La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
Quando l’Agente della Riscossione notifica un pignoramento semplificato e il terzo non versa le somme, il blocco si scioglie automaticamente. Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza 30214 depositata il 16 novembre 2025, che risolve una questione rimasta a lungo nell’ombra: cosa succede se i termini scadono senza pagamento? La risposta è netta. Il vincolo cessa di esistere, senza bisogno di provvedimenti ulteriori. E si torna alle regole ordinarie del pignoramento davanti al giudice.
La questione sembrava chiusa già l’estate scorsa, quando la Consulta aveva tracciato una linea netta. E invece qualcuno sperava ancora in un ripensamento. Niente da fare. Il Consiglio di Stato ha depositato nei giorni scorsi la sentenza numero 8962, che poi tanto sorprendente non è – diciamocelo. Quella prerogativa professionale, il visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali, rimane appannaggio esclusivo di chi è iscritto agli ordini. Commercialisti, consulenti del lavoro.
L’Agenzia delle Entrate ridefinisce gli adempimenti per enti e associazioni. Dal 17 novembre 2025 scattano regole specifiche per il cambio del legale rappresentante, con l’obbligo di documentazione sostitutiva e canali di trasmissione circoscritti. L'approfondimento chiarisce il regime tributario e contributivo applicabile, gli adempimenti verso il RASD e le correlate tutele di esenzione.
Quando arriva una comunicazione preliminare dall’Agenzia delle Entrate, molti contribuenti si chiedono quale strada percorrere. Non tutti sanno, però, che la regolarizzazione spontanea resta possibile anche in questa fase. E spesso può rappresentare la soluzione più conveniente, almeno dal punto di vista delle sanzioni. Stanco di leggere? La guida esamina i limiti temporali dell'azione accertatrice, i presupposti di novità dell'atto e le strategie difensive per il contribuente.
Il Tax Control Framework, nella disciplina dell’adempimento collaborativo, è il cuore del rapporto “a rischio condiviso” tra impresa e Amministrazione finanziaria. Senza un TCF adeguato e funzionante non c’è accesso al regime di cooperative compliance previsto dal D.Lgs. 128/2015, che richiede un sistema organizzato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali, validato da un certificatore esterno indipendente. La guida esamina i limiti temporali dell'azione accertatrice, i presupposti di novità dell'atto e le strategie difensive per il contribuente.
Le imprese che puntano a beneficiare del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno si trovano ora davanti a un passaggio decisivo. Dal 18 novembre fino al 2 dicembre 2025 si apre la finestra per trasmettere la comunicazione integrativa. Un adempimento che non ammette distrazioni: chi lo salta, perde tutto. La norma – contenuta nell’articolo 16 del decreto-legge n. 124/2023 – si rivolge ai soggetti che hanno già inoltrato la domanda iniziale nei mesi scorsi. Adesso devono dimostrare che quegli investimenti sono stati davvero portati a termine.
Dal 2026 l’Unione europea comincerà ad applicare dazi anche sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue, colpendo in pieno il modello di business delle piattaforme di e-commerce come Shein, Temu e operatori simili. La misura nasce per arginare la sottovalutazione sistematica delle merci, chiudere una falla storica dell’unione doganale e rimettere sullo stesso piano le imprese europee rispetto ai colossi asiatici che alimentano il flusso di spedizioni “low cost”.
Con il Decreto-Legge n. 159/2025 il legislatore ha rimesso mano, ancora una volta, alla disciplina del domicilio digitale. Questa volta il bersaglio è molto specifico: gli amministratori delle società. Dopo mesi di interpretazioni contrastanti fra MIMIT, Unioncamere e Notariato, l’art. 5 del D.L. 179/2012 viene riscritto e l’obbligo del domicilio digitale personale non riguarda più “tutti” gli amministratori, ma solo alcune figure apicali.
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 27238/2025 depositata l’11 ottobre, chiarisce in modo netto che il diritto alla detrazione Iva non può essere subordinato alla prova del pagamento della fattura. A contare, per il giudice di legittimità, sono solo due elementi: l’effettiva esecuzione dell’operazione e il possesso di una fattura valida, regolarmente annotata. Tutto il resto – inclusa la dimostrazione del flusso finanziario – è un requisito “aggiuntivo” che il legislatore nazionale non può pretendere senza tradire il principio di neutralità dell’imposta armonizzata.
Una pluralità di voci contabili dell’esercizio annuale presentano, intrinsecamente, una vulnerabilità riconosciuta sia dalla letteratura tributaria che dalla giurisprudenza di legittimità. Tali componenti rappresentano elementi critici sottoposti a specifici approfondimenti nel corso dei controlli amministrativi, poiché spesso celano profili di non conformità rispetto alla normativa fiscale vigente. La guida esamina i limiti temporali dell'azione accertatrice, i presupposti di novità dell'atto e le strategie difensive per il contribuente.