Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6672

Cassazione, ordinanza n. 6672 del 9/03/2020

Imposta di registro - Termine "trasferimento" - Utilizzo per i diritti reali di godimento - Esclusione.

L’Agenzia delle Entrate sosteneva che alla costituzione di una servitù su terreno agricolo dovesse applicarsi l’aliquota dell’imposta di registro prevista per i trasferimenti. La Cassazione distingue gli atti traslativi, che comportano il passaggio della proprietà o della titolarità di un diritto reale, dagli atti costitutivi di servitù, che determinano soltanto una compressione della proprietà del fondo servente: la maggiore aliquota del 15% riguarda esclusivamente i primi. Il ricorso dell’Amministrazione è pertanto rigettato, confermando la tassazione con aliquota dell’8%.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 6668

Cassazione, ordinanza n. 6668 del 9/03/2020

Ordinanza n. 6668 del 09/03/2020

La CTR aveva dichiarato decaduta l’Amministrazione perché la denuncia penale era stata presentata dopo la scadenza del termine ordinario relativo agli accertamenti per il 2004-2005. La Cassazione afferma che, secondo la disciplina applicabile, per IRPEF e IVA il raddoppio consegue alla presenza di seri indizi di reato da cui sorga l’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla sua effettiva o tempestiva presentazione; il meccanismo non opera invece per l’IRAP, priva di sanzioni penali. Il ricorso è accolto limitatamente a IRPEF e IVA, con cassazione e rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
N. 6572

Cassazione, sentenza n. 6572 del 9/03/2020

Sentenza n. 6572 del 09/03/2020

La contribuente contestava un avviso di accertamento TARSU per il 2004, notificato nel marzo 2012 dopo un avviso di pagamento del gennaio 2007; i giudici di merito avevano ritenuto tempestiva la pretesa. La Cassazione stabilisce che l’accertamento doveva essere notificato entro il 31 dicembre 2010 e che il precedente avviso di pagamento, espressione di una volontà impositiva non ancora formalizzata, non poteva interrompere né rinnovare un termine di decadenza. Accolto il ricorso, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, viene accolto il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 6569

Cassazione, sentenza n. 6569 del 9/03/2020

Sentenza n. 6569 del 09/03/2020

La controversia concerneva la TARSU sulle aree comunali adibite a parcheggio a pagamento, che la CTR aveva escluso per carenza di legittimazione passiva della società affidataria, attribuendo rilievo all’associazione temporanea stipulante l’appalto. La Cassazione individua invece il soggetto passivo nell’impresa consorziata concretamente affidataria e detentrice delle aree: il tributo dipende dall’occupazione o detenzione, a prescindere dal relativo titolo, e i parcheggi sono presuntivamente produttivi di rifiuti, salvo prova contraria. Accolto il ricorso comunale, la Corte cassa la sentenza e rigetta nel merito l’impugnazione originaria della contribuente.

N. 6568

Cassazione, sentenza n. 6568 del 9/03/2020

Sentenza n. 6568 del 09/03/2020

Il contribuente aveva chiesto la revocazione della sentenza sulla TARES, sostenendo che la CTR avesse erroneamente ritenuto utilizzato il servizio pubblico nonostante la documentazione sullo smaltimento autonomo; la revocazione era stata respinta perché la censura riguardava la valutazione della prova e perché la circostanza non era decisiva. La Cassazione non esamina il merito tributario: rileva che il ricorso non aveva impugnato la prima delle due autonome ragioni poste a fondamento della decisione. Poiché ciascuna ragione era da sola sufficiente, dichiara il ricorso inammissibile.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6567

Cassazione, sentenza n. 6567 del 9/03/2020

Sentenza n. 6567 del 09/03/2020

Nel giudizio relativo a un accertamento TARSU, la CTR aveva escluso che il fallimento sopravvenuto della contribuente interrompesse automaticamente il processo, ritenendo necessaria una dichiarazione del soggetto interessato. La Cassazione afferma invece che l’apertura del fallimento determina l’interruzione di diritto, poiché la disciplina fallimentare è speciale rispetto alle regole processuali ordinarie e tributarie; la successiva pronuncia giudiziale ha valore meramente dichiarativo. Accolto il motivo comunale, la Corte dichiara nulli gli atti compiuti dopo il fallimento, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per la rinnovazione del giudizio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Procedure concorsuali
  • Tributi locali
N. 6424

Cassazione, sentenza n. 6424 del 6/03/2020

Sentenza n. 6424 del 06/03/2020

L’Amministrazione contestava il rimborso dell’IVA assolta da un tour operator extra-UE su servizi di autonoleggio acquistati in Italia per i propri clienti, mentre i giudici regionali avevano valorizzato l’assenza di territorialità delle operazioni attive. La Cassazione ha giudicato fondata la censura erariale, applicando il regime speciale che esclude detrazione e rimborso dell’imposta sui servizi resi da terzi a vantaggio diretto dei viaggiatori. L’esclusione opera anche per le agenzie stabilite fuori dell’Unione ed è stata ritenuta conforme ai principi unionali di neutralità e concorrenza.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 6423

Cassazione, sentenza n. 6423 del 6/03/2020

Sentenza n. 6423 del 06/03/2020

Un tour operator statunitense aveva impugnato il recupero dell’IVA già rimborsata per servizi di autonoleggio acquistati in Italia; la commissione regionale aveva confermato l’annullamento dell’atto, considerando le prestazioni fuori campo per difetto di territorialità. Accogliendo il motivo principale dell’Agenzia, la Cassazione ha affermato che il regime speciale delle agenzie di viaggio vieta il rimborso dell’imposta relativa ai servizi di terzi destinati direttamente ai viaggiatori anche agli operatori extra-UE. La Corte ha reputato tale soluzione coerente con neutralità, ripartizione del gettito e parità concorrenziale.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 6432

Cassazione, sentenza n. 6432 del 6/03/2020

Sentenza n. 6432 del 06/03/2020

L’Agenzia aveva recuperato l’IVA già rimborsata a un tour operator stabilito fuori dall’Unione europea, relativa a servizi di autonoleggio acquistati in Italia e resi direttamente ai viaggiatori; i giudici di merito avevano invece riconosciuto il rimborso. La Cassazione afferma che il regime speciale delle agenzie di viaggio esclude detrazione e rimborso anche per gli operatori extra-UE, senza contrastare neutralità e parità di trattamento, poiché un diverso esito li favorirebbe rispetto agli operatori unionali. Il motivo dell’Agenzia è pertanto ritenuto fondato e la pretesa di rimborso esclusa.

N. 6431

Cassazione, sentenza n. 6431 del 6/03/2020

Sentenza n. 6431 del 06/03/2020

La lite riguarda il recupero dell’IVA precedentemente rimborsata a un tour operator extra-UE per servizi acquistati in Italia a diretto vantaggio dei clienti, nonostante la vendita dei pacchetti fosse avvenuta all’estero. Diversamente dalla CTR, la Cassazione interpreta il regime speciale delle agenzie di viaggio nel senso che l’imposta su tali acquisti non è detraibile né rimborsabile anche quando l’operatore è stabilito fuori dall’Unione; la disciplina rispetta neutralità e parità concorrenziale. La Corte reputa quindi fondato il ricorso dell’Agenzia ed esclude il diritto al rimborso.

N. 6430

Cassazione, sentenza n. 6430 del 6/03/2020

Sentenza n. 6430 del 06/03/2020

Un tour operator con sede extra-UE aveva ottenuto il rimborso dell’IVA pagata su servizi di autonoleggio resi in Italia ai viaggiatori, sul presupposto accolto dalla CTR che il regime speciale non riguardasse operatori esteri. La Cassazione chiarisce che la norma interpretativa estende la non rimborsabilità dell’imposta alle agenzie di viaggio stabilite fuori dall’Unione, anche se i pacchetti sono venduti all’estero; tale soluzione è coerente con il sistema del margine e impedisce trattamenti più favorevoli rispetto agli operatori unionali. Il ricorso dell’Agenzia è giudicato fondato e il rimborso non spettante.

N. 6429

Cassazione, sentenza n. 6429 del 6/03/2020

Sentenza n. 6429 del 06/03/2020

L’Amministrazione aveva recuperato l’IVA rimborsata a un tour operator extra-UE per servizi acquistati e prestati in Italia, mentre la CTR aveva escluso il regime speciale richiamando la mancanza del presupposto territoriale delle operazioni attive. La Cassazione stabilisce che, per gli acquisti effettuati a diretto vantaggio dei viaggiatori, l’IVA non è rimborsabile anche alle agenzie stabilite fuori dall’Unione, indipendentemente dal luogo di vendita del pacchetto; la limitazione è conforme alla disciplina unionale e alla parità concorrenziale. Il motivo dell’Agenzia è dichiarato fondato, con esclusione del rimborso.

N. 6428

Cassazione, sentenza n. 6428 del 6/03/2020

Sentenza n. 6428 del 06/03/2020

La CTR aveva confermato il rimborso dell’IVA assolta da un tour operator extra-UE su servizi acquistati in Italia per i propri clienti, ritenendo inapplicabile il regime speciale e valorizzando l’assenza di territorialità delle prestazioni vendute all’estero. La Cassazione afferma invece che l’imposta relativa ai servizi forniti da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori non è detraibile né rimborsabile anche alle agenzie stabilite fuori dall’Unione; la regola tutela la ripartizione del gettito e non viola neutralità o parità di trattamento. Il ricorso dell’Agenzia è ritenuto fondato e il rimborso escluso.

N. 6427

Cassazione, sentenza n. 6427 del 6/03/2020

Sentenza n. 6427 del 06/03/2020

L’Amministrazione aveva recuperato l’IVA già rimborsata a un tour operator statunitense sugli acquisti, effettuati in Italia, di servizi di autonoleggio destinati ai viaggiatori; la commissione regionale aveva invece escluso la territorialità delle prestazioni. La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso erariale: il regime speciale delle agenzie di viaggio preclude detrazione e rimborso dell’imposta anche agli operatori stabiliti fuori dell’Unione europea. Tale disciplina, secondo la Corte, è compatibile con neutralità e parità concorrenziale, poiché evita condizioni più favorevoli rispetto agli operatori unionali.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 6426

Cassazione, sentenza n. 6426 del 6/03/2020

Sentenza n. 6426 del 06/03/2020

Una società di tour operating extra-UE aveva ottenuto il rimborso dell’IVA pagata per servizi di autonoleggio acquistati in Italia; i giudici di merito avevano annullato il successivo recupero, reputando inapplicabile il regime speciale per difetto di territorialità delle operazioni attive. La Cassazione ha accolto la censura dell’Amministrazione, affermando che l’IVA sui servizi resi da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori non è rimborsabile neppure alle agenzie stabilite fuori dell’Unione. La limitazione è stata giudicata coerente con il sistema unionale e con la parità concorrenziale.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 6425

Cassazione, sentenza n. 6425 del 6/03/2020

Sentenza n. 6425 del 06/03/2020

La controversia riguardava il recupero dell’IVA precedentemente rimborsata a un tour operator extra-UE per servizi acquistati in Italia e inclusi in pacchetti venduti all’estero; la commissione regionale aveva ravvisato carenza del presupposto territoriale. La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso dell’Agenzia: l’articolo 74-ter, come interpretato dalla disciplina sopravvenuta, rende non rimborsabile l’imposta relativa ai servizi prestati da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori anche quando l’agenzia sia extraunionale. La Corte ha escluso il contrasto con neutralità IVA e parità di trattamento.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Estero
N. 6203

Cassazione, sentenza n. 6203 del 5/03/2020

Sentenza n. 6203 del 05/03/2020

La lite verteva sulla rideterminazione delle rimanenze finali di un’impresa immobiliare per il 2005, dalla quale erano derivati maggiori IRPEF, IRAP e contributi; la CTR aveva annullato la ripresa perché il calcolo dell’Ufficio ometteva componenti rilevanti, tra cui il costo del terreno permutato. La Cassazione ha osservato che gli acconti non costituiscono ricavi prima della stipula dell’atto immobiliare, ma ha soprattutto rilevato l’assenza di censure specifiche e autosufficienti contro la motivazione regionale. Ha dichiarato inammissibile il ricorso principale, riconoscendo la possibile utilizzazione motivata della perizia stragiudiziale, e assorbito il ricorso incidentale condizionato.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità
  • Contabilità e Bilancio
  • IRPEF
  • IRAP
N. 6245

Cassazione, ordinanza n. 6245 del 5/03/2020

Tributi - Riscossione - Intimazione di pagamento - Notifica oltre il termine di prescrizione decennale - Nullità - Valore del ruolo come atto interruttivo - Insussistenza.

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione notificata oltre dieci anni dopo gli avvisi di irrogazione delle sanzioni; i giudici di merito l’avevano ritenuta non autonomamente impugnabile e avevano attribuito efficacia interruttiva alla successiva iscrizione a ruolo. La Cassazione ha stabilito che l’intimazione espressiva di una pretesa tributaria definita può essere impugnata e che il ruolo, quale atto interno non recettizio, non interrompe la prescrizione. Ha quindi accolto il primo e il terzo motivo, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 6242

Cassazione, sentenza n. 6242 del 5/03/2020

Sentenza n. 6242 del 05/03/2020

L’accertamento riguardava la deducibilità di svalutazioni su crediti della stabile organizzazione italiana di una banca estera, comprese operazioni con imprese situate in Paesi a fiscalità privilegiata, nonché l’attribuzione delle perdite tra filiale e casa madre. La Cassazione ha ricondotto anche le svalutazioni alla disciplina dei componenti negativi “black list” e ha ritenuto ammissibile, per una filiale bancaria sottocapitalizzata, un fondo di dotazione figurativo coerente con indipendenza e libera concorrenza. Accolti il quinto motivo principale e il primo incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 6241

Cassazione, sentenza n. 6241 del 5/03/2020

Sentenza n. 6241 del 05/03/2020

L’accertamento recuperava ricavi non contabilizzati, che l’ufficio collegava all’acquisto e alla rivendita di quote di produzione del tabacco, oltre a vari costi ritenuti indeducibili; la contribuente sosteneva di avere svolto mera intermediazione. La Cassazione ha ritenuto fondati i primi sei motivi: la commissione regionale aveva desunto l’acquisto dai soli assegni senza verificare il procedimento di cessione, né aveva considerato i correlati costi, pur imputando l’intero prezzo tra i ricavi. Restavano inoltre contestati, con motivi distinti, inerenza e motivazione dei recuperi relativi alle altre spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario

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