La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
La riforma dello sport dilettantistico, introdotta dal D.lgs. n. 36/2021, ha apportato significative novità in materia di prestazioni pubblicitarie e promozionali. L’articolo 12 del decreto ha confermato la previsione normativa precedentemente contenuta nel comma 8 dell’art. 90 della Legge n. 289/2002, riguardante i corrispettivi in denaro o in natura erogati a favore di specifiche realtà sportive dilettantistiche. Fino a 200.000 euro annui, il corrispettivo erogato dallo sponsor costituisce sempre spesa di pubblicità pienamente deducibile, senza necessità di dimostrare un concreto ritorno economico dell'investimento.
Tuttavia, permangono alcuni obblighi contabili fondamentali e uno di questi obblighi è la tenuta del registro IVA minori delle associazioni sportive dilettantistiche, secondo il modello approvato con il Decreto Ministeriale dell'11 febbraio 1997. Questo registro rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione e la trasparenza delle attività svolte dalle ASD, garantendo un adeguato controllo fiscale e amministrativo. Il Registro IVA Minori non è soggetto a vidimazione, quindi non è necessario che venga validato o autenticato da un ente specifico1.
La riforma dello sport dilettantistico, introdotta dal D.Lgs. 36/2021, ha apportato significative modifiche alle norme riguardanti l’incompatibilità delle cariche amministrative all’interno delle associazioni e società sportive dilettantistiche. L’articolo 11 di questo decreto legislativo ha sostituito la precedente normativa contenuta nell’articolo 90, comma 18, della Legge 289/2002, ampliando notevolmente i casi di incompatibilità. La nuova disciplina estende il divieto a qualsiasi carica, e non più solo alla medesima, ampliando il perimetro delle situazioni di conflitto di interesse.
Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le società sportive dilettantistiche (SSD) svolgono un ruolo cruciale nel promuovere l’attività sportiva e i valori ad essa connessi. Tuttavia, per beneficiare delle agevolazioni fiscali riservate agli enti non commerciali, devono rispettare determinati requisiti, tra cui la prevalenza dell’attività istituzionale rispetto a quella commerciale. L'art. 149 del TUIR individua parametri quali la prevalenza dei ricavi commerciali, la struttura organizzativa e le immobilizzazioni relative all'attività d'impresa per valutare la perdita della qualifica.
In un mondo in cui lo sport dilettantistico è diventato una componente cruciale della società, è fondamentale comprendere le diverse figure coinvolte e le loro implicazioni legali e fiscali. Questo articolo approfondito esplora le distinzioni tra l’associato e il tesserato, analizzando i loro ruoli, diritti e obblighi all’interno delle associazioni e società sportive dilettantistiche. Attraverso una trattazione dettagliata, miriamo a fornire una guida esaustiva per chiunque sia coinvolto o interessato a questo ambito.
Il canone RAI rappresenta un obbligo fiscale per tutti coloro che detengono apparecchi televisivi o radiofonici, indipendentemente dall’effettivo utilizzo degli stessi. Questa imposta assume un’importanza particolare per le associazioni e società sportive dilettantistiche, le quali spesso dispongono di tali apparecchi all’interno dei propri locali. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le norme relative al canone RAI per gli enti sportivi dilettantistici, fornendo una guida completa su come adempiere a tale obbligo fiscale correttamente.
Le associazioni sportive dilettantistiche godono di agevolazioni fiscali e benefici normativi, ma per poterne fruire devono rispettare rigorosamente i principi di democraticità e trasparenza nella gestione interna. Questo articolo esplora in modo approfondito l’importanza di garantire l’effettiva partecipazione degli associati alla vita associativa e di adottare pratiche decisionali collettive e trasparenti. Il mancato rispetto della disciplina uniforme del rapporto associativo e del principio del voto singolo espone l'ente al rischio di perdere la qualifica fiscale di ente non commerciale.
L’esclusione di un socio da un’associazione rappresenta un’evenienza delicata che richiede un’attenta valutazione e una gestione scrupolosa. Questo articolo si propone di approfondire in modo esaustivo le procedure, le cause principali e le linee guida per affrontare l’esclusione di un associato nel pieno rispetto delle norme statutarie, delle disposizioni di legge e dei recenti orientamenti giurisprudenziali. Lo statuto deve sempre garantire al socio escluso la possibilità di ricorrere all'Assemblea o al Collegio dei Probiviri, esponendo le proprie ragioni prima che la decisione diventi definitiva.
L'articolo 16 del D.Lgs. 39/2021 prevede che le associazioni e società sportive, sia dilettantistiche che professionistiche, debbano adottare, entro 12 mesi dalla comunicazione delle linee guida da parte delle Federazioni sportive nazionali, modelli organizzativi e di controllo dell'attività sportiva, nonché codici di condotta conformi a tali modelli. Questa norma si collega direttamente al D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, estendendo di fatto l'applicabilità dei modelli 231 anche al settore sportivo.
Le associazioni sportive dilettantistiche svolgono un ruolo fondamentale nella promozione dello sport e del benessere fisico e mentale dei cittadini. Queste organizzazioni, per poter beneficiare dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa, devono rispettare una serie di requisiti, tra cui il principio di democraticità nell’esercizio dei diritti sociali. L’articolo in esame approfondisce questo tema cruciale, evidenziando l’importanza delle assemblee dei soci come momento di confronto e di partecipazione attiva alla vita associativa.