n. 22094 del 05/08/2024

La controversia riguardava contributi comunali destinati al ripiano del disavanzo di un’azienda di trasporto, il relativo trattamento IVA e l’ammortamento dei costi di un fabbricato costruito su terreno altrui. La Cassazione esclude che tali contributi costituiscano componenti positivi soggetti a imposte dirette; afferma inoltre che sono ammortizzabili soltanto i costi di beni entrati nel patrimonio dell’impresa per proprietà o altro diritto reale. Accolte le censure sull’ammortamento e sull’omessa motivazione circa la connessione dei contributi con il servizio ai fini IVA, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Imprese

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