28apr 2026
Affitti breviLa locazione breve può diventare attività d’impresa anche con un solo appartamento, quando abitualità, continuità e organizzazione mostrano una gestione professionale dei soggiorni. In tal caso i proventi non beneficiano della cedolare secca, ma concorrono al reddito d’impresa con aliquote ordinarie e può emergere l’IVA per le annualità contestate. Dal 2026 la presunzione legale opera da due appartamenti, ma stare sotto la soglia non protegge automaticamente: l’Amministrazione può provare l’imprenditorialità secondo gli articoli 55 del TUIR e 2082 del codice civile.
24mar 2026
Affitti breviNel rapporto con un property manager, scegliere tra mandato con rappresentanza e locazione con sublocazione produce effetti fiscali diversi: nel primo caso il proprietario resta locatore e, affidando almeno tre appartamenti dal 2026, può diventare imprenditore, con partita Iva e contribuzione; nel secondo il gestore è conduttore e il proprietario conserva un reddito fondiario. Vanno verificati incassi e rischio. È controversa la cedolare secca quando il conduttore opera come impresa: il diniego dell’Agenzia si contrappone a orientamenti della Cassazione.
16mar 2026
Affitti breviPer gli affitti brevi non esiste un regime fiscale sempre conveniente: la scelta tra IRPEF progressiva, cedolare secca, partita IVA e forfettario dipende da immobili posseduti, detrazioni e reddito complessivo. Dal 2026 la soglia che fa scattare la natura imprenditoriale scende da quattro a due appartamenti: chi ne loca tre deve quindi operare con partita IVA. Sul primo appartamento può applicarsi la cedolare al 21%, mentre dal secondo l’aliquota sale al 26%; il forfettario può prevedere la flat tax al 5% per i nuovi operatori, se ricorrono i requisiti.
19feb 2026
Affitti breviNel 2026 il trattamento fiscale delle locazioni brevi e turistiche dipende dalla qualificazione del rapporto: locazione, attività ricettiva e gestione organizzata non sono categorie intercambiabili. La soglia introdotta dalla legge di bilancio 2026 può far scattare il reddito d’impresa per le locazioni brevi; servizi, numero di immobili e modalità operative incidono sulla valutazione. Proprietari, intermediari e gestori devono distinguere i contratti, applicare il regime coerente e considerare piattaforme digitali e direttiva ViDA.
15gen 2026
Affitti breviDal 2026 l’obbligo di partita IVA per le locazioni brevi scatta oltre tre appartamenti destinati all’attività, invece dei quattro previsti in precedenza. In comproprietà, ciascun titolare considera l’immobile per intero ai fini del conteggio: la soglia può quindi essere superata anche senza proprietà esclusiva. La partita IVA va attribuita al soggetto che esercita concretamente l’attività ricettiva, valutando gestione, accordi e organizzazione. La scelta incide su reddito d’impresa, aliquote e perdita della cedolare secca, che non si applica oltre il nuovo limite.
13gen 2026
Affitti breviL'affitto breve può assumere natura d'impresa anche con un solo appartamento: conta il modo organizzato e abituale con cui l'attività viene gestita, non il numero di immobili. La soglia delle tre unità opera come presunzione, ma non esclude che l'organizzazione imprenditoriale sia riconosciuta prima, con effetti su partita IVA, dichiarazione e regime applicabile. Chi offre alloggi turistici deve valutare servizi, continuità e modalità operative, verificando se la gestione privata e la cedolare secca siano coerenti con l'attività esercitata.
28nov 2025
Affitti breviLa maggioranza ha raggiunto un accordo che modifica in modo sensibile il regime fiscale degli affitti brevi. Il prelievo al 21% si applicherà anche sul primo immobile dato in locazione turistica, mentre dalla terza abitazione scatterà l’obbligo di aprire la partita Iva. Il dossier è stato al centro di un confronto serrato che ha coinvolto Palazzo Chigi, i gruppi parlamentari e il Ministero dell’economia, e rappresenta una delle novità più discusse della manovra. Aliquota 21% anche per il primo immobile destinato agli affitti brevi.
10nov 2025
Affitti breviAffittare un appartamento per pochi giorni a turisti, viaggiatori occasionali o professionisti in trasferta rappresenta una scelta sempre più frequente tra i proprietari immobiliari italiani. La questione, tuttavia, non è semplice dal punto di vista fiscale. Il regime di tassazione applicabile dipende da variabili importanti: quanti immobili si mettono a disposizione, quale forma gestionale si sceglie, quanti altri redditi contribuiscono al quadro reddituale complessivo del contribuente.