Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 33575

Cassazione, sentenza n. 33575 del 28/12/2018

Sentenza n. 33575 del 28/12/2018

La controversia riguarda la classificazione doganale di un termografo elettronico a infrarossi, dichiarato come spettrometro esente da dazi e riclassificato dall’Amministrazione tra gli apparecchi per ripresa termica. La Cassazione stabilisce che l’apparecchio capace di captare l’irradiazione di calore e trasformarla in immagini colorate, senza riprodurre valori numerici, rientra nella voce doganale indicata dall’Ufficio; respinge invece le censure sulla valutazione probatoria del parere tecnico. Accoglie il terzo motivo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario della contribuente.

N. 33574

Cassazione, sentenza n. 33574 del 28/12/2018

Sentenza n. 33574 del 28/12/2018

L’accertamento recuperava costi per servizi amministrativi infragruppo ritenuti incongrui, spese di acquisto e trasporto di merci destinate a terzi considerate non inerenti e importi riferiti a fatture intestate ad altre imprese. La Cassazione precisa che l’inerenza è qualitativa, mentre incongruità e antieconomicità hanno rilievo probatorio; ai fini IVA, la sproporzione incide soltanto se macroscopica e indicativa dell’assenza di collegamento con l’attività. Rilevata l’omessa o inesatta valutazione del contratto, delle commesse e della documentazione sullo storno contabile, accoglie tre motivi, cassa e rinvia alla CTR.

N. 33573

Cassazione, sentenza n. 33573 del 28/12/2018

Sentenza n. 33573 del 28/12/2018

Una società aveva impugnato il recupero dell’IVA relativa a cessioni intracomunitarie ritenute prive delle condizioni per la non imponibilità; dopo l’accoglimento in primo grado, il giudice d’appello aveva respinto il ricorso. Nel giudizio di cassazione la contribuente ha rinunciato agli atti e all’azione, dichiarando di avere avviato la procedura di definizione agevolata prevista dal D.L. n. 193 del 2016. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese, in ragione del collegamento tra la rinuncia e la definizione agevolata.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 33422

Cassazione, sentenza n. 33422 del 27/12/2018

Sentenza n. 33422 del 27/12/2018

La società aveva proposto un unico ricorso per cassazione contro tre sentenze concernenti TARSU di annualità diverse e due distinti magazzini, sostenendo, tra l’altro, l’esenzione per imballaggi terziari smaltiti autonomamente e l’assenza di produzione di rifiuti in un deposito di transito. La Cassazione ha chiarito che l’impugnazione cumulativa di più sentenze tributarie è ammessa soltanto quando le cause dipendano integralmente dalla medesima questione di diritto, relativa allo stesso rapporto d’imposta. Poiché le decisioni riguardavano atti, periodi e fattispecie differenti e i motivi non investivano tutte le sentenze, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33382

Cassazione, ordinanza n. 33382 del 27/12/2018

Ordinanza n. 33382 del 27/12/2018

Un commercialista aveva chiesto il rimborso dell’IRAP versata, sostenendo che la presenza nello studio di praticanti remunerati non integrasse un’autonoma organizzazione; la CTR aveva parzialmente accolto la domanda. La Cassazione precisa che la finalità normalmente formativa del praticantato non dispensa il giudice dal verificare in concreto se l’apporto dei praticanti, anche considerando la consistenza dei compensi, abbia incrementato la produttività e il reddito professionale. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la decisione è cassata con rinvio alla CTR dell’Emilia-Romagna per tale accertamento e per le spese.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33416

Cassazione, sentenza n. 33416 del 27/12/2018

Sentenza n. 33416 del 27/12/2018

L’Ufficio impugnava la decisione che aveva annullato riprese IRPEF e IRES relative, tra l’altro, ad ammortamenti di beni compresi in un affitto d’azienda, provvigioni imputate fuori competenza e una somma qualificata come contributo consortile. La Cassazione ha rilevato l’omessa motivazione sull’appello incidentale, l’erroneo riferimento alla disciplina dell’ammortamento dell’affittuario anziché alle quote pregresse inferiori al minimo, e la validità della motivazione per relationem quando gli atti siano conosciuti o riprodotti nel contenuto essenziale. Ha inoltre censurato l’omesso esame della possibile natura sanzionatoria del costo, cassando con rinvio alla CTR.

  • IRES
  • IRPEF
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33415

Cassazione, sentenza n. 33415 del 27/12/2018

Sentenza n. 33415 del 27/12/2018

L’accertamento recuperava a IRES e IRAP parte dei costi dedotti per l’indennità corrisposta alla cessazione di un rapporto di agenzia internazionale, ritenuta dall’Ufficio non coerente con gli accordi; i giudici di merito avevano invece concentrato il rigetto sulla prova dell’effettività e congruità dell’attività dell’agente. Riuniti i ricorsi contro la sentenza d’appello e quella sulla revocazione, la Cassazione ha censurato entrambe le motivazioni: la prima non valutava i documenti prodotti sulla prestazione e sull’indennità, la seconda non spiegava perché gli errori denunciati non fossero revocatori. Le due decisioni sono state cassate, nei limiti dei motivi accolti, con distinti rinvii alla CTR.

  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33414

Cassazione, sentenza n. 33414 del 27/12/2018

Sentenza n. 33414 del 27/12/2018

L’Agenzia contestava la deducibilità dei costi e la detraibilità dell’IVA relativi a fatture per subappalti ritenuti inesistenti, valorizzando emissioni successive alla chiusura dei cantieri, pagamenti in contanti e note di credito tardive. La Corte conferma che spetta all’Amministrazione provare, anche per presunzioni gravi, precise e concordanti, l’inesistenza delle operazioni; solo dopo tale prova l’onere si trasferisce al contribuente. Ritenuta congrua la valutazione della CTR circa l’insufficienza degli indizi, e liberamente apprezzabile l’archiviazione penale, rigetta il ricorso dell’Agenzia.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Processo tributario
N. 33413

Cassazione, sentenza n. 33413 del 27/12/2018

Sentenza n. 33413 del 27/12/2018

La società aveva compensato orizzontalmente crediti IVA oltre il limite annuale, ricevendo sanzioni del 30%, e sosteneva che la violazione fosse meramente formale o assimilabile a quelle rilevate mediante controllo automatizzato, con conseguente riduzione della sanzione. La Corte afferma che il superamento del tetto priva l’Erario della liquidità dovuta e fa emergere un debito d’imposta, escludendo l’assenza di danno invocata. Nei passaggi disponibili rigetta le relative censure, riconosce all’Agenzia la scelta del procedimento consentito dalla legge e considera manifestamente infondata la questione costituzionale prospettata.

N. 33412

Cassazione, sentenza n. 33412 del 27/12/2018

Sentenza n. 33412 del 27/12/2018

Il contribuente contestava un accertamento parziale e induttivo fondato sulle differenze di magazzino, invocando anche il condono e vizi di motivazione dell’atto. La Corte afferma che la consegna del processo verbale di constatazione, attestata per ricevuta, equivale alla notificazione ai fini dell’effetto ostativo al condono; precisa inoltre che l’accertamento parziale può derivare da una verifica generale e utilizzare il metodo induttivo. Nei passaggi disponibili respinge le censure esaminate, rilevando anche il giudicato interno sulla motivazione dell’avviso e la gravità delle irregolarità contabili accertate dalla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 33411

Cassazione, sentenza n. 33411 del 27/12/2018

Sentenza n. 33411 del 27/12/2018

L’Agenzia riteneva inesistenti alcune operazioni edilizie e indeducibili sia un costo sia le sopravvenienze passive generate da note di credito, contestando inoltre la detrazione IVA. La Corte giudica adeguata la motivazione con cui la CTR aveva escluso una prova sufficiente del meccanismo evasivo e rilevato che le fatture attive erano confluite nei ricavi dell’esercizio precedente: il loro successivo venir meno poteva quindi produrre sopravvenienze passive. Respinge il ricorso, precisando che l’emissione tardiva delle note di credito aveva consolidato il debito IVA del cedente e non dimostrava, da sola, l’inesistenza delle operazioni.

N. 33438

Cassazione, sentenza n. 33438 del 27/12/2018

Sentenza n. 33438 del 27/12/2018

L’Agenzia aveva rettificato il valore dichiarato per una compravendita di terreno, recuperando maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale; la CTR aveva annullato la rettifica reputando non omogeneo l’unico terreno comparato e richiamando una perizia giurata. La Corte ha ritenuto apparente la motivazione sulla disomogeneità, ha precisato che la comparazione può fondarsi anche su un solo atto e ha escluso che il giudice possa utilizzare una perizia soltanto menzionata, ma mai prodotta in giudizio. Respinto il secondo motivo e accolti gli altri per quanto pertinenti, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 33410

Cassazione, sentenza n. 33410 del 27/12/2018

Sentenza n. 33410 del 27/12/2018

Il contribuente impugnava un’iscrizione ipotecaria sostenendo, tra l’altro, di non avere ricevuto una preventiva intimazione di pagamento. La Corte chiarisce che l’ipoteca non costituisce espropriazione forzata e non richiede l’intimazione prevista per l’esecuzione, ma l’agente della riscossione deve previamente comunicare l’intenzione di iscriverla, concedendo trenta giorni per osservazioni o pagamento: l’omesso contraddittorio determina la nullità. Accoglie il primo motivo, assorbe gli altri, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario del contribuente.

N. 33437

Cassazione, sentenza n. 33437 del 27/12/2018

Sentenza n. 33437 del 27/12/2018

La lite nasceva dalla rettifica del valore dichiarato nella compravendita di un terreno, con recupero delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale; la CTR aveva accolto l’appello dei contribuenti, negando l’omogeneità del terreno assunto a confronto e valorizzando una perizia giurata. La Corte ha giudicato apparente la motivazione sulla diversa classificazione urbanistica, chiarendo inoltre che la legge non richiede un numero minimo di atti comparabili e che una decisione non può fondarsi su una perizia mai acquisita al processo. Ha pertanto accolto il ricorso per quanto di ragione, cassato la sentenza e disposto il rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 33409

Cassazione, sentenza n. 33409 del 27/12/2018

Sentenza n. 33409 del 27/12/2018

La controversia riguardava plurimi recuperi verso una società agricola, tra cui la rettifica della detrazione IVA, ammortamenti su beni concessi in uso e una minusvalenza fondiaria. La Corte colloca la rettifica IVA nel 2003, quando il contratto iniziò a produrre operazioni attive esenti, non nell’anno della stipula; ritiene invece insufficiente la qualificazione del rapporto come semplice affitto di fondo rustico, perché la CTR non aveva valutato tutti gli elementi indicati dall’Ufficio circa il possibile trasferimento di un complesso aziendale. Nei passaggi forniti risultano accolti il primo e il quarto motivo, con assorbimento del quinto.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 33436

Cassazione, sentenza n. 33436 del 27/12/2018

Sentenza n. 33436 del 27/12/2018

La controversia riguardava la rettifica del valore di tre immobili ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, confermata nei gradi di merito sulla base dei dati OMI. La Cassazione ha riconosciuto alla contribuente la possibilità di opporre il giudicato favorevole ottenuto dalla condebitrice solidale sul medesimo atto impositivo, non essendosi formato un giudicato diretto nei suoi confronti. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha rideterminato il valore degli immobili in euro 469.759,58, compensando integralmente le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33408

Cassazione, sentenza n. 33408 del 27/12/2018

Sentenza n. 33408 del 27/12/2018

L’accertamento disconosceva dividendi contabilizzati, ritenendoli fittizi nell’ambito di operazioni finanziarie dirette a ottenere indebiti rimborsi d’imposta. La Corte reputa ammissibile la documentazione prodotta dall’Agenzia in appello, perché volta a precisare e provare la pretesa già formulata, ma censura la CTR per non avere indicato gli elementi presuntivi decisivi né valutato le prove contrarie, comprese risultanze bancarie, certificazioni e scritture contabili. Accoglie quindi il terzo motivo, rigetta gli altri, cassa la sentenza e rinvia alla CTR del Lazio in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 33435

Cassazione, sentenza n. 33435 del 27/12/2018

Sentenza n. 33435 del 27/12/2018

Il giudizio concerneva il maggior reddito imputato a un socio per la partecipazione, nella misura del 90 per cento, a una società di persone; la CTR aveva respinto l’appello dell’Ufficio richiamando una decisione resa lo stesso giorno sulla posizione societaria. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che l’unitarietà dell’accertamento e l’imputazione automatica del reddito impongono la partecipazione della società e di tutti i soci, salvo questioni personali. Ha quindi dichiarato nullo l’intero giudizio, cassato la sentenza e rinviato alla CTP in diversa composizione, senza esaminare i motivi dell’Ufficio.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 33407

Cassazione, sentenza n. 33407 del 27/12/2018

Sentenza n. 33407 del 27/12/2018

Una società madre francese chiedeva, in base alla Convenzione Italia-Francia, il rimborso del credito d’imposta sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana; l’Amministrazione opponeva l’assenza dei relativi presupposti. La Corte afferma che, nel giudizio sul silenzio-rifiuto, il contribuente deve provare il diritto al rimborso e l’Ufficio può contestarlo anche in appello; coordina inoltre Convenzione e direttiva madre-figlia, escludendo che la loro applicazione produca una doppia non-imposizione. Nei passaggi disponibili nega il credito, poiché non risultava un’imposizione francese sui dividendi e il rimborso avrebbe cumulato benefici.

N. 33434

Cassazione, sentenza n. 33434 del 27/12/2018

Sentenza n. 33434 del 27/12/2018

La contribuente contestava il maggior reddito attribuitole quale socia, sostenendo che la vendita immobiliare accertata fosse stata compiuta dopo la trasformazione della società in società semplice; i giudici di merito avevano accolto tale ricostruzione, mentre l’Ufficio negava che la trasformazione avesse creato un soggetto distinto. La Cassazione non ha esaminato queste censure: ha rilevato che l’accertamento unitario relativo alla società di persone e ai soci richiedeva il litisconsorzio necessario, anche in presenza di profili IRAP e IVA connessi. Ha dichiarato nullo l’intero giudizio, cassando con rinvio alla CTP in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Società semplice
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario

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