Raccordo IVA 2026-2027: online lo strumento che porta dal DPR 633/72 al Testo unico IVA
Dal 1° gennaio 2027 le norme dell'IVA si leggono nel Testo unico (D.Lgs. 10/2026). Il Raccordo IVA 2026-2027 indica, per 86 casi pratici, la natura dell'operazione, il riferimento fino al 2026 e dal 2027 e la dicitura da copiare in fattura.
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Da oggi su studiopizzano.it è online il Raccordo IVA 2026-2027, uno strumento che dice quale articolo citare in fattura quando una norma dell’IVA cambia indirizzo. Dal 1° gennaio 2027 la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto si legge nel nuovo Testo unico IVA, il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10: l’operazione resta la stessa, ma il riferimento di legge da scrivere nel documento è un altro.
Lo strumento parte dal caso pratico. Si scrive l’operazione con parole semplici, per esempio «visita medica» o «vendita a un cliente estero», e si ottiene la natura dell’operazione, il riferimento valido fino al 2026, quello valido dal 2027 e la dicitura da copiare in fattura. Si può anche fare il percorso inverso: partire dall’articolo vecchio per trovare quello nuovo.
Perché nasce: un cambio di norme che riguarda ogni fattura
Il Testo unico IVA è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2026, supplemento ordinario n. 4. Raccoglie in 171 articoli, divisi in 18 titoli, le regole che oggi si trovano sparse nel D.P.R. 633/1972 e in altre leggi, e le riordina in un testo unico. Le sue disposizioni si applicano dal 1° gennaio 2027 (articolo 171) e da quella stessa data le norme sostituite sono abrogate. Fino al 31 dicembre 2026 la fatturazione, le liquidazioni e le dichiarazioni continuano a seguire il D.P.R. 633/1972.
Il testo si può consultare anche su Normattiva. Il riordino, in linea generale, non cambia la sostanza dell’imposta. Cambia però la numerazione, e con la numerazione cambia tutto ciò che la richiama: una fattura che esenta una prestazione, una nota che spiega perché un’operazione non è imponibile, un modello di dicitura salvato nel gestionale. Lo strumento è nato per questo: chi emette fatture non dovrebbe dover confrontare due testi di legge per scoprire dove è finito un articolo.
Problema a monte: stessa natura, riferimenti diversi
Ogni giorno, in uno studio o in un ufficio amministrativo, si emettono documenti che citano una norma. La fattura elettronica distingue l’operazione fuori campo, esente, non imponibile o non soggetta con un codice di natura, e spesso accompagna il codice con una dicitura che richiama l’articolo di legge. Per anni quell’articolo è stato lo stesso, tanto da diventare una formula a memoria: l’articolo 8 per le esportazioni, l’articolo 10 per le operazioni esenti, l’articolo 15 per le spese anticipate in nome e per conto del cliente.
Dal 2027 quelle formule non sono più corrette. Le operazioni conservano la loro natura, ma la norma da citare è un’altra, e il passaggio non è una sostituzione meccanica: i vecchi articoli confluiscono in articoli nuovi, a volte con una suddivisione diversa in commi e in lettere. Il rischio è concreto. Un riferimento vecchio nella fattura emessa nel 2027, o uno nuovo in quella del 2026, è un richiamo sbagliato che passa inosservato, perché il documento sembra a posto. E la ricerca manuale tra due testi lunghi costa tempo proprio nelle settimane in cui gli studi sono più carichi.
Come funziona: dal caso concreto al riferimento giusto
Il Raccordo IVA 2026-2027 mette insieme tre modi di arrivare alla stessa risposta.
- Cerca e casi. Si descrive l’operazione, oppure si sceglie uno dei casi pronti, 86 in tutto, dalle prestazioni sanitarie alle vendite a clienti dell’Unione europea, dalle aliquote ridotte alle operazioni senza diritto alla detrazione. Per ogni caso lo strumento mostra la natura, il riferimento fino al 2026 e dal 2027, la dicitura da copiare e l’avvertenza su ciò che bisogna controllare.
- Dal vecchio al nuovo. Chi ha in mano un riferimento del D.P.R. 633/1972 o di un’altra legge sostituita inserisce l’articolo e trova il corrispondente del Testo unico. Il percorso funziona anche al contrario.
- Tabelle complete. L’elenco di tutti gli articoli del Testo unico con i riferimenti precedenti e la Tabella A dei beni e servizi con aliquota ridotta si consultano in pagina e si scaricano in PDF e in Excel.
La ricerca per regole lavora direttamente nel browser e risponde subito. Se la descrizione dell’operazione è troppo generica per le regole, si può chiedere a Sheldon IA, l’assistente del sito, che propone la lettura più probabile. Resta uno strumento di orientamento: la scheda del caso va letta per intero prima di emettere il documento.
Il confronto con TrovaTU del Ministero
Per orientarsi nei nuovi testi unici il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a disposizione TrovaTU, un’applicazione web che indica dove una norma vigente è stata ricollocata negli otto testi unici fiscali e mostra, a fronte, la vecchia e la nuova formulazione. Lavora sui testi di Normattiva ed è un aiuto reale per chi deve leggere la norma. Parte però da una condizione: bisogna già avere in mano il riferimento da cercare, cioè il provvedimento e, quando lo si conosce, l’articolo o il comma.
Chi emette una fattura non si trova in questa situazione. Non parte da un articolo: parte da un’operazione, per esempio una visita medica o la vendita a un cliente estero, e deve sapere quale natura indicare, quale riferimento citare e quale dicitura scrivere. A rispondere a questa domanda, dalla documentazione pubblicata dal Ministero e dalla stampa di settore, TrovaTU non risulta pensato: non indica la natura dell’operazione e non propone la dicitura da riportare nel documento.
Per questo riteniamo che il Raccordo IVA 2026-2027 sia lo strumento che TrovaTU avrebbe dovuto essere per chi lavora con le fatture, e che di fatto non è. Rispetto a TrovaTU:
- si parte dall’operazione descritta con parole semplici, non dall’articolo da cercare;
- la risposta comprende la natura, il riferimento fino al 2026 e dal 2027 e la dicitura da copiare in fattura, con l’avvertenza su ciò che va controllato;
- si può fare anche il percorso inverso, dal riferimento vecchio a quello nuovo, e scaricare le tabelle complete in PDF e in Excel.
Il giudizio è nostro, e riguarda l’uso quotidiano di chi fattura: i due strumenti non si escludono. Per leggere il testo ufficiale a fronte resta utile TrovaTU, che è stato costruito per questo; per arrivare in pochi secondi a ciò che va scritto nel documento serve il Raccordo.
Esempi: tre operazioni, prima e dopo il 2027
Per capire che cosa cambia in concreto, bastano tre casi tra quelli già inseriti nello strumento.
- Prestazione sanitaria (natura N4, esente): fino al 2026 il riferimento è l’articolo 10, comma 1, n. 18, del D.P.R. 633/1972; dal 2027 è l’articolo 37, comma 1, lettera t), del D.Lgs. 10/2026. La dicitura resta «Operazione esente da IVA».
- Esportazione di beni (natura N3.1, non imponibile): dall’articolo 8, comma 1, lettera a), del D.P.R. 633/1972 all’articolo 45, comma 1, lettera a), del Testo unico.
- Spese anticipate in nome e per conto del cliente (natura N1): dall’articolo 15, comma 1, n. 3, del D.P.R. 633/1972 all’articolo 29, comma 1, lettera c), del Testo unico.
In tutti e tre i casi la natura non cambia e la dicitura si conserva: a cambiare è solo l’articolo da citare. Lo strumento segnala inoltre le poche differenze di sostanza tra vecchio e nuovo testo, in modo che il confronto non si fermi alla numerazione.
A chi serve: studi, imprese e addetti alla fatturazione
Il raccordo è pensato per chi emette o controlla documenti fiscali:
- commercialisti e collaboratori di studio, che devono aggiornare modelli, diciture e istruzioni ai clienti prima della fine dell’anno;
- addetti all’amministrazione e alla fatturazione, che hanno bisogno di una risposta rapida mentre emettono il documento;
- imprenditori e professionisti che fatturano da sé e vogliono evitare errori formali;
- chi si occupa di software e gestionali e deve verificare che le diciture predefinite siano allineate al nuovo testo.
Il video di presentazione
Per vedere il Raccordo IVA in funzione abbiamo pubblicato un video sul canale YouTube dello Studio: dal DPR 633/72 al Testo unico IVA, con i riferimenti e le diciture da riportare in fattura.
Limiti: uno strumento di orientamento
Il raccordo indica il riferimento corretto per i casi più frequenti, non sostituisce la lettura della norma né il giudizio del professionista. Le operazioni che si collocano a cavallo tra il 2026 e il 2027 richiedono attenzione particolare e, nei casi dubbi, conviene verificare il momento in cui l’operazione si considera effettuata prima di scegliere il riferimento. Lo strumento è stato costruito sul testo ufficiale del decreto, vigente al 15 agosto 2026, e sarà aggiornato se la normativa cambia.
Il Raccordo IVA 2026-2027 è online nella sezione Fisco e tra gli strumenti della pagina Utility. Se un caso manca o una spiegazione non è chiara, la segnalazione è il modo migliore per renderlo più utile.

