Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 21782

Cassazione, sentenza n. 21782 del 2/08/2024

Sentenza n. 21782 del 02/08/2024

La controversia riguardava la riduzione delle sanzioni iscritte in una cartella relativa a IRPEF, IVA e IRAP, disposta in primo grado e confermata in appello sulla base delle circostanze riscontrate. La Cassazione ha escluso che la mancata riunione delle impugnazioni contro la stessa sentenza comportasse nullità e ha ritenuto non apparente la motivazione del giudice regionale. Poiché l’idoneità delle circostanze a giustificare la riduzione costituisce una valutazione di fatto riservata al giudice di merito, il relativo motivo è stato dichiarato inammissibile e il ricorso dell’Agenzia delle Entrate rigettato.

N. 21780

Cassazione, sentenza n. 21780 del 2/08/2024

Sentenza n. 21780 del 02/08/2024

Gli avvisi avevano rideterminato sinteticamente il reddito IRPEF per il 2003 e il 2004 in relazione a incrementi patrimoniali, mentre i giudici di merito li avevano annullati per decadenza dell’Ufficio. La Cassazione ha rilevato l’omessa pronuncia sulla tempestività dell’accertamento relativo al 2004 e ha ribadito che, per le annualità considerate, il raddoppio dei termini richiedeva seri indizi comportanti l’obbligo di denuncia, da verificare in concreto dal giudice tributario. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza e rinviato per un nuovo esame motivato.

N. 21936

Cassazione, sentenza n. 21936 del 2/08/2024

Sentenza n. 21936 del 02/08/2024

La controversia riguardava accertamenti sintetici IRPEF per il 2003 e 2004, annullati nei gradi di merito per decadenza dell’Ufficio e asserito uso distorto del raddoppio dei termini. La Cassazione ha rilevato sia l’omessa pronuncia sulla tempestività ordinaria dell’atto relativo al 2004, sia la motivazione apparente sull’abuso del termine raddoppiato; per gli atti già notificati nel 2009, il raddoppio presuppone l’obbligo di denuncia fondato su seri indizi di reato, da verificare obiettivamente. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato per un nuovo esame motivato.

N. 21929

Cassazione, sentenza n. 21929 del 2/08/2024

Sentenza n. 21929 del 02/08/2024

Un avviso per IVA, interessi e sanzioni riferiti a una società in accomandita semplice cancellata era stato notificato, nel quinquennio successivo, all’erede dell’ex accomandatario e liquidatore deceduto. La Cassazione ha precisato che, ai fini tributari, il differimento degli effetti dell’estinzione conserva la società come destinataria dell’accertamento e non attribuisce agli eredi rappresentanza o capacità processuale rispetto ai debiti sociali. Accolto il ricorso incidentale e assorbito quello principale, ha cassato la decisione e, pronunciando nel merito, annullato l’atto per nullità non sanabile della notifica.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21926

Cassazione, sentenza n. 21926 del 2/08/2024

Sentenza n. 21926 del 02/08/2024

L’accertamento recuperava IVA detratta su acquisti di mosto ritenuti oggettivamente inesistenti; il giudice regionale aveva escluso la prova della pretesa, valorizzando la mancata produzione delle dichiarazioni e delle intercettazioni richiamate negli atti investigativi. La Cassazione ha ribadito che l’Amministrazione può dimostrare l’inesistenza anche mediante presunzioni semplici e che, assolto tale onere, spetta al contribuente provare l’effettività delle operazioni, non bastando fatture, contabilità regolare o pagamenti. Ha accolto i primi due motivi, censurando la mancata valutazione analitica e complessiva degli indizi, con assorbimento delle ulteriori censure.

N. 21923

Cassazione, sentenza n. 21923 del 2/08/2024

Sentenza n. 21923 del 02/08/2024

La controversia riguardava un avviso IVA notificato agli eredi dell’ex socio accomandatario e liquidatore di una società in accomandita semplice, cancellata da meno di cinque anni. La Cassazione afferma che, nel quinquennio previsto dall’art. 28, comma 4, del D.Lgs. 175/2014, la società resta destinataria degli atti tributari e che la morte del liquidatore non trasferisce automaticamente rappresentanza e capacità processuale agli eredi. Accolto il ricorso, la sentenza d’appello è cassata e l’avviso annullato, con compensazione delle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 21920

Cassazione, sentenza n. 21920 del 2/08/2024

Sentenza n. 21920 del 02/08/2024

L’accertamento recuperava IVA detratta su forniture di mosto che l’Ufficio assumeva oggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece ritenuto non provata la pretesa, valorizzando l’assenza in atti di alcune dichiarazioni e intercettazioni richiamate nell’indagine penale. La Cassazione precisa che l’Amministrazione può dimostrare l’inesistenza anche mediante presunzioni semplici, da valutare prima analiticamente e poi nel loro complesso; assolto tale onere, spetta al contribuente provare l’effettività delle operazioni, senza potersi limitare a fatture, contabilità regolare o pagamenti. I primi due motivi erariali sono dichiarati fondati, con assorbimento degli altri.

N. 21918

Cassazione, sentenza n. 21918 del 2/08/2024

Sentenza n. 21918 del 02/08/2024

La lite concerneva sanzioni per omesso versamento di accise dopo il mancato perfezionamento di una spedizione di prodotti energetici in regime sospensivo verso un destinatario sloveno. La Cassazione conferma la competenza dell’autorità doganale italiana e qualifica come oggettiva la responsabilità del depositario: l’abbuono riguarda la perdita o distruzione fisica dei prodotti, non lo svincolo irregolare dovuto all’illecito di terzi, anche se il depositario sia estraneo e confidasse nella regolarità dell’operazione. Esclude inoltre la definizione agevolata delle sanzioni connesse all’omesso pagamento del tributo.

N. 21915

Cassazione, sentenza n. 21915 del 2/08/2024

Sentenza n. 21915 del 02/08/2024

La contribuente contestava una cartella per tassa automobilistica, sostenendo che la notifica dell’avviso non trasformasse il termine triennale in prescrizione decennale; i giudici di merito avevano invece applicato quest’ultima. La Cassazione stabilisce che il termine triennale riguarda tanto l’accertamento quanto la riscossione e non si converte in quello ordinario in assenza di un titolo giudiziale definitivo; dopo l’avviso, decorre dal sessantesimo giorno successivo alla sua notifica, quando la pretesa diviene definitiva per mancata impugnazione. Accolto il primo motivo, le ulteriori doglianze restano assorbite.

N. 21905

Cassazione, sentenza n. 21905 del 2/08/2024

Sentenza n. 21905 del 02/08/2024

L’avviso, relativo a IVA e sanzioni della società, era stato notificato all’erede dell’ex socio accomandatario e liquidatore dopo la cancellazione della società, ma entro il successivo quinquennio. La Cassazione afferma che, per effetto dell’art. 28, comma 4, del D.Lgs. 175/2014, in tale periodo la società resta il necessario destinatario degli atti tributari; il decesso del liquidatore non attribuisce agli eredi rappresentanza o capacità processuale, né l’impugnazione sana una notifica priva di collegamento soggettivo. Accolto il ricorso incidentale e assorbito quello erariale, la Corte annulla l’avviso e compensa le spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 21883

Cassazione, sentenza n. 21883 del 2/08/2024

Sentenza n. 21883 del 02/08/2024

Nel rinvio pregiudiziale si discuteva se, per il rimborso dell’abrogata addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica restituita dai fornitori ai consumatori, fosse legittimata passivamente la Provincia oppure l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La Cassazione esclude la titolarità restitutoria della Provincia: l’accisa e la relativa addizionale hanno natura statale, mentre l’ente locale svolgeva soltanto una funzione di ricezione del gettito. La competenza sui rimborsi e la legittimazione processuale passiva spettano quindi esclusivamente all’Agenzia; gli interventi degli enti estranei ai giudizi originari sono dichiarati inammissibili.

  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 21870

Cassazione, sentenza n. 21870 del 2/08/2024

Sentenza n. 21870 del 02/08/2024

Una società beneficiaria di scissione parziale impugnava cartelle relative a debiti tributari della società scissa, contestando anche l’estensione nei suoi confronti del raddoppio dei termini collegato a indizi di reato. La Cassazione chiarisce che tale raddoppio riguarda l’accertamento e il titolo di responsabilità principale, senza estendersi automaticamente al coobbligato solidale destinatario di un’autonoma iscrizione a ruolo; tuttavia quest’ultimo non può contestarlo impugnando la propria cartella, perché l’accertamento verso il debitore principale si è già consolidato. Il ricorso è pertanto rigettato, con correzione della motivazione della CTR.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 21760

Cassazione, sentenza n. 21760 del 1/08/2024

Sentenza n. 21760 del 01/08/2024

La controversia concerneva alcune Informazioni tariffarie vincolanti con cui l’Agenzia delle Dogane aveva attribuito a merci importate una classificazione diversa da quella proposta dall’operatore; il giudice regionale aveva dichiarato il ricorso inammissibile per carenza d’interesse, ritenendo decisivo il mancato utilizzo dell’atto. La Cassazione ha invece affermato che l’Informazione tariffaria vincolante manifesta una precisa pretesa tributaria e incide sulle successive operazioni relative alla medesima merce, sicché è autonomamente impugnabile indipendentemente dal suo utilizzo nella specifica importazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 21758

Cassazione, sentenza n. 21758 del 1/08/2024

Sentenza n. 21758 del 01/08/2024

Una società chiedeva il rimborso dei dazi antidumping sulle merci giunte nel territorio unionale prima dell’introduzione del prelievo, ma ancora in custodia temporanea quando esso era entrato in vigore. La Cassazione ha stabilito che il mero attraversamento della frontiera non fa sorgere l’obbligazione doganale: occorrono il vincolo al regime d’importazione e l’accettazione della dichiarazione doganale; pertanto il dazio era applicabile, essendo le dichiarazioni successive alla sua istituzione. Nel testo fornito risultano respinti i primi due motivi, mentre non è riportato l’esito conclusivo dell’intero ricorso.

N. 21757

Cassazione, sentenza n. 21757 del 1/08/2024

Sentenza n. 21757 del 01/08/2024

Cinque giudizi riguardavano Informazioni tariffarie vincolanti recanti classificazioni doganali diverse da quelle proposte dall’operatore; i giudici regionali avevano escluso l’interesse a impugnarle perché non indicate nelle bollette relative alle specifiche importazioni. La Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso cumulativo contro decisioni identiche e ha affermato che tali informazioni, vincolando operatore e autorità doganali per le operazioni successive sulla medesima merce, sono immediatamente lesive e autonomamente impugnabili. Accolti i motivi pertinenti all’interesse ad agire, ha cassato le sentenze e rinviato al giudice tributario regionale per un nuovo esame.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 21749

Cassazione, sentenza n. 21749 del 1/08/2024

Sentenza n. 21749 del 01/08/2024

Il consumatore finale chiedeva direttamente all’Agenzia delle Dogane il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica addebitata dal fornitore nel 2011, ritenuta incompatibile con il diritto unionale. La Cassazione ha confermato che l’addizionale era autonoma dall’accisa e non dovuta nel periodo considerato; ha inoltre riconosciuto, in base al principio di effettività, l’azione diretta del consumatore verso l’Amministrazione quale ripetizione dell’indebito, soggetta a prescrizione e non alla decadenza biennale prevista per il fornitore. Nel testo disponibile risultano respinti tutti e tre i motivi dell’Agenzia, ma non è riportato il dispositivo conclusivo.

N. 21744

Cassazione, sentenza n. 21744 del 1/08/2024

Sentenza n. 21744 del 01/08/2024

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo di maggior reddito d’impresa, IVA e IRAP nei confronti di una società di persone, fondato su verifiche della Guardia di Finanza e sulla ricostruzione della percentuale di ricarico. La Cassazione ha riconosciuto agli ex soci la legittimazione quali successori della società cancellata e ha escluso, nella peculiare sequenza processuale, un interesse alla censura sul litisconsorzio originario; ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione sull’accesso e non riesaminabili le valutazioni di merito sulla ricostruzione dei ricavi. Il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 21739

Cassazione, sentenza n. 21739 del 1/08/2024

Sentenza n. 21739 del 01/08/2024

L’accertamento per imposte dirette e IVA aveva disconosciuto costi fatturati da una consociata slovacca, ritenuti sovrafatturati, e recuperato ricavi non contabilizzati; il giudice regionale aveva reputato irrilevante l’asserita esterovestizione, decidendo sulle concrete riprese. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure perché non riferite alla ratio della decisione o dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove, rilevando che l’onere probatorio era stato correttamente posto sull’Amministrazione e considerato assolto dal giudice di merito. Definito separatamente il giudizio per due ricorrenti, ha rigettato il ricorso della società.

N. 21738

Cassazione, sentenza n. 21738 del 1/08/2024

Sentenza n. 21738 del 01/08/2024

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo di maggior reddito d’impresa, IVA e IRAP nei confronti di una società di persone, fondato su verifiche della Guardia di Finanza e sulla ricostruzione della percentuale di ricarico. La Cassazione ha riconosciuto agli ex soci la legittimazione quali successori della società cancellata e ha escluso, nella peculiare sequenza processuale, un interesse alla censura sul litisconsorzio originario; ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione sull’accesso e non riesaminabili le valutazioni di merito sulla ricostruzione dei ricavi. Il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 21733

Cassazione, sentenza n. 21733 del 1/08/2024

Sentenza n. 21733 del 01/08/2024

Gli avvisi relativi a società e soci rideterminavano i redditi per più annualità sulla base di incongruenze nella contabilità e di differenze tra rimanenze registrate e magazzino ricostruito. La Cassazione ha precisato che l’accertamento parziale è una modalità procedurale utilizzabile anche con metodo induttivo e che le differenze quantitative di magazzino generano una presunzione relativa, superabile soltanto mediante le prove previste; tale presunzione può operare anche per precedenti periodi d’imposta sottoposti a controllo. Ritenuta legittima la ricostruzione pluriennale compiuta dal giudice regionale, la Corte ha integralmente rigettato il ricorso.

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  • Contabilità
  • IVA
  • Società di persone
  • Processo tributario

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