La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
La recente pronuncia della Suprema Corte torna a porre l’accento sul requisito dell’inerenza nelle spese promozionali. Un commercialista si era visto contestare la deduzione di acquisti di pregio. I giudici hanno stabilito che classificare un bene come spesa di rappresentanza non basta se poi non si dimostra l’uso effettivo. L'analisi fornisce un inquadramento sistematico delle disposizioni applicabili, evidenziando le cautele metodologiche e i controlli necessari.
Il Governo ha dato ieri il via libera definitivo a un decreto che sposta in avanti di dieci anni interi l’obbligo di applicare l’IVA alle attività associative. Una mossa che salva migliaia di enti dal dover entrare nel meccanismo della fatturazione e della contabilità ordinaria. Ma non solo: arrivano anche modifiche sostanziali per chi opera nel sociale, dalla ridefinizione delle esenzioni fino alle nuove soglie per i regimi agevolati. L'approfondimento chiarisce il regime tributario e contributivo applicabile, gli adempimenti verso il RASD e le correlate tutele di esenzione.
L’emanazione della Regola Tecnica n. 2 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), approvata mediante Deliberazione n. 9 del 16 gennaio 2025, acquisito il parere del Comitato di Sicurezza Finanziaria reso in data 27 dicembre 2024, costituisce un intervento di natura normativa secondaria di rilevanza decisiva per l’attuazione operativa degli obblighi disciplinati dagli artt. 17-30 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (c.d. “Decreto antiriciclaggio”).
I debitore che pensava di mettere al sicuro le entrate future perché il conto aveva saldo negativo al momento della notifica dell’atto esattoriale dovrà ricredersi. La Cassazione, con sentenza numero 28520 depositata il 27 ottobre 2025, traccia un solco netto: il vincolo di pignoramento speciale non scatta e poi si esaurisce, bensì rimane attivo e vigente durante uno “spazio temporale” ben preciso, catturando anche le somme che si accumulano successivamente, purché il rapporto base da cui derivano risulti già costituito nel momento in cui il pignoramento viene notificato.
L’emanazione della guida dell’Agenzia delle Entrate del giugno 2025, unitamente alle circolari amministrative nn. 17/2023 e 28/2022, ha determinato un quadro di progressiva chiarezza riguardante il regime detraibile per gli impianti fotovoltaici nell’ambito del bonus casa. Tuttavia, la questione del calcolo e dell’applicazione del limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare continua a presentare profili di complessità applicativa meritevoli di approfondimento sistematico.
La Corte di Cassazione, attraverso la recente ordinanza n. 29299/2025 della Sezione tributaria depositata il 5 novembre 2025, ha fornito chiarimenti definitivi su una questione che ricorre frequentemente nel contenzioso tributario: come si distribuisce il beneficio economico derivante dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti tra il soggetto cedente e il soggetto cessionario. La pronuncia rappresenta un orientamento giurisprudenziale consolidato in materia di accertamento basato su presunzioni tributarie e inversione dell’onere della prova.
La vicenda che arriva alla Cassazione con l’ordinanza n. 26107/2025 mostra un confine curioso del diritto tributario: l’errore contabile può esistere, essere macroscopico, perfino poco elegante, e tuttavia rimanere fuori dal campo delle sanzioni se non tocca, nemmeno di striscio, la determinazione del reddito. La Corte lo afferma con nettezza, inserendosi nel clima inaugurato dal D.Lgs. 87/2024, che ha ritoccato l’impianto sanzionatorio rendendolo meno automatico e più legato alla sostanza economica delle violazioni.
Nel modello tradizionale di tassazione delle S.r.l., il reddito societario subisce due livelli di prelievo. Prima l’utile paga l’IRES al 24%, poi, quando viene distribuito, i dividendi scontano una ritenuta del 26% in capo ai soci persone fisiche. Il risultato concreto, se si fa la somma, è un’erosione che può facilmente superare il 40% del reddito prodotto. Il regime di trasparenza fiscale previsto dall’art. 116 del TUIR e regolato dal D.M. 23 aprile 2004 ribalta questo schema.
Quando l’Agenzia delle Entrate procede a verifiche documentali sulle dichiarazioni fiscali, il recupero delle somme accertate segue binari temporali rigidi. L’agente della riscossione opera con margini definiti dalla normativa, e il rispetto delle tempistiche rappresenta un elemento che condiziona la validità stessa della pretesa tributaria. La disciplina dell’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, numero 602, stabilisce coordinate precise per la consegna degli atti al contribuente.
L’affitto d’azienda, sul piano civilistico, non ha una disciplina unitaria. Eppure, sul piano fiscale, da una clausola spesso trascurata dipende un effetto molto concreto: chi deduce le quote di ammortamento dei beni compresi nel complesso aziendale. Tutto ruota attorno al richiamo o meno, nel contratto, dell’articolo 2561 c.c. e al combinato disposto con l’articolo 102, comma 8, del TUIR. A seconda di come si scrive l’accordo, cambia il soggetto che ammortizza: affittuario oppure concedente.