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Corrispettivi telematici via software: la road map verso il 2027 è confermata

28 Maggio, 2026

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Il tavolo di lavoro del 27 maggio 2026 tra Agenzia delle Entrate, Sogei, AssoSoftware e i soggetti certificatori ha confermato che la roadmap verso il 2027 regge: le soluzioni software certificate per la trasmissione telematica dei corrispettivi entreranno in piena operatività come quarta opzione accanto ai registratori fisici, alla procedura web e agli RT con tecnologia BLOB. La base normativa è l’art. 24 del D.Lgs. n. 1/2024 (decreto Adempimenti); le specifiche tecniche sono fissate dal provvedimento AE n. 111204 del 7 marzo 2025, che disegna un’architettura a due moduli – MF1 per la gestione locale del dato fiscale, MF2 per la trasmissione verso l’Amministrazione. Nessun obbligo di migrazione: il software affianca, non sostituisce, l’hardware esistente. Ma tre nodi restano aperti: i tempi di certificazione dei produttori, la ripartizione delle responsabilità in caso di malfunzionamento e le modalità tecniche di integrazione con i pagamenti elettronici, il cui obbligo di collegamento POS-RT – introdotto dalla L. n. 207/2024 e operativo dal 1° gennaio 2026 con le regole attuative del provvedimento AE n. 424470/2025 – è già vigente.

Il quadro normativo di riferimento

La base normativa è l’art. 24 del D.Lgs. n. 1/2024 (decreto Adempimenti), adottato in attuazione della delega fiscale. Il legislatore vi ha stabilito che la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri potranno avvenire anche mediante soluzioni software idonee, purché garantiscano sicurezza e immodificabilità del dato. Il provvedimento AE n. 111204 del 7 marzo 2025 ha successivamente tradotto la norma in specifiche operative, definendo i requisiti tecnici per la realizzazione, l’approvazione e il rilascio delle soluzioni. A completare il quadro, l’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 127/2015 resta la norma-madre sull’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri anonimi.

La riunione del 27 maggio 2026

Il tavolo di lavoro riunito il 27 maggio 2026 – con Agenzia delle Entrate, Sogei, AssoSoftware, i produttori ammessi alla sperimentazione e i soggetti certificatori – non ha riservato colpi di scena. Quello che ha fatto, invece, è più utile: ha confermato che il percorso regge. La roadmap verso il 2027 resta in piedi, la sperimentazione procede con esiti descritti come positivi, e nessuno ha sollevato rilievi di fattibilità tecnica sul progetto. In attesa di comunicato ufficiale da parte di AE o AssoSoftware, i contenuti della riunione sono riportati sulla base delle informazioni disponibili: si raccomanda di verificare la fonte primaria prima della messa online dell’articolo.

Software come quarta opzione, non sostituto

Un punto che rischia di passare in secondo piano: la soluzione software non cancella il registratore telematico, lo affianca. Il sistema attuale prevede già tre modalità di trasmissione dei corrispettivi – il registratore fisico, la procedura web dell’Agenzia delle Entrate e il registratore con tecnologia BLOB – e il software certificato si aggiunge come quarta opzione. Nessuna sostituzione automatica, nessun obbligo di migrare.

Strumento Soggetti coinvolti Note operative
Registratore telematico fisico Produttori RT, esercenti Già in uso. Verifiche periodiche e manutenzione a carico dell’esercente
Procedura web AE Agenzia delle Entrate Accesso tramite portale Fatture e Corrispettivi. Adatta a bassa operatività
RT con tecnologia BLOB Produttori RT Variante hardware già disponibile sul mercato
Soluzione software certificata Produttori SW, Erogatori, soggetti certificatori accreditati da AE Operativa dal 2027. Richiede approvazione AE, certificazione terza e integrazione con POS

Questo ampliamento delle scelte è, in teoria, una buona notizia. Nella pratica, però, ogni aggiunta di opzioni porta con sé una complessità decisionale che non va sottovalutata. L’esercente che dovrà scegliere tra hardware e software non potrà basarsi solo su un raffronto di costi diretti: dovrà valutare anche la continuità operativa, la qualità dell’assistenza dell’erogatore, la gestione degli aggiornamenti e – tema delicato – cosa succede in caso di malfunzionamento o di scarto da parte del sistema dell’Amministrazione. Sul piano sanzionatorio, uno scarto non rettificato espone l’esercente alle sanzioni previste dall’art. 6, co. 2-bis, D.Lgs. n. 471/1997, pari al 90% dell’imposta corrispondente, con un minimo di €500 per violazione.

L’architettura tecnica: MF1 e MF2

Il provvedimento n. 111204 del 7 marzo 2025 disegna un’architettura a due livelli. Il primo è il Modulo Fiscale 1 (MF1), che gestisce localmente i dati fiscali: è il punto in cui la vendita viene registrata, il documento commerciale generato, il dato acquisito e reso immodificabile. Si tratta di un’applicazione o software gestionale installato su un dispositivo hardware – PC, tablet o SmartPOS. Il secondo è il Modulo Fiscale 2 (MF2), installato su un sistema hardware in grado di interfacciarsi in modalità web service con i sistemi dell’Amministrazione finanziaria, occupandosi della trasmissione sicura verso l’AE.

Il software certificato per i corrispettivi telematici non è quindi un semplice emettitore di scontrini digitali: deve presidiare l’intero ciclo del dato, dalla registrazione all’invio, con garanzie tecniche soggette a verifica esterna. Per le imprese già dotate di gestionali evoluti, o per quelle con più punti di vendita e flussi di cassa distribuiti, questo modello può risultare più flessibile dell’hardware. Ma la flessibilità ha un costo: iter di approvazione per il produttore, requisiti tecnici precisi da rispettare e soggetti terzi che validano il tutto prima della commercializzazione.

Il processo di certificazione e il ruolo degli Erogatori

La certificazione è affidata a soggetti accreditati dall’Agenzia delle Entrate, la cui valutazione si affianca al parere della Commissione per l’approvazione degli apparecchi misuratori fiscali di cui all’art. 5 del D.M. 23 marzo 1983. Il percorso per un produttore che voglia entrare nel mercato non è immediato: occorre sviluppare il prodotto rispettando le specifiche del provvedimento del 7 marzo 2025, sottoporlo al processo di approvazione dell’AE e superare il vaglio del soggetto certificatore. Solo dopo si può procedere alla distribuzione tramite gli Erogatori, ossia i soggetti che il provvedimento individua come canale tra il produttore e l’esercente finale, i quali sottoscrivono preventivamente un apposito accordo di servizio con l’Agenzia.

Integrazione con i pagamenti elettronici

L’art. 24 del D.Lgs. n. 1/2024 richiede espressamente che il processo di registrazione dei corrispettivi dialoghi con quello di pagamento quando l’operazione è regolata con strumenti elettronici. Una previsione coerente con quanto introdotto dalla L. n. 207/2024 (legge di bilancio 2025), che dal 1° gennaio 2026 ha reso obbligatorio il collegamento tra POS e sistemi di certificazione dei corrispettivi. Le modalità operative per il collegamento RT-POS sono state definite dal provvedimento AE n. 424470 del 31 ottobre 2025: l’abbinamento avviene interamente online tramite il portale Fatture e Corrispettivi, senza necessità di collegamento fisico tra i dispositivi. Per i POS già attivi al 1° gennaio 2026, il termine per l’associazione era fissato in 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio online (attivo da marzo 2026, con scadenza al 20 aprile 2026). Per le soluzioni software certificate, le specifiche tecniche di integrazione con i pagamenti elettronici sono invece ancora in fase di definizione regolamentare.

Il software non sarà soltanto lo strumento che genera il documento commerciale: diventerà un nodo informativo tra la vendita, il pagamento e il dato fiscale. Per le riconciliazioni contabili e i controlli incrociati dell’Amministrazione, questo livello di integrazione è tutt’altro che marginale.

Il confronto tra RT e software: cosa valutare

La domanda che gli esercenti si pongono è se convenga aspettare il 2027 per valutare il passaggio, o se ci siano ragioni per anticipare la riflessione. La risposta onesta è che dipende dal profilo dell’attività. Per un piccolo punto vendita con operatività stabile e un registratore fisico già ammortizzato, non ci sono ragioni urgenti di cambiamento. Per chi gestisce più sedi, lavora in mobilità o dispone già di un gestionale integrato con i flussi di cassa, la soluzione software può offrire vantaggi concreti in termini di flessibilità.

Profilo Registratore fisico (RT) Software certificato
Costo di acquisizione Acquisto hardware + installazione Canone di servizio o licenza SW
Manutenzione Verifiche periodiche obbligatorie, assistenza tecnica Aggiornamenti SW, supporto erogatore
Mobilità operativa Limitata al punto di installazione Elevata (uso su dispositivi mobili e cloud)
Integrazione POS Obbligo dal 1° gen. 2026 – provv. AE 424470/2025 Prevista da art. 24 D.Lgs. 1/2024 – modalità in definizione
Certificazione Approvazione ministeriale RT Approvazione AE + soggetto certificatore accreditato
Disponibilità sul mercato Già attiva Prevista dal 2027

C’è però un errore di prospettiva abbastanza comune: il risparmio sull’hardware non esaurisce il confronto economico. Occorre mettere sul piatto il costo del servizio – spesso in abbonamento – l’assistenza garantita dall’erogatore, la gestione delle anomalie di trasmissione e la continuità operativa in caso di problemi tecnici. Un software “comodo” che va in errore nel momento sbagliato, senza un supporto adeguato, può generare scarti e contestazioni con conseguenze sanzionatorie precise.

I nodi ancora aperti

La conferma della roadmap non significa che il quadro sia già chiuso. Almeno tre filoni restano aperti.

  • Iter di certificazione dei produttori: i tempi del processo di approvazione da parte di AE influenzano direttamente quando e quante soluzioni saranno disponibili sul mercato all’inizio del 2027.

  • Responsabilità in caso di malfunzionamento: non è ancora del tutto chiarito come verranno ripartite tra produttore, erogatore ed esercente le conseguenze di un mancato o errato invio dei dati.

  • Integrazione tecnica con i pagamenti elettronici: le specifiche per i software certificati sono rinviate a successive disposizioni attuative, non ancora emanate.

La vera semplificazione – quella che riduce gli adempimenti senza aumentare il rischio di errore o di contestazione – dipenderà in larga misura dalla qualità delle soluzioni che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi. L’annuncio normativo, in questo senso, è il punto di partenza. Non il punto di arrivo.

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