Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 17360

Cassazione, sentenza n. 17360 del 17/06/2021

Sentenza n. 17360 del 17/06/2021

La controversia derivava da accertamenti IRPEF e IRAP notificati a una società di persone e ai soci, successivamente impugnati anche dalla società ormai cancellata dal registro delle imprese. La Corte dichiara inammissibile il ricorso per cassazione della società estinta, poiché la procura speciale presuppone un mandante esistente e non può essere sostituita dall’ultrattività del precedente mandato. Conferma inoltre la competenza della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate e del relativo direttore a emettere e sottoscrivere gli avvisi di accertamento, ritenendo infondate le corrispondenti censure.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 17359

Cassazione, sentenza n. 17359 del 17/06/2021

Sentenza n. 17359 del 17/06/2021

La vicenda riguarda accertamenti IRAP e IRPEF conseguenti all’omessa dichiarazione di una società di persone, cancellata dal registro delle imprese durante il giudizio di primo grado. La Corte dichiara inammissibile il ricorso per cassazione proposto per la società estinta, non potendo questa conferire la necessaria procura speciale; respinge invece i ricorsi delle socie. La presentazione della dichiarazione soltanto dopo il questionario non elimina l’omissione, mentre le contestazioni sulla notificazione e sulla sottoscrizione degli atti sono state giudicate inammissibili o infondate.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 17358

Cassazione, sentenza n. 17358 del 17/06/2021

Sentenza n. 17358 del 17/06/2021

L’Agenzia delle Entrate aveva negato parzialmente il rimborso di un credito IVA ceduto dal curatore fallimentare, opponendo la compensazione con debiti erariali della società fallita. La Corte rileva che, per valutare la compensazione concorsuale, occorre conoscere quando siano sorti sia il credito IVA sia il controcredito erariale; i motivi dell’Amministrazione non fornivano indicazioni sufficienti al riguardo e sono stati dichiarati inammissibili. Assorbita la censura sulla notificazione via PEC, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 17223

Cassazione, sentenza n. 17223 del 17/06/2021

Sentenza n. 17223 del 17/06/2021

Una contribuente contestava la cartella emessa per recuperare gli interessi maturati durante la sospensione della riscossione, deducendo decadenza, prescrizione, carenza di motivazione e omessa pronuncia della CTR. La Corte ritiene legittima la motivazione per relationem quando il giudice d’appello esponga, anche sinteticamente, le ragioni della conferma e rileva che la CTR aveva esaminato le doglianze. Poiché gli atti e le causali degli interessi erano identificabili e le ulteriori censure risultavano infondate o inammissibili, il ricorso è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17475

Cassazione, ordinanza n. 17475 del 17/06/2021

Ordinanza n. 17475 del 17/06/2021

La controversia riguarda una cartella emessa dopo il controllo formale della dichiarazione, per ritenute d’acconto scomputate da un professionista ma non certificate dai sostituti. La Corte afferma che le ritenute possono essere provate anche con mezzi equipollenti alla certificazione, purché dimostrino l’effettiva percezione dei compensi al netto della ritenuta; nel caso concreto, la documentazione è stata giudicata insufficiente. Le censure sul divieto di doppia imposizione, sui documenti asseritamente già posseduti dall’Amministrazione e sull’omesso esame delle prove sono state ritenute infondate.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 17471

Cassazione, sentenza n. 17471 del 17/06/2021

Sentenza n. 17471 del 17/06/2021

Un professionista contestava il recupero di ritenute d’acconto scomputate nella dichiarazione IRPEF, sebbene prive delle certificazioni dei sostituti, sostenendo di aver prodotto fatture e registri contabili. La Corte conferma che la certificazione non è l’unica prova possibile, ma occorrono elementi equipollenti idonei a dimostrare che le ritenute siano state effettivamente operate; la CTR aveva ritenuto insufficiente la documentazione presentata. Esclusi anche la doppia imposizione e il denunciato omesso esame, il ricorso è stato rigettato.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 17125

Cassazione, ordinanza n. 17125 del 16/06/2021

ICI - Programma di compensazione urbanistica - Natura - Tassabilità - Esclusione.

La controversia riguardava l’ICI richiesta su un terreno già edificabile, successivamente assoggettato a inedificabilità assoluta e inserito in un programma comunale di compensazione urbanistica. La Corte afferma che il diritto edificatorio compensativo non ha natura reale, non inerisce al terreno ed è autonomamente trasferibile, sicché non rende imponibile l’area vincolata. Accolto il primo motivo e assorbite le contestazioni sulla stima, la sentenza regionale è stata cassata e l’originaria opposizione della società accolta nel merito.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17124

Cassazione, ordinanza n. 17124 del 16/06/2021

IMU - Beni in concessione demaniale - SGR - Mancanza del requisito soggettivo.

La questione concerne l’individuazione del soggetto passivo IMU per beni appartenenti al demanio e concessi in uso. La Corte afferma che l’obbligazione tributaria grava sui soggetti che utilizzano i beni ricevuti in assegnazione dall’Agenzia del demanio; pertanto, in linea di principio, una società di gestione del risparmio non assume tale qualità quando manca questo requisito soggettivo. Poiché nei dati è presente soltanto la massima e non il testo della pronuncia, non risulta possibile precisare l’esito processuale della specifica controversia.

N. 17017

Cassazione, ordinanza n. 17017 del 16/06/2021

IVA di gruppo - Credito della società controllata precedente all'opzione - Mancato trasferimento nella liquidazione di gruppo - Autonomo utilizzo in compensazione orizzontale con tributi propri - Illegittimità.

Una società controllata aderente alla liquidazione IVA di gruppo aveva utilizzato autonomamente, in compensazione orizzontale con propri tributi, un credito IVA maturato prima dell’opzione. La Corte chiarisce che, per l’anno esaminato, anche tale eccedenza doveva essere trasferita alla controllante: le società partecipanti perdono infatti la disponibilità individuale dei saldi e soltanto la capogruppo può compensare orizzontalmente il credito IVA di gruppo. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e l’originaria impugnazione della contribuente rigettata, con conferma del recupero, degli interessi e delle sanzioni.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16958

Cassazione, sentenza n. 16958 del 16/06/2021

Sentenza n. 16958 del 16/06/2021

Una curatela contestava la cartella emessa dopo il duplice utilizzo di un credito IVA: dapprima dal fallito, mediante compensazione successiva alla dichiarazione di fallimento, e poi dal curatore. La Corte afferma che gli atti estintivi di debiti tributari compiuti dal fallito sul patrimonio ormai spossessato sono inefficaci verso i creditori, indipendentemente dal pregiudizio e dalla finalità perseguita. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza d’appello è cassata e la cartella annullata nel merito, con compensazione delle spese.

N. 16957

Cassazione, sentenza n. 16957 del 16/06/2021

Sentenza n. 16957 del 16/06/2021

Gli accertamenti rettificavano il reddito di una società e quello dei soci sulla base dell’incongruenza tra i corrispettivi dichiarati per alcune vendite immobiliari e le quotazioni OMI; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Corte chiarisce che il solo scostamento dai valori OMI, privi di valore di presunzione legale, non costituisce un indizio preciso e grave e deve combinarsi con ulteriori elementi indiziari. Accolti l’ottavo e il nono motivo, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

N. 16956

Cassazione, sentenza n. 16956 del 16/06/2021

Sentenza n. 16956 del 16/06/2021

La controversia riguardava accise su prodotti alcolici circolati con documentazione contraffatta, poi sequestrati e distrutti; la contribuente invocava il regime sospensivo, l’abbuono e la forza maggiore. Confermando la qualificazione di contrabbando accertata in appello, la Corte ritiene esigibile l’accisa per lo svincolo irregolare e responsabile anche il titolare del deposito fiscale, escludendo che la successiva distruzione integri i presupposti dell’abbuono. Il ricorso è rigettato; la censura motivazionale è inoltre inammissibile per la presenza di una doppia decisione conforme.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16955

Cassazione, sentenza n. 16955 del 16/06/2021

Sentenza n. 16955 del 16/06/2021

L’Amministrazione contestava l’omessa regolarizzazione delle fatture relative ai compensi corrisposti agli esercenti presso cui erano collocati apparecchi da gioco, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione IVA. La Corte limita l’esenzione alla raccolta delle giocate affidata direttamente dal concessionario: i servizi resi nel rapporto tra esercente e gestore, aventi natura materiale o ausiliaria e destinatario diverso, restano soggetti all’aliquota ordinaria. Accolto il ricorso erariale, la sentenza è cassata con rinvio anche per esaminare l’eccezione sulla portata dell’obbligo di regolarizzazione.

N. 16954

Cassazione, sentenza n. 16954 del 16/06/2021

Sentenza n. 16954 del 16/06/2021

L’avviso sanzionava l’omessa regolarizzazione delle fatture per servizi resi dagli esercenti che ospitavano apparecchi da gioco; la CTR aveva considerato tali attività accessorie alla raccolta delle giocate e quindi esenti da IVA. La Corte circoscrive l’esenzione ai rapporti nei quali concessionario ed esercente, oppure concessionario e gestore, sono legati da un affidamento diretto della raccolta, escludendola per i servizi ausiliari intercorsi tra gestore ed esercente. Accolto il primo motivo, la sentenza è cassata e il ricorso originario della contribuente respinto nel merito.

N. 16953

Cassazione, sentenza n. 16953 del 16/06/2021

Sentenza n. 16953 del 16/06/2021

La CTR aveva annullato le sanzioni per omessa regolarizzazione delle fatture, ritenendo che i servizi degli esercenti inseriti nella filiera degli apparecchi da gioco fossero riconducibili alla raccolta delle giocate e quindi esenti da IVA. La Corte afferma che l’esenzione richiede un incarico diretto del concessionario e non comprende le prestazioni materiali o ausiliarie rese dall’esercente al gestore. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la decisione è cassata e l’originario ricorso della contribuente respinto, con compensazione integrale delle spese.

N. 16952

Cassazione, sentenza n. 16952 del 16/06/2021

Sentenza n. 16952 del 16/06/2021

La controversia comprendeva la deduzione di costi pluriennali e le sanzioni per mancata regolarizzazione di fatture relative a servizi collegati agli apparecchi da gioco. La Corte conferma che i contributi destinati a fidelizzare gli esercenti, senza promuovere prodotti verso i consumatori, non sono spese pubblicitarie e non possono essere dedotti integralmente in un solo esercizio; accoglie inoltre il ricorso incidentale erariale, poiché l’esenzione IVA non copre i servizi ausiliari resi tra gestore ed esercente. Il dispositivo conclusivo non è presente nel testo fornito.

  • IVA
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 16951

Cassazione, sentenza n. 16951 del 16/06/2021

Sentenza n. 16951 del 16/06/2021

L’accertamento riguardava costi imputati per intero nell’esercizio, la loro inerenza e l’omessa regolarizzazione di fatture per servizi connessi agli apparecchi da gioco. La Corte reputa adeguata la motivazione dell’atto, anche per relationem al verbale della Guardia di Finanza, e distingue la validità formale dalla fondatezza della pretesa; ritiene inoltre erronea la qualificazione come pubblicitari dei contributi di fidelizzazione e afferma che i costi pluriennali vanno ripartiti secondo l’utilità riferibile ai diversi esercizi. Il dispositivo conclusivo non compare nel testo fornito.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 16792

Cassazione, ordinanza n. 16792 del 15/06/2021

Accertamento - Imposte indirette - Paline e pensiline non utilizzate a fini commerciali - Il Comune può incassare l'imposta di pubblicità.

Una società di trasporto contestava l’imposta comunale sulla pubblicità applicata alle paline e pensiline rimaste inutilizzate dopo la cessazione della gestione degli spazi pubblicitari; la CTR aveva confermato tributo e sanzioni. La Corte individua il presupposto nella disponibilità di un mezzo potenzialmente destinato alla pubblicità, non nella concreta diffusione di messaggi: anche un manufatto destinato principalmente a un servizio pubblico è imponibile se reca uno spazio pubblicitario. Escluso anche il giudicato esterno invocato, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 16779

Cassazione, sentenza n. 16779 del 15/06/2021

Sentenza n. 16779 del 15/06/2021

L’Amministrazione aveva sospeso il rimborso di un credito IVA maturato dalla curatela e successivamente ceduto, contrapponendo debiti tributari anteriori al fallimento e non insinuati al passivo. La Corte afferma che la compensazione fallimentare richiede reciprocità e anteriorità di entrambe le posizioni: a un credito IVA della massa, sorto durante la procedura, possono essere opposti soltanto crediti erariali sorti dopo la sua apertura. Poiché sospensione e rimborso erano stati definiti in autotutela, è dichiarata cessata la materia del contendere, con condanna dell’Agenzia alle spese secondo soccombenza virtuale.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Autotutela
  • Processo tributario
N. 16778

Cassazione, sentenza n. 16778 del 15/06/2021

Sentenza n. 16778 del 15/06/2021

La controversia riguardava l’accisa sull’energia elettrica erogata, nell’ambito di contratti multiservizi, alle imprese operanti in un sito produttivo. La Corte afferma che il rapporto tributario intercorre con il produttore o con chi fattura l’energia al consumatore finale, mentre le cessioni intermedie che non realizzano la condizione di esigibilità hanno rilievo soltanto privatistico; la contribuente era quindi un mero intermediario, non un venditore soggetto passivo. Ritenuta tempestiva la riattivazione della notifica del ricorso, la Cassazione rigetta l’impugnazione dell’Agenzia delle Dogane e compensa le spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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