Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 8484

Cassazione, sentenza n. 8484 del 28/03/2024

Sentenza n. 8484 del 28/03/2024

L’Ufficio aveva imputato a una società il reddito immobiliare prodotto da un’altra impresa del gruppo, prospettando una sequenza simulata di cessioni di partecipazioni diretta ad azzerare redditi e plusvalenze; il giudice regionale aveva riqualificato la fattispecie come elusiva. La Cassazione ha ammesso la rilevabilità d’ufficio dell’abuso, ma ha ritenuto insufficienti l’appartenenza al medesimo gruppo e la mera concatenazione negoziale: occorre individuare il vantaggio fiscale indebito, la mancanza di sostanza economica e l’effettivo collegamento con la contribuente. La Corte ha giudicato fondate le censure sostanziali contro l’accertamento dell’elusione.

  • IRES
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8481

Cassazione, sentenza n. 8481 del 28/03/2024

Sentenza n. 8481 del 28/03/2024

Per il 2006 l’Ufficio aveva attribuito a una società il reddito immobiliare dichiarato da un’altra impresa, assumendo che cessioni di quote tra soggetti collegati avessero realizzato un disegno simulatorio ed elusivo. La Cassazione ha confermato che l’abuso può essere rilevato d’ufficio, ma ha giudicato apparente la motivazione regionale: il richiamo all’intreccio societario non spiegava come la destinataria dell’accertamento avesse conseguito il vantaggio fiscale contestato. Accolto il primo motivo, respinto quello sull’ultrapetizione e assorbiti gli altri, ha cassato la decisione con rinvio al giudice tributario laziale.

  • IRES
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8480

Cassazione, sentenza n. 8480 del 28/03/2024

Sentenza n. 8480 del 28/03/2024

L’accertamento relativo al 2007 aveva imputato alla contribuente il reddito prodotto da un’altra società, sul presupposto che una serie di cessioni di partecipazioni interne a un gruppo avesse consentito un indebito risparmio d’imposta. La Cassazione ha escluso il vizio di ultrapetizione connesso alla rilevazione dell’elusione, ma ha ritenuto meramente apparente la motivazione d’appello, che non chiariva il rapporto tra l’intreccio societario e il vantaggio attribuito alla destinataria dell’atto. Accolto il secondo motivo, respinti il primo e il terzo e assorbiti gli altri, ha cassato con rinvio.

  • IRES
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8477

Cassazione, sentenza n. 8477 del 28/03/2024

Accertamento - Cessioni intracomunitarie

La controversia concerneva la non imponibilità IVA di cessioni intracomunitarie con trasporto curato dagli acquirenti secondo la clausola franco fabbrica, per le quali mancavano alcuni CMR firmati. La Cassazione ha affermato che il cedente deve provare l’effettivo trasferimento dei beni in un altro Stato membro, ma può farlo anche mediante documenti commerciali o altre prove equipollenti idonee, non essendo il CMR l’unico mezzo ammesso. Poiché il giudice regionale non aveva valutato la documentazione alternativa prodotta, la Corte ha accolto il primo motivo, cassato la sentenza e rinviato.

N. 8474

Cassazione, sentenza n. 8474 del 28/03/2024

Sentenza n. 8474 del 28/03/2024

L’accertamento aveva recuperato l’IVA detratta sulla prima rata della cessione di un contratto di leasing immobiliare, successivamente stornata con nota di credito, ravvisando un’operazione abusiva finalizzata alla compensazione di posizioni IVA. La Cassazione ha chiarito che l’abuso richiede un vantaggio fiscale contrario alla finalità delle norme e uno scopo essenziale di risparmio indebito; il giudice regionale non aveva verificato né l’esistenza concreta del vantaggio né la sua prevalenza economica. Accolti il terzo e il quarto motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice tributario ligure.

  • IVA
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8469

Cassazione, sentenza n. 8469 del 28/03/2024

Sentenza n. 8469 del 28/03/2024

La controversia riguardava cartelle per imposte dirette e IVA notificate alla beneficiaria di una scissione parziale, che contestava la responsabilità per debiti fiscali anteriori all’operazione, l’assenza di un previo atto impositivo e la decadenza. La Cassazione ha affermato che tutte le società partecipanti alla scissione rispondono solidalmente e illimitatamente e che, verso la coobbligata, non occorre un autonomo accertamento; la tempestiva notifica della cartella a uno dei debitori impedisce inoltre la decadenza. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 8462

Cassazione, sentenza n. 8462 del 28/03/2024

Sentenza n. 8462 del 28/03/2024

L’Agenzia aveva recuperato mediante controllo automatizzato una maggiore IRPEG, disconoscendo a un’autorità portuale l’aliquota agevolata e alcune ritenute e crediti dichiarati; il giudice di rinvio aveva annullato la cartella perché la questione richiedeva un accertamento ordinario. La Cassazione ha precisato che la procedura automatizzata può correggere l’aliquota solo mediante applicazione diretta e immediata della legge, senza valutazioni sul presupposto impositivo: qui occorreva invece esaminare natura, attività e regime fiscale dell’ente. La censura sulle ritenute è stata dichiarata inammissibile perché nuova e il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Agevolazioni Fiscali
N. 8445

Cassazione, ordinanza n. 8445 del 28/03/2024

Accertamento - Perdita su crediti da transazione - Insindacabilità

Nel giudizio di rinvio era stata negata la deducibilità di una perdita su crediti derivante da accordi transattivi, ritenendo non provata l’oggettiva impossibilità di riscossione. La Cassazione ha stabilito che non occorre ottenere una dichiarazione giudiziale d’insolvenza quando la perdita risulti da elementi certi e precisi; in caso di transazione è sufficiente provare il titolo della perdita realizzativa, senza sindacare l’eventuale antieconomicità della scelta imprenditoriale. Il ricorso è stato accolto, con cassazione della decisione e rinvio al giudice tributario regionale.

N. 8412

Cassazione, ordinanza n. 8412 del 28/03/2024

Provvedimenti di diniego di interpelli disapplicativi - Articolo 11 dello Statuto del contribuente - Elencazione tassativa degli atti impugnabili nel contenzioso tributario - Facoltà di impugnare anche altri atti

La società aveva impugnato dinieghi, anteriori al 2016, relativi a interpelli per la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo; entrambi i giudici di merito avevano dichiarato i ricorsi inammissibili, qualificando le risposte come meri pareri. La Cassazione ha ritenuto quei dinieghi facoltativamente impugnabili, poiché comunicavano il convincimento dell’Amministrazione su uno specifico rapporto tributario, nonostante non figurassero nell’elenco degli atti impugnabili. Accolto il primo motivo e dichiarato inammissibile quello sul merito, la sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame sostanziale.

N. 8186

Cassazione, sentenza n. 8186 del 26/03/2024

Sentenza n. 8186 del 26/03/2024

L’accertamento riguardava, tra l’altro, la deduzione IRAP del costo del lavoro nei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti affidati da Comuni e la svalutazione IRES di crediti ceduti pro solvendo. La Cassazione ha qualificato i rapporti come appalti, poiché l’impresa era remunerata dall’amministrazione senza assumere il rischio operativo tipico della concessione, riconoscendo quindi il beneficio sul cuneo fiscale; ha inoltre confermato la deducibilità degli accantonamenti quando il rischio d’insolvenza resta sul cedente. Accolti i primi due motivi principali e rigettato il ricorso incidentale dell’Agenzia, la Corte ha deciso nel merito accogliendo il ricorso originario.

  • IRAP
  • IRES
  • Imprese
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 8144

Cassazione, sentenza n. 8144 del 26/03/2024

Sentenza n. 8144 del 26/03/2024

La controversia concerneva la deduzione IRAP del costo del lavoro per un’impresa incaricata da diversi Comuni del trasporto dei rifiuti e, sul ricorso incidentale dell’Agenzia, la svalutazione di crediti ceduti pro solvendo. La Cassazione ha ribadito che l’esclusione dal beneficio richiede congiuntamente concessione e tariffa: quando il corrispettivo è versato dall’amministrazione e il rischio operativo non passa all’affidatario, il rapporto costituisce appalto. Ha quindi accolto i primi due motivi della contribuente; quanto ai crediti, ha ritenuto infondata la tesi che la cessione pro solvendo escludesse automaticamente il rischio e la relativa deduzione.

  • IRAP
  • IRES
  • Imprese
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 7956

Cassazione, sentenza n. 7956 del 25/03/2024

Sentenza n. 7956 del 25/03/2024

La controversia riguardava riprese IVA, IRPEG e IRAP per compravendite di telefoni cellulari inserite, secondo l’Ufficio, in una frode carosello con operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte conferma che l’Amministrazione deve provare, anche per indizi, la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode, mentre regolarità contabile, pagamenti e assenza di vantaggi non bastano come prova contraria. Ritenuta adeguata la valutazione complessiva degli indizi compiuta dalla CTR, e irrilevante l’archiviazione per prescrizione rispetto alla qualificabilità penale dei fatti, rigetta il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7952

Cassazione, sentenza n. 7952 del 25/03/2024

Sospensione del processo ex art. 295 c.p.c. - Condizioni - Prova della pendenza di procedimenti legati tra loro da un rapporto di pregiudizialità - Necessità- Applicabilità processo tributario ex art.39 del d. lgs. n. 546/92 - Sussiste.

L’Agenzia chiedeva la sospensione del giudizio sul maggior reddito imputato per trasparenza, in attesa della definizione della controversia relativa all’accertamento della partecipata. La Corte precisa che la sospensione necessaria opera soltanto finché la causa pregiudicante pende in primo grado; dopo una sentenza non definitiva, il giudice può invece sospendere facoltativamente ai sensi dell’art. 337 c.p.c. oppure decidere sulla base di una valutazione prognostica. Tale disciplina vale anche nel processo tributario e, poiché la causa pregiudicante era già definita in appello, il ricorso è rigettato.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
N. 7940

Cassazione, sentenza n. 7940 del 25/03/2024

Sentenza n. 7940 del 25/03/2024

La lite concerneva una cartella emessa in Italia per recuperare crediti IVA tedeschi, contestata per decadenza, mancata notificazione dell’atto presupposto ed erronea individuazione del debitore. La CTR aveva annullato la cartella anche perché l’errore sul soggetto passivo inficiava la procedura italiana di riscossione, senza sindacare il merito dell’imposizione estera. Poiché l’Agenzia non ha colto né censurato efficacemente questa autonoma ragione decisoria, essa si è stabilizzata rendendo irrilevante l’esame delle altre doglianze; la Corte rigetta quindi il ricorso.

N. 8037

Cassazione, sentenza n. 8037 del 25/03/2024

Sentenza n. 8037 del 25/03/2024

Il giudizio riguardava il recupero dell’accisa sui carburanti riforniti a uno yacht noleggiato a terzi, per il quale i contribuenti invocavano l’esenzione destinata alla navigazione commerciale; la CTR l’aveva negata, annullando però parte della pretesa perché riferita a rifornimenti già contestati e pagati da altri soggetti. La Cassazione ha confermato il diniego dell’esenzione in relazione all’uso ricreativo dell’imbarcazione e ha precisato che la responsabilità concorrente consente di accertare il medesimo debito verso più obbligati, dovendosi evitare soltanto la duplicazione del pagamento in riscossione. Rigettato il ricorso principale e accolto quello dell’Agenzia delle Dogane, la Corte ha respinto i ricorsi originari.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 7936

Cassazione, sentenza n. 7936 del 25/03/2024

Sentenza n. 7936 del 25/03/2024

La contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute subite su somme pensionistiche successivamente richieste in restituzione dall’ente previdenziale; i giudici di merito avevano ritenuto tempestiva l’istanza e autonoma la posizione verso il Fisco. La Corte ricostruisce i meccanismi succedutisi per recuperare l’imposta sulle somme tassate per cassa e poi restituite, distinguendo deduzione e rimborso. Dichiara inoltre inammissibile la contestazione dell’Ufficio sull’ammontare delle ritenute, perché diretta a ottenere una nuova valutazione delle prove già apprezzate dal giudice di merito.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8035

Cassazione, sentenza n. 8035 del 25/03/2024

Sentenza n. 8035 del 25/03/2024

La società aveva impugnato due provvedimenti di rateazione e i relativi titoli, contestando notifiche, interessi, compensi di riscossione, piano di ammortamento e motivazione; i giudici di merito avevano respinto le doglianze. La Cassazione ha ritenuto che le istanze di dilazione dimostrassero la conoscenza delle cartelle e ha confermato la legittimità dell’ammortamento alla francese, predeterminato dalla direttiva dell’agente della riscossione e sorretto dalla disciplina sulla rateizzazione fiscale. Dichiarate infondate o inammissibili anche le ulteriori censure, ha rigettato il ricorso e condannato la contribuente alle spese.

N. 8033

Cassazione, sentenza n. 8033 del 25/03/2024

Sentenza n. 8033 del 25/03/2024

La CTR aveva confermato un accertamento per imposte dirette, IVA e IRAP, dichiarando nuova l’eccezione sulle modalità di notifica e ritenendo fondate le riprese relative a perdite su crediti, spese per personale e presupposto territoriale dell’IRAP. La Cassazione ha distinto la contestazione della ritualità della notifica, proposta soltanto in appello, dalla precedente eccezione di decadenza e ne ha confermato l’inammissibilità. Le residue doglianze miravano a rivalutare gli accertamenti di fatto, estranei al giudizio di legittimità: il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 8032

Cassazione, sentenza n. 8032 del 25/03/2024

Sentenza n. 8032 del 25/03/2024

La controversia riguardava l’IVA all’importazione richiesta per l’introduzione nell’Unione europea di uno yacht, utilizzato secondo l’accertamento prevalentemente come imbarcazione personale, nonostante la formale intestazione societaria e l’attività di noleggio allegata. La Cassazione ha confermato, sui motivi esaminati, la soggettività passiva attribuita all’importatore effettivo, l’inapplicabilità dell’esenzione e la determinazione del valore doganale sulla base del valore economico risultante anche dalle migliorie. Ha inoltre escluso che confisca, giudicato penale o divieto di bis in idem eliminassero la pretesa impositiva, dichiarando infondate le relative censure.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8027

Cassazione, sentenza n. 8027 del 25/03/2024

Sentenza n. 8027 del 25/03/2024

Due cooperative avevano impugnato accertamenti relativi a IVA e imposte dirette, fondati sull’utilizzo in compensazione di crediti IVA ritenuti inesistenti e su fatture per operazioni oggettivamente inesistenti; i giudici di merito avevano respinto i ricorsi. La Cassazione non ha esaminato le contestazioni sostanziali, rilevando che la procura speciale era stata conferita quando entrambe le società erano già cancellate dal registro delle imprese. Mancando il mandante, la procura è stata considerata inesistente e il ricorso dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese del giudizio di legittimità.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Società

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.